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Informazione e criminalità, Il Faro al convegno in Senato

Sono intervenuti i giornalisti Luigi Centore, Lirio Abbate, Marilù Mastrogiovanni

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Il Faro on line – “La libertà di informazione che vorremmo, quella che abbiamo e quella che rischiamo di non avere”. Questo il tema del convegno organizzato presso la sala Zuccari del Senato della Repubblica dal quotidiano on line “Ossigeno per l’Informazione”.  I lavori sono stati introdotti dal presidente del Senato Pietro Grasso e dal presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini. Ospite d’onore Frank La Rue, Special Rapporteur dell’ Onu per la promozione e la tutela della libertà di informazione. Tre le sessioni: Giornalisti minacciati. Diritto all’oblio. Diritto d’autore.

La prima sessione dal titolo “La censura violenta e le querele pretestuose. I rischi più gravi che corrono i giornalisti. Testimonianze e statistiche italiane sulle minacce che oscurano notizie di rilevante interesse sulla mafia e sul malaffare. Le norme e le misure di protezione che si potrebbero adottare”, è stata coordinata da Alberto Spampinato, direttore di Ossigeno per l’Informazione e ha visto gli interventi di Lirio Abbate, giornalista del settimanale l’Espresso sotto scorta dal 2007. Marilù Mastrogiovanni, giornalista pugliese minacciata per aver rivelato come le imprese aggirano le norme antimafia e Luigi Centore, giornalista di Ardea del quotidiano Il Faro on line vittima di attentati per le inchieste sulla criminalità nel litorale romano.

Sono stati inoltre presentati l’ebook di Ossigeno per l’Informazione “Taci o sparo” (sulle audizioni presso la Commissione Parlamentare Antimafia dei giornalisti minacciati) e i Report annuali di Open Media Coalition.

“Sono grato del vostro invito che mi dà la possibilità di far conoscere la gravità di fatti rimasti impuniti dalle leggi dello stato. – ha spiegato il giornalista Luigi Centore – Ardea, la città in cui vivo e lavoro, negli ultimi tempi è stata al centro di troppe cronache non proprio edificanti, mi riferisco alla notte del 10 luglio scorso e la successiva notte del 16, quando venne dato fuoco alla mia Fiat Panda e successivamente alle auto di mio nipote e di mio fratello. Non sono mancati atti intimidatori nei confronti di politici ed esponenti delle forze dell’ordine. Nella mia professione di giornalista raccolgo ogni giorno sfoghi di cittadini che con molta attenzione e speranza osservano come il Governo con grande sacrificio tenti di portarci fuori da quella che è la più grande crisi che la storia Repubblicana ricordi. Nello stesso tempo non capiscono per quale motivo i Governi locali non vengano attenzionati qualora risulti evidente la loro incapacità o distrazione su presunte infiltrazioni mafiose e di microcriminalità… Dai rapporti delle commissioni parlamentari dall’osservatorio regionale sulla criminalità nel litorale a sud di Roma emerge un quadro preoccupante. Infatti, se Ardea piange le altre località come Ostia, Torvaianica, Pomezia, Anzio e Nettuno, non ridono. Il Comune di Nettuno 5 anni fa fu sciolto per mafia, mentre quello di Ardea subì una commissione d’accesso ordinata dalla Prefettura di Roma (Achille Serra), la quale impose delle prescrizioni a tutt’oggi ancora non attuate. Per i tristi fatti avvenuti di recente nel comune di Ardea cittadini e associazioni hanno organizzato una fiaccolata di protesta che vedrà coinvolta tutta la cittadinanza”.

(Nella foto a destra Luigi Centore)

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