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Europei Indoor, Fabrizio Donato conquista la finale, nel triplo: “Non ci si deve mai arrendere. Bisogna provarci, fino in fondo!”

Il capitano azzurro festeggiato ed osannato dai tifosi. Il web lo incoraggia a vincere. Al terzo salto, arriva la finale

Europei Indoor, Fabrizio Donato conquista la finale, nel triplo: “Non ci si deve mai arrendere. Bisogna provarci, fino in fondo!”

Il Faro on line – Al terzo salto, Fabrizio ha conquistato la quinta finale indoor, della sua carriera. Prima di partire per gli Europei di Atletica Leggera, in svolgimento a Belgrado, il bronzo di Londra 2012, nel salto triplo, si è messo al braccio, la fascia di capitano. E’ stato eletto in questo modo, guida e mentore dal gruppo azzurro. Un team di tanti giovani e veterani che in questi giorni, stanno gareggiando agli Europei di atletica leggera. E lui, è stato in gara, il capitano ideale.

Nella serata di venerdì 2 marzo, Donato ha saltato 16,70 sulla sabbia. Nel jump finale, è andato un po’ più in là. Fino a 10 centimetri oltre, la misura della qualifica. In una gara, dal tasso tecnico molto elevato, il vicecampione europeo 2011, delle Fiamme Gialle, combatteva anche contro un dolore alla caviglia sinistra. Il tendine d’Achille pulsava là sulla pista. Ma lui è stato più forte. E’ il carattere di coloro che con esperienza e pazienza, sanno come affrontare certe situazioni in pedana e con la maturità sportiva che lo caratterizza, è sceso di nuovo in pista, per l’ultimo salto.

Intanto, tanti giovani di fronte a lui. Max Hess, Melvin Raffin e l’italiano Daniele Cavezzani. Quest’utimo sfiora la qualifica. Con un 16,38, il triplista romano firma il suo indoor continentale e termina la sua avventura a Belgrado. Hess sigla il primato mondiale stagionale con 17,52 e Raffin, più giovane di Donato di 22 anni, mette a segno il record del mondo junior. 17,20 per lui. Ed il capitano degli azzurri ? A 40 anni, è lì. Serio e deciso a saltare, con la divisa azzurra. Amata e conosciuta. Non si può non farlo. Si deve andare avanti. E lui lo ha fatto: “Dico sempre che i veri campioni si vedono anche in momenti come questi, quando si riesce a rimettere in piedi, una gara, all’ultimo salto”. Ha dichiarato Donato, come riportato dal sito ufficiale della Fidal. 50 centimetri più in là, il salto della qualifica. Fino a quel momento, i tentativi erano stati due e della stessa misura. Un 16,24, ripetuto due volte. E poi, lo scatto del campione. Cosa succede, nella testa e nel cuore di un atleta del genere, in questi istanti ? E’ il mistero che lo accompagna, in gara. La voglia di provare a salire sul podio e giocarselo tutto in finale, ancora una volta, porta il talento a sbalordire: “Non potevo permettermi di sbagliare – continua a dichiarare Fabrizio – volevo mandare un segnale alla squadra, al mondo dell’atletica ed allo sport italiano. Il segnale è quello che, non ci si deve mai arrendere e bisogna provarci, fino in fondo!”. E poi quel salto. Hop, step e jump : 16,70 ! Qualificazione per la finale di domenica. Dalle 16,04 del 5 marzo, tutto il popolo dell’atletica leggera tiferà ancora una volta, per il suo triplista.

Nella prima giornata di gare, altri 5 italiani hanno conquistato la finale. Yassin Bouih, anch’esso delle Fiamme Gialle, ha ottenuto il tempo per la gara della medaglia. Nei 1500 metri, il mezzofondista gialloverde ha registrato il tempo di 3:44.67. Un tempo di recupero in classifica, ma che posizionando Yassin al quinto posto, gli regala la finale di sabato 4 marzo. Ad ora di cena, scenderà in pista. Il tre volte campione europeo juniores di cross e bronzo, in questa specialità, Yeman Crippa è stato ripescato con il tempo di 7:59.79 nei 3000 metri. L’atleta delle Fiamme Oro ha guadagnato anch’esso, la sua finale. Insieme a lui e nella stessa gara, scenderà per il podio, anche Marouan Razine, del Cus Torino, che secondo in batteria, ha registrato il crono di 7:55.17. Nella mattina del 3 marzo ed in una gara attesa da tutti i tifosi azzurri, Filippo Randazzo aveva ottenuto la finale nel salto in lungo. In odore di convocazione e di eventuale podio agli Europei, il lunghista delle Fiamme Gialle, ad Ancona, aveva saltato 8,05. La quinta misura di tutti i tempi, agli Assoluti Italiani. Un traguardo importante, per un giovane lunghista. E allora, ecco la divisa azzurra per Belgrado e non ha deluso Randazzo, laggiù in pedana. Realizzando la misura di 7,89, ha firmato la quarta misura, di tutti gli atleti presenti in competizione. Insieme a Filippo e della stessa divisa sociale, ha strappato il pass per la gara direzione podio, anche Giulia Viola. La finanziera che da due anni, si allena in Inghilterra, ha disputato due batterie, nei 3000 metri. Ha ottenuto in seguito, il tempo di 8’57’’85, salendo fino in terza posizione. Per Viola, la finale ci sarà, domenica pomeriggio, in concomitanza, con l’inizio di quella del salto triplo.