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Grande successo per il Convegno “Urbanistica democratica e libertà di stampa”

L'evento, organizzato da “La comune di Ardea”, ha raccolto la partecipazione di esperti, cittadini e rappresentanti delle Istituzioni locali

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Il Faro on line – Ricco di spunti e di proposte per il territorio il simposio che si è svolto sabato 21 febbraio 2015 nell’aula consiliare. L’impegno è stato quello di rimettere con decisione al centro del dibattito pubblico lo stretto legame tra un’informazione indipendente e lo sviluppo armonioso delle città. Accompagnato dal consigliere Stefano Ludovici e dal presidente del consiglio comunale in pectore Fabrizio Acquarelli, il sindaco Luca Di Fiori, ha portato il saluto della città di Ardea ai congressisti. Nel suo intervento introduttivo, l’avvocato Francesco Falco, relatore e moderatore dei lavori, ha ricordato che: “Si vuole alzare il velo sullo stato dell’urbanistica in Ardea, ponendo sul tappeto le criticità che questa materia rileva, ma non nel senso della novità di tale questione, quanto piuttosto nel senso di mostrarne il nesso con l’urgenza di interventi correlati ad un modello nuovo di democrazia: partecipata e costruttiva nella difesa dei beni comuni. Nel fare quest’opera di riflessione non si può non rivelare il nesso che la materia urbanistica ha con la libertà di stampa”.

Sono intervenuti gli architetti Tiziana Tarateo e Antonio Rocca, che hanno sottolineato che una “Urbanistica democratica” non può certo consistere nel cementificare indiscriminatamente gli spazi pubblici ma, soprattutto in questo periodo storico, valorizzare e ristrutturare le aree, non solo i manufatti, per creare strutture socializzanti come piazze e spazi verdi. L’auspicio è che questo tipo di valutazioni prendano il posto  della prassi di prendere le decisioni in merito all’urbanistica nelle stanze dei tribunali per l’incapacità e l’indifferenza dei politici.

Particolarmente apprezzato anche l’intervento di Alberto Spampinato, giornalista parlamentare dell’Ansa, fondatore e direttore di “Ossigeno per l’informazione”, l’osservatorio permanente della Fnsi e dell’Ordine dei Giornalisti sui cronisti italiani minacciati e sotto scorta e sulle notizie oscurate con la violenza. Spampinato è autore di molte pubblicazioni tra le quali “C’erano bei cani ma molto seri” (Ponte alle Grazie, 2009) in cui ha raccontato la storia di suo fratello Giovanni, corrispondente de L’Ora da Ragusa, ucciso il 27 ottobre 1972, all’età di 25 anni mentre rivelava in un’inchiesta il torbido intreccio fra eversione nera, malavita e mafia in quell’angolo di Sicilia. Nel 2007 ha lanciato la proposta di un osservatorio permanente sui cronisti italiani minacciati e sotto scorta e sulle notizie oscurate con la violenza e con questo programma è stato eletto consigliere nazionale della Fnsi. Altre interessanti opere del giornalista sono: “Il giorno che uccisero mio fratello”, in “Vite ribelli” (Sperling e Kupfer, 2007); “ Missili e mafia”, con Paolo Gentiloni e Agostino Spataro (Editori Riuniti, 1985) e “Operazione Milazzo” (Flaccovio 1979). Nel suo intervento Spampinato ha ricordato gli attentati e le intimidazioni ai giornalisti e blogger locali perpetrati attraverso i reati più disparati, dagli incendi all’hackeraggio dei siti (come accaduto al giornale del collega Michele Lo Tierzo).
I dati parlano di oltre 2.200 giornalisti minacciati in tutta Italia anche da querele pretestuose volte a tappare la bocca all’informazione libera e corretta. Anche Spampinato ha voluto ribadire che senza libertà di stampa non ci possa essere una urbanistica democratica. A fine convegno molti cittadini, tra i quali  l’ex sindaco Tiziana Bartolini, hanno porto domande agli architetti che hanno offerto esaurienti delucidazioni a tutti. 
Luigi Centore

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