Seguici su

Cerca nel sito

Stupri, violenze e vessazioni, l’altra orribile vita di ‘bravi ragazzi’ minorenni

Reiterati episodi di bullismo, violenze sessuali, danneggiamenti. Tutti ragazzi di buona famiglia, nel Pavese.

Il Faro on line – Sgominata dai Carabinieri a Vigevano (Pavia) la “baby gang delle stazioni ferroviarie”: bulli quindicenni che violentavano e picchiavano. Quattro arresti e sei denunce.  Secondo quanto accertato dai militari di Vigevano e del Comando provinciale di Pavia, la banda di ragazzini avrebbe agito come un ‘branco’, prendendo di mira i soggetti ritenuti più deboli e incapaci di difendersi, scegliendoli tra compagni di classe o vicini di casa.

In particolare una di queste vittime, uno studente si 15 anni, è stata oggetto di una vera e propria persecuzione giunta fino a violenze fisiche e umiliazioni. Vessazioni che venivano riprese con i telefonini per ridicolizzare il ragazzo nei confronti degli altri e aumentare il suo stato di prostrazione, fino a realizzare una vera e propria ‘sudditanza’ del quindicenne nei confronti del branco.

Del “branco” – composto soprattutto da coetanei, anche se qualcuno di loro causa bocciature è ancora alle scuole medie – facevano parte anche altri cinque minori tra i 15 e i 16 anni, accusati solo di aver partecipato insieme agli arrestati a una serie di episodi di vandalismo contro treni, altro “passatempo” del gruppo: lanci di sassi, finestrini rotti con i martelletti frangivetro, estintori scaricati all’interno delle carrozze. Dovranno rispondere di danneggiamento aggravato e interruzione di pubblico servizio.

Figli di rispettabili professionisti

I protagonisti non appartengono a un mondo di marginalità sociale. Sono definiti dagli investigatori tutti “ragazzi di buona famiglia”, figli di professionisti, commercianti, impiegati, operai. Le indagini dei carabinieri del capitano Rocco Papaleo sono state complesse e delicate. Dopo aver raccolto notizie relative ad alcuni degli episodi, hanno dovuto anzitutto convincere a presentare denuncia i genitori di alcune vittime, preoccupati per quanto sarebbe potuto ulteriormente accadere ai loro figli.

Le spedizioni punitive

Non sono mancate le spedizioni punitive, come quella avvenuta a febbraio quando due ragazzi di 15 anni, ritenuti responsabili di aver denunciato alcuni degli episodi di bullismo, sono stati affrontati al rientro a casa, spintonati e presi a pugni. Solo l’intervento di un genitore, casualmente di passaggio, ha posto fine all’aggressione.

Fondamentale nello sviluppo delle indagini è stata la collaborazione che i carabinieri hanno ottenuto da un coetaneo delle vittime, testimone di alcune violenze. Hanno conquistato la sua fiducia e lui, sentendosi protetto, è riuscito a procurarsi e poi consegnare una delle foto della violenza sessuale divulgate dal “branco”, in cui i responsabili si mostravano visibilmente compiaciuti ma soprattutto erano ben riconoscibili.