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#Terracina, tra ‘Sky wine’ e cooking show: l’intervista a Marco Pannozzo

“La riscoperta degli autoctoni” è stato il titolo di questa edizione che ha avuto l’obiettivo di recuperare i prodotti vinicoli tipici dei territori.

#Terracina, tra ‘Sky wine’ e cooking show: l’intervista a Marco Pannozzo

Il Faro on line – Lo scorso fine settimana, nel centro storico alto di Terracina è approdata “Sky Wine” la manifestazione enologica della provincia pontina che coniuga il gusto del buon bere con la storia e la cultura.

“La riscoperta degli autoctoni” è stato il titolo di questa edizione che ha avuto l’obiettivo di recuperare i prodotti vinicoli tipici dei territori.

In quest’occasione, molti cittadini si sono cimentati nella “mission” di far riscoprire ai quanti hanno preso parte all’evento, i prodotti tipici terracinesi, che siano essi vinicoli o culinari.

In quest’ambito, rientra Marco Pannozzo – classe “66- che ha curato il cooking show della “Sky Wine” e che noi abbiamo intervistato per farci raccontare la sua esperienza all’ interno di questo evento e quali sono i sapori della sua terra.

1)Ciao Marco e grazie per essere qui noi! Cominciamo con una domanda rompighiaccio… Com’è stato per te prendere parte allo “Sky Wine” di Terracina? Era il primo anno che prendevi parte a un evento di questo tipo?
Salve! prendere parte al cooking show è stato un evento sicuramente emozionante, ma, sai, io ci sono abituato all’adrenalina… Il mio lavoro principale è quello di infermiere al 118!
Per il resto, no, non era la mia prima esperienza. Ho già partecipato ad altri cooking show. Infatti, nel tempo libero mi diletto in cucina con una passione specifica soprattutto per i prodotti del nostro territorio!!

2) “Cooking show”. Ti va di spiegarci in cosa consiste esattamente?
Cooking show che vuol dire? Significa preparare e coniugare una ricetta o un piatto direttamente davanti a un pubblico, coinvolgerlo e poi fargli assaggiare ciò che è stato fatto sentire le loro opinioni!

3)Facciamo un piccolo passo indietro. La tua passione per la cucina… dove, come e quando è nata?
La mia passione per la cucina c’è sempre stata nel dna, e l’ho addirittura trasmessa anche a mia figlia- Chiara Pannozzo- che è stata finalista della edizione 2016 di “Hell’s kitchen”, che l’ha portata ad essere inserita poi nella brigata dello chef Carlo Cracco.
Diciamo che si è accentuata tra il 2011 e il 2014, momento drammatico della mia vita, che mi ha portato a stare a casa per 30 mesi a causa di un brutto incidente stradale, e la cucina e gli amici mi hanno aiutato a evitare il buio della malattia e cucinare mi ha aiutato a scacciare i pensieri negativi derivati da sei interventi a cui sono stato sottoposto per salvare una gamba.

4)Per chiudere… I tuoi piani per il futuro? C’è qualche altro evento a cui prenderai parte?
Si, per ora una home cooking a Terracina.
Ma la cosa che piu’ ho in mente è un ristorante fatto in una maniera particolare, che io ho già studiato, con un accesso idoneo e comodo per i disabili senza nessuna barriera o impedimento!

Così, ci saluta Marco, lasciandoci con il retrogusto di una scoperta che non ci fa sentire completamente sazi. Quando avverrà questa nuova apertura? Non ha voluto svelarcelo.