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Fabrizio Donato vicecampione europeo indoor. Calligrafia di una storia, nel salto triplo di Belgrado

Al secondo tentativo, raggiunge la misura per il podio. Dopo il salto di Evora, è argento. E leggenda !

Fabrizio Donato vicecampione europeo indoor. Calligrafia di una storia, nel salto triplo di Belgrado

Il Faro on line – E la storia fu. E tutti ci speravano. E tutti se lo auguravano. E’arrivata a 17,13. Quella manciata di sabbia, sollevata nell’aria, ha diviso, la normalità dalla leggenda. Succede, quando a fare l’impresa è il cuore di un atleta. E prima, quello di un uomo. Sempre umile, sempre pronto a fare i sacrifici e sempre dedito ai suoi allenamenti, come alle migliaia di gare, alle quali ha partecipato. Un esempio da seguire. Ed un simbolo già, per tanti giovani. L’argento arrivato dagli Europei di Belgrado, per Fabrizio Donato, segna un’epoca. Segna la bellezza del salto triplo e quella dei valori dello sport. Innalza i principi della Carta Olimpica e li giustifica. Si pone come un sigillo, di qualcosa di ben più importante, che di un semplice alloro. Diventa quello, che c’è dentro. E cosa c’è dentro ? Lui. C’è Fabrizio. L’uomo e il campione.

Primo a 17,13. Poi salta Evora e scende al secondo gradino. Poco importa, è già leggenda
Al secondo salto, appena atterrato nella buca della sabbia, comprende di essere salito sul podio. Un festeggiamento, tuttavia, contenuto il suo. Ed il colore della medaglia ? Oro, momentaneamente e già incredibile. L’avverbio tuttavia, si rivela profetico. Ma stare già in cima, significa bussare alle porte del paradiso. Lo fa, il Donato nazionale e con la fascia di capitano al braccio, con tutta l’esperienza e la passione, per lo sport. Arriva in pedana, però, un altro grande della specialità ed il portoghese Nelson Evora, si prende il primo gradino a 17,20, al terzo tentativo. Ma podio è, per Fabrizio. Ancora, la gara è in corso e quel dolore al tendine non smette di dare fastidio. E’ in silenzio allora. Tranquillo e paziente ad attendere. Per tre turni, si ferma. Poi l’ultimo salto, per completare la sua presenza nella finale, del Kombank Arena, con le ultime energie in corpo e la misura raggiunta di 16,43. E poi la conferma. Argento ed il titolo di vicecampione europeo indoor 2017. A 40 e mezzo.

Secondo argento in sala, agli Europei. Una valanga di messaggi per lui, sui social
Tutto lo stadio lo ha applaudito ed acclamato e non solo lui. Tanti i tifosi, del capitano Donato di Belgrado, lo hanno stretto in un abbraccio senza fine. Messaggi di congratulazioni e di ammirazione, hanno riempito i social. Amici, atleti ed addetti ai lavori. Tanto onore per lui, frutto di una carriera da leggenda. E probabilmente, la parola “leggenda” non riesce a descrivere ciò, che adesso Fabrizio è diventato o quello che già era. Prima di partire. Un grande campione. E continua ad esserlo. Da sempre, è stato così. La medaglia di bronzo, di Londra 2012, è stata la conquista più importante in carriera. Nello stesso anno, è arrivato il titolo continentale outdoor, nel triplo. L’oro di Helsinky ha innalzato Fabrizio, già in odore di leggenda. Quella di Belgrado per lui, è stata le seconda medaglia d’argento ottenuta, in sala. La prima era giunta a Parigi, nel 2011 e due anni prima a Torino, l’oro. Una carriera lunghissima e ricca di soddisfazioni.

Fabrizio Donato a Belgrado e Sofia Goggia in Corea del Sud. Una due giorni vincente per le Fiamme Gialle
Un orgoglio per le Fiamme Gialle, che lo hanno fatto crescere e vincere. Un’immensa ricchezza per la divisa gialloverde, che si è rilevata più forte e nei giorni in cui un’altra campionessa della Guardia di Finanza, ha firmato il suo secondo oro in Coppa del Mondo. Sofia Goggia, dall’altra parte del globo e sulle piste olimpiche di Pyeongchang, vinceva il suo secondo oro nello sci alpino ed in due giorni, di competizione. Due campioni e due storie diverse. Quella di Fabrizio Donato è diventata favola: “Questo argento non posso che dedicarlo a mia moglie Patrizia ed alle mie figlie, Greta e Viola – ha dichiarato, il vicecampione continentale indoor, come riportato dal sito ufficiale della Fidal – è stata sofferta, più che inaspettata”. Hop, step e jump da campione. Un salto triplo fluido, veloce e ampio. Una descrizione di tanti salti, fatti prima. Di tanti tentativi disegnati. In allenamento ed in gara. La storia, quel salto triplo, la sua, ricca di successi. La calligrafia di una biografia, entrata negli annali.

Prossimo obiettivo, Mondiali di Londra
Ed ora ? Niente mare per lui, questa estate. Lo dice Fabrizio, nelle sue dichiarazioni sul sito ufficiale della Fidal. Le spiagge di Ostia possono attendere. C’è un Mondiale da fare. A Londra. Nella stessa città, del suo bronzo a Cinque Cerchi. Già, la parete del suono è stata strattonata. Già, le porte del paradiso si sono schiuse. Già, la cima è stata conquistata. Sopra, c’è il cielo. E l’azzurro della divisa di Donato, con la fascia al braccio da capitano, punta in alto. Lo scopo sarà quello di mischiarsi con i colori del firmamento. In estate, i suoi tifosi potranno vederlo. Adesso, si godono la medaglia d’argento e del suo sorriso da campione. Assoluto. Vicecampione europeo.