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La “Storia della pallacanestro” della città di #Formia nel libro di Davide Staiano foto

Il volume sarà presentato sabato prossimo presso la sala Sicurezza del Comune alla presenza delle autorità politiche cittadine e di tante vecchie e nuove glorie della pallacanestro cittadina

La “Storia della pallacanestro” della città di #Formia nel libro di Davide Staiano

Il Faro on line – Un viaggio nella storia della città tra notizie, aneddoti, statistiche, foto. Dal 1929 ad oggi, la trama delle relazioni di una comunità raccontata e rivissuta attraverso la passione per il basket.
Si intitola “Storia della pallacanestro formiana” la nuova opera di Davide Staiano, già autore di un libro dedicato alla storia del calcio nella nostra città.
Il volume sarà presentato sabato 11 marzo alle ore 10.30 presso la sala Sicurezza del Comune alla presenza delle autorità politiche cittadine e di tante vecchie e nuove glorie della pallacanestro cittadina.

Un libro corposo, fatto di 264 pagine ricche di notizie, piccole e grandi storie del passato, dati statistici e immagini che ripercorrono la storia del basket formiano dagli albori ai giorni nostri. Tante le società, sia maschili che femminili, di cui si ripercorrono storia e risultati in ordine rigorosamente cronologico: dall’S.S. Formia Basket alla Libertas Formia, da Mola Sport alla Fabiani, dal Basket Yo al M. B. Dante Alighieri, da Coccodrillo a Formia Basketball e Basket 4ever.

Il viaggio parte dal luglio del 1929, quando si tenne a Formia la prima riunione di palla al cesto. Una passione che si estende fino ad oggi attraverso generazioni di atleti, dirigenti, appassionati e sportivi. Un percorso fatto di vittorie e sconfitte, di impegno e dedizione.

“Il pensiero di racchiudere quello che ha rappresentato sinora la pallacanestro per la città di Formia – commenta l’autore Davide Staiano – mi era balenata già qualche tempo fa, dopo aver completato l’opera sul calcio. Non è casuale la scelta della foto di copertina che documenta una partita in corso all’ombra della Torre di Mola. Il desiderio è stato principalmente quello di partire dalle origini, dai primi canestri e dalla voglia di basket che si respirava già allora”.