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Inizia a #Latina il tour di presentazioni di “La ballata dei giorni della pioggia” romanzo ambientato anche a #Sperlonga

La scrittrice risponde a qualche domanda per noi prima della presentazione alla Feltrinelli di Latina.

Inizia a #Latina il tour di presentazioni de “La ballata dei giorni della pioggia” romanzo ambientato anche a #Sperlonga

Il Faro on line – E’ dalla Feltrinelli di Latina che inizia il tour di presentazioni de “La ballata dei giorni della pioggia” il nuovo piccolo romanzo di Maria Caterina Prezioso, pubblicato da Kogoi edizioni.

A cinque mesi dall’uscita, e dopo aver ottenuto diverse buone recensioni e interviste, tra quotidiani, web e radio, il romanzo verrà presentato a Latina, giovedì 16 marzo 2017 alle ore 18:00.

Modera, Sandra Giuliani, responsabile della produzione di Kogoi Edizioni, interviene come lettore esperto, Fabio Sebastiani, giornalista, conduttore di Radio Rete Edicole.

“La ballata dei giorni della pioggia” narra la storia di una grande amicizia e di due solitudini che si incontrano. I due personaggi nella loro diversità fanno propria una frase di Ghandi. La vita non è aspettare che passi la tempesta ma ballare sotto la pioggia. In questa frase c’è tutta l’essenza, il cuore del romanzo. Imparare a ballare sotto la pioggia. Due storie differenti quella di Gentile e quella di una funzionaria in un ufficio governativo di Roma. Gentile è nato a Sperlonga l’8 settembre del 1943, un bambino di origine ebree, un uomo che diventerà un magistrato. Lei senza nome o meglio assumerà il nome di Paradosso. Due storie differenti, ma con un comune denominatore, giocare una partita per il riscatto della giustizia.

Un mondo diviso in vincitori e vinti, in sommersi e salvati, in un mondo di lupi e agnelli per Gentile e il Paradosso l’unica logica è la resistenza. Gentile scrive nel suo testamento “ricordiamoci sempre chi siamo. Perché altro non siamo che l’acqua inquinata dall’agnello per il lupo”. Il Paradosso afferma “comunque sia andata ho giocato una buona partita”.

Sullo sfondo altri personaggi: personaggi burocratici, resi quasi fumetti mostri con i quali il Paradosso si troverà a confrontarsi. I Gormiti. Poi ci sono i personaggi intorno a Gentile, la madre Sara, l’amico attore Angelo che ha recitato nel film di Carlo Lizzani “l’oro di Roma”, e incontreremo anche Raf Vallone e Marlene Dietrich, Sperlonga degli anni 60 e soprattutto Herbert Kappler.

Maria Caterina Prezioso, che a breve risponderà a qualche domanda per noi, è nata a Roma nel 1961. È autrice di poesie, “Nelle rughe del muro” (1991), di drammaturgie, “La risposta di Leonardo” (con Giuliana Majocchi, 1996) messa in scena per la regia di Sergio de Sandro Salvatidalla Compagnia della Medusa (Teatro Oda di Foggia e Teatro Verga di Milano – premio migliore spettacolo), La stanza – la festa dei Tuareg (2004), e di narrativa, “Il gioco n. 33” (1993), “Il Colpo” (2008), “Cronache binarie” (2011) e “Blu Cavolfiore” (2013). Alcuni suoi racconti e novelle sono stati pubblicati in diverse riviste di letteratura («Storie», «Omero», «In-Edito», «TutteStorie», «EllinSelae»). Attualmente collabora con la rivista «Satisfiction».

La breve intervista.

1) Maria Caterina, raccontaci, perché hai ambientato parte de “La ballata dei giorni della pioggia” a Sperlonga e nell’Agropontino?

Buongiorno a tutti e a tutte coloro che sono in ascolto e grazie a Giada Nocella che mi apre questo spazio. La scelta non è stata casuale o dettata semplicemente da individuare una “location” accattivante. Da alcuni anni nella mia testa c’è un progetto che si sviluppa nel territorio. Anzi su e per i territori. Nel 2011 esce “Cronache binarie”: tre storie ambientate a Roma, tre generazioni diverse, i protagonisti sono nati a distanza di venti anni (classe 1949 1969 e 1989) e narrano la Roma che ognuno di loro ha avuto la possibilità di vivere e di raccontare. Nel 2013 esce “Blu cavolfiore”. Da Roma saliamo al Nord, il Nord-Est (Treviso) e poi il Nord-Ovest (Novi Ligure), le storie del Nord con la sua gente e coloro che sono emigrati dal Sud al Nord per avere una speranza di vita e di lavoro e perché no di successo, ma anche un mondo di nebbie e malinconie. A fine ottobre 2016 esce “La ballata dei giorni della pioggia”. Da Roma scendiamo al Sud, ma anche in questo caso un Sud diverso, il Sud-Pontino. Un Sud dimentico di se stesso. Ho voluto raccontare la storia di questo Sud attraverso la voce e gli occhi dei due protagonisti. Ripartire da Roma e scendere verso un mare aperto. Voci e storie che non sanno che farsene di questa Roma, una capitale così vicina a loro ma caotica e strana. Voci e storie che hanno il diritto di essere narrate. Gente che ha il proprio mare, le mareggiate e le torri da dove poter avvistare l’arrivo dei Saraceni.

2) Leggeremo solo di una Sperlonga degli anni “60 o qualcosa anche dei giorni nostri?

Assolutamente sì. Il romanzo ha degli sbalzi temporali incredibili. I due personaggi, Lei funzionario di un ufficio governativo di Roma e Gentile vivono nel presente affinché il passato (dunque la memoria) possa avere una propria dignità e il futuro (la scommessa di un futuro diverso) possa avere la possibilità di esserci. Una cosa mi aveva tanto colpito, il 30 ottobre del 2010 Sperlonga vinse un Superenalotto miliardario. Un sistema della Sisal detto “La Mamma” e quelle quote fecero diventare alcune persone ricche, ma qualcosa è cambiato. Gentile parla proprio di questo evento all’inizio del romanzo. Ora a distanza di quasi sette anni Sperlonga è pronta a cambiare di nuovo, ma deve secondo me ritrovare la memoria del proprio passato per poter affrontare il futuro e vivere il presente con consapevolezza. Questo accade non solo alle persone, ma anche alle collettività. Bisogna tornare a fare rete, a metterci in comunicazione l’uno con l’altro.

3) C’è qualche legame speciale con questa terra o qualche aneddoto che ti va di narrarci?

In parte ti ho risposto sopra, ma c’è una cosa alla quale tengo molto e a costo di andare fuori tema te la voglio raccontare. Una parte del romanzo l’ho scritto stando a Sperlonga, tornavo a Roma e avevo nostalgia di Gentile e delle sue storie, a Sperlonga mi mancava Lei, ribattezzata “il Paradosso”. Questo per dirti quanto sia importante il territorio nel quale si vive, si respira. L’uomo è legato alla sua terra, al suo mare, alle sue radici più di quanto si possa credere. Ecco io ho provato a raccontare anche di questo e in questa ottica ci sono i temi a me cari: la Storia con la S maiuscola raccontata attraverso le piccole storie e il desiderio di Giustizia, il riscatto della Giustizia. Infine un tema della Storia che fa parte del mio dna. La Shoà. Quello che è avvenuto nessuno di noi ha il diritto di farlo appassire tra le pagine di un libro come una volta si faceva con i fiori. La Memoria di quello che è accaduto è fondamentale affinché non solo non si ripeta, ma ognuno di noi possa sentirsi vivo e abbia dignità di esistenza nel mondo.

4) Ci saranno altre presentazioni in provincia di Latina, oltre a quella, già preannunciata, del 16 marzo?

La presentazione alla Feltrinelli di Latina è una grande opportunità e io vorrei ringraziare gli organizzatori che mi hanno offerto questa occasione. Sono emozionata e preoccupata e forse è un bene. Mi lasciano sempre molto perplessa coloro che danno tutto per scontato e si offrono in vetrina al mondo. A me piace far parlare gli altri, mi piace ascoltare e poi se riesco, raccontare di voi attraverso la scrittura. Se sopravvivo, mi piacerebbe molto riuscire a portare “la ballata dei giorni della pioggia” sicuramente a Sperlonga, ma anche a Formia e a Itri.