Linguistica e bambini
Il Faro on line - Un recente studio britannico condotto sul rapporto della linguistica ed i bambini( fino ai quattro anni) ha portato alla scoperta di interessanti risultati.
Secondo gli studiosi inglesi,un bimbo di dieci-unidici mesi, dovrebbe già pronunciare le prime parole, per poi seguire l'evoluzione “strutturata†delle lallazioni( veri e propri allenamenti vocali) che contraddistinguono le capacità espressive nel primo anno di vita.
Il dato curioso emerso da questo studio, è il fatto che le bambine sarebbero più precoci, sia nel pronunciare la prima parola (circa 9 mesi) che per la capacità di collegare le parole (oltre il 20 per cento avrebbe acquisito questa capacità entro il primo anno di vita contro il 16 per cento dei maschietti).
In seguito, tra i due e i tre anni il vocabolario di un bambino dovrebbe comprendere circa 300 termini e dovrebbero già essere in grado di legare i termini in frasi semplici ma chiare.
L’allarme lanciato dai risultati raccolti riguarda le capacità di un corretto apprendimento a scuola e, nel peggiore dei casi, di possibili disturbi mentali.
Lo sviluppo tardivo della parola, infatti, condizionerebbe tutta la sfera legata alla comunicazione.
Come fare allora se il bambino “tarda†a parlare?
Secondo Virginia Beardshaw,( presidente di I CAN), è necessario aiuto e sostegno da parte dei genitori che devono impegnarsi nell’interagire il più possibile con il bambino.
Per uno sviluppo corretto del linguaggio è fondamentale parlare con i propri bambini, giocare letteralmente con le parole, leggere libri e fiabe adatte.
Inoltre, bisognerebbe fare un uso moderato del ciuccio, che si limiti possibilmente alle ore del sonno, in modo che i bimbi non siano “ostacolati†nella formazione delle parole.
I problemi legati al linguaggio possono condizionare significativamente la vita dei bambini e la loro capacità di apprendimento; eppure solo un quarto dei bambini su cui si sono riscontrati ritardi significativi o problemi sono stati aiutati da un intervento terapeutico.
Naturalmente i risultati di questo studio forniscono indicazioni di largo uso e consumo, quindi se il nostro pargolo sembra un un po' lento, non bisogna drammatizzare ma chiedere aiuto al medico di fiducia. Magari l'unica preoccupazione da porsi è l'annotare la prima parola del nostro bimbo, in modo da ricordarla per tutta la vita.
Fabiana Traversi
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Le mamme non mettono mai i tacchi

Il Faro on line - “ Le mamme non mettono mai i tacchi†di Luana Tronchetti è un libro sull'universo femminile che offre una visione e tutto tondo del binomio donna-mamma, sin dalla copertina.
Il volume si presenta con uno sfondo scuro su cui spiccano un paio di rosse dal tacco alto (quindi non troppo comodo) a cui segue il titolo"le mamme non mettono mai tacchi".
Copertina delle contraddizioni che nasce da un personale pensiero dell'autrice:"Molte volte le donne mettono i tacchi a spillo non per tutti, ma per soggetti ed occasioni scelte".
Donne e scarpe sono due elementi inscindibili dell'universo femminilità .
Ma quando si è in dolce attesa,o si è dato alla luce un bel pargolo, quanto si è disposti a sopportare un tacco che provoca dolore ed instabilità ?
Probabilmente la risposta giusta èâ€poco tempo, ovvero quello necessario per un evento particolareâ€.
Lo stivale a punta o un semplice decoltè non sono l'accessorio più adatto da indossare durante le poppate o anche solo una passeggiata al parco.
Piccoli pensieri ed esempi di come avere un bambino cambia la vita di ogni donna.
L. Tronchetti nelle sue pagine ha racchiuso un vademecum pratico e sincero alla maternità e come viverla tranquillamente, senza prendersi troppo sul serio, accantonando la sete di perfezione che affligge chiunque abbia varcato la soglia di una sala parto almeno una volta nella vita.
Una piccola perla di saggezza ironica e divertente sull'esser mamma nell'era della globalizzazione, esperienza sicuramente diversa dalle precedenti generazioni.
Riuscire a conciliare lavoro, famiglia e se stesse, è diventato sempre più difficile.
Perché come ricorda l'autrice:" ragazze mie, anche se non avete un lavoro retribuito e non riempite un 740 ogni anno, questo non fa di voi delle “privilegiateâ€â€¦ mandare avanti una casa, che sia per scelta o per dovere imposto, non è una passeggiata".
Un libro che presenta la tipica struttura del blog-diario, fatto di appunti personali, rivolto a tutte le donne per confidare “tutte quelle cose che nessuno ti confida, sull’essere mammaâ€.
Un itinerario in quella che è la vita frenetica della mamma moderna, un esorcismo alla stanchezza del quotidiano e a tutte le piccole difficoltà di una corsa perenne che sembra non avere fine.
Un racconto autobiografico che vuole essere un piccolo manuale di consigli, aneddoti, soluzioni pratiche per tutte le neo e future mamme.
Una lettura divertente ed esilarante che va dal parto alla gestione corretta dei rapporti coi nonni, vicini, amici e zii, fino alla cura di sé, per gestire al meglio il proprio micromondo senza procurarsi ulcere o crisi di panico o nervose.
Un libro che si sviluppa essenzialmente in tre parti: gli ostacoli del mestiere di mamma(dove vengono sviscerati argomenti come gli “pseudopediatriâ€, le leggende mostruose sul parto, le difficoltà dell’allattamento, il compagno “mammo†e quello troglodita, il senso di colpa, la disubbidienza e l’insonnia nei bambini), gli aiuti al mestiere di mamma(dove, fra gli altri, spiccano la disponibilità dei nonni e di alcuni amici fidati a prendersi cura del bambino, le sospirate uscite con le vecchie amiche, i cartoni animati), tipologie di mamma-campionario di stravaganze e varia follia(dove prendono vita la mamma distratta e quella igienista, la mamma apprensiva e quella gelosa, la mamma manager, la new age e dove, soprattutto, viene demolito senza pietà il mito della mamma perfetta ) per far ridere o riflettere ogni lettrice.
Perché ogni donna può esser mamma, l'importante è capire come compiere il proprio lavoro al meglio, perché a volte consultare manuali serve solo a sentirsi in difetto ed imperfette.
Nelle pagine scritte dalla Troncanetti, grazie al suo stile agile ed ironico ed al suo sguardo attento, riscopriamo che il mondo è difficile ma anche divertente, che lo stress della gravidanza è superabile come del resto le ansie e paure quotidiane che accompagnano il cambiamento di status, da donna a mamma.
Prendersi cura del proprio bimbo è un mestiere chiaro e complicato, ma anche appagante e dolce.
Titolo: Le mamme non mettono mai i tacchi
Autrice: Luana Troncanetti
“Schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Superboy, trae ispirazione dal quotidiano, con i suoi spunti di impensabile comicità , sempre con il sorriso sulle labbraâ€.
Autrice di : Le mamme non mettono mai i tacchi, Mi hanno inclonato il telefono (una sorta di diario scherzoso memoria di un'esperienza lavorativa in un call center), Fuochi di dentifricio(che nasce dall'assemblaggio di post-ist sui quali ha appuntato le frasi più esplosive regalatele da suo figlio)
Vincitrice occasionale di concorsi letterari, a volte anche prestigiosi, a Luglio 2009 conquista il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica.
http://lastaccata.splinder.com
http://www.myspace.com/luanatroncanetti
http://blog.alfemminile.com/blog/see_264739_1/LE-MAMME-NON-METTONO-MAI
Editore: Boopen
Fabiana Traversi
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Caleidoscopio
Il Faro on line - Che cos'è il caleidoscopio?
Un gioco, un libro, un modo per trascorrere del tempo in modo divertente e colorato.
L'etimologia della parola Caleidoscopio si può far risalire all'epoca greca:
kalòs = bello, éidos = figura, scopio = vedere
Un dispositivo che mostra immagini multiple di uno stesso oggetto.
Fu inventato nel 1817 da un fisico inglese,
sir David Brewster.
Un modo nuovo di guardare la realtà .
“cosa potrebbe esserci di più bello che poter guardare la nostra vita ed ammirarla piena di colori?
Potersi alzare ogni mattina e affrontare la giornata fingendo di guardarla da un simpatico tubo di carta attraverso il quale preoccupazioni, impegni e paure, s'intersecano,formando sagome complesse, diverse fra loro, per forma e per colore?
Un po' come guardare attraverso un caleidoscopio: ognuno di noi dipinge ogni momento della propria esistenza con il colore del proprio stato d'animo!â€(pag.7)
Inizia così il libroâ€Kaleidoscopio†di Lisa Sclafani.
Poche pagine che permettono di entrare in un mondo vivace, fantasioso e colorato.
Rilegato con cura ed in versioneâ€tascabileâ€, questo volume non vuole essere un romanzo, bensì un insieme di racconti comici, seri, dolorosi e divertenti sulla vita.
Uno spaccato ilare e prezioso sulla vita di una trentenne di oggi che si dibatte tra vita privata e lavoro.
Un mondo difficile che però viene affrontato con gioia e voglia di vivere tutte le sfumature che il caso ci offre.
Il libro è strutturato in capitoli, che riflettono le fasi della vendita, dalla presentazione dell’autrice stessa alla conclusione.
Un testo esplosivo che si muove tra realtà e speranze in modo esilarante e divertente ma con tratti sentimentali e profondi.
Un altalena di sentimenti drammatici e gioiosi che descrivono un mondo tutto al femminile.
Una visione tutta particolare e soggettiva del quotidiano che viene frammentato e mischiato, proprio come nel caleidoscopio.
Un gioco di vetri colorati filosofici che si mescolano tra loro per creare la visione soggettiva della propria vita.
Ma perché non rendere anche i più piccoli attori di questo fantastico mondo?
Basterà costruire insieme un personale caleidoscopio, per dar vita a nuove realtà .
Occorrente:
* Tubo di cartone (recuperabile da carta Scottex),
* 3 specchietti rettangolari uguali 20 cm x 5 cm
(possono essere di vetro o di carta adesiva a specchio)
* 2 vetri circolari trasparenti di diametro adatto per essere inseriti nel tubo,
* oggetti colorati ( bottoni, vetri, pasta...),
* cartoncino,
* carta adesiva (per rivestirlo),
* forbici,
* nastro adesivo
Realizzazione:
Poni all’interno del tubo di cartone 3 specchietti rettangolari uguali e componili in modo da formare un
PRISMA triangolare con le superfici riflettenti rivolte verso l’ interno;
chiudi il tubo, da un lato con un cartoncino a cui avrai fatto un foro centrale (oculare);
chiudi il tubo dalla parte opposta, con 2 vetri trasparenti (o plastica trasparente ), tra cui andrai a
sistemare vari oggetti colorati ( bottoni , pezzetti di vetro , carta velina , pasta.
Infine non rimane che rivestire il caleidoscopio con carta adesiva colorata.
Adesso si può guardare attraverso l’oculare e girando il tubo si assisterà ad uno spettacolo
inesauribile di figure!
Tutto ciò avviene grazie agli pecchi posti all'interno del caleidoscopio moltiplicano le immagini degli oggetti
che sono inseriti tra i due vetri che ne chiudono la base.
Poiché l’angolo tra gli specchi è sessanta gradi, ogni specchio forma cinque immagini di un oggetto,
quindi in totale si formano quindici immagini di ogni oggetto posto tra gli specchi.
Ruotando il caleidoscopio gli oggetti colorati e quindi le loro immagini si muovono creando così le
strane forme colorate che si osservano.
Fabiana Traversi
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In arrivo… la ‘Family Card’
Il Faro on line - Per festeggiare il Natale 2009, la Provincia di Roma inaugura la Family Card.
Una tessera gratuita emessa dall’Amministrazione provinciale con il sostegno di Unicredit Banca di Roma che offre sconti e agevolazioni alle famiglie della provincia di Roma.
Il progetto è nato per aiutare le famiglie penalizzate dalla crisi e dal caro-vita e in collaborazione con le principali associazioni di categoria (Confcommercio, Confesercenti, Cna, Confartigianato, Confcooperative, Anec, Uisp e Legacoop), prevede una serie di sconti su prodotti commerciali, alimentari e non alimentari, servizi e intrattenimento.
Sono molte categorie che hanno aderito all'iniziativa: supermercati, ipermercati e discount (circa 100 punti vendita), panifici, ottici, centri sportivi, librerie (sconti in media del 10%), ristoranti, concessionarie auto, taxi 6645 (circa 1200 autovetture con sconti dal 5 al 10%), parrucchieri, casalinghi, giocattoli, cinema (sconti in 25 cinema del circuito Anec), dentisti.
Attualmente sono già trecentosessanta le attività che hanno aderito all'iniziativa (278 nel Comune di Roma e 83 nella provincia).
"Questa è la più importante e grande esperienza di family card in Italia, sia per il bacino a cui si rivolge, 4 milioni di persone, che per il numero di imprese che hanno aderito". Così il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti nel presentare a Palazzo Valentini la "family card" della Provincia di Roma. Un’ esperienza che secondo Zingaretti per dimensioni "non ha precedenti nel paese". "E’ una grande sfida solidale - ha detto - che non costa nemmeno un euro alla pubblica amministrazione ma che si fonda sulla mutua cooperazione e sulla mutua solidarietà ".
"Oggi - ha concluso - mettiamo in campo un fatto concreto contro la crisi e per aiutare le famiglie".
La Family card è nominativa e da esibire insieme ad un documento di riconoscimento.
La validità è fino al 31 dicembre 2011.
Per poter richiedere la tessera bisogna avere i seguenti reqiusiti:
• Uno/due genitori e due figli con reddito familiare annuo fino a 40mila euro;
• Uno/due genitori e tre figli con reddito familiare fino a 50mila euro (dopo il terzo figlio, per ogni figlio in più, il tetto di reddito familiare aumenta di 5mila euro);
• Persone ultra 65enni con reddito annuo fino a 15mila euro;
• Persone non autosufficienti a carico del nucleo familiare con reddito fino a 50mila euro.
Per richiedere la tessera è necessario presentare un apposito modulo, scaricabile dal sito della Provincia di Roma (www.provincia.roma.it/familycard).
Dopo aver riempito il modulo bisognerà spedirlo a:
Ufficio Family Card (via di villa Pamphili 84, 00152 Roma.
Inoltre si può trovare il modulo e ricevere assistenza per la compilazione anche presso i Servizi Sociali dei Municipi di Roma e dei Comuni della Provincia e presso le Associazioni del Terzo Settore aderenti al progetto (Agci, Confcooperative, Legacoop Sociale, Associazione Città Visibile-Rete Penelope, Pair, Caritas Diocesana di Roma, Capodarco, Upter Solidarietà , Fimmg, Arci Solidarietà , Acli Provinciale, S. Egidio, Uisp Lazio, Associazione Famiglie Numerose, Federanziani, Coop Sociale SS. Pietro e Paolo, Fitel Lazio, Anteas Roma, Auser, Ada Pensionati e Spes).
Per maggiori informazioni:
Ufficio Family card Tel: 06/67665248 – Fax: 06/67664502 –
sito: www.provincia.roma.it
email: familycard@provincia.roma.it
F.T.
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In tram con Babbo Natale
Il Faro on line - Quest'anno Babbo Natale abbandona slitta e renne per girare nelle strade della capitale Romana.
Il vecchietto più famoso del polo, panciuto e vestito di rosso si muoverà tra i binari di Roma, su dei mezzi pensati proprio per lui: I Tram Natalizi!
L'idea è stata pensata e promossa dall’Assessorato alla Mobilità del Campidoglio, con l’allestimento dei mezzi di Trambus e Coca Cola come sponsor, che gireranno per la città capitolina dai primi di Dicembre fino al 6 gennaio.
Due i tram allestiti per l'iniziativa, illuminati a festa da 35 mila lumini led in giro per la città , dalle 17 alle 22.
Il tour luminoso gratis e per tutti, regala anche piccoli “trudini†di peluche ai bambini e foto ricordo con Babbo Natale (fino al 24 dicembre), oltre ad una bella esperienza che si augura di accrescere e migliorare l’affinità dei cittadini con i mezzi di trasporto.
I percorsi dei due mezzi, sono:
Il primo tram parte tutti i giorni, (domenica inclusa), per un giro del centro: dal sette dicembre al sei gennaio l’itinerario è piazza Mancini – Lungotevere – piazza Mancini e dura sessanta minuti.
Il secondo tram fa due diversi percorsi in periferia – uno di mezz’ora dal lunedì al giovedì, uno di un’ora nel fine settimana –, con partenza e ritorno a Porta Maggiore.
Il Comune di Roma ha incluso nel piano di mobilità natalizio di Babbo Natale, anche le zone periferiche come Centocelle e Prenestina per portare le luci ed il Natale in tutta la città . Un'occasione unica per i bambini e le loro famiglie, per trascorrere del tempo insieme in nome dello spirito Natalizio ed in compagnia di Babbo Natale!
Unica avvertenza: niente baci al simpatico vecchietto, ricordiamo del virus dell'influenza suina!
Per maggiori informazioni:
tel 060608
sito: http://www.comune.roma.it
F.T.
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Diritti dell’Infanzia: prende vita il progetto ‘Science for peace Generation’
Il Faro on line - Quest’anno la Convenzione dei diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza (promulgata e promossa dall' Organizzazione delle Nazione Unite), ha compiuto venti anni!
Tale convenzione è uno strumento giuridico vincolante per gli Stati che la ratificano.
L’Italia ha ratificato la Convenzione il 27 maggio 1991 con la legge n. 176 e a tutt’oggi 193 Stati, (un record nella storia dei trattati sui diritti umani), sono parte attiva e partecipante della Convenzione.
La Convenzione Onu dei diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza rappresenta lo strumento normativo internazionale più importante e completo in materia di promozione e tutela dei bambini, contemplando l’intera gamma dei diritti e delle libertà attribuiti anche agli adulti (diritti civili, politici, sociali, economici, culturali).
Infatti i dieci diritti fondamentali esposti e sostenuti dai paesi membro sono: uguaglianza, identità , protezione, partecipazione, disabilità , salute, nutrizione e cure personali, istruzione, minoranze, gioco e tempo libero.
Nonostante la validità dei temi presentati e sostenuti dall'Onu in merito all'infanzia e l'adolescenza, l'attuale situazione sociale mondiale è composta da situazioni difficili e molte volte ai limiti della sopravvivenza.
Il recente rapporto Unicef sulle carenze alimentari dell’infanzia nel mondo “Tracking Progress On Child and Maternal Nutritionâ€, indica che la denutrizione contribuisce a determinare più di un terzo del totale dei decessi dei bambini sotto i cinque anni.
Proprio a causa di questi dati, in occasione dell'anniversario della Convenzione dei diritti e dell'infanzia, è nato il progetto “Science for peace Generationâ€, un movimento nato grazie all'idea della Clinica Mangiagalli, per sancire un patto di rispetto ed assistenza verso i più deboli e sopratutto la diffusione della scienza come risorsa comune.
I principali obiettivi di questo movimento sono la diffusione della cultura di pace e la riduzione delle spese militari. Attraverso la comprensione e la divulgazione della cultura della pace, sarebbe possibile inserire programmi e corsi di insegnamento di educazione alla pace nelle scuole, sostenere i movimenti ecumenici inter religiosi e sopratutto fare un appello alla Banche Centrali perché verifichino l'applicazione di un codice etico nel mondo bancario per rendere trasparenti i finanziamenti alle aziende che producono armi per ridurli progressivamente. Ma sopratutto bisognerebbe istituire un'Associazione permanente di paesi per la pace, riconosciuta a livello internazionale e che abbia nel suo interno una voce di spesa per gli armamenti inferiore all'1% del proprio PIL. Inoltre, chiedendo ai governi europei una progressiva riduzione delle spese militari, sarebbe possibile destinare le risorse recuperate alle urgenze sociali ed ai progetti di cooperazione e sviluppo Infatti tali risorse potrebbero confluire in un unico fondo comune che sotto il diretto controllo dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, devolverà sostegni finanziari alle Nazioni che opereranno e perseguiranno il disarmi o smilitarizzazione progressiva: Tutto ciò servirebbe per migliorare la qualità della vita di molti paesi e popolazioni che quotidianamente si trovano loro mal grado a fare i conti con mine anti uomo invisibili, bombardamenti ecc
Inserire il disarmo come priorità nella politica internazionale e creare un gruppo di studio europeo(formato da politici, scrittori giornalisti, uomini di cultura e potere) potrebbe migliorare il futuro delle nuove generazioni, perché i bambini di oggi sono gli adulti di domani.
Il movimento “Science for peace Generationâ€, è promosso dal mensile -Insieme- e dalla Fondazione Umberto Veronesi di cui il fondatore omonimo afferma: “Un patto che si basa sull’impegno mio e di tutte le persone che hanno fatto propri gli obiettivi del nostro movimento, ma anche sull’impegno dei giovani di domani, perché non cedano alla violenza, e si assumano responsabilmente il compito di mantenere e diffondere la paceâ€.
Per maggiori informazioni:
www.fondazioneveronesi.it
F.T.
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Arriva la nuova Carta Bimbo
Il Faro on line - L'assessorato alle Politiche Sociali e promozione alla salute del comune di Roma ha intrapreso una nuova iniziativa per il sostegno alla genitorialità : “ La carta Bimbo!â€.
L'obiettivo dell'iniziativa è quello di agevolare le famiglie con una serie di interventi sulla loro capacità di spesa, oltre ad assicurare ai neonati un'assistenza sanitaria specializzata.
Una iniziativa dedicata a tutti i bimbi e le loro mamme, per tutto il primo anno di vita dei neonati, in particolare a tutti i bimbi nati nel Comune di Roma dal primo gennaio del 2009 all'otto maggio 2010.
La manifestazione avrà la durata di un anno, dall'otto maggio 2009 alla Festa della Mamma 2010.
Tutte le neomamme che partoriranno all'interno delle Strutture Ospedaliere Convenzionate con il Comune di Roma, verranno contattate da un "tutor" che illustrerà le opportunità del progetto e consegnerà una "carta" che verrà attivata all'atto dell'iscrizione dell'anagrafica nel "data base". Il tutor sarà sempre in contatto con il gruppo carta bimbo-a, sia per fornire informazioni su tutte le agevolazioni e gli eventi, sia per risolvere problemi.
In tutte le carte è contenuta una capacità di spesa di €. 300,00= con sconti medi del 30% presso i "panieri" dedicati delle Farmacie Farmacap ed una assicurazione "primi rischi", per le necessità più importanti del bimbo.
Inoltre il semplice possesso della carta da accesso ad una ulteriore scontistica (minimo del 10%) presso i negozi convenzionati di abbigliamento ed accessori per bimbi, illustrati nel depliant.
Entro tre mesi dalla nascita del bimbo, i "tutor" richiederanno alla mamma una certificazione ISEE dalla quale emergerà l'ulteriore privilegio per i possessori, in termini di capacità di spesa, e quindi di ulteriori sconti, sui prodotti contenuti nei panieri di acquisto Farmacap.
Ci sarà un paniere "base" (prodotti alimentari e pannolini con sconto medio del 30%) ed uno "accessorio" (biberoneria, infant-set, etc. consconto medio del 20%).
A prescindere dall'ISEE, saranno comunque riconosciuti i limiti di spesa previsti nella seconda fascia, alle famiglie con più di tre figli a carico. Inoltre, la comodità di questa iniziativa, oltre le agevolazioni finanziaria, è data dalla possibilità di fare acqiusti on line sul sito della Farmacap ( www.farmacap.it/cartabimbo ).
Oltre alle agevolazioni materiali sopra descritte, il "gruppo carta bimbo/a" con i suoi "tutor", sarà costantemente in contatto con le neomamme, sia per fornire alle famiglie beneficiarie le informazioni su tutte le agevolazioni o gli eventi previsti, sia per tentare di risolvere eventuali problematiche con il servizio pubblico, che si dovessero verificare nel primo anno di vita del bambino, anche mettendo le stesse in contatto con le strutture territoriali (Municipi).
Infine, l'iniziativa rappresenterà anche un momento importante di individuazione puntuale dei bisogni delle famiglie con neonati, attraverso un "censimento dinamico" dei bisogni,curato dal CENSIS, durante tutto il primo anno di vita del neonato. L'assistenza sarà prestata per telefono al Numero Verde 800 200 105 ed anche attraverso strumenti di "web community", secondo le nuove e più moderne tecnologie.
Per maggiori informazioni:
Numero Verde (attivo dalle 9 alle 19) 800 200 105
www.cartabimbo.it
Indirizzo E-mail info@cartabimbo.it
F.T.
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La musica a scuola migliora l’autostima e le competenze sociali degli alunni
Il Faro on line - La scuola rappresenta per i bambini un grande spazio ricreativo ed educazionale. Ogni bimbo, di qualunque età , trascorre mediamente almeno cinque ore della sua giornata all'interno di un istituto scolastico. Ed è proprio in queste aule, che i più piccoli familiarizzano, imparano a stare nella società e svolgere attività ricreative.
Consapevoli di tutti questi elementi, l'IAS- Istituto per gli affari sociali, ha condotto una ricerca sulla pratica musicale per l’educazione interculturale e la socializzazione nelle scuole (Progetto MuMi, Musica e Minori).
I risultati di questi studi dimostrano che fare musica a scuola è una chiave semplice, divertente e coinvolgente per aiutare il bambino a stabilire un contatto con il proprio mondo interiore, con le proprie esigenze e difficoltà , e a sviluppare le proprie risorse espressive per una migliore comunicazione e condivisione di esperienze con gli altri.
La musica pratica può influire positivamente sull’autostima e sulle capacità sociali dei bambini.
E’ un viaggio nello spazio e nel tempo attraverso la musica e la fiaba la proposta di metodologia didattica progettata dal gruppo di ricerca dell’IAS (Istituto per gli affari sociali).
Lo studio ha coinvolto un campione di 306 bambini tra gli otto ed i dieci anni di nove istituti scolastici di Roma e provincia, ha consentito di verificare, attraverso la somministrazione agli alunni di test psicometrici, una tendenza al miglioramento del livello di autostima e delle competenze sociali dei bambini.
Il 25,7% degli alunni, in soli 6 mesi di attività musicale, ha migliorato il livello di autostima, senza differenze sostanziali tra i sessi e tra italiani e stranieri.
In particolare, il 5,5% del campione è passato da un livello di autostima inadeguato ad un livello adeguato, mentre il 20,2% è passato da un livello adeguato ad un livello superiore.
Uno studio rivolto ai più piccoli, unico nel suo genere, rivolto al benessere dei bambini.
Quindi, appurato che la musica migliora la propria autostima e crea un senso di benessere, perché non provare a suonare uno strumento con i propri figli?
Potrebbe essere un modo diverso per trascorre in modo educativo del tempo in famiglia.
Per maggiori informazioni:
Dr. Micaela Clemente,
Referente Stampa e Comunicazione IAS -
Tel. +39 06 3225412 - fax +39 06 3235503
Cell. +39 346 0292128 -
E-mail: m.clemente@istitutoaffarisociali.it
F.T.
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Le nuove mamme, in prestito
Il Faro on line - Mamme in prestito, un nuovo aiuto per le donne lavoratrici. Dopo la carta prepagata per trovare la baby sitter, ora si sta diffondendo una nuova figura. Si tratta di vere e proprie figure professionali che, in base al piano di conciliazione del ministero delle Pari opportunità , sono anche iscritte a tutti gli effetti a un apposito albo cui potranno attingere tutte le madri. È anche un’opportunità di lavoro perché le donne, specie over 40, che si sono ritrovate senza stipendio dopo la nascita di uno o più figli, hanno la possibilità di rientrare nel mondo del lavoro restando a casa. Sono in aumentano in Italia le madri che aiutano le loro colleghe lavoratrici, in difficoltà nel conciliare figli e lavoro. Si tratta il più delle volte di donne residenti nello stesso condominio, che si occupano dei pargoli in cambio di una retta mensile. Ricordate lo speciale-tagesmutter?
Le così dette mamme in prestito?
In questi giorni si parla molto di questa nuova figura professionale, forse anche a causa della dichiarazione di Maria Stella Germini che ha espresso la volontà di non mancare un solo giorno da lavoro, anche quando diverrà mamma.
Grazie alle nuove mamme in prestito, saranno molte le donne che potranno permettersi di conciliare lavoro famiglia in modo più soft.
"Penso che servizi innovativi come questo - commenta il sindaco di Parma, Pietro Vignali - siano fondamentali per permettere alla famiglia di mantenere il proprio ruolo in una società che cambia a grande velocità . Per fortuna la famiglia, oltre a garantire un ponte tra le generazioni, è ancora oggi la prima agenzia educativa e il primo soggetto di welfare, una risorsa insostituibile per la comunità ". Secondo una ricerca condotta dal comune di Parma, sono più di un migliaio le madri babysitter, concentrate soprattutto in Emilia Romagna, Lazio, Calabria, Veneto e Trentino Alto Adige, che si occupano dei piccoli altrui, dai tre ai cinque contemporaneamente, nella propria casa.
E dai dati risulta che sono oltre cinquemila le famiglie italiane che intendono usufruire di questo innovativo servizio in alternativa agli asili nidi tradizionali e alla custodia dei nonni.
Gli "asili in casa", pratica partita dal Nord Europa e diffusasi ora anche in Italia, sono gestiti da mamme di età compresa tra i 21 e i 50 anni, formate con un corso di formazione professionale di duecentocinquanta ore che prevede lezioni di psicopedagogia, pediatria, alimentazione, igiene, creatività , sicurezza, legislazione, cooperazione, marketing sociale, pronto soccorso, imprenditoria e organizzazione del lavoro.
Alle lezioni in aula, coordinate dai comuni, si affianca anche un tirocinio pratico.
F.T.
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Attenzione ai nei dei bambini
Il Faro on line - Il Quarantottesimo Congresso nazionale dell’Associazione dermatologi ospedalieri italiani(Adoi) che si terrà a Venezia, palazzo del Cinema-Palazzo del Casinò, dal quattro al sette novembre 2009, (il congresso sarà in diretta sul canale www.twitter.com/dermatologiAidoi e sul sito web tv www.salutedomani.com), sarà incentrato sulla cura della pelle da parte dei bambini e delle famiglie. In occasione di questo evento, i dermatologi italiani lanciano un appello ai genitori: “controllate i nei dei vostri figliâ€, i bambini vanno informati sui rischi che corre la pelle e su come proteggerla al meglio, ma possono anche rivelarsi utili alleati nel tenere sotto controllo la presenza dei nei sul loro corpo. Della stessa opinione anche Barbara De Rossi, attrice e madrina dell Congresso nazionale Adoi, che dichiara: ''E' fondamentale il controllo dei nei, fin da bambini'' e spetta ai genitori educare i figli al rispetto della pelleâ€.
Uno studio, pubblicato su Pediatric Dermatology, dimostra che il 96% dei bambini intervistati, di età compresa tra i 6 e i 10 anni, sa descrivere un neo, il 91% non prova disagio a vederseli sulla pelle e 3 su 10 hanno notato dei nuovi nei sul loro corpo nell’ultimo anno. L’indagine dimostra che i bambini possono essere preziosi e collaborativi alleati nel tener sotto controllo la mappatura dei nei e vanno coinvolti. Ricordiamo che solo l’1% dei nei è presente sin dalla nascita, gli altri vengono fuori con gli anni quindi bisogna annotare i nuovi e seguirli nel tempo.
''Sono percentuali che sorprendono positivamente - commenta Patrizio Mulas, presidente Adoi, “ significa che, da un lato, i genitori sono attenti ai propri bambini, spiegando loro le nozioni fondamentali per la salute della pelle, dall'altro che anche i dermatologi stanno facendo un ottimo lavoro, dedicando tempo all'informazione dei pazienti''.
Ma come riconoscere quando un neo è sospetto?
La regola da tenere a mente è – ABCDE- :
asimmetria
bordi
colore
dimensioni (che non devono superare gli 8 millimetri)
evoluzione nel tempo.
Se qualcosa cambia o diventa sospetto meglio sottoporsi a una visita specialistica anche se è bene ricordare che nei bambini è facile che i nei cambino nel corso degli anni quindi mai farsi prendere dal panico. Prevenire è meglio che curare. Infatti, recenti studi tedeschi ritengono che sia possibile individuare in maniera tempestiva il melanoma maligno, valutando la fluorescenza della melanina. In questo modo si può differenziare il neo displastico dalle lesioni benigne e dai tumori. Altri gruppi di scienziati australiani, hanno pubblicato “Molecolar diagnosis&therapyâ€, uno studio che si concentra sui markers biologici, che potrebbe essere di aiuto quindi per la diagnosi e la successiva terapia da seguire, in caso di necessità . Quindi non rimane che prestare attenzione alla crescita dei bimbi ed ai loro nei, ma senza troppa apprensione.
F.T.
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Halloween: storia, segreti e tanti dolci da…’brivido’
Il Faro on line - Tra pochi giorni si festeggerà il giorno più pauroso dell'anno: Halloween. Il nome di questa festività deriva dall'espressione "All Hallows Eve", che vuole dire "Vigilia di tutti i santi". In inglese infatti, Ognissanti si chiama All Hallows' Day e la vigilia del giorno di Ognissanti, (31 ottobre), si chiama All Hallow' Eve. Queste parole si sono trasformate prima in Hallows' Even, e da lì ad Halloween. Le origini di questa festività sono antichissime, risalgono all'epoca in cui Francia, Irlanda, Scozia e Inghilterra erano dominate dalla cultura celtica, cioè prima che l'Europa cadesse sotto il dominio di Roma. Per i Celti il nuovo anno iniziava il primo novembre, quando finiva ufficialmente la stagione calda ed aveva inizio il freddo. Infatti alla fine di ottobre, il lavoro nei campi si considerava concluso, il raccolto era riposto ed al sicuro, quindi i contadini potevano riposarsi e rilassarsi nelle loro case per molti mesi. Le serate invernali venivano trascorse tra la creazione e la realizzazione di utensili e monili,mentre si inventavano e raccontavano storie e leggende. Questo fu il pretesto per organizzare la vigilia del primo novembre, una sorta di Capodanno dedicato a Samhain, divinità considerata il Signore della Morte ed il Principe delle Tenebre.
I Celti credevano che alla vigilia di ogni nuovo anno(31 ottobre), Samhain chiamasse a sé gli spiriti dei morti, che vivevano in una landa di terna giovinezza e felicità , chiamata Tir nan Oge. In questo giorno tutte le leggi dello spazio e del tempo erano sospese ed il velo che divideva il mondo dei vivi da quello dei morti, si faceva più sottile, permettendo quindi alle anime di mostrarsi e comunicare con i viventi e di divertirsi alle loro spalle con scherzi ed apparizioni. Samhain erano una celebrazione che univa la paura della morte e degli spiriti all'allegria dei festeggiamenti per la fine del vecchio anno. La notte del trentuno ottobre i Celti, vestiti con maschere grottesche, si riunivano nei boschi e sulle colline per la cerimonia di accensione del Fuoco Sacro e facevano sacrifici animali in onore del mondo dei morti. Al ritorno, si facevano luce con lanterne costruite da cipolle intagliate che avevano al loro interno le braci del Fuoco Sacro.
Dopo questo rito, il festeggiamento durava per altri tre giorni e si usavano le pelli degli animali per spaventare e quindi allontanare gli spiriti. Da qui deriva l'abitudine contemporanea di travestirsi e far festa alla luce di lampade e candele. Ma nel corso dei secoli molte altre popolazioni hanno celebrato questa notte così particolare e magica. In Scozia gli abitanti dei villaggi, nella notte dii Samhain seppellivano delle pietre nella terra, le ricoprivano di terra e le lasciavano riposare fino al giorno successivo. Se la mattina si trovava una pietra spostata, significava che la persona che la aveva seppellita sarebbe morta entro la fine dell'anno. In Irlanda invece si diffuse la tradizione di lasciare qualcosa da mangiare e del latte da bere fuori dalla porta, in modo che gli spiriti passando potessero rifocillarsi e decidessero di non fare scherzi. Attraverso le conquiste romane i Cristiani ed i Celti vennero in contatto tra loro e durante il periodo della cristianizzazione, la Chiesa tentò di sradicare i culti pagani.
Nel tentativo di far perdere significato ai riti legati alla festa di Samhain, Papa Gregorio Magno, nel 835, spostò la festa di Ognissanti (dedicata a tutti i Santi del paradiso)dal tredici maggio al primo novembre. Nonostante i tentativi della Chiesa di eliminare le feste ed i riti pagani, Samhain, è rimasta una festa legata al mistero, magia, streghe e folletti ed ormai Halloween viene festeggiato in tutto il mondo. In America ad esempio, è stato perso il significato religioso e rituale di questa festività , è divenuta un'occasione di divertimento. Da qui l'abitudine di organizzare party tematici pieni di addobbi, maschere e dolcetti.
La Proloco di Fiumicino, in occasione del trentuno ottobre, ha organizzato l’ottava edizione della manifestazione “Halloween partyâ€, che si svolgerà presso il Parco Cetorelli, in via delle Lampare a Fiumicino.
La festa avrà ’ inizio alle ore 15:00 di sabato 31 ottobre e vedrà ’ un gruppo di animatori specializzati che provvederà ad intrattenere i bambini con giochi, balli e truccabimbi. Naturalmente non mancheranno zucchero filato ed i palloncini scultura. “Sara’ questa un’occasione di sano divertimento e anche di approfondimento della conoscenza di questa particolare festa ormai entrata nelle nostre tradizioni – ha dichiarato Giuseppe Larango presidente della Pro Loco di Fiumicino – l’appuntamento per maghi, folletti, streghette, diavoletti, con o senza maschera, ma con tanta voglia di divertirsi è stato programmato, quindi … non ci resta che aspettarvi per festeggiare insieme la notte delle Streghe e vi ricordiamo che l’ingresso e’ liberoâ€. Invece, per chi ama la natura e vuole trascorrere questa festività a Roma, segnaliamo la visita guidata nella Riserva Naturale di Monte Mario, organizzata da l'Ente Regionale per la Gestione del Sistema delle Aree Naturali protette del Comune di Roma. L'appuntamento con madre natura e gli abitanti notturni della riserva di Monte Mario è alle ore 21.00 in via Gomenizza 81. Il percorso di circa 2 Km e media difficoltà , dura due ore e mezzo ed è adatto a tutte le età ma purtroppo non è accessibile a passeggini né a portatori di handicap. La passione per i suoni della notte e una torcia, sono invece consigliati. La visita è gratuita ma la prenotazione è obbligatoria(Soc. Gaia900 tel. 06.27800984 lun.- ven. ore 9.00-13.00/15.00-19.00 sab. ore 9.00-12.00). Per chi invece vuole trascorre la sera di Ognissanti con amici e parenti nel caldo di una casa, consiglio di organizzare una Halloween party, una festa indimenticabile per i grandi e per più piccoli. Tra candele, ragni finti e cappelli da streghe e stregoni, i bambini si divertiranno molto ad inventare storie, fare scherzi e paura ai loro amichetti. L'unica raccomandazione è di non frenare la propria fantasia, sopratutto per le maschere ed il trucco. Maghi, folletti, elfi e mostri di tutte le nature, saranno i protagonisti di questa serata unica e divertente. Tutto naturalmente accompagnato da un menù ad hoc:
DOLCE DELLA STREGA
Ingredienti
- 500 grammi di cachi
- 200 grammi di zucchero
- 1 limone
- 4 fogli di colla di pesce
- 3/4 di panna
Preparazione
Prendere i 4 fogli di colla di pesce e metterli a bagno nell'acqua.
Tagliare i cachi a metà e svuotarne la polpa con un cucchiaio: frullarli ed aggiungere lo zucchero, il succo di un limone, la scorza grattugiata del limone e far cuocere il tutto per qualche minuto. Togliere dal fuoco e lasciar raffreddare.
Intanto mettere i fogli di colla di pesce in un pentolino con pochissima acqua, farli sciogliere ed aggiungerli al composto di cachi.
Incorporare la panna montata: inumidire uno stampo (o più stampini piccoli) e versare il composto. Mettere in frigo per almeno 3 ore.
Al momento di servire il dolce immergete lo stampo (o gli stampini) in acqua bollente.
BISCOTTI DI RAGNO
Ingredienti
- 20 biscotti al cacao doppi tipo Ringo (per fare 20 ragni)
- fili di liquirizia nera
- piccole caramelle rosse (per gli occhi del ragno)
Preparazione
Tagliate i fili di liquirizia di lunghezza 4 o 5 centimetri per fare le zampe dei ragni ed applicarne 8 nel ripieno del biscotto (4 da un lato e 4 dall'altro).
Per ogni biscotto applicare sopra due caramelline rosse in modo da fare gli occhi del ragno.
Il gioco è fatto!
TORTINO MANNARO
Ingredienti
- 300 grammi di zucca
- 3 patate
- 1 scalogno
- 3 uova
- brodo vegetale
- latte
- pan carrè
- parmigiano
- pan grattato
- noce moscata
- pepe
- salvia e rosmarino
- olio extra vergine di oliva
Preparazione
Tagliare sottilmente lo scalogno e farlo rosolare in una padella con pochissimo olio. Tagliare a pezzettini le patate e la zucca e farle insaporire in padella con salvia, rosmarino e pepe. Far cuocere con il coperchio finché le verdure non saranno morbide e poi passarle nello schiacciapatate e farle intiepidire.
Ammollare nel latte il pan carrè privato della crosta e sbriciolato.
Intanto sbattere le uova con sale, pepe e noce moscata. Unire il composto di verdure ed il pancarré ammollato, aggiungere il parmigiano a piacere fino ad ottenere un composto non troppo liquido.
Ungere una teglia da plum cake e mettere nel fondo e nelle pareti un pò di pangrattato e parmigiano. Infornare per circa 30/40 minuti nel forno preriscaldato a 150°.
UOVA DI PIPISTRELLO IN SALSA DI MAIONESE
Ingredienti
- 6 uova sode
- 50 grammi di burro
- 3 acciughe
- maionese
Preparazione
Dopo aver lessato le uova ed averle fatte raffreddare, sgusciarle e dividerle in due parti nel senso della lunghezza. Togliere i rossi con un cucchiaino e metterli in un recipiente con il burro e le acciughe spinate e spezzettate.
Amalgamare bene il tutto e riempire i bianchi con questo composto.
Mettere le uova su un piatto da portata e decorate ogni uovo con della maionese.
RISOTTO DELLE STREGHE
Ingredienti
Per 6 persone
- riso 400 g
- polpa di zucca 400 g
- burro 150g
- parmigiano reggiano grattugiato 100 g
- cipolla
- brodo
- prezzemolo
- sale e pepe
Preparazione
Mettere in una casseruola la cipolla tritata finemente con la metà del burro poi aggiungere la zucca tagliata a piccoli dadini, versare un pò di brodo, salare e pepare lasciando cuocere a fuoco basso per 10 minuti circa. Versare il riso e portare a cottura aggiungendo gradualmente il brodo bollente. Quando il risotto é cotto unire il burro rimasto, il prezzemolo e il parmigiano.
OSSA DI SCHELETRI
Ingredienti
- 200 gr. di mandorle tritate
- 200 gr. di zucchero
- 30 gr. di burro a temperatura ambiente
- 200 gr. di farina
- 3 chiodi di garofano
- un pizzico di cannella in polvere
- 1 albume
- la scorza grattuggiata di mezzo limone
Preparazione
Ridurre in polvere i chiodi di garofano pestandoli con un cucchiaino.
Unire tutti gli ingredienti mescolandoli molto bene fino a formare un composto ben omogeneo.
Stendere la pasta fino a raggiungere uno spessore di 4 cm. a questo punto ricavare piccole strisce di 1 cm. (dare una forma di ossa).
Stendere su una teglia imburrata e mettere in forno caldo a 170° e cuocere per 20 minuti circa.
TORTA DI JACK O' LANTERN
Ingredienti
- zucca 1 kg
- uova 2
- amaretti 100 g (o fette biscottate)
- zucchero 2 cucchiai
- cacao 1 cucchiaio
- latte 1 bicchiere
- rum 1 bicchiere
- burro
- pane grattugiato
- sale
- scorza di limone
Preparazione
Cuocere la zucca a pezzi nel latte con un pizzico di sale e la parte gialla della scorza di un limone; farla raffreddare, facendole scolare più latte possibile, e passarla col passaverdura. Aggiungere uova, zucchero, cacao, rum e gli amaretti pestati. Versare in una teglia ben imburrata e cosparsa di pane grattugiato, oppure con carta forno; mettere in forno a 100-120° per un’ora circa. Capovolgere in un piatto.
Fabiana Traversi
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‘Sos tata ’
Il Faro on line - Quale genitore non vorrebbe una tata stile Mary Poppins, che con allegria e gioiosità risolve tutti i piccoli e grandi problemi del quotidiano? Casa, bambini e lavoro così si accorderebbero in un quadro unico e armonico. Purtroppo non esiste una super tata che riesca in questa impresa, canticchiando, “ In tutto ciò che devi far il lato bello puoi trovar, lo troverai-hop-, il gioco vien! Ed ogni compito divien più semplice e seren, dovrai capir che il trucco è tutto quiâ€( tratto dalla canzone, “ Un poco di Zuccheroâ€). Però, come spesso accade la televisione ha provato a dar una soluzione a questo spinoso problema sociale e familiare . Infatti è partita da poco, sul canale Fox Life2, la quinta stagione del reality show “S.O.S Tataâ€. Un programma prodotto dalla Magnolia Production (di GiorgioGori ), che si ispira al formatformat originale americano “Nanny 911â€( nanny sta per tata e 911 è una sorta di 113, un numero d' emergenza cui possono rivolgersi genitori disperati.),che è andato in onda per la prima volta in Italia nel 2005. Quattro anni di successo e caratterizzati da un pubblico sempre più attento e numeroso(sopratutto quando il reality è stato trasmesso anche dal canale La7. ) Una serie televisiva che aiuta genitori che hanno figli problematici, di età compresa tra i 2 e i 12 anni, che non riescono a farsi rispettare e che richiedono quindi l'aiuto di una tata esperta. Per partecipare è sufficiente digitare il numero telefonico d' emergenza, ed una bambinaia supervisor risponde, valuta la situazione con il suo staff di puericultrici, e invia la tata più adatta a risolvere il problema. In ogni puntata, le tre tate protagoniste ricevono una chiamata dei genitori disperati che richiedono il loro intervento e discutono tra di loro per decidere chi è la più adatta ad intervenire in quella situazione in base alla loro esperienza e il loro carattere. La tata ha una settimana di tempo per riportare l'ordine nella famiglia; in genere i primi due giorni sono di osservazione, e la tata osserva senza intervenire i comportamenti della famiglia. Dal terzo giorno in poi interviene per riportare la pace, stabilendo regole sia per i figli che per i genitori. Inoltre, dalla quarta edizione, vengono analizzati anche casi di famiglie atipiche; nuclei famigliari composti da altri parenti oltre ai genitori oppure famiglie con figli di coppie separate, in cui capita che la tata si debba trovare di fronte a casi in cui sono presenti due padri. Il format entra così a contatto con la realtà attuale delle "famiglie allargate", con tutti i problemi che ne derivano. Inoltre, da questa edizione viene introdotta anche "la prova di metà settimana", una prova decisa dalla tata a cui viene sottoposto il genitore più "problematico", usata dalla tata per scoprire se la madre o il padre riescono a gestire una situazione che, prima dell'intervento della tata e dei suoi consigli, era particolarmente ingestibile. Comunque sia, alla fine della settimana, si dovrebbe vedere un qualche miglioramento. Il tutto sotto l' occhio vigile delle telecamere, ma senza nessun tipo di morbosità verso i bambini che - seppur « spiati » dalle telecamere, (ovviamente con il consenso dei genitori )- non sono piccoli divi , ma solo parte di un gioco che vuol mettere in luce la difficoltà dei rapporti genitori bambini nell' epoca moderna. Una difficoltà spesso più dei genitori che affaticati e stressati non sono sempre capaci di trovare il giusto equilibrio tra una rigida disciplina ed un eccessivo lassismo. Insomma un reality in cui molte famiglie medie italiane potranno ritrovarsi. Un programma che si svolge realmente, in appartamenti dislocati su tutta la penisola. Il tutto si svolge a metà tra la sit com e il reality show., infatti le tate sono una via di mezzo tra la bambinaia d' un tempo e l' educatrice dei nostri giorni, che cerca di mettere a fuoco qual è il problema e consiglia i genitori su come muoversi e riportare un minimo d' ordine in famiglia. Ma naturalmente nella riorganizzazione familiare, non mancano episodi ilari e divertenti. Proprio per far fronte a tutte le possibili situazioni e realtà ,le tate che vengono inviate in tutta l'Italia, hanno esperienza e curriculum vitae dettagliati:
* Lucia Rizzi, è stata nominata "capo tata" in quanto è la più anziana ed esperta; ha studiato negli Stati Uniti, dove si è laureata, ed è ricercatrice del Child Development Center (università della California); è esperta dell' "Attention Deficit Hyperactivity Disorder" (sindrome da deficit di attenzione).
* Rita Balloni, tata molto solare e dinamica; è dirigente di comunità e segue bambini disabili; basa il suo lavoro sul dialogo con i bambini. Ha preso parte alla prima edizione del programma.
* Mara Sfondrini, laureata in psicomotricità ; è particolarmente adatta con bambini che hanno difficoltà di apprendimento. Ha preso parte alla prima edizione del programma.
* Francesca Valla, laureata in Scienze Motorie, insegna in una scuola elementare di Bergamo; è tranquilla e molto brava ad insegnare ai bambini come si può imparare giocando. È nel cast del programma dalla seconda edizione.
* Renata Scola è laureata in Scienze dell'educazione ed è dirigente di comunità ; in particolare ha esperienza con i "bambini difficili". Ha preso parte alla seconda e alla terza edizione del programma.
* Adriana Cantisani: Laureata all’Università della California a San Diego, è nota per aver creato il programma didattico "English is Fun!", una metodologia basata su esperienze ludiche per accostare i bambini alla lingua inglese sin dalla più tenera età . (http://www.adrianacantisani.it)
Donne che aiutano famiglie in difficoltà , e nel farlo seguono regole e doveri, contenuti anche nel “il Decalogo della Tataâ€:
1-stabilire le regole e farle rispettare
2- rispettarsi reciprocamente (senza il rispetto è tutto un dispetto)
3- programmare i tempi della giornata (essere in orari è straordinario!)
Queste ed altre curiosità si possono trovare nei link:
- http://www.sos-tata.tv/tata/home.html, è il sito ufficiale
- http://foxlife.foxtv.it/shows/show?showID=58124, è il sto di FoxLife
- http://forum.foxtv.it/la-tata-line/, è il sito da consultare per avere consigli e scambiare pensieri in libertà . Questo spazio è in collaborazione con mamme on line( http://www.mammeonline.net)
e nei libri:
o - "S.O. S Tata", scritto da Renata Scola e Francesca Valla, Kowalsji editore, 2008
- "Fate i compiti!", scritto da Luciana Rizzi, Rizzoli Edizioni, 2008
-"Cara Francesca", scritta da Farncesca Valla, Kowalski Editore, 2009
Fabiana Traversi
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‘Pet Therapy ’
Il Faro on line - Nell'articolo precedente, “Pet o non petâ€, abbiamo trattato la difficile decisione che riguarda l'adozione di un amico a quattro zampe. Ma un elemento da non sottovalutare in questo ambito è il rapporto bambino-cucciolo, sopratutto se il pargolo dimostra piccoli problemi di aggressività o al contrario eccessiva timidezza. Infatti crescendo sono molti i muri da ereggere o abbattere. L'amicizia di un cucciolone a volte può far fare la differenza. Alcuni recenti studi hanno rilevato che il contatto con un animale, oltre a garantire la sostituzione di affetti mancanti o carenti, è particolarmente adatto a favorire i contatti inter-personali offrendo spunti di conversazione, di ilarità e di gioco, crea l'occasione di interagire con gli altri per mezzo suo. Infatti questo legame può svolgere la funzione di ammortizzatore in particolari condizioni di stress e di conflittualità e può rappresentare un valido aiuto per pazienti con problemi di comportamento sociale e di comunicazione, specie se bambini o anziani. L'intuizione del valore terapeutico degli animali, risale all'antichità , ed ha assunto sempre più importanza nel corso dei secoli. Il rapporto tra omo ed animale è composto da una forte intesa emotiva ed affettiva. Complicità e dipendenza si fondono e creano un legame unico ed irripetibile. Nella seconda metà del XIX secolo, un medico francese sperimentò l'ippoterapia nei pazienti portatori di handicap neurologici, e riportò risultati positivi e soddisfacenti. Ed ancora, durante la seconda guerra mondiale, molte persone che rimasero traumatizzate dal conflitto, pur non riportando danni fisici ed irreversibili, furono aiutate nel riacquisto della parola, dalla compagnia degli animali domestici. Questi sono chiari esempi dell'approccio definito Pet Therapy,un neologismo di origine anglosassone coniato dallo psichiatra infantile Boris Levinson nel 1953 in seguito ad una scoperta casuale: un bambino con tratti autistici, in cura presso di lui, si dimostrò più spontaneo e più disponibile all'interazione, dopo aver avuto un contatto da lui stesso voluto, con il cane (cocker) di proprietà di Levinson. Pet in inglese significa "animale domestico" o "da compagnia" da accarezzare e coccolare, azioni che procurano così un piacevole contatto fisico, uno dei principali fattori di comunicazione interpersonale e interspecifica, e stimolano la creatività , la curiosità e la capacità d'osservazione (soprattutto nei bambini). Nel 1961 nasce ufficialmente la "terapia con gli animali" come tecnica d'intervento terapeutico: l'animale diventa "co-terapeuta" nel processo di guarigione, rivestendo il ruolo di "mediatore emozionale" e "catalizzatore" dei processi socio-relazionali. In Italia, la Pet Therapy, sbarca nel 1987 al Convegno interdisciplinare su "Il ruolo degli animali nella società odierna", tenutosi a Milano il 6 dicembre al quale hanno partecipato esperti di fama internazionale. A livello mondiale, la Pet Therapy è stata suddivisa in fasi distinte tra loro, a partire dagli anni 80, ed ogni area d'intervento è mirata e studiata ad hoc.
A partire dagli anni ‘80 il programma Pet Therapy è stato suddiviso in fasi distinte tra loro:
l- Animal-Assisted Activities (AAA) Sono attività svolte con l'ausilio di animali che hanno l'obiettivo primario di migliorare la qualità della vita di alcune categorie di persone (anziani, ciechi, malati terminali,ecc.). Sono interventi di tipo educativo e/o ricreativo che, finalizzati al miglioramento della qualità della vita, possono essere erogati in vari ambienti da professionisti opportunamente formati, para-professionisti e/o volontari, insieme con animali che rispondono a precisi requisiti. Le AAA sono costituite da incontri e visite di animali da compagnia e a persone in strutture di vario genere. Per queste attività non sono necessari obiettivi specifici programmati per ciascuna visita, anche se è opportuno prevedere sempre obiettivi di miglioramento; è opportuno raccogliere e conservare dati sulle visite effettuate; le visite sono gestite con spontaneità e la loro durata non è prestabilita.
2- - Animal-Assisted Therapy (AAT) Si tratta di una terapia effettuata con l'ausilio di animali finalizzata a migliorare le condizioni di salute di un paziente mediante specifici obiettivi. Una terapia di supporto che integra, rafforza e coadiuva le terapie normalmente effettuate per il tipo di patologia considerato. Può essere impiegata, con pazienti affetti da varie patologie, con questi obiettivi cognitivi ( miglioramento di alcune capacità mentali, memoria, pensiero induttivo), comportamentali (controllo dell'iperattività , rilassamento corporeo, acquisizioni di regole), psicosociali (miglioramento delle capacità relazionali, di interazione), psicologici in tempo stretto (trattamento della fobia animale, miglioramento dell'autostima).
Naturalmente stiamo parlando di interventi con obiettivi specifici predefiniti, in cui gli animali rispondenti a determinati requisiti sono parte integrante dei trattamenti volti a favorire il miglioramento delle funzioni fisiche, sociali, emotive e/o cognitive nonché della salute del paziente. Si tratta di terapie dolci, che affiancando i consueti trattamenti, si rivelano efficaci, anche laddove questi non riescono, grazie soprattutto alla presenza dell'animale. La terapia effettuata con gli animali per risultare efficace deve, innanzitutto, individuare gli obiettivi specifici per ciascun destinatario dell'intervento, valutare i progressi in itinere, deve essere finalizzata al raggiungimento di obiettivi di salute e fattore importante essere gestita da professionisti di sanità umana. Tutti gli animali impiegati come Pet partners devono superare una valutazione che ne attesti lo stato sanitario, le capacità e l'attitudine. Il Pet Partner Aptitude Test (PPAT), (http://www.ministerosalute.it/dettaglio/pdPrimoPiano.jsp?id=124&sub=3&lang=it).
La Delta Society,organizzazione internazionale che favorisce l'impiego degli animali per il miglioramento dello stato di salute, l'indipendenza e la qualità della vita dell'uomo, valuta se la coppia conduttore/animale ha l'abilità , le capacità , la disposizione ed il potenziale per partecipare a programmi di questo tipo di terapia. Bisogna tenere presente che l'animale, messo a contatto con persone che possono manifestare comportamenti iperattivi o stereotipie, può vivere situazioni che gli creano molto stress e deve essere quindi particolarmente equilibrato per evitare reazioni indesiderate a stimoli eccessivi, manipolazioni maldestre, ecc. Quindi, gli animali che vengono abitualmente coinvolti nella pet-therapy sono cani, gatti, criceti, conigli, asini, capre, mucche, cavalli, uccelli, pesci, delfini. Ma vediamoli nello specifico:
- Il cane ha un rapporto privilegiato con l'uomo sin dalla preistoria e sono frequenti le occasioni in cui possiamo apprezzarne la collaborazione e, talvolta, l'abnegazione. Per questo viene impiegato di frequente quale co-terapeuta, sia nella cura di bambini che di adulti ed anziani attraverso l'invito al gioco, l'offerta di compagnia e la richiesta di interazione.
- Il gatto è utilizzato nella pet-therapy: per la sua indipendenza e facilità di accudimento, lo si preferisce per persone che vivono sole e che, a causa della patologia o dell'età , non sono agevolate negli spostamenti.
- Criceti e conigli sono diffusi nelle nostre abitazioni: osservare, accarezzare e prendersi cura di questi animaletti può arrecare grande beneficio soprattutto a quei bambini che stanno attraversando una fase difficile nella loro crescita.
- Il cavallo, attualmente, oltre ad attività sportive o ricreative, viene utilizzato per l'ippoterapia, medica, psicologico-educativa, riabilitativa, che viene praticata generalmente in strutture attrezzate, con il supporto di personale specificatamente preparato ed addestrato. A beneficiare dell'ippoterapia sono soprattutto i bambini autistici, i bambini Down, disabili, persone con problemi motori e comportamentali.
- Gli Asini, capre e mucche, animali con i quali esisteva una grande familiarità sino a pochi decenni fa, ultimamente vengono anche loro utilizzati per la pet-therapy.
- I delfini occupano un posto privilegiato nelle attività � che prevedono terapie con gli animali. L'amicizia tra uomini e delfini è di vecchia data ed il loro utilizzo quali co-terapeuti si è rivelato particolarmente efficace per la depressione ed i disturbi della comunicazione. La delfino-terapia è utile anche per i pazienti autistici che li aiuta, in molti casi, ad uscire, almeno parzialmente dal proprio isolamento.
L'animale co-terapeuta agisce come soggetto attivo e tra lui e la persona trattata avviene uno scambio reciproco fatto di emozioni e di stimoli che provocano cambiamenti ed effetti positivi ad entrambi. Con persone disturbate gli animali trovano un canale preferenziale, una sorta di accesso facilitato per entrare in contatto, sbloccando i freni patologici. L'animale costituisce uno stimolo nuovo alla curiosità rendendo possibile il contatto e una comunicazione non convenzionale. Infatti, la comunicazione con l'animale, preferibilmente con il proprio, che avviene nelle forme più svariate, non potendo ovviamente far ricorso al linguaggio, garantisce un effetto calmante con conseguente diminuzione della pressione del sangue. Tale dialogo non conosce, infatti, rigide regole sociali e, soprattutto sentimenti competitivi distruttori. Inoltre, la soddisfazione del bisogno di affetto e di relazione "interpersonale" crea le condizioni di un buon equilibrio psico-fisico, specialmente nei bambini, negli anziani, nei malati. Il prendersi cura dell'animale, favorisce il senso di responsabilità , quanto mai auspicabili nel caso di bambini e di adulti che hanno perso la fiducia in se stessi, garantendo un'immagine valida e positiva della propria persona e del proprio valore individuale. Infatti, dare da mangiare all'animale rappresenta il primo passo per stabilire un rapporto di fiducia poiché grazie al cibo si creano tutta una serie di informazioni ed emozioni che legano vicendevolmente uomini ed animali.
il C.R.E.I. (Centro di ricerca Etologica Interdisciplinare per lo Studio del Rapporto uomo-animale da compagnia) poco tempo fa, ha condotto un esperimento di pet therapy, su bambini ricoverati in reparti pediatrici italiani. E' stato svolto un programma di Attività Assistite dagli Animali., che ha dimostrato che la gioia e la curiosità manifestate dai piccoli pazienti durante gli incontri con l'animale consentono di alleviare i sentimenti di disagio dovuti alla degenza, tanto da rendere pi� sereno il loro approccio con le terapie e con il personale sanitario. Le attività ludiche e ricreative organizzate in compagnia e con lo stimolo degli animali, il dare loro da mangiare, il prenderli in braccio per accarezzarli e coccolarli hanno lo scopo di riunire i bambini, farli rilassare e socializzare tra loro in modo da sollecitare contatti da mantenere durante il periodo più o meno lungo di degenza, migliorare, cioè la qualità della loro vita in quella particolare situazione.
“ Se si vuole creare nei giovani il senso della protezione della natura, la cosa più importante è il contatto diretto con gli animaliâ€
( Konrad Lorenz)
Per maggiori informazioni:
* Case di Riposo Comunali di Roma
* Associazione “Arionâ€, piazza Ippolito Nievo,Roma, tel. 06.5818243
* Associazione "L'Auriga" Circolo Ippico, Via della Marcigliana 562 Roma, tel. 06.87122223
* Associazione “Scuola Vivaâ€, via Crespina 35, Roma, tel. 06.5515909
* ASL Roma D, Servizio Veterinario, Via Portuense, Ponte Galeria RM, tel. 06.65000306
* Associaizone, HEOLO, via Appia Nuova 41-B 319, Roma, tel. 06.77201523
‘Pet o non Pet?’
Il Faro on line - Autunno, tempo di scuole. I bambini, si ritrovano alle prese con orari, insegnanti, e compiti, in compagnia di nuovi e vecchi compagni. Tra campanelle che suonano per l'entrata e l'uscita dagli edifici scolastici i bimbi si scambiamo emozioni ed esperienze. Così capita di incontrare mamme, papà , nonni. Baby sitter e che accompagnano l'alunno a scuola, in compagnia di cani al guinzaglio o gatti comodamente appoggiati in gabbiette portatoli. Dinanzi questa realtà , è inevitabile che prima o poi il nostro bimbo esponga la sua voglia di un amichetto a quattro zampe.
Così i genitori si trovano dinanzi all'ennesimo interrogativo: “pet o non pet?â€
Cani, gatti, conigli, tartarughe ed acquari. Animali di tipologie e nature diverse, destinati a far compagnia ai più piccoli, divenire compagni di gioco e di vita. Ma come render possibile questo quadro idilliaco in un appartamento? Magari senza balcone o parco vicino?e sopratutto, chi se ne occuperà ?
Naturalmente il futuro padroncino, attuale bambino, prometterà di occuparsene in toto, ma noi adulti sappiamo che non sarà così.
Quindi sta alla nostra coscienza di adulti, domandarsi se siamo pronti a ritagliare nuovi spazi da dedicare al cucciolo.
Per aiutarvi in questa impresa, vi consiglio due letture uniche nel loro genere:
- “Io&Marley†di John Grogan (da poco apparso nelle nostre sale cinematografiche).
Una lettura facile, dove le pagine scorrono tra episodi surreali e non ed il sorriso è assicurato.
Ma anche un volume autobiografico, dove ogni lettore che ha avuto almeno una volta nella vita la compagnia di un cucciolo, può rispecchiarsi in pieno, tra alti e bassi di una convivenza quotidiana e non sempre facile.
Il giornale - USA Today- , lo ha definito “un must per gli amanti degli animaliâ€.
- “L'arte di correre sotto al pioggia†di Garth Stein.
Un romanzo biografico narrato da una voce d'eccezione, quella di Enzo, giovane cane ingombrante e pasticcione, che ambisce a divenire un essere umano nella sua prossima vita. Una lettura commovente che offre diversi punti di vista su molte situazioni difficili, ma che prima o poi tutti ci troviamo ad affrontare, un lutto, un allontanamento. Come ritrovare la forza di ricominciare? Con consapevolezza e non avendo paura di chiedere aiuto e supporto al prossimo. Questa è la filosofia di Enzo.
Due libri emozionanti e toccanti, che rappresentano due esempi di vite condivise tra due amici.
Inoltre, non dimentichiamo che un cucciolo può crescere insieme ai nostri pargoli, giocare, ridere e indirizzarsi verso la vita insieme. Entrambi i puppy, sono essere irrazionali, istintivi, dotati di curiosità e voglia di conoscere il mondo, ma per far questo hanno bisogno di una guida che non li faccia perdere o sbagliare. Inoltre, sopratutto in caso di figlio unico, la condivisione e l'empatia che si sviluppa con il nuovo cucciolo, permetteranno al bambino di aumentare la sicurezza in se stesso e nella socializzazione.
Dall'altro canto, un nuovo amichetto a quattro zampe, permetterà al cucciolo di uomo di accrescere il suo senso di responsabilità , dovendosi occupare di alcuni piccoli compiti per il miglioramento della vita del suo fido animale. Naturalmente, è compito degli adulti assicurarsi che il bimbo non torturi anche ingenuamente il nuovo arrivato, il rispetto e l'attenzione sono elementi imprescindibili in ogni rapporto.
Fabiana Traversi
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Tagesmutter- Mamma di giorno
Il Faro on line - Tempo di scuola, di iscrizioni ad asili privati o statali. Sono molti i genitori che si trovano alle prese con modelli e carte da riempire, per poi scoprire che l'istituto è al completo e che il loro pargoletto non è rientrato nella lista dei bambini ammessi a questo nuovo anno scolastico. Cosa fare?
Bisogna inevitabilmente attendere un nuovo bando e nel frattempo giostrarsi con baby sitter e nonni. Oppure inventarsi una nuova realtà lavorativa e familiare. Come? Divenendo una tagesmutter! Il termine tedesco, significa “mamma di giornoâ€.
Una nuova figura professionale che ha mosso i passi da pochi anni, inizialmente nei paesi del centro-nord europa, e che potrebbe essere descritta come colei che, nella propria casa, accudisce ed educa i bimbi dai 0 ai 6 anni, un po' come le educatrici di asili nido privati, ma al contrario di queste ultime, la mamma di giorno, lavora con una rete territoriale ed ha ottenuto l'abilitazione dalla regione di appartenenza.
Per diventare tagesmutter infatti non occorre nessun titolo particolare di studio, bisogna frequentare un corso di formazione regionale, che quindi solitamente è gratuito. Il secondo requisito indispensabile è una casa dotata di tutti i comfort e gli elementi di sicurezza necessari per i più piccoli. Quindi, impianto elettrico e di riscaldamento a norma, almeno 4 mq per bambino, un bagno attrezzato con biancheria di ricambio, vasini ecc.
La Regione Lazioha deciso di investire 5 milioni di euro in due anni, per 252 baby-alunni.
Soldi che verranno percepiti dalle cooperative che si occupano di servizi per l'infanzia. Un esempio chiaro e reale della forte espansione di questo nuovo lavoro, è dato dal gruppo di mamme di Fiumicino, che hanno formato l'associazione “Scarabbocchiando a casa di...â€.
Dei veri e propri nidi in cui la mamma può occuparsi del suo bambino, prendendosi anche cura di altri pargoletti, comodamente nella sua casa. Un'idea geniale per conciliare le esigenze di mamma e lavoro. Inoltre Il costo è mediamente più basso di un nido privato e competitivo con i prezzi delle concorrenti scuole dell'infanzia, sempre private.
“ La rete dei nidi famiglia “Scarabocchiando a casa di…†nasce dall’esperienza di Katiuscia Levi che ha aperto il primo nido famiglia nel Comune di Fiumicino. Una mamma con ben quattro proprie figlie naturali, che da una scelta di vita personale ha avuto l’ispirazione per una ben avviata attività socio culturale. Alla nascita della sua ultima figlia, Emma, si è trovata a dover riorganizzare per la quarta volta il giusto bilanciamento tra la necessità di lavorare, l’impegno da dedicare alla propria famiglia, il sano bisogno di trovare del tempo libero. Da qui l’idea: ha aperto il primo nido famiglia e fondato l’associazione culturale Scarabocchando e con l’aiuto di specialisti ha affrontato e risolto le relative problematiche normative, legislative, didattiche, assicurative e sanitarie.†(www. http://www.scarabocchiando.info)
Naturalmente l'attività è regolata dai contratti e si è in possesso di una polizza d'infortunio in caso qualche bambino si faccia male durante le ore didattiche.
Questi i punti di forza di questa nuova realtà :
- la centralità della casa, luogo dove l'educatrice di nido familiare (Tagesmutter) accoglie i bambini di cui si prende cura, come ambito simbolico/educativo;
- l'affidamento nominale del bambino da parte dalle famiglie alla singola Tagesmutter inserita però in una rete che la supporta sia per gli aspetti organizzativi che ludico-pedagogici;
- il collegamento delle varie Tagesmutter con un ente non profit che le sostiene mettendo a loro disposizione professionalità altamente specializzate (psicologa, pedagogista, logopedista, coordinatrici) e intervenendo nel contempo a supporto della motivazione con conseguente ricaduta positiva sulla qualità del servizio;
- una forte relazione con le famiglie utenti;
- la flessibilità degli orari e la dimensione molto contenuta della comunità d'inserimento;
- la capillarità sul territorio: il non dover creare particolari strutture e l'utilizzo di personale residente nel luogo dà la possibilità di un'offerta capillare che si traduce in una altissima fruibilità ;
- l'auto-imprenditorialità femminile: le educatrici domiciliari sono socie dell'ente che eroga il servizio, così da promuovere un percorso di corresponsabilità e di auto-impiego che trasforma una situazione potenzialmente improduttiva in una risorsa per tutta la comunità , favorendo tra l'altro l'emersione del lavoro nero.
Per maggiori informazioni:
www.casanido.com.
http://www.regione.lazio.it
Fabiana Traversi
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L’era Glaciale, la Saga
Il Faro on line - L’Era Glaciale, una trilogia inziata molti fa, che narra con un impianto-road movie-, le avventure di un gruppo di animaletti buffi e simpatici che loro malgrado si trovano sempre a dover salvare il mondo. La storiaâ€L’era Glacialeâ€, ha inzio ventimila anni fa sul Pianeta Terra mentre un glaciatore sta cercando di decimare i terrestri, mettendo in fuga esseri umani ed animali. Durante questo ipotetico viaggio per stare al sicuro, il bradipo Sid, il mammut Manfred(Manny per gli amici), si imbattono per caso in un cucciolo di uomo, Roshan. Un piccolo bimbo abbandonato e bisogno di affetto. Perciò gli esserini decidono di cercare suo padre e riportarlo quindi al suo unico parente. Il viaggio sarà difficile e lungo, anche a causa dell’unico carnivoro del gruppo: Diego, tigre siberiana dalle zanne lunghe. Uno scenario fantastico dove si muovono attori eccezionali e divertentissimi. Un’avventura unica ed irrepitibile che unisce esigenze di intrattenimeto ed educative, infatti attarverso la figura della tigre-Diego- si celebra il rapporto tra la natura animale ed il libero arbitrio. Il mammifero si ribella ai suoi istinti di predatore risparmiando la vita al giovane uomo.
Il secondo capitolo (uscito tre anni dopo), “L’era Glaciale, il disgeloâ€, vede nuovamente l’unione dei vecchi amici, Manny, Sid e Diego che stanno godendo le gioie del nuovo mondo, un paradiso di divertimenti pieno di gayser e pozze di catrame, ma non è tutto oro quel che luccica. Infatti i cambiamenti climatici hanno provocato una massa immensa di ghiaccio che rischia di sciogliersi. Un po’ come quando il freezer della cucina diventa un grande specchhio ghiacciato. Come liberarsene? Facendolo sbrinare. Ma in natura, come scongiurare un alluvione? I nostri eroi dovranno nuovamnete cercare di salvare il mondo. Scene ilari che narrano in modo scanzonato con un ritmo incalzante delle storie inverosimili e fantasiose adatte non solo al pubblico dei più piccoli.
Pochi giorni fa è uscito nei nostri cinema l’ultimo episodio, “ L’era Glaciale 3, L’alba dei dinosauriâ€. Un film di animazione che rivede come protagonisti i soliti animaletti delle scorse stagioni, a cui si uniranno la scoiattola Scrattina che da rivale di Scrat nella rincorsa all'inafferrabile ghianda si ritroverà ad amoreggiare con lui, e la donnola Buck che farà da folle guida e da guardia del corpo ai protagonisti in un mondo sotterraneo lontano dai ghiacci. Un viaggio in cui la tigre Diego, i due mammuth Manny e Ellie e i fratelli opossum Crash e Eddie, percoreranno la terra dei Dinosauri per salvare l’amico Sid(il bradipo). Uno scenario fantastico in cui l’animazione regna sovrana attraverso il 3D e soprattutto l’animazione è sempre semplice ma meravigliosa, come il tango dell'amore dei due scoiattoli in calore, allo scoppio ilare degli amici pelosi vittime dei gas tossici, fino alla goffaggine di Sid che ce la mette proprio tutta per 'strapazzare' le tre uova di dinosauro a cui vuole fare da mamma. Sono molte le scene che provocheranno risate gioise nella sala cinematografica, il pubblico verrà trasportato nuovamente nel mondo dell’Era Glaciale, tra gaffe e sentimenti (questa volta familiari).
Una saga che narra tra fantasia ed immaginazione, i rapporti interpersonali e la loro nascita e sviluppo, dall’amicizia alla famiglia, al difficile equilibrio tra natura(istinto)e ragione. Tre episodi da guardare con leggerezza e voglia di trascorrere due ore a sorridere e non pensare più a nulla tranne che farsi guidare da Manny, Ellie, Sid, Diego, Crash ed Eddie nel loro fantastico mondo.
Fabiana Traversi
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Salute: storia e numeri sulla ‘febbre suina’
Il Faro on line - In questi giorni d'estate tutti i media riportano notizia del crescente numero di persone che nel mondo sono contagiate dall'influenza suina (in inglese swine flu), causata da un virus originato dalla combinazione fra la struttura genetica di un virus influenzale umano e quella di un virus influenzale suino (identificata presso gli scienziati dal codice H1N1). Oggi si ritiene che l'influenza suina sia una malattia respiratoria dei maiali causata da un virus influenzale di tipo A.
Secondo i ricercatori dell'Università di Pittsburgh il virus comparve per la prima volta nel 1918, nel corso degli anni si sono avvicendati periodi di diffusione ad altri di recessione temporanea; dal 1977 il virus accompagna l'influenza stagionale. Normalmente gli esseri umani non vengono colpiti da questo virus anche se sono stati documentati casi di contagio (sono stati osservati 12 casi negli Stati Uniti nel periodo che va da dicembre 2005 a febbraio 2009, generalmente tra quelle persone che sono state a contatto con i suini).
Da questa primavera, un virus di questo tipo ha contagiato degli esseri umani ed è stata dimostrata inoltre la diffusione da essere umano ad essere umano. Infatti la diffusione di questa malattia avviene attraverso le vie aeree(bronchi e trachea), basta inalare goccioline emesse da una persona già affetta da infezione o malattie influenzali. I sintomi sono quelli classici dell'influenza: febbre, dolori muscolari, mal di gola e faringite. Ma è anche possibile un contagio senza sintomi, le statistiche dell'Oms enumerano un totale di 77.201.000 casi accertati, 322 decessi.
L'Oms perciò ha dato indicazioni precise: approfondimento diagnostico di tutti i casi sospetti, con prelievi di campioni faringei. In tutti i casi “sospettiâ€, viene indicata la somministrazione d un farmaco anti-influenzale efficace e ben tollerato, che si prende per via orale, per prevenire un eventuale peggioramento.
“La diffusione del virus - spiega l’infettivologo Giovanni Di Perri, dell’Università di Torino - non è al momento confinatile, considerando la facilità di trasmissione inter-umana. La realtà è che non ci sono elementi che ci orientano a prevedere un elevato numero di decessi. Va considerato che nel corso di un'epidemia di influenza cosiddetta “convenzionaleâ€, quella che ci aspetta ogni inverno, la mortalità può raggiungere valori fra il 5 e il 15 per mille. Valori ben distanti da quelli fatti registrare finora dall’epidemia della “suinaâ€. Inoltre, “è difficile prevedere quale sarà l'andamento dell'epidemia in corso nel nostro Paese: siamo in estate, una stagione atipica per l'influenza, mentre nell'emisfero Sud (ad esempio in Cile ed Argentina, che fanno già registrare migliaia di casi) la stagione invernale comporta condizioni più favorevoli al diffondersi dell'infezione. Al momento in Italia le scuole sono chiuse, stiamo molto di più all'aria aperta e non sussistono quelle condizioni climatiche che favoriscono l'attecchimento del virus nell'uomo. Ma i bambini sono un gruppo a rischio tipico per ogni infezione influenzale, perché hanno meno occasioni perché hanno avuto minori occasioni di incontrare virus influenzali in precedenza. Quindi non hanno potuto sviluppare qualche forma di immunità protettivaâ€(intervista tratta da http://www.lastampa.it).
Alla luce di questi elementi, rimane solo da domandarsi: “Come spiegare ai più piccoli le precauzioni da prendere senza allarmali?â€.
La soluzione viene dall'Americana: Giants Microbes (microbi giganti), peluche colorati e morbidi che riproducono i vari microbi e batteri. Ogni peluche è corredato da informazioni sul microbo/batterio e la malattia. Oltre al peluche che rappresenta il virus dell’influenza A, ci sono anche ‘le bestioline’ che rappresentano Raffreddore, Influenza, Mal di gola, Mal di stomaco, Tosse, Otite, Alitosi, Mononucleosi, Helicobacter Pylori, Cimice, Acaro, Tarlo e molte altre.
Certo le proporzioni sono state modificate, infatti i simpatici animali, variano dai 13 ai 18 centimetri, sono all'incirca un milione di volte maggiori di quelli reali.
Ma possono essere validi educatori-amici, per i bambini.
I Giant Microbes sono disponibili sul sito: http://www.giantmicrobes.com
Fabiana Traversi
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Scoperti i Geni Della Leucemia Dei Bimbi
Il Faro on line - Novità del mondo della pediatria: “Scoperti i geni della leucemia dei bambiniâ€. I ricercatori dell' “Institute of Cancer Research†, grazie al finanziamento della charity Leukaemia Research, hanno potuto studiare la laeucemia, scoprendo che la malattia viene scatenata da un insieme complesso di fattori, fra cui - emerge dal nuovo studio - anche particolari 'difetti' genetici. Sono tre le varianti genetiche correlate al tumore del sangue. Ognuna di queste, calcolano gli scienziati, aumenta del 30-60% la probabilità di ammalarsi. Questo è la prima volta che gli studiosi suggeriscono un legame fra Dna e rischio di leucemia linfoblastica acuta (la forma più comune in età infantile). Lo studio, pubblicato su 'Nature Genetics' , rappresenta un grande passo in avanti nel campo della pediatria. Precedenti ricerche hanno indicato che nella leucemia dei bimbi potrebbero essere coinvolte sia modifiche delle cellule del sangue insorte durante la vita uterina sia altre mutazioni, probabilmente 'innescate' da comuni infezioni pediatriche. I risultati del nuovo lavoro, avverte quindi Mel Greaves, dell'equipe inglese, non devono far pensare che i fattori ereditari siano gli unici imputati nella leucemia linfoblastica acuta. Tuttavia, precisa Houlston, lo studio "offre la prima evidenza che un 'make-up' genetico può giocare un ruolo importante nello sviluppo della patologia". Un'informazione che, secondo Leukaemia Research, potrebbe portare a terapie meno invasive.
F. T.
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Mete uniche e divertenti per tutta la famiglia
Il Faro on line - L'afa, il lavoro che non rallenta ed i bambini che sono sempre più desiderosi di vacanza. Una realtà che molti italiani stanno vivendo, ed a cui cercano di reagire organizzando week end o domeniche di divertimento per tutta la famiglia, in attesa delle vere vacanze. Quale posto migliore dei parchi divertimento? Questi luoghi offrono attrazioni per tutte le età , i più piccoli potranno incontrare i personaggi delle fiabe preferite e i grandi potranno tornare bambini per un giorno. Inoltre, molti parchi offrono delle promozioni per i visitatori che decidono di trascorrere un week end di relax e divertimento, grazie a resort esclusivi dislocati sia nel parco che nelle sue vicinanze.
Perciò questa settimana abbiamo deciso di fornirvi una “Guida ai parchi divertimento e le riserve naturali italianeâ€:
Parchi divertimenti in Italia:
* Gardaland
Castelnuovo del Garda (VE)
www.gardaland.it
Gardaland offre numerosissime attrazioni; parate con i protagonisti delle fiabe, spettacoli per tutti i gusti e permette di immergersi in tante diverse ambientazioni, tutte da favola.
Per chi volesse soggiornare nel parco, segnaliamo il “ Gardaland Hotelâ€.
* Canevaworld
Località Fossalta, 1 – Lazise sul Garda (VR)
www.canevaworld.it
Canevaworld è un parco che offre molte attrazioni per tutte le esigenze: parco acquatico, Movieland (parco dedicato al mondo del cinema, in cui diventare i protagonisti del film), spettacoli medievali e intrattenimento serale.
* Mirabilandia
Statale Adriatica SS 16 – Ravenna (RA)
www.mirabilandia.it
Mirabilandia Numerosissime attrazioni, spettacoli e animazione: bar e ristoranti, ma anche giardini fioriti e una piscina con scivoli acquatici.
Riserve naturali in Italia
* Acquario di Genova
Area Porto Antico, Ponte Spinola – Genova (GE)
www.acquariodigenova.it
Ambientazioni spettacolari, vasche tattili e percorsi tematici: l’Acquario di Genova offre la più grande esposizione di biodiversità di tutta Europa. Tante attrazioni pensate apposta per le famiglie e per i bambini, acquistando il biglietto AcquarioVillage, è possibile visitare con un netto risparmio tutte le strutture Costa Edutainment: Acquario di Genova e Foresta dei Colibrì, Biosfera, Bigo, La Città dei Bambini, Galata Museo del Mare.
* Parco Safari delle Langhe
Frazione Rea - Murazzano (CN)
www.parcosafari.com
Il Parco Safari sorge nello splendido territorio delle Langhe. Lungo un percorso percorribile comodamente in auto, vivono oltre 40 specie di animali, per un totale di circa 350 ospiti che rappresentano le più significative specie del regno animale.
* Parco della Preistoria
Via Pontevecchio, 21 – Rivolta D’Adda (CR)
www.parcodellapreistoria.it
Lungo il suo itinerario ombreggiato, intercalato da acque e laghetti, sono state inserite oltre trenta ricostruzioni a grandezza naturale di animali vissuti nella preistoria.
Il parco offre anche un percorso botanico, una mostra di fossili e minerali, la visita di animali in semilibertà , aree pic-nic e spazi con parco giochi.
Fabiana Traversi
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In viaggio!
Il Faro on line - Estate, tempo di vacanze e spostamenti che divengono difficili se si hanno bimbi piccoli a seguito.
I pargoli hanno delle esigenze diverse dagli adulti, necessitano di continue cure ed attenzione.
Quindi è naturale domandarsi: “Cosa mettere nello zaino, come preparare la pappa, come far passare il tempo ma soprattutto le regole per affrontare un viaggio sicuro in auto?â€
In primo luogo, la prima regola da seguire è l' obbligo dell'utilizzo del seggiolino che non solo garantirà la sicurezza del bimbo, ma gli permetterà anche di affrontare in modo comodo il viaggi
Consigli per un viaggio in tutta sicurezza:
- non lasciate il bambino libero in macchina, cioè non legato al seggiolino, neppure per brevi tratti;
- non fissate il seggiolino sul sedile anteriore se l’auto è provvista di airbag;
- seguite attentamente le istruzioni per montare il seggiolino sull’auto;
- se la macchina è rimasta al sole, verificate che il seggiolino non sia bollente prima di metterci il bambino; - dopo un incidente il seggiolino va sostituito perché la struttura potrebbe essersi danneggiata.
Dopo aver assicurato al bimbo la sicurezza e la comodità , sarà bene occuparsi delle sue necessità , dalle pappe ai pannolini ecc. quindi è consigliabile preparare una borsa pensata solo per le esigenze del piccolo viaggiatore.
Piccoli consigli e trucchi:
* Neonato:
Il viaggio con un neonato, è agevolato dal fatto che probabilmente dormirà per gran parte del tempo, ma sicuramente avrà bisogno di diversi cambi di pannolino.
Quindi nella borsa è consigliabile mettere:
* pannolini (il numero dipende dalla durata del tragitto);
- salviettine umidificate;
- una crema lenitiva per prevenire gli arrossamenti del sederino ed una crema per il corpo se si viaggia con l'aria condizionata (la pelle dei neonati si secca molto facilmente);
- un fasciatoio portatile, che permette di cambiare il bebè ovunque, persino in macchina;
* un golfino nel caso faccia troppo freddo;
* un cambio di tutto nel caso il piccolo si dovesse sporcare.
Per quanto riguarda la pappa, i suggerimenti sono soggettivi, dipendono dalle abitudini del bambino. In viaggio, per quanto possibile, è consigliabile cercare di non stravolgere orari e abitudini alimentari del bambino.
Le necessità , ovviamente, variano con l’età .
* Allattamento: I neonati allattati al seno sono i più facili da gestire: la mamma è una praticissima fonte di nutrimento! Per quelli allattati artificialmente, invece, è bene ricordarsi di preparare una borsa con tutto il necessario:
* latte in polvere,
* acqua minerale,
* biberon sterilizzato (se il viaggio è lungo è utile portarne più di uno, può non essere facile sterilizzarlo in viaggio), eventualmente anche un disinfettante per pulire la superficie dove ci si appoggerà .
* Svezzamento: Con i bimbi svezzati la questione si complica. Se il viaggio non è troppo lungo, sarebbe consigliabile rimandare il pasto fino all’arrivo.
In alternativa, per il pasto possono essere utili gli omogeneizzati da conservare in un borsa termica. Gli omogeneizzati infatti, eliminiamo il problema di portare piattini, scodelline e ciotoline ed inoltre hanno la chiusura ermetica che ne garantisce la conservazione anche una volta aperto . L'unica cosa sa ricordarsi sono i cucchiaini e i bavaglini (ne esistono anche di carta usa e getta, comodissimi per i viaggi!).
* Dall’anno in su:
Quando i bimbi crescono viaggiare diventa più complicato infatti c’è il rischio che subentri il fattore noia. Potrebbe essere utile, far scegliere al bambino un gioco o un libro per il viaggio, oppure comprare un giocattolino nuovo apposta per l’occasione. Così il bimbo sarà impegnato con il suo gioco e non soffrirà troppo del viaggio in macchina, le ore passeranno come per magia, in compagnia del compagno d'avventura. Altrimenti un alternativa, può essere rappresentata dai così detti “giochi da viaggioâ€, pensati proprio per trascorrere in modo divertente il tempo da trascorrere in macchina:
- Un gioco per i più piccoli:
Un giocatore pensa a un animale e gli altri devono indovinare qual'è l’animale, ponendo a turno una domanda che serva ad identificarlo.
- Un gioco con le parole:
“E' arrivato un carico pieno di…â€
Si dice questa frase seguita da una lettera dell’alfabeto, e gli altri giocatori devono dire a turno una parola che inizi con la stessa lettera.
- Un gioco con i numeri:
Ciascun giocatore sceglie una cifra, che dovrà poi ritrovare nelle targhe, nei cartelli, e nelle altre cose che si vedranno durante il viaggio. Vince che trova la cifra più volte.
- Un gioco di memoria:
Si inizia con una parola. Il giocatore successivo la ripete e ne aggiunge un’altra. Il terzo giocatore (o di nuovo il primo se si gioca in due) ripete le prime due parole e ne aggiunge una terza. E si va avanti così aggiungendo sempre una parola nuova e formando una catena di parole che vanno ripetute tutte nello stesso ordine.
- Un gioco con carta e penna:
Bastano un foglio e una matita per creare nuove realtà . Un classico è il gioco della battaglia navale. Si gioca in due: stando attenti che l’avversario non possa vedere il nostro foglio, disegniamo una tabella suddivisa in riquadri dove andremo a inserire le nostre navi (disegnandole ovviamente), nell’ordine che più ci piace. Numero di navi e grandezza della tabella vanno decise prima di iniziare. Poi, a turno, si “spara†scegliendo una casella e cercando di “colpire†o “affondare†le navi dell’avversario. Oppure ci sono alternative come “nomi, cose, animali e città ...â€. Si può giocare dai due a più giocatori, bisogna solo decidere l'iniziale che si userà per citare nomi di cose, animali, città , che inizino con la lettera prescelta. Quando la parola è usata solo da un giocatore, il suo valore è di10 punti, in caso fosse doppia, vale 5 punti. Alla fine dell'alfabeto si tiranno le somme e vince chi ha totalizzato più punti!
Fabiana Traversi
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Il parto
Il Faro on line - Dopo nove mesi di gravidanza, è quasi arrivato il fatidico momento del parto. Mille dubbi ed ansie solitamente attanagliano le future neo mamme:†Quale sarà il metodo migliore per me ed il mio bambino? Ma farà molto male? Potrò avere accanto mio marito- compagno?â€.
Tutte le nuove situazioni, necessitano di scelte mirate e concrete, un progetto dettagliato.
Nel nuovo millennio sono molte le soluzioni pratiche ed indolori che si possono scegliere.
Per ciò di seguito sono riportate tutte le possibili opzioni:
* Il parto naturale o in casa. La prima cosa da fare è cercare una buona ostetrica che ci faccia da guida e ci stia vicino in un momento tanto delicato. La si può chiamare nel cuore della notte e ricevere aiuto professionale. Dopo bisogna preparare la stanza che abbiamo scelto per partorire, che sia in casa o in ospedale, bisogna renderla accogliente ma pratica. Quello spazio sarà il primo contatto del bimbo con il mondo circostante, il primo esempio di nido familiare. L'ostetrica potrà dare supporto insieme al futuro papà . Inoltre il corpo farà da guida durante il travaglio indicando la giusta posizione da assumere per agevolare la venuta al mondo del bimbo.
* Il parto nell'acqua (water birth) è una metodo per dare alla luce in una vasca o piscina piena di acqua tiepida. I proponenti ritengono che questo metodo porti grandi benefici alla salute ed al benessere psico-fisico sia della madre che del neonato, e che sia un'alternativa sicura alle modalità più consuete del partorire. L'acqua calda è rilassante e facilita il parto. L'acqua stimola il rilascio di endorfine, riducendo la necessità di ricorrere all' episiotomia. Anche se per ora è molto diffuso il travaglio(per travaglio si intende l'insieme di fenomeni meccanici e dinamici che conducono all'espulsione del feto e suoi annessi dall'organismo materno)in acqua, ma non tutto il parto. L'uso di una vasca di acqua calda per il travaglio ed il parto è un fenomeno relativamente recente in Occidente. Nel 1960 il ricercatore russo I. Charkovsky, condusse studi riguardo la sicurezza e i benefici del parto in acqua. Nel 1960 l'ostetrico francese F. Leboyer, sviluppò la pratica di immergere i neonati nell'acqua calda per aiutarli nel passaggio tra l'utero e il mondo esterno e per attenuare gli effetti di un possibile trauma psicologico legato alla nascita. (www.wikipedia.org)
* Il parto cesareo si fa solo in casi estremi e solitamente dopo aver provato con il parto naturale. Se dovete ricorrervi, il consiglio è di inviare una persona casa a farvi compagnia e darvi coraggio e naturalmente richiedete subito che il bambino possa passare del tempo tra le vostre braccia, prendere confidenza con il mondo circostante ma sempre con il contatto materno vicino.
* L'anestesia peridurale (o epidurale) è una forma di anestesia locale ceh comprende l'iniezione di sostanze attraverso un catetere posizionato nello spazio epidurale. Ma sono molte le scuole di pensiero che riguardano questa procedura applicata al parto che indurrebbe effetti psicologici anche a lungo termine sia sulla relazione madre-figlio sia sull'autostima della madre che, incapace di affrontare il dolore e la fatica di un parto naturale, faticherebbe a sviluppare un'immagine di sé all'altezza del nuovo ruolo acquisito; altri sottolineano invece come questa tecnica consenta alla madre di affrontare più serenamente il parto, evitandone o riducendone la traumaticità fisica e psicologica senza comportare particolari rischi né per la donna, né per il nascituro.
(www.wikipedia.org)
In ogni caso, non dimenticate di accompagnare il pre parto e l'atto finale stesso con qualcosa che vi faccia rilassare, dal tenere la mano di un caro, ad un massaggio improvvisato, non tralasciando motivi che infondono relax e tranquillità . Infatti il potere che la musica ha in gravidanza è benefico sia per la mamma che per il bambino. Alcune donne, nei corsi di preparazione al parto, prediligono la musicoterapia perché aiuta a rilassare il loro animo e quello del piccolo che hanno in grembo.
La mamma impara ad ascoltare se stessa, i suoni interni ed si abitua ad una certa rilassatezza emotiva che l’aiuterà anche nel momento del parto. La musica aiuta ad eliminare l’ansia e lo stress, perché facilità la produzione di endorfine: esse hanno la capacità di rilassare la tensione muscolare che la donna ha accumulato durante tutta la giornata a causa anche del peso del pancione. Il bambino, poi, può ascoltare i suoni provenienti dall’esterno. Passano attraverso il liquido amniotico che rende la percezione attenuata e, quindi un po’ modificata rispetto all’esterno. Le note che riescono a rilassarlo sono quelle della musica classica (un’ottima alternativa è rappresentata dalla musica new-age). Ecco perché molti medici consigliano di ascoltare, durante la gravidanza, autori come Mozart, Vivaldi, Debussy: sono delle melodie molto sobrie, dolci che creano armonia ed allegria nel bambino. Da evitare sono tutti quei generi musicali troppo aggressivi come il metal o l’hard rock che possono solo creare agitazione e tensione nel bambino: sente le ripercussioni troppo irruenti che attraversano il pancione della mamma; in effetti, la musica è il primo canale comunicativo (con la voce) tra madre e figlio. La melodia musicale giunge al bambino attraverso le vibrazioni dell’apparato osseo e contribuiscono allo sviluppo delle sue parti sensoriali ed acustiche e del sistema nervoso, abituandolo anche ad un certa ripetitività musicale che, pian piano, apparterrà al suo mondo comune. Al di sopra di tutto, la musica che il bambino predilige è quella della voce della mamma . Alcuni studi hanno dimostrato che se una madre canta in gravidanza, il suo timbro acuto stimola il bimbo dalla vita alla testa: in questi casi il piccolo che nasce, avrà sviluppato una certa solidità alla nuca e agli arti superiori.
Fabiana Traversi
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Regolarizzazione badanti e colf. Come fare?
Il Faro on line - L'Italia è un paese dove fortunatamente il divario anagrafico tra anziani e bambini, sta assestandosi, ma queste due categorie sociali sono molte volte unite da un unico fattore: necessità di assistenza. Badanti e baby sitter sono dei ruoli lavorativi molto presenti ed attivi sul territorio della nostra penisola. Molte famiglie si avvalgono di collaboratori preparati e specializzati in assistenza infantile e senile a causa di lavori incalzanti dei genitori- figli che non possono quindi occuparsi in prima persona dei loro familiari.
Purtroppo però questa realtà , necessità di spese economiche e legislative, notevoli. Infatti solitamente, gli assistenti familiari sono di nazionalità extraeuropea, uomini e donne che scappano da realtà di guerra e povertà , e si trasferiscono in Italia per poter assicurare un futuro migliore si ai loro datori di lavoro che alla loro famiglia di origine.
Molte volte però queste persone non hanno i documenti in regola o sono entrate in territorio italiano senza permesso, come dei fantasmi.
Il nuovo disegno di legge anticrisi emanato dal Governo italiano, disciplina la “dichiarazione di attività di assistenza e di sostegno delle famiglieâ€, ovvero la regolarizzazione di colf e badanti che non sono in possesso del permesso di soggiorno.
Secondo le stile ufficiali fornite dal Governo, daranno circa tra le 2-300 mila le persone che rientreranno in questo disegno di legge, anche se secondo i calcoli delle associazioni, i numeri potrebbero raddoppiare. Costerà circa cinquecento euro mettere in regola l'immigrato irregolare e potranno farlo solo i datori di lavoro sia italiani che stranieri, basta che siano lungo-soggiornanti, ovvero in possesso di un permesso di soggiorno di lungo periodo. Inoltre sempre i datori di lavoro è previsto un limite minimo di reddito, la domanda di assunzione deve contenere- l'attestazione del possesso di un reddito imponibile, risultante dalla dichiarazione dei redditi, non inferiore ai ventimila euro annui, per i nuclei familiari composti da un solo percettore di reddito e non inferiore ai venticinque euro annui in caso di nuclei familiari composti da più soggetti conviventi percettori di reddito-. La domanda per la regolarizzazione di badanti e colf deve altre sì contenere la dichiarazione che- la retribuzione convenuta non sia inferiore a quella prevista dal vigente contratto collettivo nazionale di lavoro di riferimento e che in caso di lavoro domestico di sostegno, al bisogno familiare, l'orario lavorativo (non inferiore a quello stabilito dal DPR del 31 agosto 1999)- .
I Lavoratori dovranno essere allineati al contratto collettivo nazionale.
Non sono ammessi alla procedura di emersione gli extracomunitari che abbiano ricevuto un decreto di espulsione, siano segnalati per la non ammissione al territorio o che abbiano condanne che prevedono l'arresto in flagranza.
Chi dichiarerà il falso rischierà il carcere per un periodo che va da uno a sei anni.
Ciò che rimane da definire è atteggiamento da adottare in caso “di fidatissima tata senza permesso di soggiorno ora che è passato il decreto sicurezza? di Le strade sono due: licenziare in tronco la sventurata baby sitter ormai di famiglia e lasciarla al suo colpevole destino; come se il rischio di traumatizzare i bambini e rientrare nel tunnel dei colloqui per trovare la nanna-perfetta -dotata-anche-di legale-cittadinanza fosse cosa da nulla... Oppure abbracciare la via del crimine per tenersi la brava clandestina, tremando ogni giorno all'idea di vederla tornare in manette dai giardinetti. Ora il ministro Maroni ci rassicura, dicendo che non ci saranno ronde per stanare "le illegali con passeggino" e che colf e badanti staranno lontano dalle patrie galere. Ma la legge parla chiaro e anche i datori di lavoro sono punibili con l'arresto da 6 mesi a 3 anni e una multa di 5mila euro. A pensarci bene, aspettando sanatorie e condoni che chissà mai quando verranno, ci sarebbe una scorciatoia: trovate un marito italiano e benintenzionato che sposi la vostra protetta e la faccia vivere finalmente senza peccatoâ€.(brano tratto dal sito http://mamme.myblog.it)
Fabiana Traversi
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Un nuovo Status symbol: il passeggino
Il Faro on line - Il mercato economico dell'infanzia è in piena fioritura, gli accessori sempre più ricercati ed a volte simbolo di status sociale.
Tutine, scarpine, giochi e passeggino sono diventati oggetto di fashion victim.
Ogni mamma ricerca dettagliatamente ed accuratamente ogni capo e oggetto per il proprio pargolo.
Il mondo dell'infanzia è divenuto un business, l'esempio più lampante ne è il passeggino.
Un oggetto utile e che rappresenta anche una delle realtà più fiorenti dei mercati italiani.
L'acquisto può avvenire in un centro specializzato o via internet, ma alla sicurezza si accompagna la linea, i disegni, il seggiolino ergonomico ecc. Naturalmente il passeggino deve essere adatto alle proprie esigenze e quindi al proprio stile di vita. Quindi prima dell'acquisto è bene provare che entri nel portabagagli della propria macchina.
In commercio ci sono molte varianti di ogni modello che vanno dal classico come l'Inglesina a i più tecnologici come gli ovetti, differenze di prezzi e stili.
Una vasta scelta di offerte per uno status symbol unico e personalizzato:
* La carrozzina è utile se la si vuole usare al posto della culla, per far dormire il bebè nei primi 3 o 4 mesi.
* Passeggino-all inclusive, comprende un telaio comune su cui si innestano alternativamente: navicella-carrozzina, ovetto (seggiolino per auto categoria 0+, ovvero omologato 0/13kg. di peso, ma normalmente diventa troppo corto prima), sedile del passeggino (alcuni degli ultimi anche variabile: fronte-mamma/fronte-mondo).
* L’ovetto , si innesta sul telaio del passeggino ed è obbligatorio in auto.
* Passeggino-SUV, ovvero a tre ruote gonfiabili, sono nati e concepiti per situazioni particolari, ovvero per andare su terreni accidentati, mantenendo il comfort del bambino e del genitore che lo spinge.
* Passeggino-citycar, a quattro ruote, di cui quelle anteriori piroettanti.
I due manici separati alleggeriscono il peso totale e sono tipici dei passeggini con chiusura ad ombrello, ma il maniglione unico è utilissimo per spingere il passeggino con una sola mano.
* Passeggino leggero, utile quando il pargolo inizia a camminare e voler scoprire il mondo.
Inoltre, vi segnalo che in America, New York per l'esattezza, l'ultimo grido in fatto di passeggini, è rappresentato dal passeggino a due piani.
Permette di portare due fratelli contemporaneamente in uno spazio ridotto, ma naturalmente chi sarà al “piano superioreâ€, vedrà solo la testa dell'altro bimbo che si trova al “piano inferioreâ€(che magari da grande soffrirà della sensazione di sentirsi secondo).
Sempre nel campo passeggini per due:
* Passeggino gemellare Firstwheels City Twin, la soluzione ideale per trasportare due bambini:telaio con chiusura ultracompatta ,larghezza di 78 cm.,e sedute ultraleggere posizionabili fronte strada o fronte mamma, si reclinano in tre posizioni. Ruote posteriori gonfiabili e ammortizzate con pompa per le ruote e parapioggia. Maneggevole e straordinariamente leggero e pratico da aprire e chiudere.
* Passeggino-monovolume (x2) , dotato di tutti i comfort standard come gli altri passeggini .
L'inconveniente di questi modelli è rappresentato dalla loro grandezza, quindi sono un po' scomodi da trasportare.
Una valida alternativa a tutto questo mondo può essere rappresentata dal Passeggino usato garantito.
Più o meno tutti i modelli recenti sono sfoderabili, quindi tutte le parti in tessuto possono essere lavate in lavatrice, facendole ritornare come nuove. Però ricordate che i pezzi di ricambio dei passeggini solitamente sono disponibili solo su ordinazione, ciò comporta attese molto lunghe. Quindi controllate essenzialmente se funzionano bene gli snodi e le ruote.
Fabiana Traversi
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Un decalogo per i genitori italiani. Come crescere capitani coraggiosi
Il Faro on line - Un manuale per fare i genitori?
Pensare che una volta si diceva che avere e crescere figli era uno dei lavori più faticosi, dubbiosi e non retribuiti, sempre in bilico tra giusto e sbagliato, sacro e profano. Riletture di Peter Pan per ritrovare che è in ognuno di noi, accompagnato da seminari e chiacchiere con adulti che avevano già passato la stessa o almeno simile situazione. Ma i tempi cambiano e nascono nuove realtà : blog, gruppi interattivi e libri guida, quasi help self.
“Un decalogo per i genitori italiani. Come crescere capitani coraggiosiâ€, scritto da due professori, prof. Alessandro Rosina (Docente di Demografia presso l’Università Cattolica di Milano) e dott.sa Elisabetta Ruspini (Sociologa a Milano Bicocca) .Nell’opera sono riportati dieci punti fondamentali, (di seguito riepilogati), elaborati per spiegare e dare linee guida nel delicato e complesso rapporto tra genitori e figli:
1- Non pretendere da un figlio maschio meno di quanto pretendi (o pretenderesti) da una figlia femmina, (in termini di responsabilità , collaborazione in casa, risultati a scuola, rispetto delle regole familiari).
2- Non permettere che tuo figlio tenga dei comportamenti che disapprovi quando messi in atto dai figli degli altri;
3- Sii disponibile quando tuo figlio ti cerca, ma aiutalo solo quando non può farcela senza di te, (Aiutalo solo dopo che ha seriamente provato da solo ed insegnagli come può fare la prossima volta a cavarsela anche senza di te. Valorizza l'impegno più che il risultato: quando ce la fa, non dirgli "bravo, sei in gamba", ma "bravo, si vede che hai lavorato sodo")
4- Allena tuo figlio a un rapporto responsabile con il denaro, (ricordati che i regali non sono un sostituto della tua presenza. Già alle scuole superiori incoraggialo a trovarsi piccoli lavori per guadagnarsi qualcosa).
5- Avvicina tuo figlio ai libri e al piacere della lettura, ( comincia a leggergli storie quando è molto piccolo. Quando è un po' più grande non imporgli di leggere, ma tieni libri in casa, accompagnalo in libreria, parla di libri con lui o fatti raccontare le storie che ha letto, abbonalo a una rivista o a un fumetto, permettigli di leggere quando e come vuole).
6- Diventa alleato degli insegnanti nell’istruzione di tuo figlio, (non contestare gli insegnanti di fronte a tuo figlio. Diventa loro alleato nell'educare al meglio tuo figlio, e non complice di tuo figlio nel cercare di trovare sempre la via più facile).
7- Lo sport è importante per crescere, ma saper perdere è la prima cosa da imparare;
8- tratta tuo figlio maggiorenne, da adulto, (Incentivalo, pur nelle difficoltà , a diventare autonomo e autosufficiente. Non difenderlo dal mondo, ma aiutalo a trovare gli strumenti per affrontare il mondo da solo).
9- Non idealizzare il destino di tuo figlio e credi nel suo futuro, non caricare su di lui le tue aspettative. Incoraggialo a seguire le sue passioni e a raggiungere i suoi obiettivi anche quando non li condividi pienamente. Ricordati che lui non è la tua rivincita nei confronti della vita, e che deve trovare la sua strada. Lascialo sbagliare.
10- Dai un fratello al tuo figlio unico, se possibile.
Nella nostra società si parla sempre di più di – emergenza educativa-, in quanto si suppone che il mondo adulto abbia problemi a confrontarsi e comprendere la realtà dell'infanzia-adolescenza che è sempre in continuo mutamento. Però i genitori hanno anche maggiore consapevolezza del proprio ruolo pedagogico e sociale, in quanto il futuro di una società dipende dalle nuove generazioni. Quindi non rimane da domandarsi: “ Cosa fare?â€. Il sistema educativo italiano è sicuramente particolare ed in via di cambiamento, ma ancora molte coppie si fermano al primo figlio, riversando su di esso attenzioni ed aspettative. Negli anni Sessanta su 100 nati solo il 37% non aveva fratelli, oggi su 100 nascite i figli unici sono la maggioranza (il 53%). Il rischio è quello di crescere figli troppo viziati , sempre al centro dell'attenzione e fortemente caricati di aspettative. E' una condizione che si associa ad una crescita dei casi di depressione grave e di anoressia, che sta anche diventando sempre più precoce. Se le bambine sono più affette da disturbi alimentari, i bambini sono sempre più propensi al bullismo . Secondo le stime più recenti quasi la metà degli studenti ha assistito a casi di violenza tra coetanei e circa un terzo ne ha fatto le spese in prima persona. Ma sono in aumento anche i casi di ragazzi con disturbi alimentari e ragazze protagoniste di episodi di bullismo.
Ma se prediamo in esame il primo punto del decalogo consigliato dagli esperti del settore: “ non pretendere da un figlio maschio meno di quanto pretendi (o pretenderesti) da una figlia femminaâ€, si può osservare che se realmente esiste una parità nella crescita di due figli di sesso opposto, è innegabile che per una ragazza il mondo circostante è più pericoloso. Quindi forse, e dico forse, bisognerebbe crescere i due fratelli in modo simile ma dando loro la consapevolezza del pericolo e che il fratello non deve tarpare le ali alla sorella, ma sicuramente ha maggiore forza fisica in caso di bisogno. Certo, se mai dovesse accadere qualcosa, non è detto che i due fratelli stiano insieme, anzi è probabile il contrario. Ma quindi come si possono difendere i giovani dalla violenza della nostra società ? Dando maggiore consapevolezza e senso di responsabilità ?O magari prevenendo e regalando cellulari fin dalla tenera età per poter avere sempre un filo diretto?
Ma se si hanno figli dello stesso sesso? Probabilmente l'educazione alla sicurezza, dovrebbe essere insegnata in egual modo senza badare troppo al sesso. Instaurare con i propri pargoli un rapporto paritario composto da dialogo e fiducia: “non permettere che tuo figlio tenga dei comportamenti che disapprovi quando messi in atto dai figli degli altri e sii disponibile quando tuo figlio ti cerca, ma aiutalo solo quando non può farcela senza di teâ€. Ovvero dare un senso di individualità ad ogni figlio, permettergli di conoscersi, contare sulle proprie forse, ma con la consapevolezza che in caso di bisogno, non è solo ma supportato da una rete familiare.( “tratta tuo figlio maggiorenne da adultoâ€).
La qualità delle nuove generazioni dipende molto dalle famiglie: una società avanza e progredisce solo se figli e figlie diventano mediamente migliori dei propri genitori. Ai figli bisogna insegnare l’importanza della cura della persona, non dimenticando che “i bambini sono persone, non sono una tua copia, né quel qualcosa che tu non sei!â€.
I tempi sono cambiati in pochi anni, l'economia globale è in crisi e sono sempre di pi le guerre tra poveri. Insegnanti che vogliono cambiamenti, genitori che hanno paura per il futuro dei loro figli e bambini che diventeranno uomini che hanno vissuto un'infanzia a volte negata. Risale a pochi giorni la notizia che lo Stato italiano non si è dichiarato parte civile nel processo contro il prete pedofilo, ed ancora la sentenza del giudice di Stradella che ha emesso la sentenza per i bambini di – giocare in silenzio-. Che futuro può derivare da questa situazione sociale?
I nostri politici hanno definiscono i giovani del bel paeseâ€bamboccioniâ€, mettendoli a confronto con i paesi come la Scandinavia e la Norvegia.
Nei paesi scandinavi i ragazzi escono da casa a vent'anni e sono indipendenti economicamente, ma c'è da notare che lo Stato in cui vivono offre molto possibilità ed incentivi economici.
I giovani italiani sono quelli che dipendono economicamente dai genitori più a lungo.
Tra i 15-24enni, tre italiani su quattro (il 75%) dichiarano di dipendere dai genitori, mentre si scende al 66% in Spagna, al 60% in Francia, al 45% in Germania (la media EU-15 è pari al 55%, fonte: Euro barometro). Molti continuano a vivere con i genitori anche se hanno un lavoro ben remunerato, ma pochissimi contribuiscono alle spese della famiglia. Il 60% dei maschi italiani settentrionali di 30-34 anni che vivono con i genitori afferma di rimanere in famiglia perché "sto bene così, conservo tutta la mia libertà ". Ma il Gender Gap Index, (il sistema di indicatori del World Economic Forum che misura la disuguaglianza di genere in 128 paesi del mondo in relazione a quattro variabili: partecipazione al lavoro e opportunità economiche, scolarità , salute, rappresentanza politica) nel 2008 ha posizionato l'Italia all'ottantaquattresimo posto, subito prima dell'Uganda ma dopo la Repubblica Dominicana e Singapore . Infatti la nostra penisola ha una bassa partecipazione femminile al mercato del lavoro: le donne sono sottoccupate e sottopagate. La fecondità è bassissima: 1,34 figli per donna nel 2007, con un'età media alla nascita del primo figlio di 31 anni. Solo se la madre lavora, però, le famiglie possono permettersi il secondo figlio: si è calcolato che una famiglia con un bambino di 6 anni ha bisogno del 42% in più del reddito, e con due figli del 72% in più. D'altra parte, le neo madri hanno il 46% di probabilità di uscire dal mercato del lavoro contro un 6% delle donne senza figli. Il risultato è che l'Italia è, dopo Malta, il paese con il più basso tasso di occupazione femminile dell'Unione Europea (dato 2005). Da questo quadro è possibile uscire? Forse si, imparando a rischiare, prendendosi le proprie responsabilità e diventare parte attiva di un paese che vuole crescere ed essere competitivo, non bamboccioni che vivono il più a lungo possibile nel nido dei genitori.
Ma, perché a trent'anni un figlio sia adulto, forte e responsabile, bisogna lavorarci sopra a lungo attraverso una buona educazione, esempio genitoriale e sopratutto molta intelligenza. Bisogna abituarlo a rapportarsi i modo giusto e costruttivo verso il mondo fin da bambino.
Confidiamo nelle prossime generazioni.
Fabiana Traversi
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Spiagge per bambini, la nuova frontiera del divertimento
Il Faro on line - L'afa avanza in città , i bambini stanno terminando la suola e gli adulti pensano sempre di più alle meritate ferie. Perché nel frattempo non ritagliarsi un week end o una giornata al mare, in un posto divertente e rilassante?e dove magari anche i più piccoli possono ritagliarsi i loro spazi per giocare, divertirsi, ma stando sempre a portato di occhio e controllo dei genitori. La soluzione ideale per queste esigenze, è nata a Riccione e si chiama “only for childrenâ€. Una spiaggia studiata appositamente per i bimbi, un tratto di sabbia completo di mini ombrelloni, mini brandine e una palestra piccola piccola. Inoltre, lo stabilimento balneare in formato baby, possiede anche una palestra su misura, la Bimbo Gym, con mini cyclette e mini tapirulant. Lo spazio, assolutamente vietato agli adulti, offre anche lo Slamball, un divertente campo da battaglia, dove i bambini potranno sfogarsi in assoluta sicurezza, oltre che l’angolo di Pisellino, una nursery on the beach, dove le mamme possono trovare tutto ciò che serve per garantire il benessere dei propri piccoli anche in spiaggia. Un omaggio ai beniamini di sempre la piscina Olivia, il Vascello Braccio di Ferro e uno speciale moscone che a sorpresa arriverà dal mare carico di gadget. I bambini potranno divertirsi all’interno senza pericoli, seguiti da personale qualificato, e all’ora della merenda piadina e nutella per la gioia di tutti! L’indirizzo esatto di questa oasi è arenile del Marano Beach, zona bagno 135, Riccione.
F.T.
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Mamma o non mamma?
Il Faro on line - L“ Essere o non essereâ€, shakespeariano viene rivisitato da Carola Susani e Elena Stancanelli, che lo trasformano in“Mamma o non mammaâ€. Un libro nuovo ed insolito, dove le due scrittrici pongono domande e relativi punti di vista ai loro lettori, attraverso dialoghi epistolari tra le due protagoniste. Carola ed Elena,amiche e autrici, si scambiano lettere di riflessione, accusa, affetto subito prima e subito dopo la nascita di Mina, secondogenita di Carola. Quest'ultima, nelle sue lettere, narra gioie ed i dolori della gravidanza, da lei reputata un' esperienza magica ed unica. Al contrario, Elena, non comprende in pieno le sensazioni descritte dall'amica in quanto per lei essere incinta, per una donna, rappresenta solo una regressione sociale e rispecchia solo un futuro mediocre. Essa ritiene che le donne con prole siano discriminate sul posto di lavoro ed il loro futuro sia più complicato ed incerto di quello della media. Un figlio comporta lo spostamento del proprio baricentro per dedicarsi non più solo a se stesse, ma bisognerà dare spazio ed attenzione anche al nuovo arrivato. E magari dopo la prima si proverò la voglia di ripetere l'esperienza. Quindi quale differenza si pone tra l'odierna donna e le sue generazioni precedenti?
Probabilmente, la possibilità di scelta. Nel 2009 appartenere al lato femminile del mondo non comporta necessariamente lo status di mamma e poi magari nonna, ma si ha anche la possibilità di essere imprenditrici divise solo tra lavoro, amore ed amici. O magari solo le prime due, ma comunque si ha possibilità di scelta. Anche perché: “quell’overdose di ormoni che vi rende spaventosamente pazze, idiote o sapienti come divinità â€, scrive Elena all'amica.
Questo libro offre al lettore un ulteriore punto di vista sullo status di donna moderna, dove non è più scontato diventare madre. Infatti sono in molte a pensarla come Elena, molte donne non se la sentono di abbandonarsi alla balia dell'istinto materno, sopratutto in un epoca difficile e particolare come quella che stiamo vivendo. Le parole e le tematiche affrontate in queste pagine, ricche di aneddoti, pensieri e ragionamenti pongono Elena e Carola al centro di un gioco dialettico che in realtà è lo specchio dell'odierna società , dove tra emozioni e mente, ogni donna può riflettersi e trovare ulteriori risposte alle sue domande più intime. I due punti di vista, riportati neo su bianco, permettono ad ognuno di impersonarsi in una delle due protagoniste, a secondo dello stato emotivo che si prova in quel momento. Di seguito sono riportati due stralci di due lettere, riportate nella Prefazione- Introduzione, “ Nell'attesaâ€:
“Ele, sono le due e mezza e non riesco a dormire. Un po’ pare che sia normale negli ultimi mesi di gravidanza, per l’ingombro, perché è difficile trovare la posizione. Sul fianco destro, mi dicono. Un po’ è l’eczema che dà un fastidio al limite della sopportazione. È una dermatite intelligente, se io mi agito, esplode, non mi dà pace, mi costringe a uscire dal letto, a tornare in movimento, a lavorare. Un po' è ansia, agitazione, quando i pensieri nel dormiveglia non si vogliono placare e la testa se ne và dall'uno all'altro, cercando di isolare solo i più insidiosi, le paure, le angosce. Ieri ho fatto quello che chiamano “ pre - ospedalizzazioneâ€. Per chi fa il cesareo programmato, si tratta di analisi del sangue, elettrocardiogramma, visita con l'anestesia.
“Cara Carola, sono le sei di mattina dello stesso giorno e io dormo. Nel mio letto calduccio, accanto a un uomo alto, magro, con la pelle liscia come quella di una donna. Non è il tipo da tenermi abbracciata. Dorme in silenzio, senza russare. Facciamo l'amore, o no. Abbiamo tempo. Siamo soli e con pochissimi impegni. Lui pensa che il mio lavoro consista nel giocare col computer, e forse non ha torto. Non capisce bene perché la mattina mi debba alzare, quali siano i miei doveri.â€
Il libro, scritto da donne, comunica con il pubblico femminile, entra nell'intimo di ogni lettrice, stimolandone pensieri , riflessioni, discussioni e magari tramuta delle certezze nel loro perfetto contrario, incertezze.
A tal proposito Carola Susani ha affermato che : “se l’esperienza della maternità fosse arrivata prima dei 35 anni ne sarei rimasta schiacciata. Invece, sono diventata madre quando ero anche già scrittrice: due identità labilissime ma molto profondeâ€, infatti la scrittrice reputa che solo nel confronto con le altre donne si trovi conforto allo smarrimento, all’inconcepibile peso di questa nuova condizione che “ci fa sentire come astronaute sulla luna, perché la mia generazione non ha nessuna consapevolezza, né qualcuno che ci prepari. Persino mia madre, una donna evoluta e colta, mi aveva detto solo poche cose, e molto edulcorateâ€. E continua, “quel che ci rende tanto fragili è la cecità , la solitudine in cui si smarriscono le ragioni di quel che sei stata e il senso di quel che stai facendo. È necessario riannodare i fili di un discorso comune, perché l’affettività crea canali di comunicazione. Ritrovarmi con altre madri mi ha fatto rinascere. E, da quando ho cominciato a parlare del libro, non ho fatto che sentire di donne che tengono diari, si riuniscono in gruppi, e hanno voglia di parlare di questa scelta di inaudita potenza, ma anche di inaspettata violenzaâ€. Interviene anche Elena Stancanelli che dice: “Ci siamo fatte da specchio l’una con l’altraâ€, ma lei al contrario dell'amica ha scelto “l’eterno presenteâ€, dove si sente “abitante della precarietà â€, perciò non ha voluto figli, “la maternità è stata troppo a lungo sottratta a ogni discorso. Invece è importante parlarne, per sentirsi meno sole, che la si scelga o la si rifiuti. Questo Paese chiede ossessivamente di fare figli, però è ostile alle madri: nega aiuti, sostegno, politiche sociali. È intollerabile che fare un figlio si traduca in un suicidio sociale: perdita del lavoro, delle relazioni, di qualunque libertà . Le donne, in Italia, hanno a disposizione solo il loro coraggio e la loro energia per mettere al mondo un figlio. A me non sono bastatiâ€.
Mamma o non mamma
Elena Stancanelli Carola Susani
Feltrinelli
Pagine: 128
Prezzo: Euro 12
F.T.
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Nature Deficit Disorder, conoscerla permetta di evitarla
Il Faro on line - Nella nostra società è difficile trovare il tempo da dedicare allo sport all'aria aperta, anche se si hanno bimbi piccoli. Tra lavoro, commissioni alle quali adempiere e responsabilità quotidiane, anche ritagliare mezz'ora da dedicare a se stessi, diviene un'epopea.
Eppure, studi recenti hanno dimostrato che per lo sviluppo dei bambini è basilare giovare e divertirsi in spazi verdi. Certamente starete pensando che è una cosa ormai nota e scontata. Ma qualche giorno fa stavo leggendo un articolo nel quale si parlava della Sindrome Da deficit di natura.
Nature Deficit disorder, è' un disturbo comportamentale, dettato da uno stile di vita-poco naturale- a cui sono predisposti i ragazzi che che vivono in città ed hanno poco tempo e rare occasioni per sperimentare il contatto con la natura, che passano la maggior parte del tempo seduti tra scuola, videogiochi, viaggi in auto. Ad accorgersi e studiare questa manifestazione di disagio, è stato uno studioso americano, Richard Louv, che ha rilevato come il giocare tra spazi verdi, possa portare una sensazione di pace, capacità di autocontrollo e disciplina. In seguito a questa rilevazione, altri studiosi hanno effettuato degli studi ad hoc, confermando l'ipotesi louviana, che i panorami verdi, riducono lo stress e che il contatto con la natura sia curativo per determinati bambini. Infatti i bimbi affettti da Adhd, ovvero, Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder, (la sindrome da deficit di attenzione e iperattività ) o di forme di autismo, trovano sollievo nei boschi.
Questo disturbo è ormai riconosciuto a livelli clinico, e viene definito come un disturbo endemico nelle società odierne. Depressione, sradicamento dal mondo, difficoltà di concentrazione, sono i sintomi più evidenti ai quali si associa una predisposizione all’obesità e un allontanamento dalla creatività e dal senso di cooperazione.
Le motivazioni sono facili da intuire: ritmi di vita frenetici, distacco dalla natura, dai paesaggi, dagli ambienti rurali. Uno studio americano sostiene che il raggio di allontanamento medio da casa è un nono rispetto a quello di trent’anni fa. Non c’è quindi da stupirsi dunque se uccelli, insetti specie arboree, frutta e verdura siano, per i ragazzi di oggi, creature estranee o quasi, anche perché pur vedendoli sul piccolo schermo o al supermercato, non hanno alcun legame con la stagionalità e il territorio. Da tempo si dice che i ragazzi preferiscono passare sempre più tempo ad esplorare universi virtuali piuttosto che trascorrere il loro tempo all’aria aperta. Un'indagine ISTAT risalente al 2006 sulla pratica sportiva in Italia, ha descritto un paese dove la voglia di fare sport è in diminuzione, dal 2000 al 2006 la sedentarietà è in aumento tra i ragazzi dagli 11 ai 14 anni e tra i giovani tra i 25 e i 34 anni. Il 41% degli italiani evita ogni tipo di attività sportiva. Gli sport più praticati sono la ginnastica e la danza, poi il calcio e il nuoto. Aumentano i praticanti negli sport ciclistici e nell’atletica leggera. Perciò l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha promosso una campagna informativa per incentivare stili di vita sani che migliorino la salute dell’essere umano intesa come “stato di completo benessere fisico, psichico e socialeâ€. Dall'altra parte, il Parlamento Europeo chiede che la lotta all’obesità venga considerata una priorità nell’Unione Europea e ne sottolinea il carattere multi fattoriale chiedendo un approccio globale ai diversi settori d’intervento: campagne di informazione, etichette chiare sugli alimenti, rilancio del consumo di frutta e verdura, progetti di ricerca educativi e sportivi (ammonendo però uno zelo eccessivo). E ancora: cibi biologici nelle mense scolastiche, una modalità di educazione alimentare che impartisca nozioni elementari di cucina e sui cibi e che promuova l’esercizio regolare di un’attività fisica e uno stile di vita sano.
Quindi, l'unica cosa che rimane di augurarci è che la bella stagione e la fine dell'anno scolastico, permettano ai più piccoli di giocare all'aria aperta, che sia al mare o al parco pubblico, l'importante è divertirsi, stare con gli amichetti e trascorrere al meglio questi due mesi di vacanze. Non dimenticando i compiti, naturalmente.
Fabiana Traversi
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Giornata di studio per sostegno alla genitorilaitÃ
Il Faro on line - Nella nostra epoca, fare il genitore è una grande responsabilità che dà gioie e dolori.
Forse è l'unico lavoro difficile e non retribuito e molte volte, a parte consigli di parenti ed amici, è difficile prendere la giusta decisione senza essere attanagliati da mille dubbi e ripensamenti. Perciò questa settimana vi segnalo un convegno che si è tenuto venerdì l 29 maggio 2009, dalle ore 9.30 alle ore 13.00, nella sede della Comunità Montana, Via della 117, Rocca Priora.
Una giornata di studio, volta a studiare i bisogni e le prospettive per il sostegno alla genitorialità . Il progetto, è nato da una collaborazione tra l'Ass. Laboratorio Infanzia e l'Ass. Fiore la rete educativa , FeNbi- Fed. Per la Bigeneralità e la Coop. La Goccia, con il patrocinio del Distretto Socio Sanitario RM H1. L'incontro è volto alla definizione di alcune tematiche specifiche come:â€cosa significa essere genitori oggi?â€. In una famiglia ed una società che cambiano così rapidamente, essere padre o madre, è sempre più difficile. Le problematiche che questi ruoli comportano sono molteplici e variano dal delicato compito quotidiano dell'educazione e della cura dei figli, all'organizzare e rendere compatibile questa relati, con il mondo lavorativo. Inoltre c'è da considerare le diverse tappe che un individuo vive, come l'infanzia o l'adolescenza, età particolari che necessitano di maggiore attenzione da parte degli adulti che si trovano loro malgrado alla ricerca continua dell'equilibrio tra l'essere accoglienti e protettivo o autorevoli e regolativi. Sicuramente non viviamo in un epoca facile, nonostante tra gli odierni giovani ed i loro genitori, trascorra solo una generazione, il mondo è molto cambiato, sia nel pericolo che nelle opportunità . Oggi i genitori sono più consapevoli del proprio ruolo e di ciò che esso comporta, quindi esprimono esplicitamente il desiderio di essere informati sullo sviluppo psico-affettivo e fisico dei propri figli, sopratutto per meglio capire il ruolo e l'atteggiamento da adottare. Appare quindi sempre più evidente la necessità di porre maggiore attenzione alle famiglie, offrendo loro specifici interventi di sostegno alla Genitorialità di Oggi.
All'incontro sono intervenute molte persone che operano nel campo dell'educazione, formazione e no profit, come Gianni Palumbo, Presidente di FIORE la rete educativa e Portavoce Forum Terzo Settore del Lazio, l' Assessore Laura Toccini, assessore del Comune di Monte Porzio Catone e Capofila Piano di Zona Distretto Rm H1- .Tutto ciò è stato organizzato anche per definire un progetto che si attiverà presso i Castelli Romani, per fornire un servizio finalizzato a sostenere le responsabilità e le relazioni familiari. Realizzare attività di incontro, socializzazione, scambio e auto- aiuto su tematiche riguardanti proprio le genitorialità . Perciò si prevedono azioni di accoglienza e orientamento oltre che consulenza e sostegno che si terranno nella sede “Apecheronzaâ€, Via del Buero 31, Rocca Priora.
F.T.
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Libri: in libreria arriva 'Vita bassa e tacchi a spillo' di Polly Williams
Il Faro on line - Questa settimana, ho deciso di parlarvi di due libri molto divertenti ed ironici, tratti dal mondo delle donne e degli uomini che divengono genitori. Nell'articolo precedente abbiamo visto insieme, il libro: "Manuale di sopravvivenza del padre contemporaneo", icona del mondo venusiano, invece in queste righe parleremo dell'altro polo del cielo, il mondo femminile.
Infatti, pochi giorni fa, girellando tra gli scaffali della libreria, sono stata attratta da una copertina colorata e familiare. Incuriositami mi sono avvicinata e ho notato il volume:"Vita bassa e tacchi a spillo", di Polly Williams. Il disegno della copertina ricorda molto la fortunata serie di " I Love shopping", ma il racconto è molto diverso. La trama, narra di una giovane donna, Amy Crane, che dopo la gravidanza, ha perso completamente contatto con la sua femminilità . A trentun anni, la nostra protagonista e non sa più cosa sia una spazzola, una ceretta, una scarpa con il tacco. Nasconde i suoi chili di troppo sotto larghe magliette stinte e pantaloni con l'elastico.
Insomma, ha messo da parte la giovane donna curata, mondana e amante dello shopping, quella donna che aveva davanti a sé una brillante carriera da Pr e un'infinita serie di happy hour. Tutto ciò sembra ormai cancellato per sempre da un evento naturale quanto definitivo: la maternità . E benché Amy abbia tutto quello che una giovane mamma può desiderare - una deliziosa frugoletta pronta per lo svezzamento, un compagno affettuoso e protettivo, una mamma sufficientemente invadente - il suo declino sembra inarrestabile. Anche perché Amy ha un terribile sospetto: che il suo "dolce" Joe la tradisca. Per fortuna la sua nuova amica Alice, una neo-mamma di una specie completamente diversa, viene in suo soccorso. Con un programma serrato di lezioni di Pilates, sedute dall'estetista e shopping coatto, intende dimostrarle che i poppanti - se vestiti giusti e nel passeggino giusto - possono trasformarsi in uno splendido accessorio e che dei papà , specie se un po' infedeli, si può fare anche a meno. Amy sposa il nuovo credo, ma quando riesce a infilarsi di nuovo nei suoi vecchi jeans comincia anche a rendersi conto che forse la felicità sta da tutt'altra parte..
Dubbi, pensieri che ogni neo mamma ha provato, condito da un senso di fatica, irascibilità e non riconoscersi. Fortunatamente tutto ciò passa man mano che il bimbo cresce e la mamma riprende possesso del suo equilibrio e del suo corpo. In quante, guardando sex and the city, non abbiamo appoggiato la decisione di Miranda di rivolgersi da un centro di controllo del peso , durante la gravidanza? Il parto è un evento naturale, ma lasciarsi andare è concesso solo per un po', bisogna ritrovare sempre il proprio epicentro vitale e riconquistare se stesse, per poter essere in linea con il nuovo arrivato, ma soprattutto potergli fornire una giusta guida verso la giungla che è la vita.
Fabiana Traversi
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Internet: Windows Vista e la sicurezza per i più piccoli
Il Faro on line - Le funzioni di Parental Control integrate in Windows Vista permettono ai genitori di controllare quello che i bambini possono fare con il computer. I genitori possono permettere l'accesso ad alcuni giochi, programmi e siti Web e impedire l'utilizzo e la visualizzazione di altri. Il software parental control è un'applicazione specifica per controllare e proteggere i propri figli da tutti i mali che il Web porta con sé. Questo programma controlla la navigazione Internet, mail, p2p e chat, bloccando tutti i contenuti pericolosi o potenzialmente pericolosi. Infatti, in questi ultimi anni, il Web è stato sommerso da ragazzini/bambini che navigano indisturbati nella grande rete con una moltitudine infinita di contenuti a loro disposizione, in parte certamente costruttivi, ma in parte anche dannosi e non idonei alla loro età . Il mondo informatico, sempre attento alla sicurezza, ha voluto occuparsi anche di questo problema, problema causato sopratutto dalle persone malintenzionate, ma anche dai genitori.
Il genitore copre un ruolo fondamentale per l'istruzione e l'educazione dei figli, deve sempre essere presente e pronto a dare consigli alla propria prole. Molte volte, veniamo a conoscenza di bambini che passano ore e ore davanti al PC, e il genitore non si preoccupa di verifica quello che il figlio sta facendo. Il PC è uno strumento che ha rivoluzionato il nostro modo di vivere, nel bene o nel male, ha portato a tutti maggiori conoscenze e cultura. Nel Web sono presenti milioni di informazioni facilmente reperibili da tutti con un semplice click e circolano soggettiche hanno l'obbiettivo di avvicinarsi ai bambini, anche con falsa identità , attirarli nella loro trappola e fare cose inopportune.
ecco alcune regole, presenti sul sito: http://www.microsoft.com
Suggerimenti per la sicurezza in linea dei bambini di 2-4 anni
Uno studio del 2003 sull'uso di Internet da parte dei bambini ha dimostrato che il segmento di utenti Internet che registra la crescita più rapida è proprio quello dei bambini in età prescolare. Nonostante le limitazioni della capacità di concentrazione sulle attività in linea dei bambini in questa fascia di età , le immagini e i suoni di Internet sono in grado di stimolare la loro immaginazione e arricchire le loro esperienze.
Attività dei bambini in età prescolare collegati a Internet
I genitori e i bambini in età prescolare possono esplorare il Web per visitare i siti Web destinati ai più piccoli e utilizzare i giochi in linea. A questa età , gli adulti svolgono un ruolo di fondamentale importanza nell'insegnamento dell'uso sicuro di Internet e nell'attenta sorveglianza delle reazioni dei bambini al materiale in linea.
Suggerimenti per la sicurezza
Ecco alcuni suggerimenti per la sicurezza da tenere presenti quando si è collegati a Internet insieme ai bambini dai 2 ai 4 anni:
• Assistere sempre i bambini di questa età quando sono collegati a Internet.
• Aggiungere siti ritenuti accettabili all'elenco Preferiti per creare un ambiente in linea personalizzato che i bambini possano utilizzare.
• Utilizzare motori di ricerca attenti alle esigenze dei bambini, come ad esempio MSN Kids Search, oppure motori di ricerca che dispongono di controlli genitori.
• Informarsi sugli strumenti di filtraggio per Internet, come ad esempio i Controlli genitori di MSN Premium, da utilizzare come integrazione della sorveglianza da parte dei genitori, non come sostituti.
• Proteggere i bambini dall'invasione delle finestre popup offensive utilizzando l'apposito software che le blocca. La versione più aggiornata di Windows XP e la Barra degli strumenti di MSN sono dotate di una funzione di blocco popup incorporata.
• Iniziare a insegnare ai bambini le nozioni fondamentali di protezione della privacy. Se un sito incoraggia i bambini a immettere i propri nomi per personalizzare il contenuto Web, aiutate vostro figlio a creare un nome alternativo in linea che non riveli nessuna informazione personale.
• Tutti i membri della famiglia dovrebbero collaborare per fungere da modelli di comportamento per i bambini piccoli che iniziano a utilizzare Internet.
(sul sito http://www.microsoft.com/italy/athome/security/children/kidtips2-4.mspx sono presenti anche ulteriori linee guida, per diverse fasce di età )
Fabiana Traversi
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Manuale di sopravvivenza… del padre contemporaneo
Il Faro on line - Nella nostra società , che allunga i tempi lavorativi e quindi familiari, i ruoli di Padri e madri, divengono lavori imperfetti e difficili, nessuno ha un manuale di istruzioni.
Le difficoltà e le gioie, che vengono vissute come novità che si alternano nella quotidianità e si riflettono negli occhi e le risatine dei pargoli, che hanno cambiato l'esistenza dei genitori. Proprio partendo da queste considerazioni, questa settimana voglio segnalarvi un libro: " Manuale di sopravvivenza del padre contemporaneo".
Gli autori sono due giovani padri, Gianni Biondillo e Severino Colombo che hanno scritto un libro per creare un aggregazione composta dai padri di nuova generazione, e metterli alla prova con con test e consigli pratici. Un pomeriggio ai giardinetti pubblici. Due amici, vicini di casa ed entrambi padri, comprendono che non sono soli nell'universo. Ci sono altri padri come loro, e ce ne saranno sempre di più. Devono però passare da una condizione effettiva, ma "invisibile", a una più consapevole. Svolgono un ruolo e desiderano essere riconosciuti. Il racconto inizia con una gara un po’ particolare: i due papà spingono i passeggini con sopra i due piccoli allacciati stretti, e si sfidano nell’aria fredda autunnale milanese, per vedere chi arriva prima all’asilo. Ridono come matti, corrono a perdifiato tra lo sgomento delle madri presenti che li vedono correre come due incoscienti al traguardo del cancello della materna. La narrazione delle peripezie patriarcali, sono trattate con tono ironico ma veritiero, passando da annotazioni, pagine comiche in stile diario ed approfondimenti sulle tipologie paterne (dal papà spartano, a quello trendy, a quello marpione). Così vengono attraversate tutte le fasi della crescita dei figli: gravidanza, neo natalità , prima infanzia, età scolare.
Gianni Biondillo, scrittore, ha quarantadue anni e due bambine: Laura di sette anni e Sara di tre. Severino Colombo, giornalista ha anche due pargoli: Anita di sei anni e Zeno di tre. Oltre la scrittura i due uomini, hanno in comune molte altre cose: sono vicini di casa e sono due padri che ogni mattina portano i figli alle stesse scuole, elementare e materna. Questo libro parla in maniera agile e scanzonata delle loro vite da Pa3: Padri Autonomi di terza generazione o anche Padri al cubo, (definizione scelta dai due autori per raccontare i nuovi papà di oggi). Sono quei padri che ogni mattina preparano la colazione ai figli, li portano a scuola, li vanno a riprendere, li accompagnano alle feste, a danza, in piscina.
Non sono padri assenti, non sono padri autoritari. Però si sentono invisibili e vogliono uno status, lo rivendicano a gran voce. Il senso del libro, si carpisce inoltre da un ricordo di Biondillo, che racconta : "di quel signore in pensione con la figlia già grande e già lontana al quale, quando faceva l’architetto, aveva ristrutturato la casa, che gli disse - Si goda sua figlia. Il lavoro non è poi così importante…-â€.
E lui quel consiglio l’ha seguito, ne ha fatto una specie di mantra personale che ripete ogni qual volta deve affrontare una faccenda casalinga, deve adempiere ad un appuntamento medico o sportivo, insomma, è diventato uno di questi nuovi papà che fanno i mestieri di casa, hanno mogli che lavorano e che quindi “il primo che arriva prepara per l’altroâ€, litigano spesso con la lavatrice e con le geometrie imperfette del rifare un letto, ovviamente cambiano i pannolini (esilarante l’elenco delle venti possibili “cacche†del bimbo!). Questi Padri al cubo non se la tirano, sanno di essere imperfetti e in evoluzione, non vogliono sostituirsi alle madri contemporanee né essere confusi con il “mammoâ€, sicuramente però le loro vite ruotano intorno a quelle dei figli. Mentre i professionisti in carriera non possono perdere tempo per quelle “futilità â€, mentre scrittori e artisti i figli proprio non li fanno più, i due simpatici papà autori di questo libro provano gusto a cantare le ninne nanne la sera, faticano a fare la spesa e ad accompagnare i figli a nuoto, a scuola e dai dottori, ma sono fieri del loro nuovo ruolo, duro, ma essenziale. Loro ci sono, e la presenza è già di per sé il valore aggiunto rispetto alle vecchie generazioni. Da non perdere la descrizione del “Tranquillo week end di pauraâ€, ovvero il periodo in cui la madre si deve assentare all’improvviso per motivi urgenti e il papà , anche se è un "genitore al cubo", si ritrova inghiottito nel caos tra supermercato, pulizie, letti, corse in piscina, appuntamento con la pizzeria come d’abitudine al sabato, perché “i figli ci tengono alle tradizioniâ€: al primo bancomat guasto c’è il rischio di tracollare, al secondo c’è fila allo sportello e le due bambine iniziano a fare le scalmanate...
Una descrizione seria ma anche ironica, divertente, scanzonata della paternità di oggi, dei nostri tempi, che ritrovammo in moltissime pagine e racconti, come le descrizioni delle notti: “ho dormito in una posizione assurda, tutta la notte, con i suoi piedi sulle reni. C’è in lei una predisposizione alle diagonali…dorme sempre di traversoâ€, e da lì il racconto prosegue con una mattinata tra proposte di gite domenicali fuori porta destinate a fallire, cartoni animati e pile di piatti che intasano il lavabo.
Un libro divertente, composto da intercettazioni, documenti segreti, parodie, interviste esclusive, recensioni, cruciverba. In Appendice, il test per scoprire se sei un vero Pa3 (o se millanti), il cruciverba e il glossario minimo ma indispensabile del papà autonomo.
Fabiana Traversi
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10 Maggio, festa della mamma
Il Faro on line - La festività ha origini lontane, è legata alla dea della fertilità venerata dai popoli politeisti, che veniva celebrato proprio nel periodo dell'anno in cui il passaggio della natura dal freddo e statico inverno al pieno dell' estate dei profumi e dei colori (e della prosperità nelle antiche civiltà contadine) era più evidente. Con il tempo da festività religiosa si è trasformata in festa pagana. In seguito venne ufficiliazzata negli Stati Uniti, ma sulla data precisa, ci sono due filoni di pensiero: c'è chi la colloca nel maggio 1870, ad opera di Julia Ward Howe, attivista pacifista e abolizionista (della schiavitù), propose di fatto l'istituzione del Mother's Day (Giorno della madre), come momento di riflessione contro la guerra. Fu ufficializzata nel 1914 dal presidente Woodrow Wilson con la delibera del Congresso di festeggiarla la seconda domenica di maggio, come espressione pubblica di amore e gratitudine per le madri e speranza per la pace. Altri, attribuiscono la sua nascita al 1907, su proposta di Anna Jarvis, di Philadelfia. La festa si è diffusa in molti Paesi del mondo, ma cambiano le date in cui è festeggiata. L'Italia ha adottato la data americana e fu festeggiata per la prima volta l'otto maggio del 1957 da Don Otello Migliosi ad assisi, nel piccolo borgo di Tordibetto di cui era parroco In seguito si decise di fissarla nella seconda metà di maggio, infatti Migliosi la celebrò la seconda domenica di Maggio. In molti Paesi la ricorrenza è stata imitata dalla civiltà orientale: in Africa ad esempio, alcuni Stati istituirono la festa della mamma ispirandosi al concetto britannico della stessa. Ogni paese quindi ha tradizioni ed usanze proprie, anche se il regalo per la festa della mamma, è un must irrinunciabile. Quindi perché non unire la voglia di fare un dono ad una persona amata, ad un azione che aiuti e dia sostegno ad altri? All’insegna della solidarietà le iniziative promosse il giorno della Festa della Mamma e un’occasione per chi ama e vuol salvaguardare la vita delle tartarughe marine ci è fornita dalla Fondazione Cetacea che ha sede a Riccione.
Le tartarughe sono a rischio di estinzioni e la Fondazione Cetacea fino ad oggi ha curato e rilasciato circa 220 esemplari di Caretta caretta. L’Ospedale delle Tartarughe che ospita, accoglie e cura le tartarughe ha costi elevati, come sostenere questa realtà benefica? Cibo, filtraggio, cure mediche e medicinali, puoi contribuire a curare questi simpatici animali adottandone uno:
- Adozione semplice con un contributo di 25 euro
- Adozione super con un contributo di 50 euro
Per altre modalità di sostegno e per conoscere altre informazioni sulle iniziative promosse dalla fondazione consultare www.adottatartaruga.org.
Inoltre, da 25 anni l'Airc scende in piazza per la festa della mamma, con le classiche azalee: 15 euro per aiutare la ricerca sul cancro, portandosi a casa una pianta che e’ diventata il simbolo di questa ricorrenza ( Per maggiori informazioni: www.airc.it).
Da qualche anno anche le associazioni di volontariato organizzano iniziative e propongono donazioni col fine di sostenere le mamme in difficoltà nel mondo, valorizzano il loro ruolo all’interno della famiglie e della socie. A Roma, la CBM in collaborazione con l'Ipa, ha esposto molti manifesti per sostenere le mamme con problemi alla vista. Per aiutarle è sufficiente una donazione minima di 30 euro che darebbe una speranza a chi soffre, Annalisa Minetti è testimone dell’iniziativa. Invece le associazioni delle Federcasalinghe, Inail e Ispesl hanno organizzato insieme incontri in piazza e raccolte firme per sollecitare il Governo e il Parlamento a prevedere nella social card fondi per l’acquisto del segnalatore per la perdita di gas in casa e una cifra per sostenere la possibilità di cambiare ogni 2 anni il tubo di collegamento per la fornitura del gas. Un atto per promuovere prevenzione, sicurezza, solidarietà , attraverso una raccolta di firme prevista in 55 piazze italiane. Una occasione per parlare dell’abitare e della sicurezza in casa. Ogni anno sono 3 milioni gli infortuni che si verificano in casa; ad essere coinvolte per lo più le donne. La raccolta di firme è per chiedere d’includere nel piano casa misure che rendano gli edifici pubblici più efficienti, per promuovere l’innovazione tecnologica in casa. In primo piano la sensibilizzazione sulla prevenzione e i pericoli d’infortunio tra le mura domestiche. Il comune romano, ha in programma anche eventi divertenti per far trascorrere una domenica diversa alle mamme ed ai loro bimbi. Infatti, domenica 13 maggio, al Bioparco (viale del Giardino Zoologico 20), si terrà la "Festa della Mamma" promossa da Monica Cirinnà , vicepresidente del Consiglio comunale di Roma e Delegata del Sindaco per i Diritti degli Animali, in collaborazione con l'Ipa. "Per una volta - precisa Cirinnà - saranno i bambini ad accompagnare la propria mamma. Saremo tutti insieme al Bioparco per una mattinata da vivere serenamente. Per i più piccoli sarà allestito uno spazio con attività di laboratorio manuale e spettacolo di burattini. Saranno premiati i disegni e i pensieri sulla Mamma e sugli animali domestici che vivono in casa".
Molte quindi le iniziative per trascorrere una festa della mamma indimenticabile.
Fabiana Traversi
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Chi sono le ‘mamme blogger? Ne parliamo con Panzallaria
Il Faro on line - Fino a pochi anni, la nascita di un bambino veniva celebrata con un diario personale, che ripercorreva la nuova vita, dal primo istante in cui aveva aperto gli occhi. Nero su bianco erano riportate le ricette gustose delle pappe, i primi sorrisi, il primo passo, parola ecc…ed il più delle volte questi diari venivano regalati al soggetto interessato, una volta che fosse abbastanza grande da leggerlo ed apprezzarlo.
Nell’odierno, nell’epoca della comunicazione, si è sostituito il vecchio diario, con un blog personale.
Ma cos’è un blog?
Il termine blog deriva dalla contrazione delle parole web&log, ovvero "traccia su rete".
Il fenomeno ha iniziato a prendere piede nel 1997 in America, (il 18 luglio 1997, è stato scelto come data di nascita simbolica del blog), ma il primo blog è stato effettivamente pubblicato il 23 dicembre dello stesso anno, grazie a Jorn Barger, (un commerciante americano appassionato di caccia, che decise di aprire una propria pagina personale per condividere i risultati delle sue ricerche sul web riguardo al suo hobby). Nel 2001 è divenuto di moda anche in Italia, con Il termine weblog (creato da Barger nel dicembre del 1997, e che apparve per la prima volta nel suo sito personale). Attraverso i blog la possibilità di pubblicare documenti su Internet si è evoluta da privilegio di pochi (università e centri di ricerca) a diritto di tutti (i blogger, appunto). Così, sempre più mamme hanno iniziato ad utilizzano la rete per scrivere una sorta di diario on line, inserendo opinioni personali, eventi e pensieri, supportati anche da immagini e video. Il blog è un luogo dove si può (virtualmente) stare insieme agli altri e dove in genere si può esprimere liberamente la propria opinione. Ciascuno vi scrive, in tempo reale, le proprie idee e riflessioni ed entra in contatto con persone lontane fisicamente ma spesso vicine alle proprie idee e ai propri punti di vista. Con esse si condividono i pensieri, le riflessioni su diverse situazioni, si può esprimere la propria creatività liberamente, interagendo in modo diretto con gli altri blogger.
Ma, chi è un blogger?
Un blogger è colui che scrive e gestisce un blog, mentre l'insieme di tutti i blog viene detto blogsfera o blogosfera.1 Quindi possiamo bene affermare che esiste una blogsfera delle mamme di tutto il mondo. Donne che si consigliano, sorreggono e scambiano opinioni e piccole chicche, durante la crescita dei propri figli. Una realtà importante che dà voce e spazio ad una nuova generazione di mamme che scrivono, condividono la loro contemporaneità fatta di lavoro, famiglia, gioie e difficoltà .
Il mommy blogging è un fenomeno in continua evoluzione, che si sta espandendo a macchia d’olio, infatti soprattutto durante la gravidanza, una donna su tre, trova risposte ai suoi interrogativi, ansie e paure, nella rete. Solitamente, dopo essersi tranquillizzata, tende a condividere la nuova informazione con altre neo mamme. Solidarietà femminile? È probabile, basti pensare alle usanze degli aborigeni, che comunque applichiamo anche nel ventunesimo secolo. Chi di noi non tende a star più vicino ad una amica in dolce attesa, più che un'altra che non lo è? A sorridere quando si passa davanti ad un negozio premaman e viziare il futuro bimbo, fin da quando è ancora nel grembo materno? Proprio per queste motivazioni, questa settimana abbiamo deciso di dedicare questo spazio a Panzallaria, una mamma blogger, che è divenuta il simbolo di questo ponte tra il reale e la rete: “Per la Rete sono Panzallaria: ho una bimba nata il 18 dicembre 2006 e dal 30 novembre 2005 sono una blogger. In questi anni ho molto navigato, molto letto e molto scritto della mia maternità , cercando di rendermi utile alle tante mamme che mi seguono e cercando di imparare dai consigli della mammablogosfera. Collaboro con LiquidaMagazine per il quale mi occupo di temi analoghi, progetto siti web, faccio da mangiare, educo mia figlia e tento di crescere ogni giorno.â€
Panzallaria, è Francesca Sanzo, classe 1973, bolognese, laureata in Lettere Moderne a Bologna. Successivamente ha frequentato un Master in Comunicazione e Informatica Umanistica presso l’Università di Milano e ha lavorato per agenzie di comunicazione, web agency e associazioni culturali.
“Lei ha sempre giocato con la rete, come è nata questa passione che poi si è trasformata in lavoro?â€
“E’ nata all’Università : dovevo iniziare ad occuparmi della Tesi e non avevo MAI accesso un computer (1999). Di notte sognavo di non riuscire a laurearmi a causa delle mie carenze culturali riguardo a software e web e così mi sono iscritta a un corso di “informatica umanistica†del dipartimento di italianistica e grazie a un bravo professore mi sono appassionata alle potenzialità incredibili degli ipertesti e a tutte le possibilità che offre il web, tanto da imparare l’HTML (il linguaggio di programmazione del web) e cominciare a fare dei piccoli esperimenti di ipertestualizzazione di testi letterari. E’ stato dopo questa esperienza che ho pensato seriamente di aver trovato la strada di una confusa laureata in lettere. Il fatto di essere stata selezionata al Master – arrivato al momento giusto e totalmente finanziato – ha fatto il resto. E da allora non ho mai staccato la spina al mio portatileâ€.
Attualmente si occupa di contenuti per il web, blogging professionale e digital P.R. , ma soprattutto è un mamma, e per vivere al meglio quest’ultimo ruolo ha questo ha creato un blog divertente ed interessante.
“Come è nata l’idea di un blog sulla maternità ?â€
Leggo ogni giorno moltissimi blog interessanti di mamme che cercano di rendersi utili ad altre, condividendo le proprie esperienze. Blog ad alto contenuto giornalistico, non come panzallaria che ha principalmente lo scopo di divertire e ironizzare sul ruolo, e così ho pensato di creare una specie di “guida ragionata†per temi a queste risorse.
Uno spazio dedicato ai temi della maternità per aggregare i migliori contenuti della BlogoMammaSfera: www.mammablogger.net ,è un social network per confrontarsi con altri genitori: momblogitalia.ning.com. Molti genitori che si tengono in comunicazione e si consigliano, attraverso post ed interventi in rete.
“Lei crede che questo sia l’immagine del futuro?â€
Credo che la condivisione, che come lei ha giustamente detto è la parola chiave della Rete, sia sempre stata anche il valore aggiunto che lega le donne al momento in cui hanno un figlio: quando la famiglia era corale erano le mamme, le nonne e le vicine di casa a condividere la propria esperienza, oggi che la famiglia è diventata nucleare, ci si ritrova sui social network e blog. Per cui non so dove andrà il futuro ma di certo per molte è un valido aiuto nel presente, per sentirsi meno sole in una fase molto delicata della vita.
“Famiglia, lavoro e web…lei è una donna occupatissima, un icona del nostro secolo……come vive tutto ciò? come riesce a conciliare l’essere Francesca, donna, mamma, compagna e Panzallaria?….
Credo che le donne della mia generazione, quelle che sono entrate nel mondo del lavoro precarie e che per natura lo sono anche di carattere come la sottoscritta, abbiano naturalizzato in loro che per riuscire a gestire famiglia, interessi e lavoro bisogna farlo scommettendo e senza perdersi d’animo quando le cose non arrivano, ma inventandosi sempre nuove opportunità di crescita.
Io ho un cervello continuamente in movimento: a volte mi vengono delle idee che mi entusiasmano e devo almeno provarci. La Rete – proprio per questo – è il mio ambiente ideale: perché con il passaparola si riesce a fare cose sorprendenti, a coinvolgere e ad abbattere le barriere tra te e gli altri. Panzallaria è il mio alter ego leggero: quella che trasforma gli eventi della vita in cose di cui si può anche ridere, fosse anche una malattia, la mancanza di lavoro o la cellulite sotto al costume. Ma gli eventi sono quelli della mia vita, della mia famiglia, anche se ovviamente spesso li romanzo o racconto solo le piccole parti che si possono e voglio condividere. A volte mi chiedono perché metta in piazza i fatti miei. Io rispondo sempre che quello che “metto in piazza†non sono i fatti miei ma quelli di Panzallaria, che è un modo per dire che dove Panzallaria finisce, continua Francesca e che – per fortuna – la mia vita non si racchiude in un post. Però il blog mi aiuta sempre a fare il punto e a sdrammatizzare su tutto.
Inoltre, da poco il suo blog è stato portato su un palcoscenico.
Perchè, Ci sono i blog che sono diventati libri e i libri che si sono trasformati in blog ma mai nessun blog è andato a teatro, tranne che “la rivincita del calzino spaiatoâ€. Un monologo teatrale (per la regia di Francesca Migliore di Teatro della Rabbia), tratto dal blog aneddotico www.panzallaria.com, dove si parla di maternità e sulla condizione del precariato lavorativo di una mamma trentenne, negli anni della crisi economica. Umorismo, voglia di vivere e tanta simpatia nel descrivere una parte della società odierna,dove c’è precariato, voglia di sicurezza e di sperare che sarà sempre migliore. Quindi si prova a considerare la vita come un gioco, prenderla con ironia e leggerezza per cercare il lato buono delle cose.
“Questa è la filosofia di Panzallaria?â€
Si, questa è la filosofia di Panzallaria. Per quanto riguarda il monologo, l’esperienza con Teatro della Rabbia e il successo di questa anteprima mi ha aiutato a capire che i miei testi hanno un ritmo scenico che piace e che per gli spettatori è catartico quando qualcuno racconta ironicamente cose che la maggioranza non riesce a dire per pudore. Così sto lavorando sul monologo per migliorarlo e per valorizzare al massimo il fatto che sia un monologo nato da un blog e a brevissimo – con un’altra regia – La rivincita del calzino spaiato tornerà a teatro con tantissime novità che spero rendano lo spettacolo ancora più divertente.
“In poco tempo, lei ha realizzato molte cose, belle ed interessanti. Quali sono i suoi progetti futuri?â€
Il più importante è essere vicina a mia figlia che sta diventando grande ogni giorno e con la voglia di mettermi sempre in discussione e imparare (che è incredibile quante cose ti insegnino i figli!), poi sicuramente c’è questa avventura teatrale che mi sta prendendo molto, tanto che spesso passo le notti a scrivere e a breve mi lancerò nella promozione del monologo. Poi c’ho un romanzo da finire che è da quando avevo 5 anni che dico che voglio scrivere un libro ed è meglio che mi spicci e infine (ma non ultimo) c’è il lavoro che sta finalmente ingranando dopo tre anni di vacche magrissime.
Ovviamente non potrei fare bene tutte queste cose senza il supporto morale e fisico del mio compagno Stefano (aka Tino nel blog) che mi ha sempre supportata e ha creduto in me anche quando io stessa non lo facevo e che amo moltissimo.
Per info:
www.panzallaria.com
www.mammablogger.net
www.francescasanzo.net
http://www.linkedin.com/in/francescasanzo
Fabiana Traversi
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Safety tat: il primo tatuaggio per bambini che unisce l’utile al dilettevole
Il Faro on line - Il colorato gadget, arriva dall’America e nasce per migliorare la vita delle mamme. Creato da una mamma di tre figli, questo tatuaggio temporaneo, è stato pensato e realizzato per permette alle mamme di personalizzarlo con il numero di telefono da utilizzare, in caso dovessero perdere il loro pargolo. Quante volte in un centro commerciale, aeroporto o al parco sotto casa, mentre si passeggia in tranquillità con i propri pargoli, basta un attimo per perderli di vista? Basta che il bimbo si diverta a correre avanti o solo lasci la mano del genitore, per creare attimi di puro terrore nell’adulto. Il tatuaggio si applica sulla pelle del bimbo e si lava via facilmente con acqua calda o con olio per bambini e di sicuro piacerà molto anche a loro, perché è colorato e divertente.
Una confezione da 30 costa poco più di 19 dollari e si può acquistare sul sito Internet safetytat.com.
Fabiana Traversi
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Speciale primavera
Il Faro on line - Tra un temporale ed un raggio di sole, la primavera sta arrivando. Le giornate si allungano e con il cambio di stagione, si ha voglia di passeggiate e sport all’aria aperta. Infatti, ricordano gli specialisti, la lunghezza del periodo di luce, influisce in modo positivo sull’umore. Ma primavera, non vuol dire solo sbocciatura di fiori e belle giornate, ma anche allergie. Quando una sostanza entra in contatto con il nostro organismo, le difese operano una prima fase di confronto tra gli elementi esterni e la “memoria†interna, se l’agente viene riconosciuto come compatibile è accettato, altrimenti viene attaccato. Infatti l’allergia è solamente una risposta eccessiva del sistema immunitario verso delle sostanze considerate erroneamente nocive. Perciò, l’allergia può interessare tutti, a qualsiasi età e senza distinzione di razza o sesso. I sintomi allergici più frequenti sono: congiuntivite, febbre da fieno, starnuti, lacrimazione e rossore degli occhi oltre che fotofobia (fastidio alla luce). In che modo combattere questo malessere di stagione? Sicuramente, iniziando dalla tavola. Mangiare in modo sano, vuol dire aiutare il buon funzionamento del nostro organismo. Gli alimenti hanno un ruolo fondamentale per il buon funzionamento del nostro fisico, rafforzano il sistemano immunitario ed evitano concause che accentuino i sintomi allergici. Cibi da assumere con cautela sono i latticini, i fritti, le farine raffinate, la cioccolata e le uova, in quanto più difficili da digerire. Un'altra buona abitudine da non dimenticare, è quella di bere molto, almeno un litro e mezzo di acqua al giorno, per far funzionare bene i reni e migliorare la respirazione(l’acqua fluidifica il muco). Naturalmente i fenomeni allergici, possono presentarsi sia al’aria aperta che in ambienti chiusi come scuola, ufficio, casa. Polvere, muffe, peli di animali domestici, possono provocare starnuti, tosse ecc. Per evitare fastidiose allergie, basta fare una visita specifica per scoprire quale tipo di allergene ci sta affliggendo. In seguito a ciò, basterà tenere a portata di mano i medicinali indicati. Ricordate che i medicinali decongestionanti da banco, possono provocare insonnia o patologie più gravi. Ma prima di tutto, bisogna “disinfestare†la propria casa, il luogo dove si trascorre più tempo con i propri familiare, e quindi anche il posto che dovrebbe essere più salubre e sicuro.
Di seguito è riportato un elenco di consigli utili per vivere tranquillamente le allergie nelle mura domestiche: nell’ ingresso, non dimenticate mai di pulire le plafoniere e le lampade ed eliminare gli insetti che, attratti dalla luce, rimangono intrappolati lì e muoiono. Possono diventare delle fonti di allergeni. Igienizzare tutto con un prodotto comune come uno sgrassatore e poi procedere con un risciacquo con acqua calda. Inoltre è consigliabile utilizzare un tappetino per l’ingresso dovrebbe essere in materiale sintetico. Uno fatto di fibre naturali (corda e altro) può sfaldarsi, rilasciando le fibre vegetali nell’aria e può anche diventare un ottimo habitat per funghi, muffe, residui di ogni porcheria che calpestiamo per strada e poi ci portiamo a spasso per la casa. Lavare il tappeto ogni settimana ad almeno 40°. Nelle camere da letto, ambienti dove si trascorre la notte e parte della giornata, contrastate la polvere con un panno umido (quello asciutto sposterebbe la polvere da un posto all’altro e soprattutto nell’aria). Non utilizzate antipolvere spray, riempiono l’aria di gas. Soprattutto, ponete molta attenzione nel pulire dietro i letti, gli armadi, lampadari, tv, libri ecc…ma soprattutto cuscini e peluche devono sempre essere puliti e lindi, per non farli divenire un covo di polvere ed acari. Rinfrescate la biancheria del letto almeno una volta alla settimana (due sarebbe meglio). Lavate tutto a 60° e passate l’aspirapolvere sul materasso. Negli armadi, per il fatidico cambio di stagione, riponete i vestiti e coperte della stagione passata in sacchi di PVC (comodissimi per farvi risparmiare un po’ di spazio se aspirate l’aria dall’interno), oppure in scatole ben sigillate. Spolverate e igienizzate bene tutti gli angoli e le pareti dell’armadio per rimuovere le muffe. Nel bagno, è buona abitudine controllare tutte le superfici più nascoste dei sanitari, come il retro o l’attacco dei tubi, (è lì che proliferano le muffe e i funghi, favoriti dalla condensa). Inoltre, se i sanitari perdono e non sono installati e sigillati bene, rimediate quanto prima perché le infiltrazioni favoriscono la nascita dei funghi. Se utilizzate una tenda da doccia, lavatela almeno una volta ogni 15 giorni in acqua bollente ed il tappetino, una volta alla settimana (per rimuovere la polvere e tutte le altre amenità che vi si rifugiano). Nel soggiorno, ambiente in condivisione per condividere idee, conversazioni e giochi, fate particolarmente attenzione ai dettagli. Nel pulire i divani e le poltrone, insistete molto negli angoli e le fessure tra i cuscini. Per quanto riguarda la cucina, ricordate di conservare la pasta, la farina, il pan grattato, gli aromi e le spezie in contenitori sigillabili ermeticamente ( per scoraggiare gli insetti). Pulite il frigorifero e il freezer con una soluzione di acqua e varecchina e spargete un po’ di sale sul canale di scolo dell’acqua nel frigo per ridurre il terreno fertile per i batteri.
Fabiana Traversi
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Caso del sexting, pericolo in rete
Il Faro on line - Nel mondo degli adolescenti si sta espandendo un fenomeno ancora poco conosciuto, ma molto pericoloso, il sexting. Il termine deriva dall’unione tra sex e texting, riguarda la dilagante moda tra i giovanissimi di mandare o ricevere foto nude o seminude di se stessi o di amici e compagni di classe con tanto di commenti piccanti. Solitamente i canali di diffusione più utilizzati, sono i social network (su Facebook, ma ancora di più sugli altri social network come Badoo, Hi5 e lo stesso MySpace) in cui i ragazzi pubblicano proprie foto nude o parzialmente svestite ricevendone altre dei propri contatti. Il giro di queste foto sfrutta anche gli Mms con foto piccanti ma mai esplicite e commenti in tono.
Recentemente, oltreoceano, questo movimento sta creando grande preoccupazione ed un clima di grande allarmismo nel mondo dei genitori, che si trovano a domandarsi loro malgrado se loro figlio, fa sexting? Il sexting coinvolge molti più ragazzine e ragazzini di quanto si possa pensare, un sondaggio del 2008 parla chiaro: il 20% degli intervistati ha pubblicato proprie foto sexy online e il 39% ha scritto frasi sessualmente esplicite. Ma sono stime in difetto. I sistemi di censura sui social network arrivano spesso troppo tardi e migliaia e migliaia di profili rimangono online con foto proibite a lungo. Il problema principale quindi, viene a presentarsi quando l'immagine comincia a diffondersi a un livello più elevato e diventa umiliante per la persona che a un problema giuridico, infine, determinare se il problema è un semplice scherzo o la pornografia infantile, che non riesce a trovare il colpevole. Tra le conclusioni raggiunte sono che alcuni lo fanno per divertimento, per provocazione e imitare i loro amici, i giovani di avvertimento che "possono essere veramente umiliato e rendersi conto che ciò che ha pensato che fosse divertente si trasforma in un perseguitato per anni. Quindi, essere molto attenti con le foto che possono essere adottate, forse in questo momento tutto è l'amore, ma in una sola occasione può diventare un oggetto di vendetta. Un recente caso giudiziario Pennsylvania ha ufficializzato questo fenomeno sociale, rendendolo penale. Sei studenti del liceo superiore di Greensburg in Pennsylavia sono stati arrestati sotto l’accusa di uso e consumo di pornografia infantile. Tre degli studenti sono ragazze che ora si sono trovate accusate di diffusione e consumo di materiale pornografico. I tre ragazzi invece sono stati accusati solo di uso di materiale illecito. Alla fine (e per fortuna) le tre non andranno in carcere, ma parteciperanno a attività sociali di recupero dove saranno seguite a dovere. Il trend sembra incontrollabile. Il preside di un liceo di Cincinnati ha dichiarato a un giornale locale: “Se andassi a controllare i cellulari dei 1500 studenti della mia scuola sono sicuro che oltre la metà se non tre quarti delle foto sono di questo tipoâ€. Pochi giorni fa, un’ insegnante di cheerleading di 19 anni e’ stata accusata di oltraggio ed indecenza per avere fotografato nuda una ragazza di 15 anni appartenente alla sua classe. “The National Campaign to prevent teen pregnancy†(la campagna di sensibilizzazione per evitare gravidanze tra i teen agers) ha resa pubblica una ricerca su scala nazionale da cui e’ emerso che più del 20 per cento degli adolescenti americani ha già ricevuto o spedito foto o video di natura sessuale. Secondo la ricerca, i ragazzini hanno spiegato che la ragione principale e’ generalmente quella di assicurarsi l’appuntamento con questa o quella ragazza spedendo foto di se stessi davanti allo specchio senza maglietta, mostrando bicipiti o addominali. Tra le ragazze, la motivazione più diffusa e’ di fare ingelosire il proprio partner.
Molti però hanno anche pubblicato foto sui loro blog o le hanno spedite via internet a qualcuno incontrato online.
Non e’ un caso che MySpace solo due settimane fa ha chiuso la bellezza di 67 mila account, tutti risultati appartenenti a persone incriminate di pornografia o molestie sessuali a minori.
In Italia, non molto tempo fa, i giornali riportavano la notizia che a Livorno, otto ragazzi, tra i 14 e i 18 anni, hanno approfittato dell’assenza dei genitori, si sono video riprendersi in atti sessuale e, poi, hanno montato il materiale in vari filmati. Gli adolescenti erano tutti consenzienti, come gli adulti che realizzano filmini amatoriali, unica differenza: la differenza di età e le implicazioni legislative. I genitori di una ragazza, notando che la figlia era strana, silenziosa, dava risposte evasive e aveva sempre l’aria preoccupata, decidono di frugare tra le sue cose, in sua assenza. Non trovando nulla di eclatante, ma essendo preoccupati, decidono comunque di recarsi dalla Polizia. Dopo la segnalazione ed una breve indagine sul cellulare della ragazza, escono i primi risultati: tre filmini amatoriali, semi porno. Così tre minori vengono indagati per produzione e detenzione di materiale pedopornografico che aveva la ragazza come attrice e modella. I mass media, soprattutto la stampa, solitamente associano questi episodi di pubblicazioni di clip su youtoube, googlevideo ecc, a violenza sessuale e quindi limitazione della libertà altrui. In realtà , solitamente i soggetti coinvolti, anche se minorenni, sono consenzienti. Semmai credo che questi episodi. Provochino perplessità , indignazione, ma soprattutto paura. Cosa può fare un genitore per evitare tutto ciò? Dare una sbirciatina al cellulare dei propri pargoli? Cercare e leggere il loro blog? Probabilmente la prima cosa da evitare, è la disattenzione. Bisogna stare attenti ad ogni cambio di umore, di rendimento scolastico, ma soprattutto far capire ai propri figli che oltre che genitori e quindi guide, si è anche amici e complici. Se nonostante ciò , doveste avere dei dubbi, potete:
1. Parlare dell’accaduto con vostro figlio, chiedendo il suo pensiero e cosa conosce di questo fenomeno, il sexting. Sarebbe mai farlo e in quali circostanze? Che cosa pensa che le conseguenze potrebbero essere? Parlare.
2. Ricordare a vostro figlio, la fiducia che riponete in lui, i valori che condividete ed il senso di unione della vostra famiglia.
3. Aumentare il suo auto-valore e stima di sé. Ricordare a vostro figlio, le sue qualità , i suoi pregi ed i motivi per cui gli volete bene e soprattutto siete fieri di lui.
4. Parlare di sesso, essere aperti e onesti su ciò che sta accadendo oggi per i ragazzi. Negare che ciò sta accadendo, non serve a nulla.
La risposta giusta per affrontare questa tipologia di problematiche, è sicuramente la comunicazione aperta e l’istruzione, la giusta informazione, in modo che il vostro bambino abbia una possibilità di scelta e sa che le conseguenze di ogni scelta. Bisogna che i figli, sappiano che le immagini di nudo e semi-nuda ragazze (o ragazzi per questa materia) intorno a un telefono cellulare è un reato sessuale, e può mettere un giovane sul registro dei i reati a sfondo sessuale.
F.T.
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Le ultime novità dal web per migliorare il mondo delle mamme e dei loro piccoli
Il Faro on line - Sfogliando diverse riviste di gossip ho notato che molte neo mamme famose, come Madonna, Cate Blanchett, Fernanda Lessa (e molte altre ancora), riescono ad essere sempre in perfetto equilibrio ed ordine pur avendo i loro pargoli in braccio, a volte anche più di uno, contemporaneamente. Al contrario, basta passeggiare per una qualunque città italiana per vedere mamme in balia dei loro bimbi che le tirano, si arrampicano sulle loro spalle fino a quando il genitore sfinito non lo poggia dolcemente nel suo passeggino. Incuriosita da questa netta differenza tra mondo reale e mondo dei “vipâ€, ho fatto una piccola ricerca sul web, ed ho trovato la chiave del mistero: hipseat (http://www.newbabyberry.com). Un maxi marsupio, per poggiare il piccolo pargolo sulla nostra anca, evitando così problemi di collo, schiena e spalle. Il seggiolino da anca Hipseat è una fascia di sostegno concepita per ridurre le tensioni e sollecitazioni alla schiena degli adulti che trasportano in collo bambini piccoli. Circonferenza max. 105 cm. Certamente, osservando a prima vista una fotografia su un giornale, questo miracoloso gadget, non si noterà , ma basterà guardare con attenzione per individuarlo.
Questo prodotto infatti, può essere usato sia in casa, che fuori in quanto permette di non portare con sé carrozzine o passeggini, ed avere sempre il bimbo con sé e non perderlo quindi mai di vista. Inoltre durante un viaggio in autobus, metropolitana ecc è la soluzione pratica ed immediata per riporre i nostri averi e non separarci dal pargoletto.
Naturalmente, gli operatori medici del settore (osteopati, fisioterapisti ecc. ), hanno delle riserve sull'uso prolungato di quei sistemi di trasporto dei bambini che richiedono un sostegno del peso per mezzo di imbracature o cinghie gravanti sulle spalle. Questi sistemi sono ottimi infatti per i bambini molto piccoli, ovvero non troppo pesanti. Dopo i 6 mesi (a seconda del peso del bambino) possono produrre negative sollecitazioni della spina dorsale e dei muscoli facendo assumere alla schiena posizioni errate e alterando la postura. Ma quando il bimbo peserà oltre i venti chili, questo oggetto potrà comunque servire da marsupio e come un semplice sostegno per la schiena. Nella mia ricerca in rete su questo prodotto che avevo notato nelle foto dei giornali, sono anche riuscita a scoprire che in Italia, hipseat , insieme a molte altre novità , è offerto dalla New Baby. New Baby è una società nata poco dopo del 2000, in concomitanza della nascita del primo figlio dei uno dei fondatori, Margaret e Vanni. Partendo da un solo tipo di pannolino lavabile la New Baby ha nel tempo ampliato la propria offerta con una vasta gamma di prodotti e accessori per la prima infanzia. Una casa che da molti anni si occupa della promozione sul mercato italiano di prodotti per la prima infanzia innovativi e pratici, provenienti da aziende fondate da famiglie con bimbi piccoli, che pongono al primo posto quindi il benessere e la sicurezza dei più piccoli, ma facendo attenzione all’ambiente. Gli articoli proposti costituiscono una gamma completa di accessori per la prima infanzia specificamente studiati per facilitare la vita quotidiana dei genitori e arricchire quella dei bambini Gli articoli proposti includono prodotti naturali e da agricoltura biologica oltre ad accessori utili e pratici per facilitare la vita quotidiana dei genitori e della famiglia in generale. Molti prodotti sono certificati per la sicurezza e la qualità e sono stati premiati per il design e l'innovazione oppure sono stati votati da genitori di tutto il mondo come prodotti di cui si raccomanda l'acquisto. Un esempio sono i pannolini lavabili, utili ed ecologici. Questo tipo di pannolini permette di ridurre i costi economici e di spazio. Sicuramente i pannolini lavabili occupano spazio di quelli usa e getta, ma il loro numero dipende dal loro sistema di utilizzo. Per un sistema misto di pannolini lavabili e usa e gatta, si consiglia un numero che varia dagli otto ai dodici pannolini al giorno durante il primo anno, dai sei agli otto, il secondo anno. Naturalmente, nessuno dei due tipi di pannolino, previene del tutto le fuoriuscite, perciò se la pelle del bambino è delicata, il pannolino va cambiato regolarmente. La tenuta dei pannolini di cotone non è quella dei pannolini usa e getta proprio perché non contengono i gel superassorbenti che non sono biodegradabili e possono essere causa di dermatiti. In ogni caso l'unica vera differenza è che occorre usare uno o al massimo due pannolini in più al giorno. Anche i pannolini usa e getta andrebbero cambiati frequentemente, ma il fatto che il bambino rimane asciutto più a lungo porta il genitore a lasciare il pannolino addosso al bambino più di quanto sarebbe consigliabile.
Consigli utili per la cura dei pannolini lavabili
• Prima di utilizzare i pannolini è consigliabile eseguire preventivamente 1/2 lavaggi per "allenare" il tessuto ad assorbire i liquidi (così come si fa con gli asciugamani in spugna).
• Prima di eseguire il lavaggio assicurarsi di richiudere le alette in velcro su sé stesse per impedire che si impiglino e danneggino il tessuto del pannolino in lavatrice.
• A seconda di quanto è sporco il pannolino potrebbe essere utile sciacquarlo.
• Come ammorbidente si può utilizzare un ½ bicchiere di aceto (ricordiamo che l'uso di ammorbidenti o candeggina è sconsigliato perché danneggia il tessuto o ne diminuisce l'assorbenza).
• Quando si sceglie di mettere i pannolini in ammollo prima di eseguire il lavaggio, assicurarsi che l'intero pannolino sia interamente immerso in acqua - in caso contrario si rischia di favorire la comparsa di macchie.
Molti prodotti unici ed utili nel quotidiano per facilitare il lavoro più difficile e non retribuito del mondo, il genitore. Una figura basilare nella vita e nella crescita di ogni individuo, ma che soprattutto durante i primi anni di vita del proprio figlio, viene costantemente messo alla prova. Solitamente ad ogni difficoltà corrisponde una gratificazione, ma perché non affrontare in modo più positivo e facile anche un problema per quanto piccolo? Inoltre, i dati sul commercio on line forniti dalle ultimi ricerche del Netcomm, il consorzio del commercio elettronico italiano, sono molto interessanti. Netcomm ha messo a disposizione gratuita i dati dell’ultima ricerca sull’ecommerce, effettuata in collaborazione con Eurisko, che analizza i comportamenti dei consumatori online, prendendo in esame il processo decisionale e operativo che caratterizza gli acquisti via Web. Da queste analisi è emerso che gli ordini in contrassegno, sono nettamente crollati: meno del 10% delle persone lo usa, segno dell’accresciuta fiducia verso carte di credito, paypal e pagamenti anticipati in generale. Interessanti anche i dati sul tempo di permanenza: il 5% passa oltre 12 ore di tempo per decidere e scegliere un prodotto, mentre il 67% sceglie in meno di un’ora. Ma perché acquistare in rete? Le motivazioni sono le più varie, vanno dal prezzo più basso, alla comodità dell’acquisto da casa, alla facilità di accesso al prodotto ricercato, e naturalmente la vasta ed ampia scelta. Sicuramente questi sono fattori che accomunano tutte le neo mamme che tra un biberon da scaldare ed una passeggiata al parco, preferiscono accomodarsi al proprio pc e decidere in tempi brevi, cosa acquistare per il loro bimbo. Inoltre, non dimentichiamo che alcuni prodotti sono presenti solo nella rete, come ad esempio, hipseat e molti altri accessori.
F.T.
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Bullismo a scuola
Il Faro on line - Il bullismo, un fenomeno che dilaga sempre di più nella nostra società e che da po’ di tempo è sotto i riflettori dei media . Ultimamente ci sono state molte manifestazioni di violenza nei confronti dei più deboli, dai bambini piccoli agli adolescenti. Da uno studio condotto da poco nelle scuole superiori italiane, proprio su questa tematica, ha prodotto un dato allarmante: un ragazzo su due subisce episodi di violenza verbale, psicologica e fisica. Il 33% è una vittima ricorrente. Così il clima di allarmismo è cresciuto, soprattutto tra i genitori, che vorrebbero che i propri figli avessero un’infanzia felice e loro malgrado si trovano a far i conti con realtà violente. Ma, che cos’è il bullismo? Lo studio di tele fenomeno è iniziato negli anni settanta e nel corso del tempo sono state diverse definizioni, ma quelle più simili al fenomeno attuale, sono sicuramente quelle di alcuni studiosi degli anni novanta. Essi ritengono che il bullismo è una forma di comportamento aggressivo tipico delle relazioni tra coetanei caratterizzato da comportamenti violenti, pervasivi e con conseguenze durature (definizione coniata da Olweus nel libro: “Bullismo a scuola. Ragazzi oppressi, ragazzi che opprimonoâ€,1995). Perciò può essere considerato «un abuso sistematico di potere» (definizione data da Smith e Sharp nel libro: “Bulli e prepotenti nella scuola. Prevenzione e tecniche educativeâ€, 1995). Questo fenomeno è caratterizzato da tre componenti fondamentali:
- l’intenzionalità che guida i comportamenti del bullo
- la persistenza nel tempo ( la ripetizione continuata degli episodi di prepotenza, che raramente costituiscono eventi isolati)
- la dimensione del potere, come lo squilibrio di forza tra il bullo e la sua vittima (chiamata asimmetria relazionale).
Quindi, i così detti bulli agiscono pubblicamente comportamenti aggressivi nel tentativo di conquistare una posizione di dominanza nel gruppo. Perciò ogni azione che miri deliberatamente a fare del male o a danneggiare un'altra persona, rientra nella definizione di bullismo. Alcune azioni offensive possono essere perpetrate attraverso l'uso delle parole, per esempio minacciando o ingiuriando, altre possono essere commesse ricorrendo alla forza o al contatto fisico, per esempio picchiando o spingendo. In certi casi le azioni offensive possono essere condotte anche senza l'uso delle parole o del contatto fisico: beffeggiando qualcuno, escludendolo intenzionalmente dal gruppo o rifiutando di esaudire i suoi desideri. Il bullismo può essere perpetrato da un singolo individuo o da un gruppo, il bersaglio può essere un singolo individuo o un gruppo. Per parlare di bullismo è necessario che vi sia un'asimmetria nella relazione. Si può distinguere una forma di bullismo diretto, che si manifesta in attacchi relativamente aperti nei confronti della vittima, e di bullismo indiretto, che consiste in una forma di isolamento sociale ed in una intenzionale esclusione dal gruppo. Per quanto riguarda la manifestazione degli atti di bullismo si può affermare che la scuola è senza dubbio il luogo in cui questi si manifestano con maggiore frequenza, soprattutto durante l'intervallo e nell'orario di mensa, e nel tragitto casa scuola. L'unico segno esteriore che differenzia i due gruppi è la forza fisica: le vittime sono solitamente più deboli della media dei ragazzi. Infatti solitamente i soggetti che adottano tale comportamento nel loro modo di agire, sono soggetti aggressivi, che hanno bisogno di dominare gli altri, i così detti bulli. Questi ultimi sono persone che si arrabbiano facilmente e presentano una bassa tolleranza alla frustrazione, manifestano grandi difficoltà nel rispettare le regole e nel tollerare le contrarietà e i ritardi. Tentano a volte di trarre vantaggio anche utilizzando l'inganno. Si dimostrano molto abili nelle attività sportive e di gioco e sanno trarsi d'impaccio anche nelle situazioni difficili. Il bullismo, che si manifesti in una scuola di periferia o centrale, privata o statale, lascia sempre dei danni emotivi e fisici(a volte) sui bambini che lo hanno subito. Essere vittima di prevaricazione, maltrattamenti fisici o psicologici, lascia degli strascichi anche nella vita adulta.
Perciò questa settimana vorrei consigliare la lettura di un libro: “Il libro per i genitori sul bullismoâ€. W. Vooors, autore del libro, si augura che il suo lavoro possa essere di auto ai genitori che non capiscono come mai i loro figli si comportino male coi compagni o quelli che viceversa temono che i propri possano andare incontro periodicamente alla minaccia della violenza, egli afferma che è necessaria anzitutto una profonda trasformazione della cultura che consente al bullismo di prosperare, e in tale processo il genitore resta una figura chiave. Lo scrittore, memore della sensazione di impotenza e rabbia provate da bambino nel vedere atti di abuso, ha scritto queste pagine grazie alla competenza sviluppata in materia nel corso della sua attività , in questo libro mostra le conseguenze sul piano psicologico e sociale del bullismo, allo scopo di chiarire cause ed effetti del fenomeno e offrire così utili consigli a genitori ed educatori. Chiunque maltratti un'altra persona, approfittando della forza fisica, dell'autorità , della superiorità sociale o intellettuale, compie un atto di "bullismo". Quindi la figura del "Bullo" non solo il bambino che prevarica i suoi simili, ma anche l'adulto che maltratti bambini o altri adulti. Il ruolo della famiglia nel fenomeno del bullismo è stato molto studiato negli anni e la conclusione è stata che se la famiglia presenta uno stile educativo prevalentemente permissivo e tollerante, il bambino non riesce a sviluppare un adeguato controllo sul proprio comportamento e ciò, in interazione con altre caratteristiche personali predisponenti, può creare le condizioni per lo sviluppo di difficoltà nella gestione di sé e delle proprie azioni anche fuori del contesto familiare e, quindi, per l’assunzione di condotte aggressive a scuola. Viceversa, in una famiglia caratterizzata da uno stile educativo coercitivo, in cui il rispetto delle regole familiari viene garantito attraverso il ricorso a punizioni fisiche o a violente esplosioni emotive, il bambino può acquisire tali modalità comportamentali come modello "normale" di gestione delle situazioni conflittuali e può sentirsi autorizzato a riprodurre gli stessi comportamenti di cui ha fatto esperienza precoce anche nelle relazioni extrafamiliari, secondo la regola "violenza genera violenza" (D.Olweus, “ Bullying at school. What we know and what we can doâ€, (1993)).
Fabiana Traversi
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Come una barchetta di carta
Il Faro on line - Pochi giorni fa, facendo un giretto in libreria, ho notato un libro che mi ha attirato per il titolo strano ed enigmatico“Come una barchetta di cartaâ€, di Carolina Peciola. La barchetta di carta ha evocato in me ricordi d'infanzia, quando si tracsorrevano le ore pomeridiane al parco e si impegnavano i fogli di giornale per creare giochi improvissati. Così la nave di celluloide prendeva vita e scivolava sull'acqua delle fontane o veniva indossata come cappellino da muratore.
L'autrice di questo libro, è giornalista, traduttrice e consulente editoriale e con questa raccolta di racconti affronta una sfida difficile mettendo nero su bianco una serie di situazioni ipotetiche relative alla maternità e alla "non maternità ". Nello scorrere delle pagine si affrontano temi che vanno dal momento dell'attesa al dopo parto, dodici racconti brevi in cui emerge l'universo femminile in tutta la sua complessità e bellezza.
Le parole formano frasi che danno vita a pensieri e sensazioni dati dal cambiamento dell'esito di uno stich di gravidanza. In pochi minuti la vita prende un altra direzione, qualunque decisione si prenderà , sarà per sempre. Sia che si opti per l'interruzione di gravidanza, sia che si decida di dare alla luce una nuova vita, la nostra personale esistenza verrà del tutto cambiata. Una vita costruita, mattone su mattone, che sta per andare verso il caos più totale per dare spazio ad un altra vita. Una vita dalle mille sfaccettature come i molti fili che vengono condotti dal fato, ma la scrittrice ci offre nuove prospettive insolite e veritiere, approfondendo nel dettaglio risvolti psicologici sia positivi che negativi. Come ad esempio i diversi modi di affrontare il momento dell'attesa, che può rappresentare sia un traguardo che un nuovo inizio ma anche un impedimento. Si parla di questo particolare momento senza giochi di ombre, si analizzano sia percorsi di necessità che quelli di desiderio passando per momenti di inquietudini e sorpresa. E non solo, si affrontano anche le diverse paure legate alla nuova scoperta, dal timore della nascita di un bimbo diversamente abile al peso di Nella scrittura di C. Peciola non c'è compassione, non c'è critica: al contrario, un'apertura descrittiva profonda, pulita, che contempla analisi psicologiche e approfondimenti intimi trascritti senza filtro. Sono pillole di saggezza ed amore quelle che racconta l'autrice, percorsi difficili da interpretare in quanto a volte sono dolorosi e provocano instabilità e vuoti e disequilibri interni. La cosa strabiliante che tutto ciò è vissuto dietro il parvenza della quotidianità . Inoltre l'autrice oltre tutto quello fin'ora descritto, riesce nuovamente a strabiliarci mostrandoci una nuovo punto di vista: la sofferenza. I Ogni gravidanza è unica e diversa dalle altre, alcune sono volute ed altre meno. Sono proprio queste ultime che faranno ancora più male, che portano dentro di loro la sofferenza femminile, come la violenza, l'aborto e la condizione di silenzio ed esclusione che a volte ne deriva.
Ogni futura mamma può sia galleggiare che affondare: “come una barchetta di carta che, per una semplice legge della natura, galleggia facilmente ma può affondare da un momento all’altro se si inzuppa di acqua, così la donna, per una semplice legge della natura, può diventare madre, con il rischio però, in situazioni di solitudine e fragilità , di “affondare†altrettanto improvvisamenteâ€, dice la scrittrice. Un libro molto forte che può provocare amarezza, sdegno, perplessità e speranza, ogni donna ne verrà colpita in un modo o nellìaltro.
Ma da dove è nata l'idea di questo libro?
Ne parla la giornalista Carolina Peciola: “Negli ultimi anni si parla molto di calo demografico, di coppie con figlio unico, di sterilità e di fecondazione assistita, ma secondo me si parla poco della maternità in sé. Dal momento in cui ho deciso di diventare madre, dopo un lungo periodo di scelta consapevole di “non maternità â€, ho conosciuto un mondo del tutto nuovo e molto lontano da quello di cui avevo sentito parlare fino ad allora. Sono entrata in questa realtà in punta di piedi e ne sono stata letteralmente travolta. La mia esperienza diretta e il confronto con altre donne già madri o in procinto di diventarlo hanno fatto scaturire in me una serie di emozioni che per un lungo periodo ho assorbito inconsapevolmente, come una spugna; poi, piano piano, mi sono “strizzata†e sono nati i miei racconti. Sebbene non si tratti di racconti autobiografici (non mi sarebbero bastate dieci gravidanze e altrettante vite), immedesimarsi in quelle donne, immaginare e provare le loro emozioni è stato quasi naturale avendo vissuto la maternità in prima persona. Una spiccata sensibilità e una forte empatia, come credo avvenga per la maggior parte degli artisti, a prescindere dal genere espressivo prescelto, hanno fatto il resto. Con il risultato che molte lettrici, anzi quasi tutte, mi hanno raccontato di essersi identificate in almeno una delle protagoniste o nei loro pensieriâ€. Una donna che vive e lavora con le donne e vive quotidianamente gioie e dolori personali e sociali: “L’obiettivo di questo libro “, continua, “era quello di raccontare il “lato oscuro†della maternità , quello che non riguarda solo l’amore incondizionato per i figli, il senso materno, la gioia dell’essere madre, cioè quegli aspetti che comunemente vengono associati alla gravidanza e alla nascita di un figlio e che in qualche modo, anche perché appartengono all’immaginario collettivo, sono ben noti a tutti, anche a chi non ha vissuto quest’esperienza in prima persona. Volevo dar voce a sentimenti, emozioni e pensieri che spesso le donne non confessano neanche a loro stesse. Per quanto riguarda il messaggio, sarà quello che ogni lettore vorrà trarre per sé o per chi gli è vicino. Indubbiamente per molte donne la lettura sarà liberatoria, come lo è stato per me scrivere, mentre per gli uomini sarà una finestra aperta su un mondo che non sempre riescono a conoscere profondamenteâ€.
(intervista tratta dal sito www.ilfiloonline.it)
F.T.
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Donne e lavoro… arriva il 'Piano della conciliazione'
Il Faro on line - Prende forma il 'Piano della conciliazione' che il Ministero delle Pari opportunità , guidato da Mara Carfagna, sta mettendo a punto. Il piano punta ad aumentare l'occupazione femminile del 5%. Sono previsti nuovi incentivi per i congedi parentali, part-time per allevare i figli adeguato agli standard europei, voucher per sviluppare i servizi privati, l'introduzione della baby-sitter di condominio. Comprende inoltre un pacchetto di norme per facilitare l'occupazione delle donne riducendone i costi indiretti ed un pacchetto di misure in grado di favorire una maggiore flessibilità degli orari e dei tempi di lavoro. Tra gli obiettivi prioritari, avvicinare l’utilizzo del part-time agli standard europei, anche attraverso programmi di riprofessionalizzazione delle donne che rientrano nel mercato del lavoro, dopo anni di assenza per essersi dedicate alla cura della famiglia. E’ inoltre allo studio la realizzazione di un Fondo Nazionale per la realizzazione di interventi che, a livello nazionale, regionale e locale, favoriscano la promozione del diritto ad una vita che armonizzi lavoro e famiglia. Sempre in tema di parità donne-uomini sia a livello familiare che lavorativo, sono interessanti i dati forniti dal mensile Psycologies che ha indetto un sondaggio per descrivere nel dettaglio il nuovo rapporto delle donne con lavoro. I risultati rivelano che il lavoro è vissuto come una libera scelta, motivata da un grande senso di realizzazione personale e sostenuta e supportata anche dal proprio compagno o marito.
Il rapporto di coppia 2009 è caratterizzato da una grande condivisione che diviene supporto, il 75% dei mariti infatti condivide le scelte della moglie rispetto alla sua attività . Anche se per le donne lavoratrici i sensi di colpa restano un fardello quotidiano, che i figli non alleggeriscono, solo il 35% di loro è d'accordo sul lavoro materno. Mamme e lavoro: una lotta quotidiana a caccia dell'equilibrio perduto, riconquistato. In bilico perenne per bilanciare affetti e carriera, realizzazione personale e sensi di colpa atavici, figli, capo e compagni di vita. I ragazzi contenti di avere una mamma che lavora sono solo il 36%, convinti nel 29% dei casi che lei vada in ufficio soprattutto per necessità e non per soddisfazione. Più realisti e consapevoli di cosa pensa la donna, sono i partners. La percentuale di coloro che ritengono che il lavoro per la propria moglie sia soddisfacente (42%) supera quella di coloro che invece lo ritengono soltanto una necessità (40%). Per le donne la situazione è ancora più netta: il 56% vive il proprio mestiere come soddisfazione e solo il 44 % come una necessità . Quindi, oggi le donne lavorano sempre di più per scelta (59%), che per necessità . L'occupazione rappresenta un piacere in più della metà dei casi (54%), ed è un'occasione di gratificazione personale (46%) e di soddisfazione (56%).
Il sondaggio del celebre mensile ha coinvolto 1908 donne, di cui il 46% svolge un lavoro da impiegata, il 20% è libera professionista, il 44% ha un contratto full-time ed a tempo indeterminato, il 19% ha un lavoro a tempo indeterminato ma part-time, il 14% a tempo determinato, il 24% atipico.
Molte donne, tutte che rappresentano le mille sfaccettature della nostra società , caratterizzata da molte tipologie lavorative, ma accomunate da un comune pensiero: il lavoro è visto come un vero e proprio segno di identità , tanto che viene scelto dalla donna spinta dal desiderio di autonomia e indipendenza (78%), per dimostrare qualcosa a se stessa (10%) ed è vissuto come un'occasione di gratificazione personale, come un piacere dal 54% delle intervistate. Il tratto distintivo del lavoro è nel 48% dei casi il fatto di rappresentare un'attività interessante e o utile, nella quale veder riconosciuti i propri meriti (35% dei casi).
Solo il 40 % delle donne che hanno risposto al sondaggio smetterebbe di lavorare se potesse. E lo farebbe più per sé che per la famiglia. Nel 43% dei casi infatti, rinuncerebbe alla propria occupazione per dedicare più tempo a marito e figli, ma nel 56% per dedicare più tempo a se stessa.
Come è evidente dai dati citati, il rapporto lavoro/famiglia è in continua evoluzione e difficile da analizzare in senso compiuto, anche perché contrassegnato da molto “non dettoâ€, da scelte sociali, politiche e qualche volta anche ideologiche che ne influenzano il delicato equilibrio. Proprio di questo tema così delicato e sfaccettato, tratta anche un libro uscito meno di un mese fa: "Acrobate - a 50 anni dalla pillola anticoncezionale, 40 dalla rivoluzione sessuale e 30 dalla legge 194 - 20 ritratti di donne, in bilico fra la voglia di volare e il frigo da riempire" a cura di Mauro Boldrini, Sabrina Smerrieri, Francesca Goffi, promosso dai ginecologi SIGO, i cui proventi saranno destinati a progetti in favore delle donne immigrate. Nel libro anche la testimonianza di venti italiane famose che si raccontano. (Le testimonianze sono quelle delle attrici Monica Bellucci, Nancy Brilli, Margherita Buy, Lucrezia Lante Della Rovere, della responsabile del Welfare del CENSIS Concetta Vaccaro, della scrittrice Elena Giannini Belotti, delle giornaliste Cipriana Dall'Orto, Ilaria D'Amico ed Emanuela Falcetti, del direttore d'orchestra Nicoletta Conti, dell'imprenditrice Federica Olivares, della sessuologa Jole Baldaro Verde, delle docenti universitarie Chiara Micheletti, Alda Maria Scopesi, Lucia Parisio Visconti, delle ginecologhe Silvia Maffei e Valeria Dubini e delle campionesse olimpiche Diana Bianchedi, Federica Pellegrini e Josefa Idem). Le donne sono ancora "acrobate" fra lavoro, famiglia e diritti da rincorrere. Guadagnano meno. Diventano mamme più tardi. Una donna nel 2009 è sia individuo che lavoratrice, magari imprenditrice, sia mamma e molte volte moglie o compagna". Le donne continuano a inseguire pari opportunità e troppo spesso sono costrette a scegliere tra carriera e famiglia. Hanno avuto accesso a posizioni tradizionalmente maschili ma continuano a guadagnare meno dei colleghi (16% in media). Inoltre “Crescono anche stupri e molestie: circa sei milioni di italiane ne sono state vittime nel corso della vita. Con fenomeni nuovi e preoccupanti come quello del "branco" - ha spiegato la prof.ssa Alessandra Graziottin, che ha curato prefazione e approfondimenti - Sono ormai indispensabili interventi concreti: leggi per parificare le retribuzioni, sull'esempio del presidente Obama. Sgravi fiscali e flessibilità di orari per facilitare le mamme che lavorano. Asili nido interni almeno nelle aziende più grandi. E, per contrastare la violenza, promuovere l'educazione affettiva e sessuale a casa e nelle scuole".
Una realtà tanto difficile quanto variegata a cui non è facile far fronte tra impegni di lavoro e sensi di colpa verso i propri figli.
F.T.
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"Cinemammeâ€, un evento dedicato al mondo della mamma e del suo bimbo
Il Faro on line - Tra pochi giorni, tutti i neo genitori potranno riassaporare il gusto di una serata al cinema. Ma questa volta potranno portare con sé anche i loro bebè: mamme,papà (con i biberon), carrozzine e pannolini potranno entrare nella sala cinematografica del cinema Aquila e godersi insieme un bel film. Infatti dal sei marzo al ventiquattro aprile si terrà la manifestazioneâ€cinemammeâ€, un evento dedicato proprio al mondo della mamma e del suo bimbo. La rassegna è stata pensata ed ideata sulla base di rassegne simili, già tenute in Gran Bretagna, Norvegia, Svizzera e Malta. L´idea di portare la britannica "Cinemum" a Roma, è venuta da un gruppo di mamme inglesi, così come l´idea di creare delle magliette per l´allattamento , le "Milkshirt". Così poco tempo una mamma italiana, ha proposto l'idea di questo evento all'Associazione Città delle Mamme, che insieme al VI Municipio, ed al cinema Aquila hanno realizzato questo festival tutto al rosa e pensato proprio per le nuove mamme e di loro pargoli.“Il cinema era infatti in mano alla criminalità organizzataâ€, spiega Edoardo Dell´Acqua, uno dei soci del cinema, “è perciò il frutto della coscienza civile del quartiere, ed è diventato un punto di riferimento per la collettività â€. Ad aprire la rassegna, sarà il nuovo film documentario “Il primo respiro†di Gilles de Maistre. Così, dal sei marzo al ventiquattro aprile le mamme ed i loro bimbi potranno assistere a otto prime visioni in un ambiente pensato proprio per i genitori ed i più piccoli: i film, saranno proiettati a un volume più basso del normale per non disturbare i poppanti. La sala è stata attrezzata con scaldabiberon salviettine e fasciatoi e le carrozziine potranno esser poggiate sotto lo schermo. Tutto questo più il prezzo irisorio del biglietto, tre euro, fanno della rassegna “cinemammeâ€un evento unico. Infatti, nella nostra società la cura di un bimbo molto piccolo, è molto difficile, anzi pressochè impossibile. Una donna che allatta ma vuole concedersi una cena in un ristorante senza ricorrere a parenti o baby sitter, ha problemi logistici come, dove mettere la carrozzina?oppure se una neo mamma ed il suo bimbo volessero spostarsi epr la città con i mezzi pubblici, come caricare il tutto sull'autobus?
Questi sono solo alcuni degli esempi di difficoltà quotidiane che si trovano le neomamme se volessero condurre una vita normale pur avendo un bimbo piccolo.
Nuovo Cinema Aquila
via L'Aquila 68
00176 Roma RM
telefono e fax: 06 70614390
web: http://cinemaaquila.com
Fabiana Traversi
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A Carnevale le maschere fai da te
Il Faro on line - Anche quest'anno è iniziato il periodo più colorato e divertente in assoluto, un evento per grandi e piccini. Tra frappe e bigné di S.Giuseppe, cresce la voglia di giocare con coriandoli e stelle filanti, ma sopratutto Carnevale è l'occasione per mascherarsi! Naturalmente ogni maschera ha proprie caratteristiche territoriali e tratti particolari, sia psicologici che storici, legati al personaggio che rappresenta. Tra le più famose Brighella e Arlecchino, ambedue servi di origine bergamasca, anche se in seguito Arlecchino parlerà veneto. Il nome Brighella viene da brigare cioè organizzare di nascosto le cose per averne un vantaggio. E in effetti Brighella è meno ingenuo di Arlecchino che invece ha sempre fame e si specializza nell'arte di arrangiarsi.
Arlecchino è povero, poverissimo, e il suo vestito è fattodi toppe colorate: è forse (con Pulcinella) la maschera italiana più popolare.
Il suo nome deriva probabilmente da Hellequin, un demone un po' buffo della tradizione popolare nordica. Arlecchino e Brighella si trovano spesso in rapporto con Pantalone, ricchissimo e avarissimo mercante veneziano.
Pieno di soldi, ha sempre paura di perderli e la sua caratteristica è quella di lagnarsi continuamente (per questo la gente spesso lo evita).
Ma non è intelligentissimo e prenderlo in giro è abbastanza facile. Ci riescono qualche volta anche Arlecchino e Brighella, mentre ci riescono sempre la moglie e la figlia. Colombina, unica donna di rilievo nel panorama delle maschere, è una servetta veneziana un po' civetta, che si lascia corteggiare volentieri da tutti. Ma è furba e scaltra: non si lascia imbrogliare facilmente e sa mettere gli uomini al loro posto quando esagerano. Anche Arlecchino, suo eterno fidanzato, con lei deve stare molto attento.
E’ decisa, vivace e graziosa. Ed è una gran chiacchierona.
Pulcinella è invece una delle maschere più note della tradizione italiana meridionale. Il nome, così particolare, sembra nascere dalla sua voce e dal naso a becco che ricordano un pulcino. Il suo carattere è solare ed ilare, è un servo sciocco ed insensato che però non manca di arguzia e buon senso. In questo personaggio si mescolano vitalità ed un'indole inquieta, triste. Pantalone, Pulcinella, Arlecchino e Colombina: ma chi sono veramente? Le maschere tipiche del carnevale hanno origini, caratteri e storie diverse. C'è la maschera allegra e burlona, quella brontolona, quella maliziosa e quella avara, molte delle quali sono riprese nel teatro del seicento e del settecento, in commedie brillanti. Queste sono le maschere tipiche e le loro brevi storie, per travestirsi secondo la tradizione!
Perchè non far conoscere ai nostri bambini il gusto della tradizione carnevalesca, travestendoci insieme da Arlecchino, Pulcinella o Colombina? Così potremmo ridere e divertirci con i bimbi, rivivendo le emozioni delle storie classiche ma intramontabili di questi personaggi carnevaleschi. A questo scopo, offriamo di seguito alcuni piccoli suggerimenti per realizzare da soli queste maschere storiche, colorate e tradizionali.
Il Costume di Colombina, (per la mamma o per bambina): occorre una camicia da notte bianca e lunga fino ai piedi, abbastanza ampia, scollata e con le maniche lunghe. Sul corpetto dovreste cucire dei nastrini rossi dalla scollatura alla vita, oppure indossare sopra la camicia un body o un corsetto rosso. Dovrete indossare anche una gonna o una sottogonna di fodera rossa o azzurra al di sopra della camicia da notte: questa dovrà essere arricciata in vita e ripresa su un fianco con una grossa spilla rossa o con un fiocco, sempre rosso. Inoltre servirà anche una cuffietta sui capelli, bianca con nastro rosso e le scarpe devono essere delle ballerine nere o rosse con calze bianche.
Costume di Arlecchino (per bambino): basteranno una calzamaglia bianca e una maglietta, sempre bianca, a maniche lunghe, su cui potrete dipingere dei rombi colorati con prodotti appositi per dipingere la stoffa, oppure cucire tanti rombi di stoffa colorata. Per completare servono delle scarpe nere tipo mocassini. Il bastone di gomma e la mascherina nera completeranno l'effetto.
Costume di Pulcinella (per bambino): basterà trovare un paio di pantaloni ampi e bianchi (quelli di un pigiama andranno benissimo) e un indumento che assomigli ad una casacca; una vecchia camicia da notte, un grembiulone, un camice, una camicia da uomo senza colletto, fermata in vita. Per il copricapo, le soluzioni possono essere diverse: ottimale sarebbe uno di quei vecchi berretti da notte con il pon pon in fondo, ma un copricapo da montagna, di lana bianca, oppure una calza riempita di ovatta faranno ottenere lo stesso risultato.
Fabiana Traversi
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Il mistero della nascita in documentario girato da Gilles De Maistre
Il Faro on line - Quindici mesi di riprese che hanno prodotto una pellicola particolare ed affascinante in cui si assiste a dieci parti che avvengono in giro per il mondo
“Il primo respiroâ€, traduzione di, “Le premier criâ€, il primo grido, documentario girato da Gilles De Maistre. La pellicola, ha come tema centrale la nascita, un avvenimento irrisolto ed inspiegabile con la ragione o le parole. Il regista ha impiegato tre anni di lavoro per la realizzazione di questo documentario che ha coinvolto quaranta informatori locali che hanno monitorato e verificato la disponibilità a farsi riprendere di oltre centoventi donne, mancando a dieci parti in giro per il mondo e filmandone altrettanti. Quindici mesi di riprese che hanno prodotto una pellicola particolare ed affascinante in cui si assiste a dieci parti che avvengono in giro per il mondo, dal Messico al Giappone, passando per l’India e la Francia, dieci donne e i loro bambini lottano per far trionfare la vita.
Cogliendo l’occasione dell’approssimarsi di un’eclissi solare, il regista ha incontrato a distanza di quarantotto ore dal parto, tutte le donne ed i loro bimbi sparsi per il mondo, filmando il momento del parto nell’azzurro di una piscina, tra i delfini, o sulle rive del Gange con l’aiuto di una guaritrice, in una sala operatoria oppure in una foresta con amici intorno che suonano e cantano. “Ho scoperto quello che accomuna tutte le mamme del mondo – dice il regista – lo sguardo che rivolgono al bambino appena nato e il grido che questo emette appena viene al mondoâ€. Tutto accompagnato da un uso narrativo della colonna sonora, vero collante di tante storie diverse e complicate, oltre che della fotografia che definisce i vari passaggi del film, tra mondi e culture così distanti tra loro. Quei pochi secondi che seguono il parto sono forse il momento più angosciante ed emozionante a cui si possa assistere: l’attesa di sentire quel vagito, quel primo pianto che testimonia il passaggio dell’aria nei piccoli polmoni del neonato, facendo aprire bronchi e alveoli, e che porta alla vita un nuovo essere umano.
Così conosciamo una donna Masai che è al suo settimo parto, per poi sportarci verso il Messico dove una coppia vuole partorire nell'oceano insieme ai delfini e da qui in Brasile dove Majtonrè, appartenente ad una tribù guerriera dell'Amazzonia, partorisce attaccata ad un ramo. Continuando nel viaggio, arriviamo in Giappone dove una giovane donna vuole seguire le sue tradizioni culturali e quindi non dare alla luce il suo bambino in una struttura ospedaliera.
La stessa decisione e posizione la ritroviamo anche in una giovane attivista americana che vive in una comune e vuole partorire con il solo aiuto dei suoi amici. Tutte storie diverse, unite tra loro dalla neo-maternità e dalla voglia o necessità di una gestazione particolare. Così De Maistre, attraverso una cinepresa e le parole della voce narrante, Isabella Ferrari, racconta tutte queste realtà differenti. Tutto ciò rapisce lo spettatore che viene trasportato in mondi sconosciuti, dove rimane affascinato dai mille paesaggi e nel frattempo si preoccupa per le sorti del futuro bimbo e della sua mamma, come accade durante che il parto di una ragazza siberiana appartenente ad una tribù nomade. La giovane è costretta ad affrontare un parto cesareo, che potrà essere effettuato solo in ospedale, raggiungibile solamente in elicottero in quanto la temperatura è a meno cinquanta gradi sotto lo zero. Un film emozionante, unico nel suo genere che ho ritrovato molto in queste parole: "Secondo una leggenda talmudica, al momento di venire al mondo, il neonato possiede tutte le conoscenze che ha acquisito nelle vite precedenti. In quel momento gli appare un angelo che gli intima di non rivelarle a nessuno. L'angelo posa il dito sul labbro del bambino e il neonato dimentica tutto per entrare nella vita. Del gesto dell'angelo resterà una sola traccia: la piccola fossa tra il labbro superiore e la base del naso...Ed è in quel momento che il neonato emette il suo primo grido".
Fabiana Traversi
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Carnevale: Le maschere possono provocano allergie
Il Faro on line - Dopo l’allarme dell' Ufficio per la tutela dei consumatori di Duesseldorf in Italia scende in campo l’Aduc
La prossima settimana si svolgeranno le classifiche feste carnevalesche, tipiche di questo periodo dell'anno. Martedì e giovedì Grasso, sono per tradizione i giorni di massima espressione di colori, stelle filanti e coriandoli, il tutto naturalmente in maschera.
Il Carnevale però quest'anno è stato colpito da una brutta notizia: “I colori a dispersione possono essere cancerogeniâ€, questo l' appello dell' Ufficio per la tutela dei consumatori di Duesseldorf.
Alcuni articoli che contengono colori a dispersione, possono provocare allergie e in alcuni casi possono essere cancerogeni. Infatti il fissaggio non corretto sui tessuti può causare lo scioglimento con il sudore dei coloranti e quindi danneggiare (più o meno in modo grave)la pelle. Bisogna fare molta attenzione quindi a parrucche, cappelli e vestiti per i più piccoli, soprattutto a quelli di provenienza asiatica in quanto sono i più pericolosi. Da notare però che in Germania, appena è stato dato l'allarme, molti colori sono stati proibiti e ci sono tutt'ora dei controlli ferrei, mentre in Italia la situazione è un po' diversa. Chi non ricorda lo scandalo dei giocattoli non sicuri, accaduto pochi mesi fa? E' l'intero universo dei giocattoli per bambini che deve esser controllato. Non basta più infatti la certificazione Ce europea a garantire la sicurezza. Proprio la normativa dell’Unione è sotto accusa. Il 18 dicembre scorso il Parlamento di Strasburgo ha emanato una direttiva che aggiorna e integra le precedenti norme sulla sicurezza dei giocattoli, per meglio tutelare i bambini al di sotto dei 14 anni. i contestano alcuni valori limite per la presenza, nei giochi, di metalli pesanti e in particolare di piombo. Le nuove quantità consentite superebbero le precedenti con un possibile aumento dei rischi. La direttiva inoltre, secondo l’Istituto, non offre una protezione sufficiente ai bambini relativamente alle sostanze allergizzanti contenute nei profumi e al nichel presente in cosmetici-giocattolo per le ragazzine o per le bambole . Essa contiene una lista di cinquantacinque sostanze allergeniche proibite, ma in realtà tale divieto è parzialmente eluso dall’introduzione di un livello ammissibile della sostanza dello 0,01% (pari a 100mg/Km). Tale provvedimento è già finito sotto processo in base ad alcune verifiche fatte, sempre in Germania, dal BfR, l’Istituto federale per la valutazione dei rischi.
“I più piccoli sono molto più sensibili alle sostanze chimiche degli adulti- sostiene il presidente del BfR Andreas Hensel- abbiamo bisogno di una soglia di attenzione molto alta sulla non tossicità dei giocattoliâ€.
In Italia la battaglia è stata fatta propria dall’Aduc ( Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori) che ha reso noti i risultati degli studi tedeschi. La direttiva sembrava essere stata redatta con attenzione e cura, prevedeva che i giochi e gli imballaggi di quelli contenuti negli alimenti non presentassero né rischio di asfissia, né pericoli per l’udito ed aveva un capitolo dedicato interamente proprio ai metalli pesanti e alle fragranze allergizzanti. Approvata dalla maggioranza conteneva anche un’appendice in cui erano elencati prodotti non considerati nella categoria di quelli destinati ai minori di quattordici anni: pattini a rotelle, skate board, monopattini, biciclette (con la sella più alta di quattrocentrotrentacinque millimetri), puzzle con (oltre cinquecento pezzi), trenini per collezionisti, decorazioni e addobbi natalizi, attrezzature subacquee, sedili gonfiabili, freccette con punte metalliche.
Fortunatamente pur entrando immediatamente in vigore la direttiva prevede due anni di tempo per essere recepita nei diversi paesi membri dell'unione Europea.
F.T.
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Carnevale 2009
Il Faro on line - Il 24 Febbraio avrà inizio il periodo più divertente dell'anno, il Carnevale. Questa festività , deriva da antiche feste romane dette “i Saturnaliaâ€, che erano dei riti pagani della fertilità celebrati in onore del dio Saturno. Durante tali festeggiamenti tutto era lecito, anche il travestimento e lo scambio di ruoli. Con il Cristianesimo il carnevale modificò sostanzialmente il suo carattere magico rituale, finché nel XV e XVI sec. alcune tradizioni furono recuperate e si diffuse l'uso di maschere e di costumi pubblici. La parola- Carnevale- deriva dal Latino "carnem levare", espressione che nel medioevo indicava l'inizio del periodo di astinenza dal mangiare carne coincidente con la quaresima. In tutta Italia i dolci di Carnevale rappresentano l'eccesso culinario: sono ricchi di sapore e soprattutto sono fritti. Che si chiamino chiacchiere, crostoli, frappe, bugie, cenci o galani, sono parte della nostra tradizione e fanno gola a tutti. Nonostante in pochi poi si attengano al periodo di digiuno quaresimale durante il Carnevale esagerano con dolci e frittelle. Ma quest'anno c'è il rischio di doversi mettere a dieta ben prima della quaresima: gli agricoltori della Cia(confederazione italiana agricoltori), denunciano un'impennata dei prezzi di frappe, castagnole o frittelle, che al dettaglio costano ben l'800% in più rispetto al costo delle materie prime. Ma pare che gli italiani non vogliano rinunciare alla festa, anche se costerà cara, secondo le previsioni nel periodo carnevalesco consumeremo qualcosa come 22mila tonnellate di dolci, per una spesa complessiva che si aggira intorno ai 130 milioni di euro. Anche le associazioni dei consumatori rilevano che, rispetto all’anno scorso, ci sono stati aumenti fino al 50%. Eppure i consumi sono in aumento, specie per le frappe, la cui vendita dovrebbe far registrare una crescita del 3-4% rispetto al 2008. Il consiglio? Riscoprire il fai-da-te, infatti per un chilo di frappe fatto in casa (segnala la Cia), bastano 5 euro, contro i 15-35 euro delle pasticcerie. Così di seguito troverete delle facili e gustose ricette per non rinunciare al gusto del Carnevale e divertirvi in cucina cioìon anche i più piccoli.
ï¬ le zeppole
Ingredienti:
ï¬ 200 g di farina
ï¬ olio d'oliva
ï¬ sale
ï¬ zucchero a velo
ï¬ 200 g di semolino
ï¬ 4 tuorli d'uovo
ï¬ 1/2 bicchiere di marsala
Preparazione: Mescolate in una ciotola la farina e il semolino. Mettete sul fuoco in una casseruola mezzo litro d'acqua con due cucchiai di olio e un pizzico di sale e fate bollire. Togliete dal fuoco e versate rapidamente il semolino e la farina mescolati. Con un cucchiaio di legno mescolate bene e con cura fa¬ cendo in modo che non si formino dei grumi. Rimettete sul fuoco e cuocete per un'altra decina di minuti sempre mescolando, finché l'impasto non diventi liscio e omogeneo e si stacchi bene dalle pareti della pentola. Togliete dal fuoco e fate raffreddare. Nell'impasto fate incorporare i tuorli uno alla volta, sempre mescolando per amal¬ gamare bene, e il marsala. Sul tavolo suddividete l'impasto e formate tante piccole ciambelle. In un capace tegame scaldate abbondante olio e friggetevi le zeppole poche alla volta, facendo in modo che non si attacchino fra loro. Togliete dal fuoco, asciugatele dall' olio in eccesso su carta da cucina, mettetele in un piatto da portata, spolverizzate con zucchero a velo e servite .
• Gli Struffoli
Questa è la ricetta tradizionale senza lievito per struffoli particolarmente croccanti. Se li preferite più gonfi, potete aggiungere all'impasto un pizzico di bicarbonato o di ammoniaca per dolci. In questo caso, la pasta deve riposare alcune ore.
Ingredienti:
ï¬ 600 gr. Farina
ï¬ 4 uova più un tuorlo
ï¬ 2 cucchiai di zucchero
ï¬ 80 gr. di burro
ï¬ 1 bicchierino di rhum
ï¬ 1/2 scorza di limone grattugiata
ï¬ 1 pizzico di sale
• olio o strutto per friggere
Per decorare:
ï¬ 400 grammi di farina
ï¬ 400 gr. Miele
ï¬ confettini colorati
ï¬ confettini alla cannella
ï¬ 100 gr. di arancia candita
ï¬ 100 gr. di cedro candito
ï¬ 50 gr. di zucca candita
Preparazione: Disponete la farina sul piano di lavoro a fontana, impastatela con le uova, il burro, lo zucchero, la scorza grattugiata di mezzo limone, un bicchierino di rum e un poco di sale. Otterrete così un impasto omogeneo e sostenuto, dategli la forma di una palla e fatelo riposare per mezz'ora. Poi lavoratelo ancora per poco e dividetelo in porzioni grandi come arance, da cui ricaverete, rullandole sul piano infarinato, tanti bastoncelli dello spessore di un dito; tagliateli a tocchettini che disporrete senza sovrapporli su un telo infarinato. Prima di friggerli, porli in un setaccio e scuoterli in modo da eliminare la farina in eccesso. Friggeteli pochi alla volta in abbondante olio bollente: scolateli gonfi e dorati, non particolarmente coloriti. Sgocciolateli e depositateli ad asciugare su carta assorbente da
cucina. Fate sciogliere il miele a bagnomaria in una pentola abbastanza capiente, toglitela dal fuoco e unite gli struffoli fritti, rimescolando delicatamente fino a quando non si siano bene amalgamati di miele. Versare quindi la metà circa dei confettini e della frutta candita tagliata a pezzettini e rimescolare di nuovo Prendete un piatto di portata, mettetevi al centro un oggetto cilindrico, va bene un barattolo di vetro vuoto (serve per facilitare la formazione del buco centrale) e disponete gli struffoli tutt'intorno a questo in modo da formare una ciambella. Quando il miele è ancora caldo, prendete i confettini e la frutta candita restanti e spargetela sugli struffoli in modo da ottenere una decorazione gradevole. Quando il miele si sarà solidificato, togliete delicatamente il barattolo dal centro del piatto e servite gli struffoli.
ï¬ Le Chiacchere
Ingredienti:
ï¬ 400 grammi di farina
ï¬ 30 grammi di zucchero
ï¬ 40 grammi di burro
ï¬ 3 uova
ï¬ 1 buccia grattuggiata di limone
ï¬ rhum q.b.
ï¬ un pizzico di sale
ï¬ zucchero a velo
Preparazione: Si impastano la farina con le uova, lo zucchero, il burro, la buccia di limone e il sale, mano a mano si aggiunge il rhum tanto quanto basta per ottenere un impasto sodo. Si lascia riposare una mezz'ora coperto con un panno.
Una volta pronto si divide in pezzi e si stende con la macchina per la pasta. Si possono stendere anche a mano, ma con la macchina avranno sicuramente tutte lo stesso spessore.Si friggono in olio caldo fino alla doratura da ambo i lati, quando sono fredde si cospargono con abbondante zucchero a velo. Per la forma dopo aver fatto il classico rettangolo, si pratica un taglio al centro per il verso della lunghezza e si rivolta un lato all'interno.
Fabiana Traversi
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Speciale influenza
Il Faro on line - Anche questo inverno ha portato con sé freddo e continui cambiamenti climatici. Tutto ciò ha contribuito alla formazione di continui sbalzi di temperatura ed alternanza di sole e piogge (ed a volte neve)che hanno comportato influenza e malesseri vari nella popolazione.
Sono oltre 1.300.000 gli italiani che hanno sofferto per l’influenza fino ad oggi, di cui 350.000 nell’ultima settimana,i più colpiti continuano ad essere i più piccoli dai neonati sino ai bimbi di 4 anni.
Secondo il “Centro Studi della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG)†gli italiani vaccinati per l’influenza australiana 2008-2009 sono circa 13,5 milioni, su una popolazione totale di circa 60 milioni di persone.
I sintomi più comuni sono:
• febbre sino a 39,5 C?,
• dolori muscolari,
• un diffuso e fastidioso senso di stanchezza ,
• brividi,
• mal di testa,
• mancanza di appetito,
• sintomi respiratori come tosse, mal di gola, congestione nasale.
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Generalmente l’influenza di quest’anno esordisce con febbre alta per un tempo che varia dalle ventiquattro alle quarantotto ore, ma lascia strascichi come mal di gola, tosse e problemi intestinali, che durano spesso per diversi giorni.
ï¬ Molto spesso, specialmente nei bambini, è possibile rilevare anche sintomi a carico dell’apparato gastrointestinale come nausea e vomito. Come curala al meglio? Questo è l'interrogativo che si stanno ponendo molte persone che hanno già avuto episodi di inflenza ma continuano ad avere fastidi e sintomi anche a distanza di tempo.
ï¬ Il Ministero della Salute ha voluto dar consigli sul miglior comportamento da adottare verso i malanni di stagione, pubblicando il decalogo: “Proteggi te stesso e gli altri, contro l’influenza-scegli la prevenzione“. Questo volumetto riassume e raccoglie tutto quello che è necessario conoscere sull’influenza, dalla sua natura al comportamento da adottare, come ad esempio l'utilizzo dei fazzoletti di carta invece di quello di stoffa: “l’influenza australiana è causata da un virus aggressivo, cattivo per la sua diffusione, perciò è raccomandabile trattare la febbre con accortezza e prudenza usando gli antipiretici per abbassarla e non per stroncarla. Inoltre si consiglia di non prendere antibiotici, star al caldo, mangiare leggero, a esempio brodini ricchi di proteine e richiedere l’intervento del medico solo se dopo 4-5 giorni i sintomi non sono passati per evitare ogni eventuale complicanzaâ€.
ï¬ Ma come proteggere i più piccoli? Usando medicine con gli stessi eccipientidi quelle usate degli adulti o cambiando la terapia? L’A.C.P (associazione culturale pediatri) raccomanda il vaccino antinfluenzale solo per i bambini ad alto rischio; ad esempio, bambini con determinate malattie che compromettono seriamente il loro sistema immunitario di difesa oppure con malattie croniche quali cardiopatie che li mettono a rischio in caso di forme influenzali gravi(si consiglia e raccomanda in ogni caso, di rivolgersi al proprio pediatra per la valutazione del singolo caso, poichè a questo proposito esistono differenti correnti di pensiero). Le vaccinazioni stimolano la produzione di anticorpi contro una malattia, il vaccino è una sostanza che contiene piccole dosi del virus o del batterio che causa la malattia. I virus e i batteri dei vaccini sono molto deboli. Quindi non sono in grado di provocare la malattia. Ma fanno sì che il corpo produca gli anticorpi che la combattono.I vaccini possono essere somministrati per via orale o per iniezione. Alcuni di essi proteggono le persone vaccinate per tutta la vita. Altri hanno bisogno di vaccinazioni di richiamo dopo alcuni anni. Considerato l'uso di vaccini e medicine e tutti gli effetti indesiderati che comportano, sono ormai molti i genitori che si domandano se sia meglio “Curarsi con la medicina tradizionale o provare con i rimedi naturali?â€. L’Istituto Superiore di Sanità , che ha da poco divulgato alcune linee guida relative alla cura dell’influenza afferma che:“l’influenza non trarrebbe beneficio dall’uso della medicina omeopaticaâ€, e continua:“Studi clinici non mostrano un’efficacia di farmaci non convenzionali quali l’Oscillococcinum e le erbe cinesi sia nel ridurre le giornata di febbre sia nel mitigare i sintomi.†Inoltre, secondo un sondaggio svolto dall’ Istituto superiore di Sanità , ben il 44% di chi assume questi farmaci lo fa in modo scorretto. Il 29% ha preso un antibiotico per curare l’influenza e il 14% per guarire dai raffreddori. E poi il 40% degli italiani dichiara che, una volta intrapresa la cura, di non averla terminata. Sono il ministero del Welfare, l’Istituto superiore di sanità e l’Agenzia Italiana del Farmaco a ritrarre l’Italia dell’antibiotico ed a lanciare l’allarme: “consumi eccessivi e inappropriati contribuiscono allo sviluppo dell’antibiotico-resistenza, il fenomeno col quale i batteri mutano geneticamente e diventano indifferenti al farmacoâ€. Così, per invertire la tendenza indicata da questi numeri, lanciano una campagna informativa "Antibiotici sì, ma con cautela". L’Italia, infatti, è uno dei Paesi europei con il più alto consumo di antibiotici. Peggio di noi solo Francia, Grecia e Cipro. Gli antibiotici sono al quinto posto come spesa nella classifica dei farmaci. Le regioni con consumi al di sopra della media nazionale sono al Centro e al Sud: state il Lazio, l’Umbria, l’Abruzzo, il Molise, la Puglia, la Basilicata, la Campania, la Calabria e la Sicilia. Ma sono molte le persone che ritengono sia giusto avere due possibilità , di scelta per come curare se stessi ed i propri cari. Naturalmente i farmaci hanno la loro importanza, ma esitono anche rimedi naturali da affiancare o sostituire, a scelta e a seconda del problema, alle terapie tradizionali. Qui di seguito elenchiamo (in ordine alfabetico) ciò che l' erboristeria propone a questo scopo ovvero- cinque rimedi mirati ed a hoc per una cura tutta naturale-:
ï¬ la Cannella è un antibatterico, per cui risulta di aiuto in tutti i tipi di sindrome influenzale. Si consiglia la tisana, perchè il contatto diretto con la sostanza è di sollievo per l’organismo. Si può scegliere di mescolare cannella e chiodi di garofano per ottimizzarne gli effetti e prendere, per i dosaggi rivolgersi sempre al proprio erborista di fiducia.
ï¬ I chiodi di garofano sono potenti antisettici e anestetici, sono indicati per le affezioni del cavo orale e in caso di influenza intestinale, sulla quale agiscono come calmanti. Si consiglia di assumerli in forma di tisana, da sorbire una o due volte al giorno durante la fase acuta del disturbo. Per i dosaggi rivolgersi sempre al proprio erborista di fiducia.
ï¬ L' Echinacea è una pianta, la cui radice contiene principi immunostimolanti che si esprimono al meglio sulle malattie da raffreddamento, quindi mal di testa, mal di stomaco, influenza. Sembra che sia in grado di attivare le difese immunitarie, stimolandole a reagire quando il disturbo è appena arrivato o è già in corso d’opera. Si consiglia di assumerla in compresse o capsule.
ï¬ L' Eleuterococco è un tonificante che agisce a rinforzo del sistema immunitario. Disponibile come compressa e capsula, ma anche come tintura madre da utilizzare insieme ad altre sostanze per preparare una sorta di sciroppo casalingo.
ï¬ La Rosa canina contiene la vitamina C ed oligoelementi come il rame e lo zinco, perciò è molto funzionale contro i disturbi che, insieme o separati, caratterizzano gli stati influenzali: la tosse, il raffreddore, il mal di gola. Si consiglia di assumere il preparato sottoforma di gocce.
L'influenza del tipo-australiana-, come detto anche in precedenza, fa parte di un ceppo influenzale molto forte e debilitante. Qualunque tipo di rimedio si decida di adottare per curarla, gli specialisti consigliano di assumere molti liquidi, stare al caldo ed a riposo. Inoltre, se la febbre alta dovesse persistere per molti giorni contattare il proprio pediatra o medico curante. Nel frattempo non dimentichiamo che tra poco più di un mese arriverà la primavera che porterà via malattie da freddo come tosse, mal di gola e febbre...
Fabiana Traversi
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Facebook vieta la pubblicazione di foto di mamme che allattano
Il Faro on line - Facebook, popolare sito di social network, vieta la pubblicazione di foto ritrenti mamma che allattano i loro bimbi.
Tra le norme di un corretto utilizzo del servizio, è evidenziato che si vieta la pubblicazione di foto di nudi, negando così anche la possibilità di pubblicare foto di allattamenti al seno.
Inoltre, per far fede al regolamento, a numerose mamme iscritte al portale che avevano pubblicato foto di questo tipo, è stato sospeso l’account per violazione delle norme. Così un gruppo di mamme si sono unite ed hanno formato un gruppo di protesta :“Hey, Facebook, l’allattamento al seno non è osceno!“, che nei giorni scorsi hanno sta protestando davanti la sede californiana, a Palo Alto, di Facebook.
La polemica è nata la scorsa estate e continua fino ad oggi, in quanto la protesta delle mammenon si è fermata , nonostante la definitiva presa di posizione dei web master del famoso sito.
Una delle mamme organizzatrici della protesta ha scritto una lettera di protesta alla direzione del social network, afefrmando: “Desidero mettere in evidenza l’impatto che determina la rimozione delle immagini legate all’allattamento al seno. Da un lato, si tratta di un problema di salute pubblica. Per molti anni, l’Organizzazione Mondiale per la Sanità ha sottolineato come sia importante che le madri allattino al seno e ha fissato degli standard minimi per ogni Paese, compresi gli Stati Uniti, che non sono stati ancora raggiunti. Questi standard sono stati istituiti per aiutare a prevenire il numero significativo di morti in età infantile nel nostro mondo. Rimuovendo le fotografie dell’allattamento al seno, viene fatto passare il messaggio che tale pratica sia scandalosa, qualcosa che dovrebbe essere nascosto e non visto. Ciò potrebbe comportare un minor desiderio da parte delle future madri di allattare i loro figli, a detrimento della salute dei neonati. [...] Come i problemi legati alla gravidanza, l’allattamento al seno è una questione di genere. Quando le fotografie dell’allattamento al seno vengono rimosse mentre quelle dell’allattamento artificiale no, le madri che allattanno al seno vengono discriminateâ€. Naturalmente questa notizia ha avuto un grande ritorno mediatico e mentre la direzione del network ha rimosso le fotografie discriminate, viene da domandarsi come mai continuano ad essere presenti ed attivi sul sito gruppi di filomafiosi presenti, nonstante le proteste e le petizioni del web.
Su Facebook, sono già trentaquattro i -Bernardo Provenzano- nella lista degli utenti del sociale network, quattordici i -Totò Riina-. A quest'ultimo, che volle l’avvio della stagione delle bombe, per eliminare i giudici Falcone e Borsellino, è dedicato uno dei più grandi fan club di Facebook, con oltre duemila iscritti.
Certamente i webmaster del social network stanno cercando di arginare tutti questi esempi di fanatismo e di tutelare gli iscritti con regole precise. Ma sono certi che le loro linee guida siano tutte esatte e nn limitino troppo la libertà personale, sopratutto quando quest'ultima non inneggia posizioni politiche o religiose?
Fabiana Traversi
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Disegnare sui muri, un sogno che si avvera
Arriva dagli States l'idea che rivoluzionerà il mondo dell'arte infantile:la carta da parati che si può colorare.
Quante volte da bambini abbiamo provato l'irrestitibile voglia di provare i nuovi pennarelli direttamente sui muri della nostra cameretta?
Vedere quell'immensa tela bianca prendere colore e forma grazie alla nostra inventiva e fantasia.
Naturalmente non potevamo immaginare che questa notsra opera avrebbe causato un quasi infarto dei nostri genitori.
Ed è proprio per avitare questi episodi che delle aziende americane hanno inventato la carta da parati che si può colorare. Credo proprio, che se da piccola avessi avuto la possibilità di disegnare sulle pareti della stanza sarei stata la bambina più felice del mondo!
Negli ultimi anni le aziende si sono interessate sempre più all’arredamento e alle decorazioni delle camerette per bambini, e oggi è molto facile trovare prodotti per ogni esigenza e per ogni occasione.
Navigando su vari siti perlopiù americani ne ho trovate altre simili, che partono quasi dallo steso concetto, quasi fossero dei libri da colorare. Ma ci sono anche dei modelli con le cornici personalizzabili che permettono più versatilità e fantasia
Le cornici infatti si possono dipingere, ma sono anche tele vuote per disegnare e appendere foto, ritagli e tutto ciò che può venire in mente per comporre una cameretta decisamente unica e rappresentativa di chi la vive tutti i giorni.
Bella non solo per una cameretta, ma anche per uno studio o per chiunque voglia una stanza decisamente estrosa. Ma sopratutto la consiglio a tutti quei genitori che non se la sentono di frenare l'estro creativo del proprio pargolo, ma non vogliono neanche dover rimbiancare la casa ogni sei mesi.
Fabiana Traversi
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Maternità e lavoro - Breviario di diritti e tutele per le future mamme
Il periodo della gravidanza è uno dei momenti più magici nella vita di una donna, ma è anche intriso di ansie, dubbi e interrogativi, soprattutto sulla compatibilità del proprio stato fisico-emotivo con la situazione professionale. Assentarsi dal proprio lavoro per un lungo periodo è, per molte donne, motivo di preoccupazioni, affanni e timori.
La legge protegge i diritti delle future mamme, anche se molte volte tra la teoria legislativa e la pratica nel mondo del lavoro ci sono molte incertezze e preoccupazioni.
Un punto fermo della nostra legislazione è che una donna lavoratrice in maternità non può essere licenziata dall’inizio del periodo di gravidanza fino al termine del congedo di maternità ed il compimento di un anno di età del bambino. Naturalmente questo divieto non è valido in caso di una grave colpa da parte della lavoratrice, che possa costituire una giusta causa per la risoluzione del contratto di lavoro. Oppure in caso della cessazione di attività dell’azienda in cui la donna è impiegata o in caso di cessazione del rapporto di lavoro per la scadenza del termine.
Ma, anche con la certezza di non perdere il proprio posto di lavoro, restano nella mente molti nodi da sciogliere.
Per questo motivo vediamo insieme un breve elenco dei diritti della future mamme lavoratrici:
il congedo di maternità è il periodo di cinque mesi, che va dai due mesi precedenti alla data presunta del parto ai tre mesi successivi al parto, in cui alla donna è vietato lavorare. Nel caso in cui il parto avvenga anticipatamente, i giorni di congedo del parto non goduti sono aggiunti ai primi tre mesi di congedo di maternità dopo il parto. Naturalmente questi periodi sono flessibili e dipendono dalla situazione personale della donna. Ogni lavoratrice può decidere di assentarsi dal lavoro un mese prima della data presunta (anziché due) e tornare al lavoro quattro mesi dopo il parto (anziché tre). Ma per poter godere della flessibilità , la donna lavoratrice in dolce attesa, deve allegare alla domanda di maternità , la certificazione medica attestante l’assenza di gravidanza a rischio e la compatibilità dell’attività lavorativa con l’ottavo mese di gravidanza.
Questi stessi diritti sono naturalmente riservati all’uomo che ha deciso di usufruire del congedo di paternità , uguale nelle regole e leggi, a quello di maternità .
il congedo parentale è valido sino ai primi otto anni del bambino ed è valido per ciascun genitore e possono accedervi anche contemporaneamente. Per poter esercitare di tale diritto, il neo genitore dovrà comunicare il periodo di congedo al datore di lavoro con quindici giorni di anticipo(i dipendenti privati dovranno inoltrare domanda all’Inps).La madre lavoratrice può usufruire di tale servizio, dopo il periodo di congedo di maternità , per un periodo continuativo o frazionato non superiore ai sei mesi. Il padre, dalla nascita del figlio, per un periodo continuativo o razionato non superiore ai sette mesi.
L’indennità di maternità è un beneficio economico di cui si può usufruire per legge, pari all’80% della retribuzione, ed è anticipata dal datore di lavoro. Per poterlo attivare, è necessario (prima del congedo di maternità ), trasmettere all’Inps o al datore d lavoro, il certificato medico di gravidanza, indicante la data del presunto parto e dopo trenta giorni dopo la nascita del bimbo, il certificato di nascita (o una certificazione alternativa).
Ma quali garanzie spettano alla neo mamma, che rientra al lavoro? Alla scadenza del congedo di maternità , la lavoratrice ha diritto a conservare il proprio posto di lavoro, salvo sua esplicita rinuncia, e deve quindi rientrare nello stesso settore e mansione che occupava precedentemente o similari.
Quindi, futuri genitori, non abbiate paura di affrontare la nuova avventura di dar alla luce un bimbo, il vostro lavoro vi aspetterà …. in caso contrario: un figlio è unico e rimane per tutta la vita, il lavoro può variare e può essere reinventato.
Fabiana Traversi
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Gli errori di mamma e papà . Guida pratica per non sbagliare più
È uscito da pochi mesi nelle librerie “Gli errori di mamma e papà . Guida pratica per non sbagliare piùâ€, di Gianni e Antonella Astrei, illustrazioni di Pierluigi Diano, edito da Ancora, Roma 2008.
I coniugi Astrei, autori dei testi, rispettivamente pediatra lui ed omeopata lei, lavorano in coppia svolgendo una grande attività nell’associazionismo per la famiglia e la vita. Pierluigi Diao, illustratore e giornalista pubblicista, oltre che medico di famiglia, si occupa da diversi anni di comunicazione scientifica. Dalla collaborazione tra questi tre professionisti, che collaborano da anni nell’ambito di un percorso pedagogico, sono scaturiti numerosi approfondimenti sui ruoli genitoriali tra cui “La mamma e il suo bambino. Agendiario del primo anno di vitaâ€, “Sarò mamma. Agendiario della donna in attesaâ€, “Sarò papà . Agendiario per essere accanto alla mamma durante la gravidanzaâ€.
In quest’ultima opera, gli autori si sono posti l’obiettivo di pubblicare una Guida pratica alla scoperta degli errori più comuni commessi dai genitori, al fine di indurre i lettori ad imparare ad evitarli. Il libro è stato realizzato grazie soprattutto al supporto dei quattro figli della coppia, che hanno collaborato alla stesura delle “136 voci†che, tra una vignetta ed una frase, illustrano gli sbagli più comuni commessi dai genitori ed indicano come eluderli per sempre. Si tratta di un libro-strumento che, partendo dagli errori di vita quotidiana – per citarne alcuni, possiamo richiamare quelli del leggere il diario segreto o del non tenere fede alla parola data - permette ai genitori di mettersi in discussione e riscoprire la bellezza della vita familiare e delle piccole gioie che la contraddistinguono.
Lo scopo degli autori è quello di rendere più amabile la vita in famiglia ed il rapporto con i figli, aiutando gli adulti a soffermarsi un attimo a valutare i propri comportamenti al fine di poterli modificare e migliorare.
Fabiana Traversi
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Consigli per vivere al meglio la vigilia di Natale
Natale è un periodo dell’anno magico e divertente in cui i bambini ridono e giocano in compagnia delle mille luci degli alberi e vetrine addobbate. Ma soprattutto sono liberi di trascorrere del tempo con i propri genitori, nonni ed amici, grazie alle vacanze scolastiche invernali. I nostri bimbi saranno a nostra completa disposizione dal giorno della vigilia( 24 Dicembre), sino al giorno dopo l’epifania, (7 Gennaio dell’anno nuovo). Cosa inventarsi per farli star bene, sorridenti e permettergli di non annoiarsi?
Questa settimana ho creato un “menu natalizio completoâ€, comprensivo di leggende e gustose ricette per trascorrere al meglio queste giornate di festa.
La leggenda del Natale
Da dove deriva questa famosa ricorrenza? Le sue origini sono antiche o meno?
La tradizione del Natale, ha avuto inizio nell’antica Roma, dove, per salutare il Solstizio di Inverno venivano celebrati i Saturnali, in onore di Saturno, protettore dell’agricoltura; i festeggiamenti duravano dal 17 al 24 dicembre ed in tale periodo si chiudevano le scuole ed i tribunali; ci si scambiava visite e doni, sparivano le classi sociali. Per tutto l’anno era proibito, nella città , il gioco d’azzardo; ma poiché era strettamente legato a Saturno, durante i Saturnali esso veniva tollerato. Era quindi quasi d’obbligo, in tale periodo, giocare anche a soldi… immaginavate quali lontane radici si nascondono sotto un innocente giro di tombola? Il giorno 24 dicembre si concludeva con un grande banchetto illuminato da lumini e candele, con brindisi e scambio di auguri.
Il giorno 25 dicembre era dedicato al Sole Invicto: il Sole, cioè, che sembra sul punto di essere inghiottito dalle tenebre ma invece risorge e torna a brillare, a scaldare, a riportare la Vita sulla Terra.
I soldati e mercanti orientali vennero a conoscenza del culto del dio Mitra, che lentamente venne introdotto a Roma e fece talmente presa sulla popolazione, che nel 274 d.C. l’Imperatore Aureliano lo ufficializzò. Considerando che anche Mitra simboleggiava il Sole, la sua festa fu sovrapposta a quella del Sole Invicto; il venticinquesimo giorno dell’ultimo mese dell’anno divenne la data ufficiale di tale festività , come già avveniva in Persia.
Mitra ha sorprendenti analogie con la figura del Cristo:nasce in una grotta e gli viene affidato dal Padre Sole il compito di contrastare Ahriman, spirito maligno che vuole distruggere il mondo. Mitra, quando la sua missione salvifica é compiuta, partecipa con i suoi adepti ad un banchetto; dopo aver consumato il pasto come atto sacrificale, il dio sale al cielo su un Carro di Luce, per riunirsi al Padre Sole. Separati nettamente grazie all’intervento di Mitra il Bene dal Male, la vita sulla Terra sarebbe andata avanti sino al Grande Anno, periodo dell’Apocalisse. Mitra sarebbe allora tornato sulla terra per separare i giusti dai peccatori: ai primi avrebbe offerto la bevanda dell’immortalità , resuscitando anche i loro corpi fisici; i secondi sarebbero stati distrutti dal fuoco. Il culto di Mitra contemplava anche il battesimo.
E veniamo al nostro Natale.
La Chiesa, nel 353 d.C sostituì il culto di Mitra con quello di Cristo, proprio per le sorprendenti analogie tra le due storie, alcuni affermano addirittura che il Cristianesimo sia stato solo altro un cambio di nome di divinità …
Quindi il Natale non è la semplice sovrapposizione di una festa cattolica su credenze, miti e riti pagani, ma un insieme di profondi simbolismi spirituali che, emergendo nell’inconscio collettivo dalla profondità della storia, si intrecciano nella coscienza e si perpetuano di generazione in generazione nei millenni; sogni e speranze, aspirazione al Trascendente rimangono immutate nel cuore degli uomini, qualsiasi siano i nomi con i quali, di volta in volta, vengono chiamati.
La tradizione dell’albero di Natale
Perché si è scelto di utilizzare proprio il pino o l’abete come simbolo dell’-albero di Natale-?
Da dove viene questa usanza?
La derivazione dell'uso moderno da queste tradizioni, non è certo. Sicuramente esso risale almeno alla Germania del XVI secolo. Ingeborg Weber-Keller (professore di etnologia a Marburgo) ha identificato, fra i primi riferimenti storici alla tradizione, una cronaca di Brema del 1570, secondo cui un albero veniva decorato con mele, noci, datteri e fiori di carta. La città di Riga è fra quelle che si proclamano sedi del primo albero di Natale della storia (vi si trova una targa scritta in otto lingue, secondo cui il "primo albero di capodanno" fu addobbato nella città nel 1510).
Precedentemente a questa prima apparizione "ufficiale" dell'albero di natale si può però trovare anche un gioco religioso medioevale celebrato proprio in Germania il 24 dicembre, il "gioco di Adamo e di Eva" (Adam und Eva Spiele), in cui venivano riempite le piazze e le chiese di alberi di frutta e simboli dell'abbondanza per ricreare l'immagine del Paradiso. Successivamente gli alberi da frutto vennero sostituiti da abeti poiché questi ultimi avevano una profonda valenza "magica" per il popolo. Avevano specialmente il dono di essere sempreverdi, dono che secondo la tradizione gli venne dato proprio dallo stesso Gesù come ringraziamento per averlo protetto mentre era inseguito da nemici. Non a caso, sempre in Germania, l'abete era anche il posto in cui venivano posati i bambini portati dalla cicogna.
L'usanza, originariamente intesa come legata alla vita pubblica, entrò nelle case nel XVII secolo ed agli inizi del secolo successivo era già pratica comune in tutte le città della Renania. L'uso di candele per addobbare i rami dell'albero è attestato già nel XVIII secolo.
Per molto tempo, la tradizione dell'albero di Natale rimase tipica delle regioni a nord del Reno. I cattolici la consideravano un uso protestante. Furono gli ufficiali prussiani, dopo il Congresso di Vienna, a contribuire alla sua diffusione negli anni successivi. A Vienna l'albero di Natale apparve nel 1816, per volere della principessa Henrietta von Nassau-Weilburg, ed in Francia nel 1840, introdotto dalla duchessa di Orléans.
A tutt'oggi, la tradizione dell'albero di Natale, così come molte altre tradizioni natalizie correlate, è sentita in modo particolare nell'Europa di origine germanica , sebbene sia ormai universalmente accettata anche nel mondo cattolico (che spesso lo affianca al tradizionale presepe. Nei primi anni del Novecento gli alberi di Natale hanno conosciuto un momento di grande diffusione, diventando gradualmente quasi immancabili nelle case dei cittadini sia europei che nordamericani, e venendo a rappresentare il simbolo del Natale probabilmente più comune a livello planetario.
La leggenda di Babbo Natale
Da dove viene la favola di questo uomo grande e barbuto che è talmente buono da regalare dono natalizi a tutti i bambini del mondo?
Il mito ha inizio molti e molti anni fa con un personaggio cristiano appartenente alla tradizione medioevale: San Nicola di Mira. Si racconta che fosse solito fare regali ai poveri e divenne famoso per aver fornito la dote alle tre figlie di un cristiano povero ma devoto, evitando così che fossero obbligate alla prostituzione.
La leggenda di San Nicola è alla base della grande festa olandese di Sinterklaas (il compleanno del Santo) che, a sua volta, ha dato origine al mito ed al nome di Santa Claus nelle sue diverse varianti.
La tradizione germanica arrivò negli Stati Uniti attraverso le colonie olandesi di New Amsterdam e New York prima della conquista britannica del XVII secolo, ed è all’origine dell’abitudine moderna di appendere una calza al caminetto per Natale, simile per certi versi a quella diffusa in Italia il 5 gennaio all’arrivo della Befana.
Il nome americano di Babbo Natale è Santa Claus, derivante dal latino Sanctus Nicolaus, ovvero San Nicola. La grandezza dei suoi miracoli era famosa ed apprezzata dalla Groenlandia alla Russia, terra di cui è protettore, fino a Canterbury in Inghilterra. I Vichinghi gli dedicarono anche una cattedrale. Questo santo è anche il protettore di bambini, ragazze e studenti. La fama di San Nicola cominciò a essere intaccata molto più tardi. Il compito di donare regali venne allora attribuito al Chistkindel o Kris Kringle, Gesù Bambino, un’altra figura sacra molto più accettabile di quella dell’antico vescovo, un po’ troppo folcloristica e in odore di paganesimo per l’etica protestante. Questo, nonostante il fatto che i registri contabili di casa Lutero registrassero, fino al 1535, ingenti uscite per i regali ai suoi bambini, alla vigilia del 6 dicembre. Allontanato dalle chiese e dalle rappresentazioni sacre, San Nicola continuò a portare regali in molte zone europee, magari accompagnato da un servetto nero che recava un sacco pieno di doni e di fruste, il Nicodemo dei Paesi Bassi, da cui probabilmente è derivato lo Schwarzer Mann, l’uomo nero che ha terrorizzato, e continua a farlo, i bambini di mezzo mondo. Così quando le navi degli emigranti, soprattutto olandesi, partirono per le Americhe, portarono con loro la tradizione di riti e credenze legati a San Nicola. In cerca di antiche identificazioni e nuovi nazionalismi nei vergini territori del Nuovo Continente, i coloni si strinsero attorno ai loro santi: San Nicola (Olandesi), Sant’Andrea (Scozzesi), San Patrizio (Irlandesi). Separandoli, però, dall’insieme di credenze di marca “papista†e salvandone solo gli aspetti esteriori e alimentari. Si continuò a festeggiare l’inverno e il Capodanno offrendo doni ai bambini, bevendo cherry e mangiando “i biscotti di San Nicolaâ€, la cui figura si andava lentamente evolvendo nel Babbo Natale della Coca-Cola. Clement Moore, che nel suo “Una visita di San Nicola†(1848) conclude il processo di americanizzazione introducendo la famosa slitta trainata da renne. Babbo Natale lo si può immaginare vestito di rosso a bordo di una slitta, o come un vecchietto con un consumato mantello marrone, un bastone e una lanterna, ma la verità è che ognuno di noi, ci creda o no, ha bisogno di sognare… e la magia del Natale è bello viverla ognuno come crede sia meglio, tutti hanno bisogno di sognare e il Natale è il pretesto migliore per farlo!
Ricette natalizie
Solo due giorni alla vigilia di Natale ed al grande cenone.
Mancano ancora tante cose da fare, sistemare e realizzare. Allora, perché non farsi aiutare in cucina anche dai più piccoli, con queste buone e semplici ricette?
Bastano fantasie e voglia di divertirsi a quattro mani e più…
CREMA DI MELE E BISCOTTINI
Ingredienti:
• 2 mele
• 1 confezione di biscottini leggeri
• 1 arancia
• 2 cucchiai di zucchero
• 100 grammi di ricotta
• perline dolci colorate.
• Sbucciate le mele, tagliatele a piccoli pezzi e versatele in una ciotola;
• spremete l'arancia e versate il succo sulle mele.
• Unite lo zucchero, 10 biscottini e frullate il tutto.
• Unite poi la ricotta e rimescolate bene.
• Versare la crema nelle coppette e decoratele con alcuni biscottini e le perline dolci colorate
I BISCOTTI DI NATALE
Ricetta per trenta biscotti:
Ingredienti:
• 300 grammi di farina
• 180 grammi di burro
• quattro tuorli d’uovo
• 50 grammi di zuccheo
• una bustina di vanillina
• Impastate 300 grammi di farina con 180 grammi di burro, 4 tuorli, 50 g di zucchero e una bustina di vanillina ricavando una palla;
• riponetela in frigo coperta per 30 minuti.
• Stendete la pasta in uno spessore di mezzo cm e ritagliatela nelle forme desiderate con i taglia biscotti.
• Disponete i biscotti sulla placca del forno imburrata, forateli con una cannuccia, spolverizzateli con poco zucchero a velo e metteteli nel forno già caldo a 180° per 10 minuti.
Per la glassa, lavorate 250 grammi di zucchero a velo con un albume e mezzo cucchiaino di succo di un limone, fino ad ottenere un composto omogeneo.
• Trasferitelo in una tasca da pasticciere con bocchetta piccola e liscia e "disegnate" sui biscotti freddi pois, righe, smerli e greche.
Se volete una glassa colorata, aggiungete poche gocce di colorante alimentare o mescolate al limone un po' di succo d'arancia, di fragola o di mela verde.
Se volete biscottini speciali, potete unire all'impasto di base una di queste spezie: un cucchiaino di zenzero tritato o di scorza d'arancia grattugiata, mezzo cucchiaino di chiodi di garofano in polvere o di cannella, 2 pizzichi di anice in polvere o di anice stellato tritato.
Una variante golosa? Potete sostituire 100 g di farina con 100 g di gocce di cioccolato o 100 g di cacao dolce.
Buon natale a tutte voi!!!!
Fabiana Traversi
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Piccoli consigli pratici per migliorare il sonno del nostro bimbo
Una piccola verità sul mondo dei neonati, è che all'inizio non si dorme. Le nostre abitudini verranno completamente cambiate per adeguarsi alle esigenze del bimbo. Infatti il passaggio dall’ospedale a casa, decreta l’avvenuto cambiamento della nostra vita ed i nuovi ritmi imposti dal nuovo arrivato, che non differenzia il giorno dalla notte. La costante esigenza di cibo lo porterà a svegliarsi ripetutamente, con intervalli che vanno dalle due alle quattro ore. I neonati non hanno ancora un orologio biologico che li aiuti a regolare le richieste e le esigenze. Saremo noi ad instradarlo. Ma come fare? Ad esempio, si può differenziare il giorno dalla notte con luci, ambienti e modi di fare diversi (tono di voce, suoni, presenze), creare delle ritualità che suggeriscano al bambino qual è il tempo per riposare e quale per essere sveglio, può dare risultati sorprendenti. Nelle ore diurne possiamo stimolare i sensi del nostro bambino facendolo stancare. Lo stesso effetto sortiranno le passeggiate. Fare il bagnetto prima di cena, abbassare le luci e mettere musiche rilassanti lo avvolgerà in un'atmosfera di relax. Offrire una esperienza più intensa durante il giorno suggerirà al bambino che è quello il momento migliore per partecipare alla vita della casa, e non avrà remore ad abbandonarsi al riposo quando alcuni gesti gli ricorderanno che è ora.
I bambini manifestano la loro stanchezza con dei gesti molto riconoscibili. Capricci, sfregamento di occhi e orecchie indicano che ha bisogno di dormire. E' importante cogliere questi segnali, se dovessimo ritardare troppo al messa a letto, potrebbe perdere il sonno e stranirsi definitivamente. In tal caso, sarà bene offrirgli quiete, fargli ascoltare delle ninne nanne o infagottarlo. Tutte queste operazioni aiuteranno noi e lui ad escludere i potenziali disagi che non lo fanno dormire. Nei primi mesi, un bambino dormirà in media sedici ore al giorno, senza soluzione di continuità . Intorno ai tre, potrà arrivare a riposare anche per sei ore di fila e successivamente acquisirà , aiutato anche da noi, ritmi più regolari. Nonostante l'alternanza sonno/veglia sia determinata principalmente dal bisogno di nutrirsi, di essere cambiato e di digerire, alcuni accorgimenti accelerano la normalizzazione del ciclo di riposo. Innanzitutto sarà necessario predisporre una 'zona sonno' adatta ad un neonato. Che sia in culla o carrozzina, dovremo sincerarci che l'ambiente in cui il nostro bambino dorme sia il migliore possibile e soprattutto attrezzato in modo idoneo e sicuro. Il bambino non dovrebbe svegliarsi perché ha caldo o freddo e tantomeno perché è scomodo nella posizione in cui lo abbiamo adagiato. Soprattutto, per scongiurare il rischio di morte in culla o che le vie respiratorie vengano ostruite da un rigurgito, è meglio metterlo su un lato. Inoltre bisogna fare molta attenzione al passaggio dalla poppata al sonno. Se il bimbo ha ingerito aria durante la poppata, potrebbe aver bisogno di espellerla. Massaggiando la sua schiena dal bacino alle scapole e dare piccolissimi colpetti con la mano a cucchiaio si faciliterà l'espulsione.
Ma sicuramente, i migliori consigli vengono proprio dall’ambiente che ci circonda, i piccoli segreti tramandati da nonna a mamma.
Fabiana Traversi
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