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Pazienti con demenza, gli effetti benefici della musica

L’ascolto della musica diminuisce l’agitazione

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Pazienti con demenza, gli effetti benefici della musica

Il Faro on line – La musica è efficace nella gestione dell’’agitazione che, insieme ad aggressività, allucinazioni, delirio, affaccendamento ecc., è tra quei sintomi che si manifestano frequentemente nelle persone affette da demenza. Gli specialisti li definiscono psichici e comportamentali e sono presenti in una percentuale di pazienti che va dal 30 al 90%.

Complessivamente a soffrire di demenza sono circa 44 milioni di persone nel mondo e, secondo le stime degli studiosi nel 2050 questo numero sarà destinato a triplicare: saranno circa 135 milioni le persone malate.

Un problema di grande rilevanza sanitaria ma anche sociale con ricadute importanti non solo per il malato ma anche per i familiari che lo assistono. Come spiegano gli esperti non vi è attualmente una terapia definitiva: i farmaci sono quelli più utilizzati ma va detto che ci sono anche molti interventi non farmacologici che hanno una significativa efficacia nella gestione di alcuni sintomi.

Tra questi, la musica è quella che sembra avere effetti maggiori nella riduzione dell’agitazione psicomotoria. Sono molti gli studi che lo documentano e, un’ulteriore dimostrazione arriva da un’indagine condotta dagli infermieri di una RSA pubblicata su L’infermiere online, rivista scientifica e di aggiornamento professionale della Federazione nazionale dei Collegi Ipasvi.

Lo studio, durato sei settimane, è stato effettuato sui pazienti accolti nel nucleo Alzheimer. In prima battuta i ricercatori hanno valutato il livello e la gravità dei disturbi cognitivi (memoria, linguaggio, concentrazione ecc), il livello di agitazione e la musica preferita dai pazienti.

Le preferenze musicali dei pazienti, che avevano un’età media di 83 anni, erano per autori come Adriano Celentano, Mina, Claudio Villa, Gianni Morandi, Domenico Modugno, il Quartetto Cetra.

I brani selezionati sono stati organizzati in 7 playlist e fatti ascoltare in filodiffusione per tutto il reparto un’ora al giorno. Al termine dell’ascolto veniva poi registrato il livello di agitazione di ogni paziente coinvolto nell’indagine.

L’analisi dei dati raccolti e delle registrazioni alla fine dell’indagine, ha permesso ai ricercatori di documentare una riduzione del livello di agitazione sia immediatamente dopo l’ascolto della musica che nei giorni successivi.

L’ascolto della musica è un intervento efficace, non farmacologico ed economico per la gestione dell’agitazione che, concludono gli autori, dovrebbe essere attuato in modo routinario nelle attività di assistenza delle persone affette da demenza.

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