La Ferrari ibrida? Già esiste
La Ferrari ibrida esiste e prima o poi diverrà realtà. A Maranello l'hanno chiamata HY-KERS,
omaggio non troppo velato alla tecnologia che lo scorso anno ha dato scandalo e scalpore nel
Campionato di Formula Uno, ed è la concept "verde" con cui Ferrari è sbarcata al Salone
Internazionale dell'Auto di Ginevra.
Verde di nome, ma anche di "carrozzeria". Il modello da cui si è partiti è inequivocabilmente
la 599 GTB riveduta e corretta, anche nel look, per dimostrare che anche Ferrari "sa essere
ibrida". Non poteva essere altrimenti in un Salone ginevrino quasi mutuato a quello dell'auto
elettrica e nel quale non c'è Stand e marchio che non ne sfoggi orgogliosamente almeno una
versione.
Così dev'essere e così è anche per Ferrari. Ovvio che però l'HY-KERS sia l'embrione di un
progetto a lungo termine. Le tecnologie per una Dreamcar ibrida non mancano, ma quella che è
stata presentata qui a Ginevra rappresenta ancora la proposta pilota di un domani lontano,
anche se non troppo.
Tempi calcolati anche perché le aspettative riposte in una Ferrari sono sempre altissime e la
soluzione ibrida, per quanto affascinante non può tradire il Blasone, ma soprattutto il
tachimetro. Attese che comunque al momento sembrano rispettate. Sotto la carrozzeria verde
opaco dell'HY-KERS troviamo un classico propulsore benzina 6 litri 12 cilindri a V da 620 Cv
al quale però è stato abbinato un propulsore elettrico da 109 Cv alimentato da due batterie
agli ioni di litio realizzato da Magneti Marelli.
Quanto a prestazioni i soliti puristi possono tirare un sospiro di sollievo, anzi possono
addirittura cantar vittoria con un'accelerazione da 0 a 200 Km/h che si riduce ad 11,4
secondi, migliorata quindi di ben 6 decimi rispetto alla versione non ibrida.
Gli altri vantaggi sono esattamente dove dovrebbero essere, concentrati quindi nell'efficienza
dei consumi soprattutto di quelli cittadini. Nel combinato questi scendono del 6% mentre in
città, autentico tallone di Achille per queste vetture, c'è un vistoso miglioramento di
addirittura il 10%. Da notare tra l'altro che nei brevi spostamenti urbani, grazie al solo
propulsore elettrico si può anche viaggiare ad emissioni zero per circa 6 Km.
Ma nei pressi di Modena non lo nascondono: il futuro delle "rosse" (o verdi) non avrà mai una
Ferrari completamente elettrica, ma solo versioni ibride usate per abbattere emissioni e
consumi e per una sportiva così è già un gran passo avanti.
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Superbike, Aprilia con Altalia
Aprilia e Alitalia insieme nel Mondiale Superbike. La RSV4 si presenta con una nuova veste nata dalla partnership con la compagnia. Il nuovo Team è stato battezzato ufficialmente in un grande hangar nel cuore dell'aeroporto di Fiumicino, alla presenza di Roberto Colaninno, presidente di Alitalia e presidente e amministratore delegato del Gruppo Piaggio, e di Rocco
Sabelli, amministratore delegato di Alitalia. Con i colori dell'Aprilia Alitalia Racing Team, la velocissima moto italiana - frutto di un progetto tecnologicamente all'avanguardia, che ha sviluppato uno straordinario motore V4 1.000cc e una ciclistica racing diventati immediatamente il nuovo punto di riferimento del settore - è chiamata a confermare e migliorare gli ottimi risultati conseguiti all'esordio nella stagione 2009 del Mondiale Superbike La partnership fra Alitalia e Aprilia vedrà la presenza del grande marchio Alitalia sulle fiancate delle moto, sulle tute dei piloti e sull'abbigliamento di tutti i componenti della Team, oltre che nei box, sui mezzi di trasporto e nell'area ospitalità. Aprilia produrrà moto e scooter replica con gli stessi colori delle motociclette di gara. Sono previsti anche eventi speciali congiunti Alitalia-Aprilia con la partecipazione di Max Biaggi e di Leon Camier.
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Bmw X1: debuttano le sDrive18i e xDrive25i
A partire dal prossimo mese di marzo, la Bmw X1 sarà disponibile nelle due nuove versioni a benzina sDrive18i ed xDrive25i. Il crossover bavarese può quindi disporre di una gamma motori composta da sei unità, equamente divise fra benzina e gasolio. La X1 sDrive 18i è equipaggiata con il propulsore 2.0 quattro cilindri da 150 cavalli (a 6.400 giri/minuto) e 200Nm di coppia (a 3.600 giri/minuto), offerto di serie con la trasmissione manuale a sei rapporti.
La X1 a trazione posteriore porta a termine il canonico spunto 0-100 km/h in 9.7 secondi (10.4 con il cambio automatico), mentre la velocità massima è pari a 202 km/h. 8.1 sono invece i litri di benzina richiesti ogni cento chilometri di marcia nel ciclo combinato, superiori di 0.3 km/l in presenza della trasmissione automatica. Le rispettive emissioni di CO2 ammontano a 191 e 195 grammi per chilometro.
Questa motorizzazione d’accesso occupa lo step inferiore rispetto alla xDrive25i, spinta dal sei cilindri 3.0 abbinato a trazione integrale e cambio automatico. Le prestazioni sono di ben altro spessore (7.9 secondi per raggiungere i cento all’ora e 223 km/h di velocità massima) in virtù dei 218 cavalli e 277 Nm di coppia. Tale esuberanza si riflette una volta presi in esame i consumi (9.3 litri per cento chilometri), con emissioni inquinanti pari a 217 g/km.
Bmw ha inoltre arricchito la gamma della X1 offrendo in opzione il cambio automatico anche per le xDrive18d, sDrive18d e sDrive20d. Si arricchisce anche la tavolozza delle colorazioni con le nuove tinte grigio Space, argento Cashmere, Tasman, bronzo Sparkling e blu metallizzato Graphite.
Gia.Pec.
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