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#Ardea, Lido dei Pini, le ragioni dell’associazione ‘Per Lupetta’

Da gruppo spontaneo si sono costituiti in Associazione. Abbiamo incontrato il Presidente, Dott.ssa Eliana Peperoni.

#Ardea, Lido dei Pini, le ragioni dell’associazione ‘Per Lupetta’

Il Faro on line – Abbiamo seguito il gruppo “Per Lupetta” in occasione dell’Assemblea convocata dai Soci nel Dicembre scorso ma sembra che le questioni tra il Gruppo e i vertici del Consorzio Lido dei Pini Lupetta non si siano appianate. Sembra che a nulla sia valsa l’opposizione del Gruppo vista la pubblicazione degli Avvisi dei Bandi di Gara apparsi sul sito del Consorzio per le opere di Illuminazione e di rifacimento stradale.

Da gruppo spontaneo i “Per Lupetta” si sono costituiti in Associazione e, per capire meglio il loro pensiero, abbiamo incontrato il Presidente, Dott.ssa Eliana Peperoni dopo essere venuti a conoscenza delle Diffide inoltrate al Consorzio e al Comune di Ardea, al Prefetto di Roma, al Commissario Prefettizio, al Dott. Cantone dell’anticorruzione, alle Procure della Repubblica di Roma, Perugia e Velletri

“Abbiamo letto le diffide che il vostro legale ha inoltrato al Consorzio e al Comune di Ardea, ci spieghi meglio.

“Entrambe le diffide rappresentano l’ennesima azione che il nostro gruppo, ora costituito in Associazione e di cui sono portavoce, ha promosso da quando, nel gennaio 2016, in occasione dell’Assemblea Generale sarebbero stati approvati i lavori di Riqualificazione del Territorio. Abbiamo intrapreso innumerevoli azioni ed abbiamo tentato un dialogo aperto sia con gli amministratori del Consorzio che con i vertici del Comune ma, sembra, che i “consorziati” rappresentino solo polli da spennare in alternativa alla carenza di servizi da parte della Pubblica Amministrazione.

I punti principali della diffida inoltrata al Consorzio riguardano la mancata autorizzazione da parte dei Consorziati ai lavori di illuminazione. Infatti, nell’Assemblea Generale del gennaio 2016 è stata portata all’Ordine del Giorno l’approvazione del “Progetto” e non delle “opere” come detta il nostro Statuto”.

Nella diffida inoltrata al Consorzio si legge che il presidente sembra avere perso i requisiti utili a tale qualifica…

“La condicio sine qua non per la carica di presidente risiede nello status di “consorziato” cioè di proprietario di immobili sul territorio consortile o aventi causa. L’attuale Presidente, o colui che si firma tale, sembra aver venduto la Società, proprietaria di immobili, di cui era amministratore, nel luglio dello scorso anno e, sembra essere stato nominato Amministratore di un’altra Società solo recentemente. Questo, però, comporta l’acquisizione dello status di “consorziato” e non automaticamente di “Presidente”. Tuttavia, in tutto questo periodo il Consorzio ha prodotto atti a firma del Presidente, atti che potrebbero mettere in serio rischio il Consorzio stesso”.

Veniamo alla diffida inoltrata al Comune di Ardea…

“Molte azioni intraprese dal nostro gruppo nei confronti del Consorzio sono state inoltrate al Comune con il quale si è tentato anche un dialogo bonario. Abbiamo inviato varie richieste di accesso agli atti e accessi civici, abbiamo maturato una documentazione importante per le azioni che, se continuerà il silenzio e l’indifferenza delle due amministrazioni, andremo a produrre nelle dovute sedi ma, nello specifico dell’oggetto della diffida manca il documento più importante che né il Comune, né il Consorzio potranno produrre in quanto sembrerebbe inesistente: l’atto di trasferimento al Consorzio delle proprietà di alcune strade.

Il Comune ha emesso un Permesso a Costruire dichiarando la legittimità del Consorzio a farne richiesta in quanto proprietario delle strade del Consorzio. Dai documenti in nostro possesso, ricerche effettuate dal nostro tecnico alla Conservatoria dei Registri e al Catasto, sembrerebbe che la proprietà di alcune strade sia ancora in capo a persone fisiche, cioè mai trasferite al Consorzio. Inoltre, il Permesso a costruire è rilasciato per l’intero territorio consortile ma una parte di tale territorio insiste sul Comune di Anzio al quale non è stata fatta alcuna richiesta autorizzativa per gli interventi che si sarebbero progettati.

Infine, e come si dice last but not least, l’illuminazione, così come presentata nel progetto del Consorzio e approvato dal Comune, rappresenta un’opera di urbanizzazione primaria che spetta al Comune e non al Consorzio. La legge che regola il nostro Consorzio fa riferimento al Decreto Luogotenenziale 1446 del 1918 che limita le attribuzioni dei Consorzi alla sola manutenzione delle strade. Ma c’è da sottolineare che il 50% delle strade del Consorzio sono state classificate “comunali” e tutt’ora confermate tali”

Cosa vi aspettate da queste ultime azioni?

Fino ad ora gli amministratori del Consorzio hanno ignorato, o fatto finta di ignorare, ogni azione da noi intrapresa, dall’opposizione all’Assemblea di gennaio a firma di un avvocato, dalle richieste di chiarimenti sui progetti, dalle richieste di accesso agli atti, dalla richiesta, a firma di 475 soci, di una assemblea generale per avere chiarimenti proprio sui lavori. Hanno ignorato la volontà dei soci, a cui poi imporrebbero il pagamento dei lavori, di rivedere tutta la questione “Riqualificazione” violando lo Statuto e contravvenendo ai principi democratici. Hanno ignorato la delibera dell’Assemblea che i Soci hanno poi indetto in modo autonomo e che ha visto la revoca delle deliberazioni precedenti.

Se loro andranno avanti, andremo avanti anche noi e non solo per quanto riguarda i lavori ma per tutta una serie di, chiamiamole “stranezze” proprie della gestione del Consorzio. Sembrerebbe, infatti, che nonostante non ci sia un rappresentante del Comune negli organi consortili, così come prevede la legge, e non vengano inoltrati all’amministrazione comunale i bilanci e le delibere, quest’ultima abbia erogato dei contributi; sembrerebbe, inoltre, che all’interno della compagine amministrativa del consorzio ci siano situazioni di conflitti di interessi e di violazioni al Codice Civile.

Tutte queste perplessità sono state diffuse attraverso la nostra mailing list che, ad oggi, conta oltre 750 indirizzi di consorziati nonché al Consorzio stesso che, invece di rispondere in modo esaustivo e civile, non ha fatto altro che pubblicare sul sito istituzionale del Consorzio, pagato da noi consorziati, frasi oltraggiose ed offensive nei confronti del nostro gruppo. La giustizia è lenta ma, prima o poi arriva e, di certo, non siamo noi del gruppo “Per Lupetta” a doverci preoccupare.

Lei chiede cosa ci aspettiamo ma io le rispondo, alla luce dei significati che si si possono trarre da tutta questa faccenda, che non abbiamo aspettative ma solo obiettivi, tra i quali il ripristino della dignità di un territorio, come quello di Lido dei Pini Lupetta, che conta poco più o poco meno di cinquemila anime, e lo faremo con la sola arma che conosciamo: la democrazia”.