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European Judo Open Men 2017, intervista al Presidente della Fijlkam, Domenico Falcone

Soddisfazione per le medaglie di Medves e Casaglia. Il karate in campo internazionale non si smentisce mai. Nei prossimi 4 anni, verrà applicato il suo piano strategico di sviluppo per le discipline marziali

European Judo Open Men 2017, intervista al Presidente della Fijlkam, Domenico Falcone

Il Faro on line – Una due giorni di judo, molto intensa al Pala Pellicone. Tante emozioni vissute e tanto lavoro organizzativo, da parte della Fijlkam, per l’European Judo Open Men 2017. Prima delle finali pomeridiane, di domenica 19 febbraio, Il Faro on line ha sentito le impressioni del Presidente Domenico Falcone. Dopo alcuni mesi, dalle medaglie vinte a Rio, con l’oro storico di Fabio Basile e l’argento altrettanto importante, di Odette Giuffrida, ancora il ricordo è tangibile nelle sue parole. E non solo quello. E’ importante per una Federazione come la Fijlkam aver conseguito, risultati di questo genere.

Cresce il movimento del judo italiano, allora. E lo fa, anche grazie al piano strategico messo in programma dal Presidente Falcone, per i prossimi 4 anni. Un proseguimento di quello già esistente, che porterà quest’arte marziale a Tokyo. Ci sono molti giovani da far crescere, fino alle prossime Olimpiadi e due di loro, come Matteo Medves e Leonardo Casaglia, hanno portato a casa due medaglie d’argento in occasione del XXV° Trofeo Città di Roma. Lo dichiara, il Presidente Falcone, con grande soddisfazione. Al momento della sua intervista, il torneo era ancora in svolgimento e prima delle gare del pomeriggio, che avrebbero chiuso la competizione, le aspettative per altri allori erano nella mente. Lo sport è anche questo. Si può vincere o perdere. Matteo e Leonardo sono stati gli unici judoka italiani e salire sul podio, ma gli altri hanno dato un segnale importante, come indicato anche dal Direttore Tecnico Murakami, a fine torneo.

In concomitanza al judo romano, a Sofia, negli stessi giorni era di scena il karate europeo giovanile. Sono state in totale, 13 le medaglie vinte, insieme a 6 titoli europei conquistati. Commenta il Presidente Falcone, quelle ottenute nel kata, il giorno prima e con sentito fervore si augurava di accrescere il medagliere, nella giornata di domenica. Così è stato, per la nuova disciplina olimpica, a cui saranno asportati i progetti messi in atto per il judo, verso Tokyo 2020.

La Fijlkam è pronta a camminare verso le prossime Olimpiadi, con i suoi progetti e tanti talenti ed atleti che nel mondo vincono e fanno crescere le arti marziali italiane. Gioielli e patrimonio di un movimento olimpico azzurro che daranno ancora molte soddisfazioni.

Ecco le parole del Presidente Domenico Falcone :

Caro Presidente, sono passati alcuni mesi dalle medaglie vinte a Rio 2016. Quali sono le sue impressioni su queste straordinarie vittorie?
“A Rio è stata una cosa eccezionale. Abbiamo vinto due medaglie con due ragazzi giovani. Vittorie bellissime e nette, insieme alla 200esima medaglia. Tutto è andato veramente bene. Adesso, le Olimpiadi sono già alle spalle e siamo qua, oggi. E’ iniziato il percorso verso Tokyo, con questo settimo torneo, di questo quadriennio importante. Nel primo giorno di gare, abbiamo conquistato due medaglie d’argento, nelle finali per l’oro, grazie a due atleti giovani. Il futuro si prospetta bene. Speriamo che, anche oggi, vada bene”.

Qual è il programma del judo, di questo quadriennio? Ci sono già dei progetti in atto?
“In occasione dell’Assemblea del 3 dicembre, ho presentato un piano strategico, abbastanza articolato e dettagliato. Spero di poterlo portare a compimento. E’ molto lungo ed in questi 4 anni, forse non riusciremo a fare tutto, tuttavia nel settore tecnico, c’è un progetto interessante, affidato al nostro Direttore Tecnico, il Maestro Murakami, dove saranno coinvolti tutti gli allenatori societari. Tutti insieme lavoreranno, per portare avanti un piano condiviso. Con lo scopo di raggiungere i migliori risultati”.

Esistono dei progetti, anche per i giovani atleti. Quali sono?
“Ripeteremo il progetto Tokyo2020, che avevamo messo in atto, prima di Rio. Lo porteremo avanti. Esso prevede l’individuazione di 10 atleti al massimo, che si possano allenare in modo permanente qui ad Ostia, per 15 giorni al mese. Già in Brasile, abbiamo avuto dei frutti, speriamo che la stessa cosa, possa accadere per Tokyo”.

Da Presidente della Fijlkam, sono tante le emozioni da lei vissute. Ce n’è una in particolare, che ricorda in modo speciale?
“Avevo già fatto, 5 Olimpiadi da Segretario Generale e da Capo Delegazione. A Rio, è stata la mia prima Olimpiade da Presidente. Il Capo della Delegazione è stato Massimiliano Benucci, il Segretario Generale. Ciò che hanno fatto gli atleti, è stato qualcosa di emozionante, per me. Molto bella”.

Stanno arrivando le medaglie, dagli Europei Giovanili di karate, a Sofia. Che ne pensa?
“Loro non si smentiscono mai. E’ un campionato importante, per le prospettive future. Sono ragazzi dai 16 ai 21 anni. Sono andati bene con il kata, dove veramente abbiamo una scuola molto forte, come per il kumite. Anche per il karate, faremo un progetto rivolto a Tokyo2020. Il karate è olimpico da alcuni mesi. Nel settore karate, applicheremo il modello del judo. Quando ho presentato il piano strategico, ho inserito ovviamente anche il karate ed il modello viene declinato a tutte le discipline”.

E’ importante per la Fijlkam, ospitare eventi internazionali come l’European Judo Open, di alto livello?
“Dimostriamo all’Europa ed al mondo intero, che noi in Italia, ci sappiamo fare. Sappiamo organizzare. Sappiamo anche vincere. E’ un biglietto da visita importante. Una nazione come l’Italia non può non far fronte ad eventi di questo genere. Anche se sono dispendiosi, dal punto di vista economico, il ritorno di immagine è fondamentale”.