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25 anni di Fiumicino, la storia in un piatto

15 aprile 2017 | 08:02
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25 anni di Fiumicino, la storia in un piatto
25 anni di Fiumicino, la storia in un piatto
25 anni di Fiumicino, la storia in un piatto
25 anni di Fiumicino, la storia in un piatto
25 anni di Fiumicino, la storia in un piatto
25 anni di Fiumicino, la storia in un piatto

Ecco come è stato realizzato il simbolo delle celebrazioni per l’indipendenza: dal bozzetto del logo alla realizzazione del manufatto in coccio.

25 anni di Fiumicino, la storia in un piatto

Il Faro on line – Non è un semplice piatto: è il simbolo di una svolta storica, della maturazione culturale di un Comune, del 25ennale dall’indipendenza. E’ quello commissionato e regalato durante la cerimonia per il 25ennale organizzata dall’Amministrazione comunale, e ha una storia, fata di passione ed estro, di arte e territorio. Una storia tutta al femminile, che vale la pena raccontare.

Protagoniste sono, appunto, due donne: Selia Mencaroni e Olga Bitetto. La prima è una giovane studentessa della Emilio Segré, la seconda un’affermata artista della ceramica. Questo cocktail “rosa”, ha prodotto il simbolo stesso – come detto – dei 25 anni del Comune. Ma come ci si è arrivati?

La storia di Selia

La storia inizia con il concorso che il Comune ha indetto nelle scuole per la realizzazione del logo.
Sono stati 20 in tutto gli alunni delle classi di terza media e degli istituti superiori che hanno partecipato con i loro disegni.

Selia, che da sempre ha il pallino del disegno (da piccolissima portava dei cadeau – insieme ai genitori – persino al medico della mutua, tanta era la voglia di disegnare…) . “Ho deciso di partecipare – racconta Selia – e mentre ero in palestra mi è venuta l’idea che poi è risultata vincente: quella dei due cerchi”. In molti hanno pensato a degli oblò, oppure ad un nodo marinaresco… “Niente di tutto questo. Mi è venuto in mente l’8 che caratterizza il simbolo dell’infinito, come sguardo di Fiumicino verso il futuro.

Da lì, elaborando graficamente l’idea, sono arrivata al bozzetto finale. Ma c’è voluto più di un giorno, perché i primi schizzi su carta non mi convincevano. Poi piano piano ho finito il disegno”. Di notte, aggiunge la mamma, che l’ha vista immergersi per ore dopo cena, tra colori e fogli di carta.

Quel disegno – con il mare e il cielo rappresentati – ha vinto il primo premio, ed è diventato il nuovo simbolo di Fiumicino. Un simbolo che è finito sul piatto celebrativo creato per l’occasione da Olga Bitetto…

La storia di Olga

“Il piatto grezzo – racconta l’artista, che ha la sua galleria in via Torre Clementina 254, proprio lungo il porto canale, lo abbiamo realizzato al tornio. E’ un piatto con falda, cioè con un piccolo bordo che è decorato a mano”.
Ma qual è il procedimento per realizzare un piatto così? “La prima cottura si fa a 940 gradi, dopo l’immersione nello smalto”. Poi il piatto si deve raffreddare e si passa alla seconda cottura, a 860 gradi.

In questo secondo passaggio – racconta Olga – si applicano delle pellicole speciali con i disegni che, a quelle temperature, vengono letteralmente inglobare dal piatto”.

E come si preparano le pellicole? “Il disegno viene realizzato a mano, poi fotografato in grandi dimensioni per essere trasferito su una pellicola ad hoc. Poi si fanno le copie più piccole di quella pellicola che infine si usano in fase di cottura per essere applicate nel piatto”.

Per l’evento sono stati realizzati 100 piatti commemorativi. Pensavate mai che dietro ci fosse tutto questo lavoro? Beh, invece c’è stato, e complimenti a Selia ed Olga che hanno dato lustro alla propria città, Fiumicino.