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Cartelloni pubblicitari a #Fiumicino, sotto i riflettori misure, vincoli e autorizzazioni foto

Via della Scafa gestita dal Comune, via dell'Aeroporto dall'Astral, ma qualcosa non quadra. Presentato un esposto

Cartelloni pubblicitari a #Fiumicino, sotto i riflettori misure, vincoli e autorizzazioni

Il Faro on line – “Non sappia la tua mano destra cosa fa la sinistra”. E’ una frase del Vangelo di Matteo, che va benissimo quando si parla di elemosina. Ma applicata all’amministrazione pubblica diventa invece un sistema pericoloso e ingiusto. Tra i tanti esempi, quello dei cartelloni pubblicitari su via della Scafa e via dell’Aeroporto è forse trai più sintomatici di come a volte il metro di giudizio delle amministrazioni sia totalmente diverso, anche a pochissimi metri di distanza.

Accade che la competenza per la cartellonistica su via della Scafa sia del Comune di Fiumicino, mentre quella per lo stesso servizio su via dell’Aeroporto sia dell’Astral. Le due arterie sono contigue, attaccate l’una all’altra, al punto che per dare un parere sull’installazione di un cartellone l’una avrebbe bisogno dell’ok dell’altra.

Accade anche che se vuoi installare un cartellone pubblicitario a Fiumicino, debba correttamente passare per una serie di autorizzazioni: paesaggistica, archeologica, comunale, e solo dopo aver superato questi scogli può arrivare un’autorizzazione che, beninteso, non può superare i 3 metri per 2. A pochi metri di distanza, però – almeno stando a un esposto inviato direttamente all’Astral e al Comune di Fiumicino, di cui abbiamo copia – non è così. Superato il guard rail cambierebbe tutto…

Nell’esposto si parla di “una serie di impianti pubblicitari installati lungo via della Scafa in Comune di Fiumicino, di cui sono state fornite le foto… Si fa presente che un buon tratto di via della Scafa ricade al confine della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano, che è stata istituita con D.M. del 29 marzo 1996, con cui sono state dettate anche le “Misure provvisorie di salvaguardia”, tuttora vigenti in quanto non è stato ancora approvato definitivamente il Piano di Gestione di quest’area naturale protetta. Ai sensi della lettera f) del 1° comma dell’art. 7 del D.M. del 29 marzo 1996 è vietata l’apposizione di nuova cartellonistica pubblicitaria, nonché il rinnovo delle relative concessioni esistenti, al di fuori dei centri urbani”.

Fin qui la premessa, poi la fotografia dell’esistente: “Dall’esame delle foto delle targhette di diversi impianti si evince che le rispettive concessioni sono scadute, per cui non possono essere rinnovate dall’Astral che deve quindi richiedere (ai sensi del comma 13-bis dell’art. 23 del D.Lgs. n. 285 del 30 aprile 1992) la rimozione di tutti questi impianti pubblicitari a cura e spese della stessa ditta che ne è proprietaria, a pena di rimozione forzata d’ufficio in caso di inottemperanza all’ordinanza di rimozione.

Ai sensi del 1° comma dell’art. 153 del D.Lgs. 42/2004 «nell’ambito e in prossimità dei beni paesaggistici indicati nell’articolo 134 è vietata la posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari se non previa autorizzazione dell’amministrazione competente»: il successivo 2° comma precisa che «lungo le strade site nell’ambito e in prossimità dei beni indicati nel comma 1 è vietata la posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari, salvo autorizzazione rilasciata ai sensi della normativa in materia di circolazione stradale e di pubblicità sulle strade e sui veicoli, previo parere favorevole del soprintendente sulla compatibilità della collocazione o della tipologia del mezzo pubblicitario con i valori paesaggistici degli immobili o delle aree soggetti a tutela».

Ne deriva che per ognuno degli impianti pubblicitari installati lungo il tratto di via della Scafa che fa da confine della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano occorre il rilascio preventivo ed obbligatorio della “autorizzazione paesaggistica” che spetta al Comune di Fiumicino nel potere di subdelega conferitogli dalla legge regionale del Lazio n. 59 del 19 dicembre 1995, ma previo parere della Soprintendenza competente”.

Nell’esposto si chiede quindi, a ciascun Ente nell’ambito delle rispettive competenze, di far sapere se siano state rilasciate le dovute “autorizzazioni paesaggistiche” per ognuno degli impianti interessati e di voler provvedere in caso negativo alla rimozione dei medesimi impianti”.

Prima di dire se effettivamente tutti gli impianti sono fuori norma – anche se ne esiste uno lungo 12 metri per 3, che sembra comunque in palese contrasto con le norme esistenti – viene da chiedersi chi controlla, visto il groviglio di competenze. E soprattutto chi paga, in caso di rimozione.

A pensar male si fa peccato, ma viene da pensare che l’onere di una rimozione di massa (successivamente in danno del proprietario, ovviamente) sia talmente gravoso che si preferisca non controllare. Illazioni? Può darsi, non resta che aspettare e controllare.

L’esposto è stato presentato ufficialmente, ora la palla passa a Comune e Astral. Con un’altra domanda di fondo, ben più importante della mera questione burocratica: se malauguratamente un motociclista dovesse perdere la vita andando a sbattere contro uno di questi pali, di chi sarebbe la responsabilità?