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A #Minturno la sospensione poco chiara di un bando pubblico fa mormorare i cittadini

Il Comune di Minturno, proprietario dell'immobile, è tenuto a impegnarsi per trasformare la vecchia fornace in polo culturale

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A #Minturno la sospensione poco chiara di un bando pubblico fa mormorare i cittadini

Il Faro on line – La faccenda aveva già fatto parlare di sé per la durata straordinariamente breve e poco diffusa. Cominciamo con qualche excursus nozionistico. Verso la fine 19° secolo, sorsero tra Minturno e Scauri due stabilimenti di laterizi: Sieci e Capolino. Entrambi gli opifici furono eredi di un’antica attività: quella della lavorazione della creta, praticata già dalla “Gens Pirana”. L’ex complesso “Sieci”, in particolare, rappresenta, ancora oggi, un esempio di archeologia industriale, con il suo tipico forno Hoffmann.

Il Comune di Minturno, proprietario dell’immobile, è tenuto a impegnarsi per trasformare la vecchia fornace in polo culturale. Nel 1996, a tal proposito, fu presentato un grande progetto di ristrutturazione e recupero dell’area dall’architetto Ersilia Russo, che fu presentato con un importantissimo convegno e mostra a Minturno. Attualmente, tale progetto rappresenta ancora la più grande ed organica proposta fattibile, non solo per il recupero della intera area, ma anche per la ripresa turistica ed economica di Scauri e dintorni.

Eppure come troppe cose da queste parti, sta lasciando parlare di sé per situazioni talmente poco chiare da risultare sospette a una larga fascia di cittadini della città e di quelle limitrofe. Ricostruiamo i dati del 2017: A inizio febbraio viene emesso, dal Parco regionale Riviera d’Ulisse, il bando per l’affido della struttura dell’ Ex- Sieci. Inizialmente, fece già parlare il fatto che la scadenza fosse fissata per il 21 di Febbraio. Due settimane- o poco più- per proporsi, insomma. A far mormorare, ancora di più, il fatto che il bando non venne per nulla pubblicizzato, per cui gran parte delle associazioni competenti in materia, ignorano che qualcosa si sta smuovendo sotto i loro occhi.

Una fascia ristretta di cittadini allora, decide, per propria iniziativa e con mezzi privati, di promuovere l’ufficializzazione del bando e  cominciano ad arrivare le richieste… Tant’è che arriva la proroga sui tempi: la scadenza è spostata in data 28 di Febbraio. Ma, sul finire di questa storia, un lieto fine non pare esserci, alla fine dei conti. Il 27 febbraio, con scarse 24 ore di anticipo sulla chiusura del bando, arriva la comunicazione circa la sospensione dello stesso.

Le motivazioni? “In seguito a problematiche sorte e al fine di procedere a una approfondita verifica delle prescrizioni e dei contenuti della documentazione posta a base di gara.” La domanda sorge spontanea: Quali sono queste “problematiche sorte” tali da far sospendere un bando già così tanto chiacchierato fin dal giorno della sua emissione? Il Comune risponderà a quest’appello dei suoi cittadini? O sarà l’ennesimo “mistero” del Sud pontino?

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