Tecnologia – Nel 2013 il cellulare sorpassa il pc nella navigazione Web
Il Faro on line - Gli analisti di Gartner prevedono che, entro il 2013, sarà lo smartphone il device più utilizzato del pianeta per l’accesso al Web. Infatti, a quella data la base installata di pc a livello mondiale è prevista in 1,78 miliardi di unità, mentre gli smartphone e i telefoni dotati di browser raggiungeranno una diffusione di 1,82 miliardi, superiore dunque a quella dei pc. Lo studio evidenzia che chi accede a Internet dal telefono si attende di trovare siti Web che necessitano di un basso numero di clic, inferiore rispetto all’accesso da pc. E benchè già oggi siano numerosi i siti e le applicazioni Web che offrono supporto allo schermo “ridotto” del telefonino, ci si aspetta che buona parte dei contenuti e dei siti dovranno essere ottimizzati, abbattendo la barriera che non li rende accessibili agli utenti di smartphone. Non solo Gartner sta analizzando il “fenomeno” ma stanno arrivano nuovi dati di mercato da AdMob (è uno dei più grandi del mondo nelle reti “mobile advertising”, offrendo soluzioni per la scoperta, il branding e la monetizzazione sul web mobile) che mostrano la diffusione degli smartphone a livello mondiale. A fare da padrone nel settore smartphone troviamo l’iPhone che, forte di un successo mondiale, surclassa gli avversari con una quota del 33%, seguito da Nokia N70 e BlackBerry 8300 rispettivamente al 7.1 e 4.2 %. Diversa la situazione per i sistemi operativi dove la leadership è mantenuta ancora da Nokia con il 43%, anche se il dato ha subito una riduzione sostanziale di 21 punti percentuali rispetto all’Agosto 2008. Andando a guardare il mercato USA, invece, è ancora l’iPhone a fare da padrone, seguito da RIM che passa dal terzo posto mondiale al secondo posto USA.
Ulteriori info alla URL: http://metrics.admob.com/
Fed.DiC.
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Scienza – L'elettrone
Il Faro on line - Nel 1800, l’Atomo nessuno lo aveva mai visto, correnti teoriche della fisica (gli energisti) cercavano di dimostrare l’inutilità del modello atomico. Era, ed è, una delle particelle più piccole in natura; la base della struttura della materia. Dunque si poteva dare credito a chi dichiarava di avere individuato una particella più piccola dell’Atomo? J.J. Thomson scopri l’elettrone senza averne mai isolato uno. L’elettrone era la prima particella sub-atomica scoperta. Ma come fece, questo fisico sperimentale ad individuare tale particella con i mezzi dell’epoca?? Andiamo con ordine. Il Fisico Joseph John Thompson nacque a Cheetham, nei pressi di Manchester, il 18 dicembre del 1856, Divenne, come all’epoca accadeva, prima ingegnere, poi con approfondimenti nella matematica e nella fisica conseguì la laurea in Fisica (nobel nel 1908 e sepolto nell’Abbazia di Westminster accanto ad Isacco Newton!!!).
Le qualità scientifiche lo fecero approdare ai famosissimi Candevish physics lab (i laboratori di fisica di Candevish all’epoca erano il futuro!!!) dove condusse l’esperimento che scopri l’elettrone (in figura l’apparecchiatura costruita). L’'apparato, è costituito da un tubo catodico a scarica di gas. Il fatto che i raggi catodici sono deflessi verso il polo positivo del campo elettrico applicato esternamente al tubo, dimostrò che essi dovevano essere costituiti di cariche negative.
Thomson, conosceva la forza dei due campi creati. Misurando la deflessione (il cambio di direzione) potè calcolare la massa della particella in questo flusso di raggi catodici. Qualcosa non “quadrava” ripetendo migliaia di volte l’esperimento il risultato era sempre lo stesso. Sorprendente. La massa di questa particella era meno di 1/1000 la massa dell’atomo di idrogeno (massa del protone) cioè della più piccola particella atomica conosciuta. La prima particella sub-atomica era stata determinata. Nel 1891 un fisico irlandese George Stoney nominò questa particella elettrone. Per capire di che “quantità” stiamo parlando vale la pena di dire che se l’elettrone pesa come una monetina un protone pesa come un litro di latte!!!
Approfondimenti su:
Davis, E. J.J. Thomson and the Dis cov ery of the Elec tron. Lon don: CRC, 1997.
Rayleigh, D. The Life of Sir J.J. Thomson: Some time Mas ter of Trin ity Col lege, Cambridge. New Cas tle, DE: Daw sons of Pall Mall, 1996.
Fed.DiC.
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Ambiente – Quanto consumano frigo e congelatore?
Il Faro on line - Quando si compra un frigorifero od un congelatore è possibile sapere con facilità quale sarà il loro consumo elettrico; i test per ricavare i consumi medi di riferimento, svolti secondo la normativa europea, sono eseguiti mantenendo frigorifero, frigocongelatore o congelatore a porte chiuse, con un preciso volume di alimenti presente nei vani e in un ambiente a una determinata temperatura. Naturalmente il consumo effettivo del frigorifero, frigocongelatore o congelatore che acquistate è indicativo e dipende dalle modalità di utilizzo e dall’ambiente che lo ospita. Gli elettrodomestici del freddo sono stati divisi in categorie per calcolare i consumi per ogni tipo di apparecchio. Tutte le informazioni sono riprodotte nella etichetta ben in vista sull’apparecchio. Vediamo come è composta. In conformità alla direttiva n. 94/2/CE del 21 gennaio 1994, ed al Decreto del Ministero dell'Industria del 12 aprile 1998 ed al Decreto Ministeriale 21 settembre 2005, su ogni frigorifero o congelatore posto in vendita deve essere applicata, ben in vista, un'etichetta che riporta le principali caratteristiche del prodotto. In particolare deve essere indicata la classe energetica di appartenenza, classe che viene attribuita in base ai consumi elettrici dell'apparecchio. L'etichetta energetica è suddivisa in 5 sezioni. Nella prima è riportato il nome del costruttore ed il relativo modello. Nella seconda è riportata la classe di efficienza energetica dell'apparecchio. Tale classe è evidenziata da delle frecce colorate la cui lunghezza è tanto maggiore quanto più (a parità di prestazioni) sono alti i consumi. In pratica ad efficienze energetiche migliori sono associate frecce più corte e lettere dell'alfabeto più prossime alla "A". Come noto, un frigorifero, frigocongelatore o congelatore di classe A consuma una quantità di energia elettrica di gran lunga minore rispetto a un frigorifero, frigocongelatore o congelatore di classe C. Le classi E, F e G sono ormai uscite di produzione. In questa sezione può anche essere riportata la margherita, simbolo dell'Ecolabel. L'Ecolabel (Regolamento CE n. 1980/2000) è il marchio europeo di qualità ecologica che premia i prodotti e i servizi migliori dal punto di vista ambientale, che possono così diversificarsi dai concorrenti presenti sul mercato, mantenendo comunque elevati standard prestazionali. Infatti, l'etichetta attesta che il prodotto o il servizio ha un ridotto impatto ambientale nel suo intero ciclo di vita. Nella terza sezione è indicato il consumo di energia del frigorifero espresso in kWh/anno. Tale consumo si riferisce a quello teorico rilevato nelle prove di laboratorio. Il consumo reale può differire da esso se l'apparecchio viene utilizzato in modi e/o situato in luoghi particolari. Nella quarta sezione vengono riportati i dati caratteristici del frigorifero per quanto riguarda la sua capacità volumetrica in relazione al tipo di scomparti (temperatura di conservazione minore o maggiore di -6 °C) di cui è dotato. Nella quinta ed ultima sezione viene indicata la rumorosità dell'apparecchio espressa in dB(A): più è alto tale valore maggiore è la rumorosità. La rumorosità è misurata ed espressa in decibel (dB), che descrive l’unità di misura del suono; in pratica indica il livello di un evento acustico. Ricordiamo che il decibel è un’unità di misura calcolata su scala logaritmica, quindi ogni 3 dB si ha un aumento di rumore percepito di circa il 50%, così, per esempio, un apparecchio che emette 6 dB(A) è il 50% più rumoroso di uno che ne emette 3.
dB(A) si legge “decibel su scala A”, dove A indica il valore della scala più vicina alla percezione umana. Il valore è relativo alla potenza sonora dell’elettrodomestico [dB(A) rif. 1pW] insita nell’apparecchio e non alla pressione sonora che varia a seconda di come il suono si diffonde ed è misurato nei diversi ambienti specifici.
Fed.DiC.
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Tecnologia – Eureka! ma l’oro che abbiamo in casa é vero oro?
Il Faro on line - La storia di Archimede ci ricorda come il pensiero scientifico sia di utilità estrema nella vita comune.
Nel 245 aC, siamo a Siracusa, ad Archimede è stato ordinato dal re Ierone (tiranno suo protettore e amico) di scoprire se un orafo lo aveva ingannato nella costruzione della corona reale. Ierone ha infatti incaricato un orafo di realizzare una corona tutta d'oro; ha consegnato all'artigiano l'oro necessario, ma ora vuole essere certo che l'orafo non abbia nascosto parte del prezioso metallo, usandone quindi meno per fare la corona, e sostituendolo con i più comuni argento e rame.
Sembrava un compito impossibile. Il grande matematico rimane dubbioso poiché ma non ha idea di come valutare il volume di un solido così irregolare. Capisce comunque che l'unico modo per risolvere il dilemma proposto dal tiranno è riuscire a misurare il volume della corona. La leggenda narra che Archimede si immerge in una vasca dei bagni di Siracusa. E' soprappensiero, e quasi non si accorge che immergendosi nella vasca ha fatto trasbordare, come spesso accade, una certa quantità di acqua. Si sdraiò. L'acqua saliva in alto, e si rese conto che si sentiva più leggero. Si alzò in piedi. Il livello dell'acqua scendeva e si sentiva più pesante. Portò una pietra e un blocco di legno di circa la stessa dimensione nella vasca e sommerse entrambi. La pietra affondò, ma la sentiva più leggera. Dovette spingere il legno a fatica per immergerlo. Ciò significava che l'acqua spingeva verso l'alto con una forza proporzionale alla quantità di acqua spostata dall'oggetto (in funzione delle dimensioni), piuttosto che al peso dell'oggetto. Quindi la quantità di acqua uscita deve essere uguale al volume del suo corpo immerso. Per misurare il volume della corona basterà allora immergerla in una bacinella e misurare il volume di acqua che fuoriesce. Questo dovrà essere uguale al volume che si ottiene immergendo un cubo d'oro puro analogo a quello fornito da Ierone.
Archimede ha mostrato come rispondere alla domanda del re. Tornò dal re. La chiave di tutto era stata la densità, ovvero la massa del corpo riferita all’unità di volume (nel Sistema Internazionale di misura l’unità di misura di tale grandezza sono i kg/m3). Venne fatta la prova dell'acqua, e si scoprì la frode dell'orafo: l'acqua fuoruscita era infatti molto di più di quella prevista, a dimostrare che la corona aveva una densità molto minore a quella dell'oro. L'oro ha la maggior densità rispetto a ogni altro metallo comune: 19,3 grammi per cm3, contro i 10,5 dell'argento, per esempio, o gli 8,9 del rame).
E’ da questa scoperta che scaturì il famoso “Eureka!" che significa "Ho trovato!" espressione oggi usata come motto dello stato della California in ricordo dei minatori che trovarono la prima miniera d’oro. Quindi, se non siete sicuri sulla quantità di oro presente nel regalo ricevuto, fate la prova di Archimede!!!
Approfondimenti su Archimede:
Bendick, Jeanne. Archimedes and the Door to Science. New York: Bethlehem Books, 1995.
Gow, Mary. Archimedes: Mathematical Genius of the Ancient World. Berkeley
Heights, NJ: Enslow Publishers, 2005.
Heath, Tom. The Works of Archimedes: Edited in Modern Notation. Dover, DE: Adamant Media Corporation, 2005.
Federico Di Carlo
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Ambiente – Nel nord del Globo più pioggia a causa dei cambiamenti climatici
Il Faro on line - La rivista Nature Geoscience ha pubblicato una ricerca riguardante lo scioglimento dei ghiacci, inaridimento del terreno, aumento delle temperature, innalzamento del livello del mare. Tutte cose “vecchie” ma oggi a queste se ne aggiunge una nuova: lo spostamento delle precipitazioni. Uno studio condotto da Julian Sachs e da ricercatori dell’università di Washington, a Seattle, ha rilevato che normalmente i temporali si spostano verso Nord di 3 km l’anno, ma con il riscaldamento globale questo trasferimento avviene in maniera più veloce. Si spiegherebbe così perché molte zone tropicali ed equatoriali restano sempre più “a secco” nel vero senso della parola. Da studi fatti analizzando le precipitazioni su isole dell’Oceano Pacifico si è stabilito che 300 anni fa il fronte tropicale era in corrispondenza dell’equatore e quindi zone senza montagne venivano “irrorate” da acqua dolce attraverso la pioggia. Ora non è più cosi. Secondo i calcoli fatti dai ricercatori, le persone che vivono grazie alle sole precipitazioni sono circa un miliardo in quelle zone. Se venissero a mancare le precipitazioni, sia a causa dei questo spostamento che per il riscaldamento globale, si potrebbe parlare di una vera e propria tragedia. Che dire dell’Europa? Il famoso Anticiclone delle Azzorre già sta mostrando da anni questi comportamenti variabili secondo l’Istituto di biometeorologia (Ibimet) del Consiglio Nazionale delle Ricerche.
Info su:
http://www.nature.com/ngeo/index.html
Federico Di Carlo
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Ambiente - Certificazione Energetica DPR del 2 Aprile 2009 n. 59 - GU n.132 del 10 Giugno 2009
Il Faro on line - E’ stato Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.132 del 10 giugno il DPR 2 aprile 2009 , n. 59, ' Regolamento di attuazione dell’articolo 4, comma 1, lettere a) e b), del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, concernente attuazione della direttiva 002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia. Il titolo: Criteri generali, metodologie di calcolo e requisiti minimi per la prestazione energetica degli edifici e degli impianti termici per la climatizzazione invernale e per la preparazione dell’acqua calda per usi igienici sanitari.
Vediamo rapidamente quali sono le novità, suggerendo per approfondimenti le URL (siti web) www.anit.it e www.bmsistemi.com.
Applicazione della nuova normativa.
Le nuove norme si applicano all’edilizia pubblica e privata e alle ristrutturazioni di edifici esistenti e adottano le norme tecniche nazionali della serie UNI/TS 11300 a oggi disponibili: a) UNI/TS 11300 b) UNI/TS 11300.
Novità introdotte nell'art.4
L’art. 4 “ Criteri generali e requisiti delle prestazioni energetiche degli edifici e degli impianti” illustra i criteri generali e i requisiti, in caso di nuova costruzione, di ristrutturazione e di manutenzione straordinaria, confermando quelli fissati dell’allegato I del Dlgs 192/2005, con l’aggiunta di ulteriori disposizioni, quali, ad esempio:
1) introduzione, in attesa del completamento della normativa tecnica (UNI/TS 11300-3), di un valore massimo ammissibile della prestazione energetica per il raffrescamento estivo dell’involucro edilizio. Per le varie categorie di edifici sono state prefissate dei limiti- comma 3a):
I. per gli edifici residenziali di cui alla classe E1, così come classificati, in base alla destinazione d'uso, all'articolo 3, del decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, esclusi collegi, conventi, case di pena e caserme, ai seguenti valori:
40 kWh/m2 anno nelle zone climatiche A e B;
30 kWh/m2 anno nelle zone climatiche C, D, E, e F;
II. per tutti gli altri edifici ai seguenti valori:
14 kWh/m3 anno nelle zone climatiche A e B; 10 kWh/m3 anno nelle zone climatiche C, D, E, e F.
2) precisazioni sui valori di trasmittanza limite per le chiusure apribili dell’edificio (porte, finestre, ecc) – comma 4c);
3) relativamente a tutte le pareti verticali opache con l'eccezione di quelle comprese nel quadrante nord-ovest / nord / nord-est, almeno una delle seguenti verifiche:
a. che il valore della massa superficiale Ms, di cui al comma 22 dell'allegato A, sia superiore a 230 kg/m2- comma 18 1.1;
b. che il valore del modulo della trasmittanza termica periodica YIE, di cui al comma 4, dell'articolo 2, sia inferiore a v 0,12 W/m2 °K - comma 18 1.2 ;
c. relativamente a tutte le pareti opache orizzontali ed inclinate che il valore del modulo della trasmittanza termica periodica YIE (1), di cui al comma 4, dell'articolo 2, sia inferiore a 0,20 W/m2 °K- comma 18 2.;
4) requisiti specifici minimi per i limiti di emissione del generatore e l’isolamento dell’involucro edilizio in caso di nuove costruzioni o di ristrutturazioni importanti di edifici dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili;
5) modifica degli obblighi di trattamento dell’acqua per gli impianti di riscaldamento – comma 14 a);
6) valutazione di utilizzo, in presenza di ristrutturazioni di edifici esistenti, di sistemi schermanti o filtranti per le superfici vetrate – comma 19;
7) fissazione, per gli immobili pubblici o ad uso pubblico, di requisiti più restrittivi rispetto all’edilizia privata.
Energia prodotta da fonti rinnovabili (art. 4 comma 22)
Per tutte le categorie di edifici pubblici e privati, è obbligatorio l’utilizzo di fonti rinnovabili per la produzione di energia termica (solare termico) ed elettrica (fotovoltaico).
Calcoli e verifiche delle prestazioni energetiche (art. 4 comma 26-27)
I calcoli e le verifiche relative alle prestazioni energetiche dovranno essere inserite dal progettista in una relazione che attesti la rispondenza alle prescrizioni per il contenimento del consumo di energia degli edifici e degli impianti termici che, ai sensi dell’art. 28, comma 1, della legge 9 gennaio 1991, n. 10, il proprietario dell’edificio deve depositare presso le amministrazioni competenti insieme alla denuncia dell’inizio dei lavori.
I calcoli e le verifiche devono essere eseguiti utilizzando metodi che garantiscano risultati conformi alle migliori regole tecniche, come le norme tecniche predisposte - ad esempio - da UNI e CEN. L’utilizzo di altri metodi e procedure sviluppati da organismi istituzionali quali l’ENEA, le università o gli istituti del CNR, è possibile purché i risultati conseguiti risultino equivalenti o conservativi rispetto a quelli ottenibili con i metodi di calcolo suddetti. Ricordiamo che le norme UNI, da considerarsi milestones, sono la UNI/TS 11300-1 "Prestazioni energetiche degli edifici - Parte 1: Determinazione del fabbisogno di energia termica dell'edificio per la climatizzazione estiva ed invernale" definisce le modalità per l’applicazione nazionale della UNI EN ISO 13790:2008 ("Prestazione energetica degli edifici - Calcolo del fabbisogno di energia per il riscaldamento e il raffrescamento") con riferimento al metodo mensile per il calcolo dei fabbisogni di energia termica per riscaldamento e per raffrescamento. La specifica tecnica è rivolta alle applicazioni previste dalla UNI EN ISO 13790 quali design rating, asset rating o in tailored rating e la UNI/TS 11300-2 "Prestazioni energetiche degli edifici - Parte 2: Determinazione del fabbisogno di energia primaria e dei rendimenti per la climatizzazione invernale e per la produzione di acqua calda sanitaria", si applica a sistemi di nuova progettazione, ristrutturati o esistenti, fornisce dati e metodi per la determinazione:
-del fabbisogno di energia utile per acqua calda sanitaria;
- dei rendimenti e dei fabbisogni di energia elettrica degli ausiliari dei sistemi di riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria;
- dei fabbisogni di energia primaria per la climatizzazione invernale e per la produzione dell'acqua calda sanitaria;
Normative regionali
Le disposizioni del nuovo decreto – come da art. 6 - si applicano alle Regioni e Province autonome che non abbiano ancora adottato propri provvedimenti in applicazione della Direttiva 2002/91/CE. Nel disciplinare la materia, le Regioni e le Province autonome possono definire metodologie di calcolo della prestazione energetica degli edifici diverse da quelle nazionali, ma che facciano sempre riferimento alle UNI TS 11300 ad oggi esistenti. Possono, inoltre, fissare requisiti minimi di efficienza energetica più rigorosi, tenendo conto dei costi di costruzione e di gestione dell’edificio, delle problematiche ambientali e dei costi a carico dei cittadini, con particolare attenzione alle ristrutturazioni e al contesto socio-economico territoriale.
Le Regioni e le Province autonome che hanno già una normativa in materia, devono attuare un graduale adeguamento dei propri provvedimenti con le norme statali e quindi con la normativa unica nazionale di riferimento.
Situazione italiana alla data odierna riguardo la Certificazione Energetica
Ricordiamo che il 25 maggio scorso la Commissione europea ha inviato all’Italia una lettera di messa in mora per chiedere chiarimenti in merito alla cancellazione dell’obbligo di allegare il certificato di rendimento energetico agli atti di compravendita degli immobili, introdotta dall’art. 35 della legge 133/2008. L’Italia avrà due mesi di tempo per fornire una risposta o chiedere un’ulteriore proroga per rispondere alla Commissione. Come è noto dall’entrata in vigore della legge 133/2008 è venuto meno l’obbligo - previsto dai commi 3 e 4 dell’articolo 6 del Dlgs 192/2005 - di allegare l’attestato di certificazione energetica agli atti di compravendita di interi immobili o di singole unità immobiliari, e l’obbligo, nel caso delle locazioni, di consegnare o mettere a disposizione del conduttore l’attestato di certificazione energetica. Resta però valido l’obbligo di redigere l’attestato di certificazione energetica, previsto dall’art. 6 del Dlgs 192/2005. E’ utile ricordare il chiarimento su questo tema del Consiglio Nazionale dei Notariato, www.notariato.it, nella directory Privati > Acquistare una casa > Certificazione energetica.
Fed.Dic
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Ambiente - Inquinamento Luminoso
Il Faro on line - L’inquinamento luminoso è l’irradiazione di luce artificiale -lampioni stradali, le torri faro, i globi, le insegne, ecc.- rivolta direttamente o indirettamente verso la volta celeste.
Gli effetti più eclatanti prodotti da tale fenomeno sono un aumento della brillanza del cielo notturno e una perdita di percezione dell'Universo attorno a noi, perché la luce artificiale più intensa di quella naturale "cancella" le stelle del cielo.
Il cielo stellato, al pari di tutte le altre bellezze della natura, è un patrimonio che deve essere tutelato nel nostro interesse e in quello dei nostri discendenti. Ridurre l’inquinamento luminoso non vuol dire "spegnere le luci", ma cercare di illuminare le nostre città in maniera più corretta senza danneggiare le persone e l’ambiente.
La Regione Veneto è stata la prima in Italia ad emanare una legge specifica: la Legge Regionale 27 giugno 1997, n. 22 "Norme per la prevenzione dell'inquinamento luminoso" prescrive misure per la prevenzione dell'inquinamento luminoso sul territorio regionale, al fine di tutelare e migliorare l'ambiente in cui viviamo.
Impatto sull'ambiente
La perdita della qualità del cielo notturno non è solo una questione astronomica, ma costituisce un’alterazione di molteplici equilibri:
* Culturale perché gran parte degli scolari vede le costellazioni celesti solo sui libri di scuola.
* Artistico perché l’illuminazione esagerata nelle zone artistiche e nei centri storici non mette in risalto la bellezza dei monumenti ma la deturpa.
* Scientifico perché costringe astronomi professionisti e astrofili a percorrere distanze sempre maggiori alla ricerca di siti idonei per osservare il cielo.
* Ecologico perché le intense fonti luminose alterano il normale oscuramento notturno influenzando negativamente il ciclo della fotosintesi clorofilliana che le piante svolgono nel corso della notte.
* Sanitario perché la troppa luce o la sua diffusione in ore notturne destinate al riposo provoca vari disturbi.
* Risparmio energetico perché una grossa percentuale dei circa 7150 milioni di kWh utilizzati per illuminare strade, monumenti ed altro viene inviata senza ragione direttamente verso il cielo.
* Circolazione stradale perché una smodata e scorretta dispersione di luce come fari, sorgenti e pubblicità luminose può produrre abbagliamento o distrazione agli automobilisti.
Quando l'uomo immette luce di notte nell'ambiente esterno, al di fuori degli spazi che è necessario illuminare, e altera così la quantità naturale di luce presente, produce una forma di inquinamento chiamata inquinamento luminoso. Un inquinamento della luce naturale prodotto dalla luce artificiale.
Ad esempio, è fonte di inquinamento luminoso la luce che un apparecchio di illuminazione disperde al di fuori della zona che dovrebbe illuminare. Le stesse superfici illuminate producono inquinamento luminoso allorquando riflettono o diffondono nell'ambiente la luce che giunge loro.
L'inquinamento luminoso non crea disturbo solo agli animali e alle piante, come documentano molti studi scientifici, ma è un problema anche per l'uomo. Infatti la luce dispersa verso l'alto illumina le particelle in sospensione nell'atmosfera e le stesse molecole che la compongono: si crea così uno sfondo luminoso che nasconde la luce degli astri. Questo potrebbe sembrare un problema solo per gli astronomi e gli astrofili, che non riescono più a sfruttare la piena potenza dei loro sofisticati e costosi strumenti. Invece è un problema per tutti perché l ’aumento della luminosità del cielo notturno, impedendo la visione delle stelle e degli altri corpi celesti, ci isola da quell’ambiente di cui noi e il nostro pianeta siamo parte.
L’inquinamento luminoso perciò altera il nostro rapporto con l’ambiente dove viviamo, l’Universo. Il problema è grave perché è in gioco la percezione del “mondo” attorno a noi sul quale il cielo stellato per la popolazione costituisce l’unica “finestra” disponibile. La Via Lattea non è una banale “distesa di stelle” ma è nientemeno che la nostra Casa nell’Universo, quell’isola di stelle di cui il Sole fa parte, nella quale abitiamo e che i nostri nonni percepivano ogni notte serena. In un futuro non lontano una cappa lattiginosa potrebbe nascondere del tutto agli occhi dei nostri figli la parte di universo in cui ci troviamo. Infatti l'inquinamento luminoso sta crescendo in modo esponenziale, e con esso la luminosità del cielo. Dagli anni settanta ad oggi la luminosità artificiale del cielo è più che quadruplicata.
A questo si aggiunge il danno alla componente paesaggistica di cui il cielo notturno è elemento fondamentale con conseguenze per l’industria turistica nazionale che sarebbe sbagliato ignorare.
L’inquinamento luminoso, infine, costituisce un inutile spreco energetico, di risorse e, quindi, di denaro ed è il tipico segno di illuminazione inadeguata.
Federico Di Carlo
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Tecnologia - La Casa Passiva
Il Faro on line - Nata in Nord Europa, la Passivhaus sta avendo sempre più consensi. Si riscalda con due pieni di un auto a Gasolio grazie ad accorgimenti costruttivi ed impianti di ventilazione ad alta efficienza energetica. Una casa viene definita passiva quando utilizza al massimo i guadagni termici che derivano dalle attività umane svolte tra le mura e sfrutta al meglio la radiazione solare che penetra attraverso le superfici vetrate. In sintesi, realizzando un impianto HVAC (Heating, Ventilation, AirConditioning) che consuma quasi come un ferro da stiro e un cappotto termico che garantisce un super isolamento delle pareti e del tetto tutto ciò è possibile. Una casa passiva, per essere certificata come tale, deve essere caratterizzata da un fabbisogno termico non superiore ai 15kWh/m2 e un fabbisogno energetico totale (comprensivo di elettricità acqua calda sanitaria e riscaldamento) pari a 42kWh/m2. Questo tipo di case sono molto diffuse nel Nord Europa dove ad oggi se ne contano più di 6000, in Italia la cosa è ancora in studio nelle regioni settentrionali in particolare in Trentino Alto Adige. E’ partita a maggio 2009 il viaggio attraverso l'Italia della mostra itinerante più grande d'Europa su fonti rinnovabili, bioedilizia e risparmio energetico nell’ambito di Sustainable Energy Europe (SEE): la campagna della Commissione Europea per promuovere le fonti di energia rinnovabili, l’efficienza energetica, i trasporti puliti e i combustibili alternativi.
La campagna europea SEE è coordinata in Italia dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, che sostiene diversi progetti e iniziative nell’ambito delle oltre 100 partnership attivate finora nel nostro Paese, tra i quali anche parte del tour 2009/2010 della Casa EcoLogica, che sosterà in alcune delle maggiori città italiane in concomitanza con fiere ed eventi a tema.
Federico Di Carlo
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Tecnologia - La nuova matematica 2+2=3
Il Faro on line - E’ noto ai più che frequentano i grandi centri commerciali che 2+2 faccia 3. Le offerte prendi 2 e paghi 1 sono il succo di una pubblicità che dice: più acquisti meno paghi. Ma l’aerea ICT è rimasta immune da questo approccio commerciale? Le telecomunicazioni no. L’innovazione tecnologica permette prestazioni sempre migliori a costi decrescenti. Propongo una offerta convergente e veicolo a costi ridotti su la stessa infrastruttura più servizi; prodotti a prezzi scontati quindi!!. In America per esempio, patria di offerte sull’ICT, ATT propone 3 prodotti (accesso Internet, TV via cavo, e TV con programmi satellitari) che acquistati singolarmente in tempi diversi hanno un costo più alto che comprarli tutti e 3 contemporaneamente. Per acquistare maggior fetta di mercato ti offro di più facendolo pagare meno. Ma l’idea dei “maghi” del marketing è quella di darti 2+2=5 cioè vendere un esperienza!!! Ovvero ti vendo una percezione di maggior valore in un prodotto/servizio derivante dall’aggregazione di altri valori. Quindi è vero che 2+2=4 ma se riesco a venderti un 2+2=5 facendo percepire un valore nettamente maggiore il cliente è fidelizzato. Battaglia commerciale vinta.
Federico Di Carlo
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Ambiente - Fotovoltaico diamo i numeri
Il Faro on line - Il sole ci inonda di energia pronta all’uso e tramite l’uso dei pannelli fotovoltaici siamo in grado di imbrigliarla, di trasformarla in energia elettrica e quindi risparmiare e non inquinare. La trasformazione delle radiazioni solari in energia avviene tramite le celle fotovoltaiche. Le radiazioni che giungono sulla cella interagiscono con la struttura molecolare della cella stessa, ovvero con i suoi componenti, e tramite questa interazione (è un processo di trasformazione, quindi viene generata potenza) viene liberata energia elettrica che viene raccolta dal reticolo di cui è composta la cella.
Dall’energia così recuperata si ottiene una corrente continua di energia elettrica che diventa complementare a quella che acquistiamo dalla rete nazionale, permettendoci così un risparmio in bolletta. Nel 2008 il giro d’affari dell’industria italiana è stato circa di 800 milioni di euro con una potenza installata pari a 220MW. Per il 2009, le stime parlano di una ulteriore crescita, con l’installazione di moduli fotovoltaici per almeno altri 250MW. Il fatturato complessivo dovrebbe toccare quota 1 miliardo e 250 milioni di euro. In Italia al 2020 potrebbero essere installati ben 16GW di impianti, che contribuirebbero alla creazione di circa 113.000 nuovi posti di lavoro, con una produzione di 20 TWh annui di energia elettrica ed il risparmio delle emissioni in atmosfera di circa 10 milioni di tonnellate di CO2. In base agli ultimi dati forniti dal Gestore Servizi Elettrici risulta infatti che a fine 2008 sarebbero quasi 260MW di picco entrati in esercizio per un totale di 23.700 impianti fotovoltaici. Quanto sopraesposto sono dati integrati anche con i dati forniti l’EPIA – European Photovoltaic Industry Association che afferma “Il Fotovoltaico globale continuerà a viaggiare mosso dall’incredibile spinta ricevuta nel 2008, anno in cui la capacità installativa ha raggiunto 15GW, anche anno della Spagna, il Paese che ha corso più di tutti con circa metà delle installazioni realizzate in tutto il mondo superando la Germania che si è classificata al secondo posto. Nella classifica stilata dall’EPIA seguono gli USA e la Corea del Sud”.
Ulteriori Info su: http://www.epia.org/
Federico Di Carlo
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Ambiente - HACCP e inquinamento
Il Faro on line - L'HACCP (Hazard Analysis Critical Control Points) è la piattaforma principale per la legislazione internazionale e le buone prassi di produzione per tutti i settori dell'industria alimentare. Costituisce un componente chiave di molti standard di conformità certificati ed è riconosciuto come uno degli elementi principali del commercio internazionale di prodotti alimentari. A livello internazionale è riconosciuto come uno strumento di gestione dei rischi per l'utilizzo nella gestione delle problematiche inerenti la sicurezza e l'igiene alimentare. Purtroppo, le interpretazioni soggettive delle normative per l’igiene degli alimenti e della normativa HACCP possono creare difficoltà nell’adozione dei sistemi di etichettatura ecologica europea (Ecolabels), istituiti da apposite organizzazioni con l’obiettivo di incentivare la presenza sul mercato di prodotti e servizi “puliti”. Ma che cosa c’entra con l’inquinamento?? E’ presto detto. Uno dei maggiori fattori inquinanti che si aggravano di giorno in giorno è lo spreco di materiale, conseguente al confezionamento dei prodotti alimentari. Se nelle famiglie la raccolta differenziata viene fatta molto poco e molto spesso plastica e vetro vengono gettati nelle discariche generiche, la situazione si fa ancora più grave quando si parla di alberghi o si considerano i “single” che usano confezioni monouso. Prendiamo ad esempio le confezioni che contengono la marmellata, il burro o i succhi di frutta che ci vengono offerti ogni giorno nei sempre più diffusi centri commerciali. Sono i maggiori responsabili dell’inquinamento detto da alcuni inquinamento igienico. Poichè siamo in Italia ognuno interpreta al normativa a modo suo e cosi per evitare di scontentare i potenziali clienti c’è nel nostro paese un abuso distribuzione di cibo in tanti piccoli involucri che formano una quantità vastissima di immondizia con la scusa di accontentare il cliente a un punto di vista igienico. Tanto chi si accorge che le discariche sono stracolme?
Approfondimenti su:
http://www.ais-servizi.it/haccp/normativa.htm
Federico Di Carlo
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Ambiente - Inquinamento da Rumore (3/3)
Il Faro On line – E’ molto importante nel caso di ristrutturazione dell’edificio o di nuova costruzione che venga rilasciata dal progettista una relazione conforme al D.P.C.M. 5 dicembre 1997. In tale relazione il tecnico competente in acustica (l’elenco, ultimo aggiornamento, della regione Lazio è il Supplemento n. 6 al BUR n. 16 del 30.05.07 parte I e II oppure chiamando in Regione Lazio al numero 06.51689372 cercando dei Tecnici competenti residenti nel comune di Fiumicino se non riuscite nella ricerca mandate una mail in redazione!!) dichiara che i materiali installati ottemperano alle disposizione di legge. In sintesi gli attori del processo sono:
Il Comune
Il Comune è il primo soggetto che deve preoccuparsi dell’avvenuta applicazione del DPCM 5-12-1997. Per evitare inadempienze ingiustificate è quindi necessario che i tecnici comunali siano a conoscenza dell’esistenza della Legge e dei parametri in essa definiti.
La prescrizione sostanziale è che i requisiti acustici vengano rispettati in opera. È quindi facoltà del Comune definire le modalità con cui il costruttore debba certificare l’avvenuto rispetto della normativa, ricordando però che la sola relazione di calcolo previsionale non è garanzia del raggiungimento della prestazione in opera.
Il progettista
Durante la fase di progettazione è necessario realizzare un progetto acustico preventivo seguendo le indicazioni riportate nelle norme tecniche di riferimento (UNI EN 12354, UNI TR 11175).
Per garantire una adeguata protezione dai rumori da impianti, dovrà essere progettata anche l’integrazione impiantistica (appositi cavedi per gli scarichi ecc.). Ogni edificio ha caratteristiche proprie. È quindi necessario realizzare relazioni particolareggiate all’interno delle quali inserire tutte le necessarie indicazioni di corretta posa in opera.
Una relazione tecnica basata su indicazioni generiche quali l’adozione di pacchetti tipo (“soluzioni conformi”), difficilmente potrà garantire il rispetto dei requisiti acustici passivi in opera.
Contenziosi in Tribunale
Nel caso vi sia il sospetto che i requisiti acustici non siano stati rispettati è consigliabile procedere interpellando in primo luogo il costruttore stesso il quale dovrebbe fornire tutte le relative informazioni in merito. Successivamente è possibile procedere realizzando delle misurazioni fonometriche in opera. Perché le stesse abbiano valore legale è necessario che vengano realizzate da un Tecnico Competente in acustica Ambientale. Gli elenchi regionali dei Tecnici Competenti possono essere reperiti sui siti internet delle Regioni.
L'ATTIVITÀ DI CONTROLLO E VIGILANZA SULL'INQUINAMENTO ACUSTICO
Ai sensi dell'art. 14, 1° e 2° comma della L. 447/95, le attività di controllo e vigilanza in materia di inquinamento acustico sono svolte dalle province e dai comuni. In particolare, alla provincia sono affidate le funzioni di controllo e vigilanza qualora le problematiche di inquinamento acustico riguardino ambiti territoriali ricadenti sul territorio di più comuni compresi nella circoscrizione provinciale; ciò può, per esempio, verificarsi quando la sorgente sonora potenzialmente disturbante e il sito ricettore del rumore sono ubicati in due diversi comuni confinanti. Quando, invece, il presunto inquinamento acustico riguarda siti collocati all'interno del territorio di un unico comune, le funzioni amministrative relative al controllo restano di esclusiva competenza della stessa municipalità. Sia il comune che la provincia possono avvalersi del supporto ARPA essenzialmente per la gestione tecnica della problematica, pur restando in capo ad essi la responsabilità del procedimento amministrativo.
L' ATTIVITÀ PRELIMINARE DEL COMUNE
Premesso che il comune, autonomamente, può richiedere il supporto ARPA, in pratica nella stragrande maggioranza dei casi, l'Ente viene attivato quasi sempre dal privato cittadino. Benché il cittadino possa segnalare al comune in qualsiasi modo una situazione di disturbo acustico, è di gran lunga preferibile che tale problematica sia formalizzata mediante regolare esposto scritto.
Quanto più dettagliato risulta l'esposto tanto più efficacia potrà avere ogni successivo intervento sia tecnico che amministrativo.
Ricevuto l'esposto, l'Amministrazione comunale può effettuare autonomamente un sopralluogo presso l'area interessata dal problema; si ritiene opportuno che tale iniziativa venga attuata mediante il personale di Polizia Locale. Ciò è utile, sia per avere conferma di quanto segnalato dal ricorrente sia per assumere ogni altra notizia utile al prosieguo del procedimento o, addirittura, individuare soluzioni immediate per la risoluzione della questione. Per esempio, può accadere che il cittadino lamenti disturbo solo perché le attività dell'insediamento vengono eseguite con i serramenti dell'edificio aperti, oppure che vengano effettuate lavorazioni all'aperto che, invece, potrebbero essere eseguite ugualmente all'interno dell'insediamento o, ancora, che gli automezzi restino in moto inutilmente sul piazzale di pertinenza dell'azienda o in strada. In tali casi, nell'ambito della discrezionalità amministrativa, il comune può quantomeno proporre al responsabile dell'insediamento semplici accorgimenti operativi senza alcun ricorso ad accertamenti tecnici di gran lunga più dispendiosi in termini di fluidità ed economicità del procedimento.
Inoltre, esistono molte situazioni per le quali è più utile far ricorso al buon senso che a strumenti coercitivi, facendo leva soprattutto sulla civile convivenza tra i cittadini. Peraltro, nella scelta delle opzioni discrezionali, il comune dovrà necessariamente attuare quel contemperamento delle diverse esigenze essenziale in ogni conflitto di interessi.
URL: http://www.apat.gov.it ; http://www.arpalazio.it
Fed.Dic
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Ambiente - 4R
Il Faro On line – Da sempre, lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani è stato effettuato con l'accatastamento, in discariche più o meno grandi, poste nelle immediate vicinanze dei centri di cui erano a servizio.
Purtroppo l'aumento indiscriminato delle quantità di rifiuti avviati in discariche ha portato nel corso degli anni alla realizzazione di un piano alternativo. Nasce quindi la filosofia delle 4R (quattroerre) ovvero:
- Riduzione dei rifiuti
- Riutilizzo dei materiali
- Riciclaggio della materia
- Recupero
sono questi i nuovi quattro imperativi che si impongono per affrontare correttamente il problema dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani tenendo conto che la salvaguardia dell'ambiente passa anche per la riduzione delle migliaia di tonnellate di rifiuti che produciamo ogni giorno con le nostre scelte d'acquisto e le nostre scelte di riciclo.
Perché la filosofia si realizzi è necessario un sistema di raccolta che consiste nel suddividere a monte i vari tipi di rifiuti in modo da poter recuperare più facilmente le risorse e risparmiare energia. È, infatti, molto più semplice ottenere un prodotto dalla fase di riciclo che dalla materia prima, così come avviene per il vetro (è più facile ricavare vetro dalle bottiglie che dalla sabbia!!). Il principio delle 4R è un principio comunitario.
I dati istituzionali ci dicono che le quantità di rifiuti prodotte in Italia negli ultimi due decenni sono cresciute di anno in anno, disattendendo clamorosamente tale principio che, com’è noto, parte proprio dalla riduzione della produzione e della pericolosità dei rifiuti.
In comuni “virtuosi” lo sforzo verso l’ottimizzazione del processo delle 4R sta dando molte soddisfazioni grazie anche ad una sensibilizzazione della popolazione evidenziando come il concetto del “riuso” consenta di fare biciclette (con 500 lattine), maglioni (1 maglione con 15 bottiglie di plastica), pentole (1 pentola con 13 scatolette di acciaio), vestiti da sposa e costumi da bagno (con buste di plastica). In molte amministrazioni è stabilito per ogni giorno della settimana quale tipo di rifiuto raccogliere negli appositi contenitori.
Fed.Dic
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Ambiente - Contenimento dei consumi energetici. Ma quanti sono i lampioni nel mio comune?
Il Faro On line – Provate a chiedere agli uffici del vostro comune quanti sono i lampioni nel territorio. Domanda difficile a cui verranno date molte risposte diverse. Un risposta seria potrebbe essere: “stiamo facendo il censimento poiché ci siamo accordi degli enormi sprechi di energia e stiamo valutando come ridurre tali costi”. Se siete residente in Germania nel Nord Reno-Westfalia e cioè siete un abitante del Comune di Lemgo tale problema è malposto. L’idea è stata quella di accendere i lampioni di una via solo se necessario. Il cittadino dopo le 23:00 se vuole accendere i lampioni per 15 minuti invia un SMS al costo di 60 centesimi di euro ed immediatamente i lampioni si accendono proprio nella via da lui richiesta. Illustrato in questo modo l’idea non è nulla di eccezionale. Andate però a comunicare al Sindaco del vostro comune che dopo un anno di attività tale idea ha portato nelle casse comunali di Lemgo 75000 euro!!!!!
Ulteriori info: http://it.wikipedia.org/wiki/Lemgo
http://news.cnet.com/8301-17938_105-10170916-1.html
Fed.Dic
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Tecnologia - Un cerotto che parla con il telefonino
Il Faro On line – Gentag Inc. società statunitense specializzata in telemedicina ha brevettato un oggetto di ultima generazione. Immaginiamo di poter utilizzare un semplice cerotto per il controllo sicuro in tempo reale del diabete, per monitore i valori per un cancro alla prostata, per la prevenzione di allergia, del battito cardiaco, della temperatura corporea. E’ il futuro?? No. La Gentag ha veramente brevettato un cerotto che cambierà l’ “healthcare” come lo conosciamo.
La tecnologia a “bordo” del “cerotto-lettore dei dati clinici” permette il trasferimento degli stessi a Smartphones cosi da fornire istantaneamente ai medici le informazioni. La tecnologia già ha cominciato a rivoluzionare il sistema diagnostico del consumatore ed a contribuire a ridurre i costi globali di healthcare. Negli USA il cellulare sta divenendo sempre più uno strumento utilizzato nell’area sanitaria e sono nati molti provider che forniscono servizi per il paziente malato o da tenere sotto stretto controllo medico. Questi servizi oggettivamente abbattono i costi sostenuti dalle strutture sanitarie e contemporaneamente migliorano la qualità e l’accessibilità ai servizi ed ai dati sanitari. Tale iniziative sono inapplicabili in Italia ove il digital divide imperversa nella popolazione con età superiore ai 40 anni e ove in molti studi medici il PC è usato ancora come “soprammobile”.
Ulteriori info: http://www.gentag.com/
Fed.Dic
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Ambiente - Inquinamento da Rumore (2/3)
Il Faro On line – L'inquinamento acustico è caratteristico delle zone urbane e fonte di inquietudine per i cittadini. Si stima che circa il 20% della popolazione dell'Europa occidentale (ovvero 80 milioni di persone) subisca livelli di inquinamento acustico considerati inaccettabili. Di seguito i valori limite previsti dalle norme vigenti
• Tabella A : valori limite di emissione - Leq in dB(A)
Classi di destinazione d'uso del territorio Tempi di riferimento
Diurno (06.00 - 22.00) Notturno (22.00 - 06.00)
I aree particolarmente protette 45 35
II aree prevalentemente residenziali 50 40
III aree di tipo misto 55 45
IV aree di intensa attività umana 60 50
V aree prevalentemente industriali 65 55
VI aree esclusivamente industriali 65 65
Tabella B: valori limite assoluti di immissione - Leq in dB(A)
Classi di destinazione d'uso del territorio Tempi di riferimento
Diurno (06.00 - 22.00) Notturno (22.00 - 06.00)
I aree particolarmente protette 50 40
II aree prevalentemente residenziali 55 45
III aree di tipo misto 60 50
IV aree di intensa attività umana 65 55
V aree prevalentemente industriali 70 60
VI aree esclusivamente industriali 70 70
Tabella C: valori di qualità - Leq in dB(A)
Classi di destinazione d'uso del territorio Tempi di riferimento
Diurno (06.00 - 22.00) Notturno (22.00 - 06.00)
I aree particolarmente protette 47 37
II aree prevalentemente residenziali 52 42
III aree di tipo misto 57 47
IV aree di intensa attività umana 62 52
V aree prevalentemente industriali 67 57
VI aree esclusivamente industriali 70 70
Le principali cause di inquinamento sono il traffico, l'industria e diverse attività ricreative. All'interno degli ambienti abitativi, il rilevamento deve essere eseguito sia a finestre aperte che chiuse, al fine di individuare la situazione più gravosa. Il livello differenziale di rumore è la differenza tra il livello di rumore ambientale (cioè quello presente quando è in funzione la sorgente di rumore che causa il disturbo) e il livello di rumore residuo (cioè il rumore di fondo). Il livello differenziale di rumore non deve superare i seguenti valori limite differenziali di immissione (art. 4, comma 1 del DPCM 14/11/97):
• 5 dB(A) per il periodo diurno (6-22);
• 3 dB(A) per il periodo notturno (22-6).
I valori limite differenziali non si applicano nei seguenti casi, in quanto ogni effetto di disturbo del rumore è da ritenersi trascurabile (art. 4, comma 2 del DPCM 14/11/97):
• a) se il rumore misurato a finestre aperte sia inferiore a 50 dB(A) durante il periodo diurno e 40 dB(A) durante il periodo notturno;
• b) se il livello di rumore ambientale misurato a finestre chiuse sia inferiore a 35 dB(A) durante il periodo diurno e 25 dB(A) durante il periodo notturno.
Esempio: una famiglia si lamenta del rumore prodotto da un ristorante nel periodo diurno:
• il rumore ambientale misurato all'interno dell'abitazione a finestre aperte è di 54 dB(A);
• il rumore residuo (cioè di fondo) è di 40 dB(A).
Il rumore è da considerarsi disturbante perché:
• il rumore ambientale supera la soglia di accettabilità di 50 dB(A) e contemporaneamente
• la differenza tra il rumore ambientale e il rumore residuo, 54 - 40 = 14 dB(A) è superiore a limite differenziale di 5 dB(A).
Competenze delle amministrazioni pubbliche e documentazioni
Alla Provincia spettano funzioni amministrative che riguardano aree intercomunali nei diversi settori fra i quali la disciplina e controllo delle emissioni sonore. Ai Comuni spettano molte ed importanti funzioni amministrative, individuate dall'art. 6 della Legge 447/95. Il piano di zonizzazione acustica del nostro comune si trova all’URL: http://e-levation.it/ZONACU/servlet/zonacu.servlets.S_ElencoComuni
La documentazione in materia di acustica ambientale, finalizzata alla tutela dall'inquinamento acustico delle popolazioni interessate è necessaria per diverse opere, secondo quanto previsto dall'art. 8 della Legge 26 ottobre 1995, n. 447. In fase di progettazione eventuali interventi di mitigazione o riduzione del rumore sono di assai più facile realizzazione. Molto spesso un attento esame preventivo dell'opera può evitare il diffondersi di lamentele e contenziosi. La documentazione in materia di acustica ambientale può essere suddivisa in:
1 Relazione di impatto acustico (di previsione, di valutazione).
2 Relazione di clima acustico (valutazione).
3 Relazione sui requisiti acustici passivi (di previsione, di misura).
(ulteriori informazioni all’URL: http://www.comune.roma.it/was/wps/portal/!ut/p/_s.7_0_A/7_0_21L?menuPage=/Area_di_navigazione/Sezioni_del_portale/Dipartimenti_e_altri_uffici/Dipartimento_X/Servizi_per_i_cittadini,_per_le_imprese/Inquinamento_acustico/Modulistica/Procedura_specifica_per_SUAP/&flagSub= ).
www.sportelloimpresa.it/repository/manuale_lazio/modulistica/Mod.10B.pdf
(2/3 ……..continua)
Federico Di Carlo
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Ambiente – PM10 questo sconosciuto
Il Faro on line - Quotidianamente siamo bombardati da informazioni contrastanti sull’inquinamento ed i parametri che lo definiscono. Vediamo di chiarire meglio cosa intendiamo per ppm (parti per milione).
Definiamo:
Parti per milione (ppm) è un'unità di misura utilizzata per indicare livelli estremamente bassi di concentrazione di un elemento chimico o di una qualsiasi sostanza. Il valore delle ppm è equivalente alla quantità assoluta frazionale moltiplicata per un milione (10+E06). Deriva quindi da un rapporto di unità di misura e viene utilizzato quando il risultato del rapporto cade nell'ordine di grandezza del milionesimo (10E-06). Difatti è più semplice leggere il valore "1 ppm" piuttosto che "0,000001".
Visualizzazione di una parte per milione (quanto è piccolo??)
Il sistema metrico decimale è il modo più facile e conveniente per esprimere una misurazione in quanto le unità metriche si esprimono a multipli di 10. Per esempio: un milligrammo è un millesimo di grammo, e un grammo è un millesimo di chilogrammo. Così un milligrammo è un milionesimo di chilogrammo. Quindi un milligrammo è una parte per milione del chilogrammo, così dire che una sostanza ha un certo valore espresso in parti per milione (ppm) è come dire milligrammi per chilogrammo. Per fissare le idee supponiamo di avere in 1m3 di Aria, che pesa circa 1 kg; 350μg/m3 di SO2. Quanti ppm sono? Sono ppm=0,35. Leggeremo il prefisso μ = micro =10E-06 e m = milli = 10E-03.
Uso
Questa unità viene utilizzata per misurare:
l'abbondanza relativa di elementi rari presenti nella crosta terrestre
la concentrazione di sostanze inquinanti nell'ambiente
Ma quali sono i valori dei ppm per capire se ho inquinamento nell’aria??
Nella tabella sono riportati alcuni fra i principali inquinanti delle nostre città.
Inquinante Concentrazione (ppm)
Atmosfera “pulita” (normale composizione dell’atmosfera s.l.m.) Atmosfera inquinata
SO2 (BI - OSSIDO DI ZOLFO) 1-10 20-200
CO (OSSIDO DI CARBONIO) 120 1000-10000
NO (OSSIDO DI AZOTO) 0.01 50-750
NO2 (BIOSSIDO DI AZOTO) 0.05 50-250
NH3 (AMMONIACA) 1 10-25
HNO (IDROSSIDO DI AZOTO) 0,001 1-8
La famiglia completa degli inquinanti è schematizzabile in due grandi famiglie:
Inquinanti gassosi:
NOx (Ossidi di Azoto), SO2 (Bi-Ossido di Zolfo), NH3 (Ammoniaca), COV (Composti Organici Volatili), CO2 (Anidride Carbonica), CO (Ossido di Carbonio),O3 (Ozono)
Inquinanti particolati (Materia Particolata - in piccole particelle)
Le polveri atmosferiche sono una miscela di particelle solide e liquide variabili per dimensione, composizione e origine le TSP (polveri totali sospese) comprendono tali particelle di dimensione compresa fra 0.01 a 100µm, (ricordo che 1µm è 1 milionesimo di metro). Fra queste spicca il PM10 che sono particelle dalle dimensioni 10µm ed il PM2.5 che sono particelle dalle dimensioni 2.5µm. Va detto, per comprendere meglio gli ordini di grandezza, che un capello umano ha un diametro di 60µm e quindi ora che è più chiaro di quale “nemico” stiamo parlando evitiamo di portare i bambini in zone ad alto traffico automobilistico ed evitiamo di fare sport in zone inquinate!!
Ulteriori info su: www.arpalazio.it
Federico Di Carlo
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Tecnologia - Estensione dei File quanti dubbi!!
Il Faro on line - Di seguito una rapida analisi dei tipi di file più diffusi.Per estensione di un file intendiamo le 3 lettere poste dopo il nome file precedeuto dal punto.
M4V
L’estensione M4V denota un file contenente un video in formato
MPEG-4.L’estensione definita ufficialmente è MP4, mentre M4V è stata
introdotta e diffusa dalla Apple per risolvere l’ambiguità legata a un file
MP4.Questo infatti potrebbe contenere sia informazioni audio che
video, mentre un file M4V ha inequivocabilmente dei contenuti video
MOV
L’estensione relativa ai video in formato QuickTime. Questo è il
nome che Apple ha dato al suo formato di file proprietario.È utilizzato
dagli sviluppatori di siti Web per creare filmati che possono essere
scaricati da Internet o visualizzati in streaming. QuickTime è un
formato file che può racchiudere video, audio, immagini virtuali e altri
ASF (Advanced Streaming Format). Un formato di compressione
elaborato da Microsoft per la trasmissione di dati audio e video
tramite Internet.
AVI (Audio Video Interleaved). Il formato standard di Microsoft
Windows per i video. I file di questo tipo in proporzione sono
notevolmente più grandi di quelli in formato MPEG4 o DivX, perché
negli AVI i singoli fotogrammi non sono soggetti a compressione.
Codec Un sistema di codifica e decodifica per comprimere e
decomprimere i dati audio e video.Tra i codec più famosi segnaliamo:
MPEG, DivX e MP3.
DivX Un codec di compressione video basato sul formato MPEG-4.
Grazie a questo metodo di compressione, il contenuto di un DVD da 90
minuti può essere copiato su un CD-ROM da 700 Mb, senza un’eccessiva
perdita di qualità. Spesso l’audio dei DivX è codificato in formato
MP3.Un’alternativa a questo formato è rappresentata dal codec XviD.
MPEG-1 (Motion Picture Experts Group). Un sistema di compressione
dei filmati che consente di mantenere un’elevata qualità video
anche con bitrate bassi (il bitrate indica il flusso di bit in una determinata
unità di tempo, generalmente si esprime in bit al secondo).
MPEG2/MPEG4(Motion Picture Experts Group).Tipologie
di formati video. Il primo offre una risoluzione di 720X576 pixel ed
è lo standard video del nostro televisore. L’altro è un sistema video
compresso di qualità superiore agli altri formati MPEG.
È il corrispondente video dell’MP3.
M4VL’estensione M4V denota un file contenente un video in formato
MPEG-4.L’estensione definita ufficialmente è MP4, mentre M4V è stata
introdotta e diffusa dalla Apple per risolvere l’ambiguità legata a un file
MP4.Questo infatti potrebbe contenere sia informazioni audio che
video, mentre un file M4V ha inequivocabilmente dei contenuti video.
MOVL’estensione relativa ai video in formato QuickTime. Questo è il
nome che Apple ha dato al suo formato di file proprietario.È utilizzato
dagli sviluppatori di siti Web per creare filmati che possono essere
scaricati da Internet o visualizzati in streaming. QuickTime è un
formato file che può racchiudere video, audio, immagini virtuali e altri
tipi di informazioni multimediali come per esempio un filmato Flash.
MJPEG(Motion JPEG). Un codec video nel quale ogni singolo
frame viene compresso in una immagine JPEG. In questo modo
la qualità della compressione è indipendente dal movimento
presente nell’immagine, a differenza della compressione MPEG
dove la qualità diminuisce quando il video contiene parecchie
sequenze di movimenti veloci.
XviD Un codec open source solitamente compatibile con il formato
MPEG-4 (come il DivX).
WMV(Windows Media Video). Una serie di tecnologie proprietarie
sviluppate da Microsoft per i file video. I Video WMV possono essere
incorporati in contenitori di formato AVI o Advanced Streaming
Format (ASF), in quest’ultimo caso il contenuto può essere soltanto
audio e video.
Dopo questa breve panoramica il suggerimento, quando si ha a che fare con un file con estensione non nota, è quello di inserire in un motore di ricerca tali 3 lettere precedute dal punto. Buon lavoro!!
Federico Di Carlo
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Ambiente - Foresta pluviale australiana una mano dal RFID
Il Faro on line - Il parco nazionale di Springbrook, sito inserito dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità, fa parte della Gondwana Rainforest, foresta pluviale che pur ricoprendo soltanto lo 0,3% del territorio australiano ospita circa la metà delle specie animali e vegetali dell’Australia, ed è per questo che le lungimiranti autorità dell’ “isola” hanno dato via al progetto del WSN (wireless sensor network ). Il progetto è sviluppato grazie a una collaborazione tra più organizzazioni scientifiche, nei nodi WSN sono presenti sensori di diversi tipi che con cadenza regolare analizzano i parametri microclimatici e li trasmettono ad un gateway centrale (direttamente o passando per altri nodi) su una frequenza radio di 915 MHz, frequenza che garantisce una comunicazione a lungo raggio anche in presenza di fogliame fitto. Dal gateway poi, i dati vengono inviati via internet al database centrale di Brisbane, nel Queensland, dove vengono immagazzinati per essere studiati in dettaglio. A breve l'integrazione nelle postazioni di telecamere e microfoni che aumenteranno di molto le potenzialità del sistema, permettendo un'analisi più approfondita dell'ecosistema, dalle specie animali presenti alle condizioni della vegetazione e del clima. Ancora una volta un corretto uso della tecnologia permetterà il monitoraggio di ambienti fondamentali per l’uomo.
Federico Di Carlo
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Tecnologia – Tv sul cellulare? Strada in salita
Il Faro on line - Malgrado il grande battage pubblicitario che ha accompagnato il suo debutto, in Italia la televisione su cellulare stenta a decollare. La situazione attuale del mercato l’ha fotografata l’Osservatorio New Tv della School of Management del Politecnico di Milano, che recentemente ne ha analizzato l’offerta, in termini di numero e di tipologia di canali, sia su rete Dvb-h che su rete cellulare, mettendone in evidenza le principali evoluzioni rispetto all’anno scorso. Complessivamente, l’offerta televisiva si riduce per effetto del calo del numero di canali presenti su rete cellulare: 114 a fronte dei 123 dell’anno precedente, mentre sono 27 i canali su rete Dvb-h, un solo canale in meno rispetto al 2007, anche se sono stati riscontrati alcuni cambiamenti nei bouquet offerti. Le dimensioni ancora eccessivamente piccole di questo mercato rischiano di innescare un circolo vizioso: con i numeri attuali non si giustificano gli investimenti nella progettazione e nello sviluppo di un’offerta adeguata e nella continua sperimentazione, attività che sono, invece, indispensabili visto che stiamo parlando di un mercato completamente nuovo in cui è necessario sperimentare per trovare una chiara proposizione di valore per il consumatore, né si riescono ad attrarre i budget di pubblicità dai potenziali clienti. l’Osservatorio New Tv della School of Management del Politecnico di Milano ha notato che qualche segnale di discontinuità è comparso: Nokia ha deciso di giocare una partita diretta nel mercato in argomento; 3 Italia, a partire da giugno, ha iniziato ad offrire alcuni canali completamente free, con il duplice obiettivo di diffondere più velocemente la cultura e l’abitudine all’utilizzo dei terminali presso il grande pubblico. Ma il vero problema sono i contenuti ovvero i contratti legati al Dvb-h (che rammentiamolo l’Unione Europea ha scelto come standard europeo), che porteranno ad una ridiscussione sia dei costi di affitto della rete di Mediaset da parte di Tim e di Vodafone Italia, sia dei costi di acquisizione dei contenuti pregiati, quali sport e cinema. Per ora il modello con un futuro sembra quello free e pay basato sulla pubblicità. E’ comunque prematuro azzardare previsioni su questo mercato.
Ulteriori info: www.osservatori.net – www.nokia.com – www.tre.it
Federico Di Carlo
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Tecnologia – Poste Italiane: un palmare ai postini per migliorare il servizio!!
Il Faro on line – Poste Italiane ha innovato il servizio di recapito della corrispondenza con un nuovo progetto che prevede un ammodernamento della piattaforma telematica postale ed il rinnovo delle operazioni di consegna della posta registrata, quali raccomandate e assicurate. La società Opticon, aggiudicataria della gara per la fornitura dei primi palmari a Poste Italiane, ha garantito una soluzione tecnica compatta e capace di velocizzare le operazioni di consegna di lettere ed altri servizi di pagamento. Terminata la fase di sperimentazione, si sta attualmente estendendo l’uso del palmare a 10.000 “Postini Telematici” in tutte le regioni, che dotati di palmari sono in grado di tracciare l’esatto momento di consegna della posta ed a garantire una serie di altre operazioni di pagamento. Lo smartphone Opticon svolge anche funzione di telefono, grazie alle interfacce Wireless Wi-Fi-GPRS/Edge Bluetooth integrate nel palmare, che consentono di comunicare direttamente con i dispositivi interconnessi sia con i sistemi aziendali, poiché grazie al ricevitore GPS integrato la sede postale di competenza è in grado di tracciare il momento esatto delle operazioni avvenute.
Ulteriori info: http://salastampa.poste.it/ - http://old.opticon.com/
Federico Di Carlo
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Tecnologia – Novità dagli USA per il Gps
Il Faro on line – Zoombak LLC, azienda americana che sviluppa applicazioni mobili di localizzazione per la sicurezza di persone, animali e beni ha lanciato una nuova applicazione chiamata Zoombak Locator. Vengono fornite 3 soluzioni una per gli animali domestici, una per le automobili, una per altri beni attraverso tecnologia GPS e rete cellulare.
Il “pack” Zoombak consiste in un leggero e compatto ricevitore/ trasmettitore GPS, caricabatterie auto e casa, un kit di montaggio, una “card” per l'accesso a un sito Web dove è possibile accedere a informazioni sulla località, istituire zone di allerta e impostare le segnalazioni via e-mail e cellulare. Il servizio è erogato con abbonamento mensile o con soluzioni ricaricabili. Il localizzatore (che viene posto nell’auto, sul bene da monitorare o sull’animale) è ricaricabile ed ha una autonomia di 5 giorni. Commercialmente parlando è recensito da Amazon e Best Buy che in USA sono un riferimento per molti consumatori.
Approfondimenti su: http://www.zoombak.com/
Federico Di Carlo
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Tecnologia – Chip e Microprocessore termini da confondere
Il Faro on line – Qualsiasi apparecchio digitale, dalla tv al pc, deve le proprie “capacità” ad un microprocessore. La “scheggia” (dall’inglese “Chip”) si riferisce ad una piastrina, generalmente di ossido di silicio, sulla quale vengono posti numerosi dispositivi elementari, principalmente transistor. Con il tempo il vocabolo Chip è diventato sinonimo anche dell’insieme del supporto e dei dispositivi ospitati . Il processore è un dispositivo in grado si elaborare dati ed eseguire istruzioni. Micro significa che è piccolo, nel senso che ha componenti di dimensioni dell’ordine del micron, cioè del millesimo di millimetro. Oggi tutti i microprocessori sono Chip e quindi sono ospitati su piastrine di silicio. Viceversa, non tutti i Chip sono microprocessori: le memorie Chip non hanno capacità di elaborazione e quindi, questi Chip di memoria, non lo sono.
Federico Di Carlo
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Ambiente – Botti di legno per il vino sotto controllo
Il Faro on line – Il nettare degli dei non conosce ostacoli. Il problema dei cultori del vino, in stati di dimensioni geografiche maestose, è stato quello della distribuzione. La società sudafricana Kww ha risolto il problema del sapere ove si trovano le botti di vino, quante volte sono state utilizzate e quando è necessario acquistarne di nuove. Per completare il database le informazioni di base di ciascuna botte, come la foresta di provenienza del legno, il produttore e le caratteristiche del legno vengono “caricate” su un tag RFID che memorizza anche la posizione nelle rastrelliere ove le botti vengono poi stoccate. Quando le botti sono riempite, gli operatori possono associare le botti al contenuto leggendo i tag delle stesse ed inserendo nell’applicativo presente sul palmare le informazioni necessarie. E’inutile evidenziare il miglioramento di tutto il processo di gestione del vino. Ancora una volta la tecnologia RFID viene in aiuto ad una distribuzione efficiente ed efficace.
Federico Di Carlo
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Tecnologia – Ansa nel multimediale
Il Faro on line – Ansa, prima agenzia d’informazione italiana, opera da 10 anni nel mercato del Mobile Content in Italia. Con l’avvento dei MVNO (i nuovi operatori virtuali di telefonia mobile, tra cui POSTE) l’Ansa ha ampliato il proprio “boquet”. Oltre ai tradizionali contenuti testuali degli SMS, l’Agenzia propone News multimediali anche su standard I-Mode. Ogni giorno la redazione multimediale realizza un mondo di notizie mobili costituito da 250 news fototestuali, 200 sms, 16 videogiornali, 23 video news, 20 notizie MMS. Il “core” tradizionale si sta ampliando ance su temi di interesse come calcio, sport ed economia.
Approfondimenti su: www.ansa.it
Federico Di Carlo
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Ambiente - Tecnotrash – Sommersi dalla “monnezza”
Il Faro on line - Ogni anno, stima l’Onu, 100 milioni di computer e 130 milioni di telefonini da smaltire!!. Anche perché la vita media di un PC è scesa da 5-6 anni del 1992 a 2 anni del 2007; un cellulare ha una vita media di solo 18 mesi!!. Ognuno di noi (cittadini europei) genera circa 14 chili di spazzatura tecnologica l’anno ed in Italia le tonnellate da smaltire sono state pari a 850mila. C’e’ un problema da non sottovalutare di natura ambientale. Il Bario, lo Stronzio, ed il Cromo, ad esempio, sono presenti negli schermi dei computer. Vista l’insidia ambientale il National Safety Council americano grida allo scandalo in quanto la percentuale di “tecnospazzatura” riciclata sfiora il 10%. In Italia come vanno le cose per quanto concerne il riciclaggio? Stendiamo un velo pietoso su tale problema e parliamo invece d’eccellenza in quest’ambito. Un’ avanguardia d’eccellenza è presente a Saronno con la Multinazionale A Novo Italia Spa (branch della A Novo SA quotata nella borsa Parigina). L’azienda con 300 dipendenti ha un giro d’affari di 30 milioni di euro invece di “gettare” il tecnorifiuto cerca di ripararlo e rimetterlo nel circuito commerciale. Dal fronte del volontariato per l’ambiente, una nota di merito va al MAGIS (Movimento e Azione dei Gesuiti Italiani per lo Sviluppo) che continua una raccolta, iniziata nel 2007, di cellulari usati che servirà a finanziare strategie di cooperazione e sviluppo nel mondo. Per limitare “l’inquinamento” da Tecnospazzatura il Mondo ora è in grado di fornire per i Paesi in via di sviluppo, a prezzi ridottissimi, apparecchi aggiustati con bassissimo impatto ambientale. Ancora una volta tenendo conto che in ogni anno sono prodotte 12000 tonnellate di monitor, 12400 tonnellate di PC, 900 tonnellate di Scanner, 13800 tonnellate di fax e copiatrici, 2610 tonnellate di stampanti l’invito è “pensiamo all’ ambiente quando compriamo!!!!”.
Federico Di Carlo
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Ambiente - Inquinamento da Rumore (1/3)
Il Faro On line – Il rumore oggi è fra le principali cause del peggioramento della qualità della vita nelle città. Il rumore viene comunemente identificato come un "suono non desiderato" o come "una sensazione uditiva sgradevole e fastidiosa"; il rumore infatti, dal punto di vista fisico, ha caratteristiche che si sovrappongono e spesso si identificano con quelle del suono, al punto che un suono gradevole per alcuni possa essere percepito da altri come fastidioso. Il suono è definito come una variazione di pressione all'interno di un mezzo che l'orecchio umano riesce a rilevare. II rumore è sempre originato da un fenomeno vibratorio, che può essere indotto a sua volta da fenomeni fisici di varia natura: meccanica, fluido dinamica, elettromagnetica, termica. Il numero delle variazioni di pressione al secondo viene chiamata frequenza del suono ed è misurata in Hertz (Hz). L'intensità del suono percepito nel punto di misura, corrispondente fisicamente con l'ampiezza dell'onda di pressione, viene espressa in decibel con il livello di pressione sonora (Lp). I suoni che l'orecchio umano è in grado di percepire sono quelli che si trovano all'interno della cosiddetta banda udibile, caratterizzata da frequenze comprese tra 16 Hz e 16.000 Hz e da livelli di pressione sonora di circa 130 dB. In realtà l'orecchio ha la massima sensibilità tra 800 ed i 2000 Hz ed attenua fortemente suoni al di sotto dei 400 Hz. Ciò significa che un suono a bassissima frequenza (decine di Hz) per essere percepito deve avere una variazione di pressione di migliaia di volte più grande rispetto alla minima pressione di 20μPa a 1000Hz. I livelli di pressione pesati o ponderati s'indicano in: dB(A), dB(B), dB(C), dB(D) oppure senza parentesi semplicemente dBA. In figura 1 viene rappresentata la banda udibile, delimitata superiormente dalla "soglia di dolore" e inferiormente dalla "soglia di udibilità": quest'ultima curva si sposta verso l'alto con l'avanzare dell'età di un individuo. Questo fenomeno noto come "presbiacusia" produce una perdita della capacità uditiva specialmente alle frequenze più elevate del campo udibile.
Figura 1 - Banda udibile per un individuo normoudente
Per avere un'idea dei livelli sonori che un individuo è in grado di percepire, viene riportata una tabella con i livelli sonori (in dBA) associati ad alcune sorgenti (fonte Ministero dell'Ambiente).
Decibel SORGENTE DI RUMORE
10/20 Fruscio di foglie, bisbiglio
30/40 Notte agreste
50 Teatro, ambiente domestico
60 Voce alta, ufficio rumoroso
70 Telefono, stampante, Tv e radio ad alto volume
80 Sveglia, strada con traffico medio
90 Strada a forte traffico, fabbrica rumorosa
100 Autotreno, treno merci, cantiere edile
110 Concerto rock
120 Sirena, martello pneumatico
130 Decollo di un aereo jet
La legislazione italiana in materia di inquinamento acustico fino al 1995 mancava di un inquadramento generale del problema con la definizione di criteri, competenze, scadenze, controlli e sanzioni. La precedente legislazione, DPCM 1 marzo 1991, ha rappresentato il primo strumento di intervento avutosi in Italia, e ha provveduto solamente a fissare i limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nell’ambiente esterno. Solo in seguito, la legge 447/95, dopo aver fissato le finalità e definito l’inquinamento acustico in maniera più ampia e articolata rispetto al d.p.c.m. 1 marzo 1991 ha definito le sorgenti di rumore ed i valori limite stabilendo le competenze dello Stato, delle Regioni, delle Province e dei Comuni fornendo indicazioni per la predisposizione di piani di risanamento acustico e per le valutazioni di impatto acustico. Essa fissa infine le sanzioni amministrative per il superamento dei limiti ed indica gli organismi preposti ai controlli. Alcune attuazioni della Legge Quadro sono rappresentate dal DPCM 14 novembre 1997 per la determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore e il Decreto 16 marzo 1998 che riguarda le tecniche di rilevamento e di misurazione dell’inquinamento acustico. Per la classificazione delle strade è stato emanato il DPR 30 marzo 2004 n.142 e per il traffico ferroviario il DPR n. 459 del 18 novembre 1998 che fissano i limiti di emissione. In particolare, con il DPCM del 14 novembre 1997 vengono definiti i valori limite delle seguenti sorgenti sonore:
• limiti di emissione sono i valori massimi di rumore che possono essere emessi da una sorgente sonora, misurati in prossimità della sorgente stessa.
• limiti di immissione rappresentano i valori massimi di rumore che possono essere immessi nell’ambiente abitativo o esterno, misurati in prossimità dei recettori.
Questi ultimi si distinguono, a loro volta, in assoluti (determinati con riferimento al livello equivalente di rumore ambientale) e differenziali (determinati con riferimento alla differenza tra livello equivalente di rumore ambientale e il rumore residuo). I limiti assoluti d’immissione hanno la finalità primaria di tutelare dall’inquinamento acustico l’ambiente inteso in senso ampi;, i valori limite differenziali mirano alla salvaguardia della salute pubblica). Devono essere determinati, inoltre, valori di attenzione (quelli che segnalano la presenza di un potenziale rischio per la salute umana o per l’ambiente) e valori di qualità (gli obiettivi di tutela da conseguire nel breve, medio e nel lungo periodo con le tecnologie e le metodologie di risanamento disponibili). Per quanto riguarda i valori limite di immissione da tutte le sorgenti, il decreto prevede che questi devono essere tali da rispettare il livello massimo di rumore ambientale previsto per la zona in cui il rumore viene valutato.
(1/ 3 continua….)
Federico Di Carlo
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Tecnologia - Addio Vecchio Fax
Il Faro On line – Era l’unico strumento di comunicazione di vecchia data destinato a resistere al passar del tempo, ma ora il D-Day è arrivato anche per lui. Il fax sta per cambiar pelle ed adeguarsi al processo tecnologico ed alle nuove esigenze delle aziende e privati. A scommettere sul Foip (Fax over IP) è Cisco System che grazie ai nuovi sistemi di Unified Communication basati su IP farà convergere su una unica piattaforma telefonia, posta elettronica, applicazioni web ed il nuovo fax. Lo studio fatto da Cisco, ed a breve operativo, permetterà agli utenti sia che utilizzino i precedenti apparati fax tradizionali sia che ne installino di nuovi di mantenere, comunque, le architettura software esistenti.
Approfondimenti su:
http://www.3cx.it/voip-sip/foip.php
Federico Di Carlo
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Tecnologia - UK: accordo per la Internet TV
Il Faro On line – Il Regno Unito scommette sulla convergenza tra televisione e rete delle Reti. L’obiettivo è la creazione di una piattaforma tecnologica aperta ai broadcaster interessati ad utilizzare il web come veicolo di contenuti TV da offrire gratuitamente in modalità Video on Demand (VOD). L’entusiasmo del CEO di British Telecom (Ian Livingstone) “La partnership che unisce attori di primo piano (BBC, British Telecom, ITV) mira a garantire a tutti gli spettatori inglesi più libertà nella scelta e nei tempi della fruizione dell’offerta televisiva” è contrapposto allo scetticismo di Andrew Duncan (CEO di Channel4 boradcaster antagonista a BBC) che afferma “Non è chiaro come la creazione di una piattaforma tecnologica aperta a tutti possa portare un modello di business capace di generare utili”. E’ in atto uno studio da parte dell’autorità Britannica antitrust per decidere se l’accordo siglato fra BBC, British Telecom e ITV (Indipendent television, un consorzio nato dalla fusione di più emittenti locali) possa costituire una restrizione nel settore del video on demand.
Fed.Dic
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Scienza - Il biglietto del treno ora si fa dal telefonino
Il Faro on Line – Grandi novità per Trenitalia: oltre all’Alta Velocità, è stato infatti inaugurato Pronto Treno, il nuovo servizio di Mobile ticketing. Dopo SMS2Go, servizio informativo via Sms, e Viaggiatreno, Mobile site per consultare gli orari dei treni, Trenitalia ha ampliato il proprio pacchetto di servizi disponibili via telefonino con un’applicazione innovativa. Pronto Treno è un programma scaricabile dal sito di Trenitalia per smartphone disponibile al momento solo per alcuni modelli Nokia e Blackberry, ma il numero di modelli abilitati verrà a breve ampliato. Pronto Treno consente ai passeggeri di consultare gli orari, controllare la puntualità dei treni; cambiare la propria prenotazione e soprattutto, prenotare e acquistare biglietti per i viaggi nazionali L'applicativo ha anche la funzione vocale ed è possibile scaricarlo dalla pagina dedicata inserendo il numero di telefono cellulare e mail, arriverà un sms dal Regno Unito (il prefisso è +44) con il link dal quale scaricarlo direttamente sul terminale. E' bene avere una semiflat dati per poterla usare altrimenti il costo del biglietto, nel totale, salirà alle stelle.
Tra le altre funzioni è possibile vedere la puntualità dei treni ma, è scritto nello schermo, che "I dati mostrati, di carattere indicativo, non sono ufficialmente utilizzabili per richieste di bonus derivante da ritardo" quindi nessuna eventuale richiesta potrà far riferimento a quegli orari! Per il pagamento dei biglietti, i passeggeri possono utilizzare la carta di credito così come avviene per eTicketing, servizio di pagamento online di Trenitalia.
Ulteriori info: http://ti.promptu.com/index.php?display=videoGuide
http://ti.promptu.com/index.php?display=download
Federico Di Carlo.
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Scienza - Gli indirizzi ora si cercano sul telefono cellulare
Il Faro on Line – Seat Pagine Gialle ha lanciato ad aprile 2008, PagineGialle Visual Mobile. PagineGialle Visual Mobile è un client scaricabile gratuitamente che ti da la possibilità di cercare negozi, strade, persone, eventi, ma anche sapere che tempo farà o essere sempre aggiornato sulla situazione del traffico direttamente sul tuo telefonino! Con questo servizio è possibile utilizzare il telefono cellulare per cercare un indirizzo, una persona, un’azienda o un negozio tra i 23 milioni di cittadini del database Pagine Bianche e i 3,5 milioni di imprese di Pagine Gialle. Con “Traffico” e “Meteo” è infine possibile avere in tempo reale la situazione del traffico sulla rete autostradale e le previsioni meteo. Visual Mobile è completamente gratuito per l’utente (salvo i costi di connessione) ed è disponibile come applicazione da installare sul telefono cellulare, oppure tramite il Mobile site mobile.paginegialle.it.
Ulteriori Info: http://visualmobile.paginegialle.it/
Fed.Dic.
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Scienza - Società dell’informazione: che rumore!!
Il Faro on Line – Chi afferma che la nostra è la società dell’informazione ed ha il potere di divulgare tale notizia mente sapendo di mentire!. Sta commettendo un duplice errore. Il primo è che non c’è società senza informazione (ricordate i rapporti dettagliati scritti dagli antichi romani o meglio dagli egizi?). Il secondo è che quotidianamente siamo ragguagliati non solo dalle cose importanti ma anche su fatti che inflazionano e talvolta annullano l’informazione. Con il termine rumore non intendiamo solo quello molesto del vicino o quello proprio della teoria dell’informazione; intendiamo con tale sostantivo tutto che compromette la qualità comunicativa. Quante volte avete sentito trillare il telefonino in luoghi che richiedono raccoglimento? Che dire della conversazione interrotta da informazioni che ci distraggono e non sono “core”?. Nella tradizionale società della comunicazione i messaggi che ci arrivano ci notificano le sole cose di interesse. Ma non vi chiedono quotidianamente di dire la nostra con il laptop o con uno smartphone?. Ma allora come uscirne? La soluzione estrema (i famosi approcci bianco o nero nella società spesso non risolvono il problema) del tipo spegnere i computer e telefonini non è saggia. Scappare dalla metropoli ed andare su un eremo non risolve il problema del rumore in quanto molte suore di clausura navigano sul web. L’idea, nell’anno che la Chiesa di Roma dedica a San Paolo, è quella di seguire l’approccio del grande apostolo che suggeriva in una delle sue lettere di valutare attentamente tutte le cose e prenderne solo la parte buona scartando la cattiva. Quindi cercare di allenare il computer che madre natura vi ha concesso gratuitamente a fare oggettive e faticose selezioni dell’informazioni limitando il rumore!!
Fed.Dic.
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Inquinamento da Telefonino.
Il telefono cellulare e' uno strumento inquinante a cui la popolazione e' esposta. La raccolta dei dati avverra' tra qualche anno ma vediamo le novità pubblicate dalla rivista scientifica Newscientist (http://www.newscientist.com)
Le Radiazioni dai telefoni cellulari sono troppo deboli per riscaldare i tessuti biologici o per rompere i legami chimici delle cellule, ma le onde radio che emettono influenzano il comportamento cellulare. “I nostri studi suggeriscono che è possibile che il telefono cellulare alteri i comportamenti di alcune proteine negli esseri umani.” afferma Dariusz Leszczynski del Finnish Radiation and Nuclear Safety Authority, ad Helsinki.
Leszczynski ha esposto 10 donne volontarie alla radiazione di 900 Mhz da telefoni mobili per simulare una telefonata della durata di un’ora. Ha analizzato il comportamento di 580 differenti proteine presenti nelle cellule della pelle ed ha trovato che il numero di due proteine era alterato in tutto il corpo del volontario. Una proteina aumentava dell’89%, l’altra diminuiva del 32% (BMC Genomics, DOI: 10.1186/1471-2164-9-77). Sebbene simili effetti sono stati osservati in cellule in cultura questa è una prima importante conferma su dei volontari degli effetti notati in laboratorio. In attesa di chiarimenti nel frattempo cosa fare? Ecco cosa dice il professor Gabriele Falciasecca, della Fondazione Marconi di Bologna: "Gli studi scientifici condotti finora non giustificano l'apprensione che si è creata sugli effetti biologici dei telefonini, ma ci sembra giusto concedere a quanti sono preoccupati ampi spazi di cautela. Anche se non si tratta di precauzioni obbligatorie, il telefonino può essere usato senza tenerlo attaccato alla testa, per mezzo dei dispositivi che fra l'altro consentono di avere le mani libere, come il viva-voce oppure l'auricolare-microfono. In genere è meglio evitare di tenerlo a stretto contatto con il corpo, per ridurre al minimo l'assorbimento dell'energia da parte dei sistemi biologici".
Federico Di Carlo
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Scienza - Wi-Fi. Sempre più presente nei cellulari.
Il Faro on Line – Berg Insight ha pubblicato una nuova ricerca che analizza la diffusione dei cellulari dotati di connettività Wi-Fi. Andrè Malm, telecom analyst di Berg Insight, sottolinea come il numero di telefonini dotati di tale connettività balzerà dai 27 milioni del 2007 ai 400 del del 2012 con un tasso di crescita medio annuo del 71%. Nel momento in cui i piani tariffari flat si diffonderanno le WLAN eviteranno un overload di dati sulla rete mobile. Le WLAN verranno principalmente utilizzate per accedere alla banda larga di Internet sia dagli uffici che dalle case per trasferire file , foto etc.
La ricerca si affaccia anche nel campo delle altre tecnologie di connettività quali NFC (Near Field Communication) e UWB (Ultra Wide Band). La prudenza è d’obbligo. Tali tecnologie avranno significativi impatti non prima del 2012.
Cosa è una WLAN: Una wireless local area network, WLan, è un sistema di comunicazione flessibile e implementabile nella sua estensione , o alternativo ,ad una rete fissa (wired Lan).In una Wlan viene utilizzata una tecnologia di radio frequenza RF per la trasmissione e la ricezione dei dati, minimizzando la necessità di connessioni via cavo (wired), favorendo così una discreta mobiltà. Una WLan consente una velocità massima di trasmissione dati ( bit rate) pari a 11Mbps al di sotto di una rete wired ma superiore alle possibilità consentita dai terminali mobili comuni.
Approfondimenti su: http://en.wikipedia.org/wiki/Wireless_LAN
Fed.Dic
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Scienza - In Svizzera i non vedenti salgono autonomamente sul bus.
Il Faro on Line - L’azienda dei trasporti pubblici di San Gallo ha avviato un sistema denominato Pavip (tradotto Assistente Personale per ciechi), in collaborazione con l’azienda Bones fornitrice di un palmare multifrequenza, distribuendo un portatile a 15 utenti. Tale strumento è utilizzabile su 75 mezzi e 280 fermate. Il lettore presente nel palmare consente, se avvicinato alle apposite etichette RFid poste nelle pensile di sosta, di leggere e ripetere localmente gli orari del mezzo. Quando il bus sta arrivando dal mezzo viene emesso un segnale che è ricevuto dal palmare che segnala l’evento. Il costo della sperimentazione ad oggi è attestato a 470.000 euro finanziato al 50% da capitale privato.
Approfondimento su:
http://www.bones.ch/bones/pages/eng/bones/bones.html
www.bones.ch/media/downloads-eng/08/PAVIP%20Short%20Info.pdf
Federico Di Carlo
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SMS a prezzi astronomici
L’università di Leicester (GB) sembra confermarlo: gli SMS hanno costi astronomici. L’affermazione nasce comparando il costo della ricezione dati dal telescopio spaziale Hubble con il prezzo di un SMS. Secondo i calcoli dei ricercatori dell’università inglese la ricezione di 1Mbyte di dati da Hubble costa al massimo 110,00€. Assumendo una lunghezza media di un SMS (140 byte) 1Mbyte è sufficiente a contenere 7500 SMS, un messaggio da Hubble costerebbe quindi 0,015€. Ovviamente nel Regno Unito dopo la divulgazione dell’informazione è stato chiesto all’autorità garante per le Telecomunicazioni perché un SMS, dal costo medio di 5p (pence) = 0,08€, ha un costo di circa 4 volte una comunicazione con il telescopio spaziale. L’inchiesta è in corso. E’ molto importante, se andate nel Regno di sua Maestà in questo periodo, la non divulgazione del costo medio in Italia di un SMS cioè fra i 9 ed i 15 centesimi di euro!!!. Il costo è 10 volte il costo “astronomico”!!! .
Federico Di Carlo
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Rilancio turistico del comune di Fiumicino: i cellulari in aiuto.
Il sistema BlueD, sviluppato da Rivetti Grafica a Torino, in collaborazione con il Politecnico di Torino e con l’Istituto Superiore Marco Boella, è un sistema Bluetooth che sta dando grandi risultati nella città di Torino. Ogni turista in visita a Torino può utilizzare ul servizio gratuito denominato “Surf the City”. Basta attivare la connessione Bluetooth sul proprio cellulare e le informazioni sulla città vengono trasmesse via Bluetooth. E’ necessaria l’installazione di HotSpot in grado di inviare informazioni in un raggio di 100m. Il servizio non è invasivo, infatti una volta ricevuto il messaggio che segnala la possibilità di scaricare informazioni, è possibile decidere di accogliere o meno il flusso informativo. Nel nostro Comune l’installazione di questi HotSpot in punti chiave darà un servizio di alto livello al commercio ed al turismo. I costi sono decisamente contenuti e con capitale privato la fattibilità del progetto ha ROI (return of investment) in tempi brevissimi
Fed.Dic.
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Alta definizione – HD (High Definition)
Tra le novità in arrivo in casa degli italiani c’è la TV ad Alta Definizione (HD). E’ tra gli “oggetti” più “cool” del momento. Andate nei vari megastore di informatica e guardate la gente estasiata dalla risoluzione dei nuovi TV. Ma il bello della scienza e della tecnologica è nel concetto di misura. Siamo proprio sicuri che un bel TV Full HD 1920 colonne per 1080 righe sia una definizione del futuro? Una definizione mai vista?. La risposta è negativa. Siamo abituati ad una definizione superiore. Il nostro telefonino di ultima generazione e le macchine fotografiche digitali con i loro sensori CMOS fanno di meglio. Molto meglio. Un TV Full HD ha una definizione di circa 2 Mpixel!!! Si il nostro telefonino e la nostra camera “scattano” foto di qualità superiore!!. L’evoluzione di tali TV di ultima generazione avrà non pochi problemi sulla banda trasmissiva. Per “soddisfare” le “esigenze” del nostro occhio l’ideale è avere 8 Mpixel (la nostra retina per “fotografare” la realtà usa questa definizione) su un “grandangolo” (campo visivo) di 128°. Per veicolare contenuti a tale risoluzione serve una banda prossima ai 100Mbps che l’etere non è in grado di soddisfare ma la fibra ottica si. Quindi anche se in Giappone la Sharp ha prodotto il primo e vero TV Full HD (da 64 pollici!!) per il nostro occhio sarà possibile “vedere” in alta definizione solo se tale apparecchio sarà connesso alla rete in fibra.
Federico Di Carlo
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Nuove Tecnologie per la disabilità visiva
All’European Mobile Forum di Torino Ibm Italia, con l’aiuto di Nokia e Cisco e con la collaborazione della fondazione Asphi Onlus, è stato presentato durante una sessione dimostrativa MWA (Mobile Wireless Accessibility), progetto avente come obiettivo la realizzazione di soluzioni che permettono a persone ipovedenti e non vedenti l’accesso ad applicazioni e funzionalità aziendali del mondo mobile. La consulenza della Fondazione Asphi Onlus è stata determinante nella risoluzione del problema (MWA nasce per questo) della compatibilità fra vari sistemi di comunicazione favorendo l’accessibilità per i disabili visivi ai più comuni sistemi di comunicazione aziendale (Internet, Intranet e varie applicazioni d’ufficio). Alla fine dell’anno i laboratori Ibm di La Gaude (Francia) e Hursley (UK) termineranno lo sviluppo anche dei sistemi di presenza e localizzazione. Ulteriore conferma che la ricerca e le nuove tecnologie, ben indirizzate, permettono sempre di più l’accessibilità ai diversamente abili l’accesso alla vita “comune”.
Federico Di Carlo
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Phishing
Quante volte avete ricevuto mail che vi chiedevano di comunicare vostri dati personali? Chi non ha mai ricevuto mail dalle Poste Italiane (caso di Phishing diffusissimo)? Il Phishing è l’uso di mail e di siti web fantasma per indurre gli utenti con l’inganno a fornire informazioni confidenziali o personali. Di solito si riceve una mail che sembra provenire da una azienda rispettabile (molte volte banca o poste). Il messaggio contiene un link, fraudolento, al sito web ufficiale dell’azienda. In realtà è un sito simile, una replica del sito ufficiale, ove si chiede di inserire dati sensibili (PIN, password etc) e quindi tali informazioni verranno utilizzati dagli hacker. Esistono software anti spam per bloccare anche i messaggi di Phishing ma i seguenti consigli sono molto utili per evitare di cadere nelle trappole dei “pirati” informatici.
1 Se la mail è sospetta non utilizzare il link suggerito, piuttosto utilizzate quello originale conservato nei collegamenti dei “Preferiti”;
2 Quando vi iscrivete a forum, siti ed in generale quando vi chiedono, durante la navigazione Internet, la vostra mail fornite un mail diversa dal solito. Prendete una gratuita ad esempio da yahoo o da google;
3 Ricordate che nessuna azienda chiede i dati ai propri clienti senza una procedura codificata.
Quando ricevete una mail sospetta usate l’adagio politico “a pensar male non si sbaglia”. Buona navigazione!!
Federico Di Carlo
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PMI - Dematerializzazione ancora preistoria
Un’indagine promossa dalla Lexmark condotta su 1400 aziende di sette paesi (6 EU – Francia, Germania, Regno Unito, Spagna, Italia, Olanda e 1 non EU USA) sottolinea come siano ancora numerose le PMI (piccole e media industrie) che, se da un lato non hanno consapevolezza e competenze nell’utilizzo di servizi di gestione documentale, dall’altro ignorano ancora le potenzialità di alcune funzionalità erogate attraverso i dispositivi. Il report sottolinea che gli sprechi di carta incidono notevolmente sui costi sostenuti dall’azienda ed hanno un importante impatto ambientale, stimando che in Italia il 19% dei documenti è carta sprecata o materiale non letto. Per Lexmark nel mondo delle PMI c’è sì conoscenza delle tecnologie disponibili ma non esiste una maturità nell’utilizzo dei servizi ad esse connessi. La leva del successo è nella dematerializzazione dei flussi documentali e nell’integrazione dei processi di stampa.
Fed.Dic.
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Le memorie sono fatte di bits
La più grande quantità di musica, fotografie e film che abbiamo in casa sono in forma digitale. Ma che dire delle preziose memorie in formato analogico che abbiamo in casa? Chi di noi non ha album di fotografie stampate su carta fotografica? E qualche disco a 33 giri o 45 giri in vinile?. Che dire di qualche filmino ancora su nastro o cassette in VHS? L’osservazione e la richiesta dei più è ma perché tutti questi miei “oggetti” analogici non li trasformo in digitale? Ottimizzerei gli spazi e acquistando a pochi euro memorie sempre più grandi metterei tutto su un HD (Hard DisK). Vediamo di capire come realizzare questa impresa con il motto inglese “Digital does not always mean better” (digitale non sempre significa meglio). Una osservazione. Molti “audiofili” affermano che i dischi in vinile suonano in maniera più “calda” che gli attuali CD in particolare se ascoltati da con un vecchio giradischi con testina di qualità e un buon amplificatore a valvole. Per le foto, i filmini e la musica comunque è fondamentale il processo di “conversione” in digitale.
o La conversione di LP in vinile e delle cassette C4 in formato digitale.
In generale in tutti i nuovi PC da tavolo (tower o minitower) sono presenti schede di acquisizione analogico digitale ( se non l’avete data una occhiata ai prodotti della Pinnacle tipo Dazzle). E’ chiaramente indicato dove inserire la “sorgente” da convertire e con un software apposito il file viene “convertito” sull’HD in formato digitale. I formati di conversione più comuni sono wave (.wav), mp3 (.mp3) e Windows media adapter (.wma). Scelto il campionamento (consiglio almeno un 128 kbits) lo stesso “pezzo musicale” avrà dimensioni in bytes più grande in .wav che in .mp3 o in .wma. Se non avete la scheda di acquisizione dati potete inserire nel PC (line in) un jack standard da 3,5 mm stereo connesso all’uscita dell’apparato che riproduce la musica in formato analogico. Se non avete il software per la conversione e la modulazione dell’audio potete prelevare dalla rete alla URL: www.nch.com.au un software gratuito di qualità.
o La conversione di vecchie foto in formato digitale
Per fare questa “trasformazione” dovete necessariamente avere uno scanner. Mettete la foto sul pianale dello scanner e con il software in dotazione trasformate la foto in digitale. Attenzione alla risoluzione dello scanner (es. 600x1200 dpi) ed al formato che volete ottenere. Un buon compromesso è il formato .jpg (cosi le foto le vedete anche sul telefonino). Se dovete fare un CD usate il formato TIFF. Un altro modo se non avete lo scanner ma la scheda fax è mandarvi un fax. Otterrete, generalmente, la foto in formato .pdf poi potrete convertirla in .jpg.
o La conversione di cassette VHS e di vecchi filmati
Questa e conversione più delicata. Se avete la telecamera ed il vostro videoregistratore VHS ancora funzione che “leggono” le cassette avete fatto un passo avanti!!! Se non avete grosse pretese, tipo montaggio editing etc, la soluzione economica è quella dell’acquisto di un videoregistratore su DVD. Oggi i costi di tale apparecchiatura sono molto contenuti. Connettete il dispositivo analogico (telecamera o videoregistratore) all’acquisto fatto e premete PLAY sul lettore analogico e REC sul digitale. Se avete cassette fino a 90 minuti queste saranno contenute dal DVD che avete inserito nell’apparato digitale. Lavoro finito. Potete rivedere i vostri filmati su qualunque lettore DVD. Altro modo per convertire i vostri filmati è connettere il vostro apparato alla scheda di acquisizione analogico digitale del PC e con un software (es. pinnacle – URL: www.pinnaclesys.com ) divertivi nell’editing e alla registrazione finale su un DVD.
Federico Di Carlo
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Fiumicino -Video Sorveglianza in aiuto dei Commercianti?
Un segno di attenzione per i commercianti, un brutto segno per la città, una pessima presa di coscienza per un problema che ormai a Milano, ma sfortunatamente non solo, ha raggiunto una consistenza preoccupante. La giunta di Milano ha stanziato un contributo per la realizzazione di sistemi di sicurezza anticrimine per i commercianti, edicole, farmacie, pompe di benzina e tabaccherie. Il contributo verrà erogato nella misura del 50% della spesa dichiarata. In particolare saranno accolte le richieste che riguardano la realizzazione di impianti di videosorveglianza in grado di controllare l’esercizio sia nelle ore di apertura che di chiusura, rilevare e segnalare le intrusioni e/o aggressioni. A Fiumicino, nonostante gli sforzi delle varie amministrazioni nel tempo, oggettivamente le forze dell’ordine sono poche e soprattutto con pochi mezzi. Perché non copiamo Milano magari con un “agreement” con società specializzate??
Federico Di Carlo
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SCIENZA– Quando il Game Boy e la PSP non esistevano!!
Il 16 novembre prossimo Dublino porterà indietro le lancette dell’orologio per quanto concerne i giocattoli. Migliaia di curiosi ed ex bambini da ogni parte del mondo hanno un’ appuntamento tradizionale al Clontarf Caste della capitale irlandese per la tradizionale Toy and train fair. Come rimanere insensibili alle locomotive, ai mattoncini colorati e alle locomotive di quando eravamo piccoli? Ma la congestione annuale di visitatori è per lo stand dedicato al Meccano, invenzione dell’inglese Hornby che non è corrosa dalla legge di Moore; è vecchia di 100 anni!!!. Le mitiche barrette bucherellate hanno ceduto il passo alla plastica ma i bambini dell’era informatica rimangono ancora a bocca aperta avvitando e smontando i bulloncini colorati.
Approfondimenti:
URL: www.dun-laoghaire.com/dir/toyfair
La legge di Moore è la legge che considera vecchi i processori di un Pc dopo appena un semestre.
Federico Di Carlo
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Scienza – Tutti registri con il telefonino
Il Faro on line – Il telefono cellulare è diventato uno strumento alternativo per produrre contenuti, addirittura di tipo cinematografico. Un esempio è Nokia Productions, film i cui contenuti sono stati prodotti dagli utenti utilizzando i propri telefoni cellulari, successivamente uniti in un unico film artistico multimediale della durata di circa 15 minuti.
Il famoso registra Spike Lee stava già lavorando su questa a attività ed ha invitato il pubblico ad inviare al sito testi, musica, video o immagini originali per ognuno dei tre atti che costituiscono l’opera incentrata sul tema dell’umanità: nascita, vita e morte. I numeri registrati sono stati interessanti: oltre 4.000 pezzi di contenuti originali caricati e più di 350.000 visitatori sul sito durante il periodo di presentazione delle proposte, da aprile a settembre 2008. Alla chiusura di ogni atto, Nokia ha scelto le 25 migliori proposte e i visitatori hanno potuto votare le loro preferite, creando così una “Top 10”. Lee ha poi preso le proposte vincenti di ogni sessione e le ha integrate nel cortometraggio finale.
Approfondimenti su:
http://www.nokiausa.com/nokiaproductions
Federico Di Carlo
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Ambiente - Tecnologia M2m per l’ambiente
Il Faro on line – La tecnologia Machine to machine (M2m) si trova spesso a supportare sistemi progettati per un utilizzo mission-critical, come le applicazioni di identificazione dei rischi naturali, in quanto abilita comunicazioni wireless rapide ed affidabili che permettono un monitoraggio completamente automatizzato di aree remote con allarmi e stati. Jasper Wireless (operatore mobile globale, che offre una piattaforma di servizio in grado di connettere e gestire “machine to machine” (M2m) in tutto il mondo, con
sede a Sunnyvale, in California, e uffici in Gran Bretagna) ha stretto un accordo con l’italiana Minteos (http://www.minteos.com/sito%20italiano/index_ita.htm) per arricchire la suite per l’identificazione dei rischi naturali, chiamata NaturAlert. L’offerta agli enti interessati prevede un monitoraggio con elevate prestazioni di rete e di controllo. Con una rete di sensori installati nel territorio, dotati di Jasper Wireless M2m Global SIM, la suite è in grado di monitorare istante per istante gli incendi boschivi, gli allagamenti e le frane.
Approfondimenti su:
http://www.jasperwireless.com/
http://www.m2mforum.com/it/
Federico Di Carlo
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Scienza e Ambiente: Caldo, freddo, l'importante è la manutenzione della caldaia - I consigli dell'Associazione Nazionaleuropea degli Amministratori d'Immobili
Il Faro on line - L'Associazione Nazional-europea degli Amministratori d'Immobili ha diffuso alcuni consigli sulla manutenzione delle caldaie. In vista dell'inverno è ormai ora di verificare che tutto funzioni.
Non improvvisarsi tecnici. Un buon amministratore di condominio - afferma Giuseppe Bica, presidente dell'Anamni - deve combattere la brutta abitudine italiana di dare credito al condòmino che 'smanetta' con la caldaia, sostenendo di saperla regolare. E' un errore tragico, per i controlli periodici bisogna sempre affidarsi ad operatori specializzati e, se possibile, anche certificati". Rammentiamo che per legge chi opera sulle caldaie deve essere iscritto alla Camera del Commercio locale ed essere in possesso di un numero identificativo il quale consente di fare una “visura” dell’impresa stessa (ad esempio su www.infocamere.it). Spesso, l'amministratore, pur essendo investito dalla responsabilità dell'impianto, nomina, in sede di assemblea condominiale, un "terzo responsabile", ovvero un tecnico di settore, che si occupi operativamente di tutti i controlli di legge, pur facendo riferimento allo stesso amministratore.
Controllare l'impianto almeno due volte l'anno. In pratica, il controllo riguarda sia l'accensione che lo spegnimento dell'impianto. Il rendimento fumi, ovvero il controllo sul meccanismo di combustione, va invece operato ogni due anni.
Occhio alla documentazione relativa all'impianto. Il manutentore per ogni controllo deve rilasciare una "Dichiarazione attestante il controllo tecnico dell'impianto".
Visti gli obblighi di legge, l'amministratore è anche tenuto a costruire un vero e proprio "fascicolo della sicurezza", per riunire i documenti relativi alle operazioni di controllo e messa a norma di tutti gli impianti, non soltanto quello di riscaldamento.
Approfondimenti su:
www.gas.it.
COMBUSTIBILI |
p.c.i. kcal/kg |
T.e.p. |
Carbone fossile nazionale (variabile) |
Circa 4.000 |
0,4 |
G.P.L. (Gas di petrolio liquefatti) |
11.000 |
1,1 |
Gasolio |
10.200 |
1,02 |
Gas naturale |
8.250 |
0,825 |
Federico Di Carlo
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Perché indossare le cinture di sicurezza in auto?
La risposta è nel codice della strada. Se non la “allacciamo” veniamo sanzionati. Pesantemente. Quello che vogliamo giustificare nel seguito è l’uso della cintura da un punto di vista fisico. Innanzi tutto qualche definizione. Nel Sistema Internazionale di misura (SI) definiamo come grandezze fondamentali, tra l’altro, lo spazio (misurato in metri – m) ed il tempo t (misurato in secondi – s). Noto lo spazio percorso ed il tempo impiegato per percorrerlo definiamo la velocità, in seguito la indicheremo con v, come la rapidità del movimento ovvero il rapporto tra spazio e tempo e la misureremo in metri per secondo (m/s). Altra grandezza di interesse è l’accelerazione ovvero la rapidità di variazione della velocità cioè la variazione della velocità nel tempo. La misureremo in metri per secondo quadrato (m/s2) e la indicheremo nel seguito con a. Con quali strumenti misuriamo lo spazio e la velocità? Chi fa footing usa il contapassi per misurare lo spazio percorso, il solcometro viene utlizzato per misurare la velocità della barca; ma esistono sistemi integrati quali il GPS (Global Positioning System) che è un apparecchio in grado di misurare le distanze percorse e le velocità. Con il tachimetro dell’automobile misuriamo la velocità di “crociera” dell’auto in km/h e con un normale orologio misuriamo il tempo trascorso. Quindi se impiego 2 ore (h) per fare 100 km avrò viaggiato ad una velocità media di 50 km/h o meglio per usare le unità fondamentali del SI (ricordando che 1 ora (h) = 3600 s, 1 km = 1000 m e quindi 3,6 km/h = 1 m/s) avrò viaggiato a circa 14 m/s. Come noto un sorpasso richiede una variazione di velocità: l’auto che effettua il sorpasso deve accelerare per raggiungere una velocità superiore a quella del veicolo da sorpassare. Il valore dell’accelerazione la possiamo calcolare dividendo la variazione di velocità (differenza fra la velocità finale e velocità iniziale - ) per il tempo in cui è avvenuta la variazione di velocità. Ipotizziamo quindi di stare al semaforo con la auto in attesa che “scatti” il verde (velocità iniziale nulla =0). Dopo scattato il semaforo in 5s raggiungo la velocità di v= 15 m/s la mia accelerazione sarà di a= 3 m/s2. In altre parole la mia auto aumenta la sua velocità di 3 metri al secondo in un secondo. In generale diremo che un corpo si muove di moto accelerato quando la sua velocità varia. Fatta questa lunga premessa riusciamo a spiegare perché dobbiamo indossare le cinture di sicurezza in auto ovvero perché spesso sentiamo l’affermazione avere un urto a 40 km/h è come cadere dal secondo piano? In un moto uniformemente accelerato la legge della posizione è data dalla espressione e la legge generale della velocità è . Ipotizzando di trascurare l’attrito dell’aria consideriamo un vaso posto su un balcone ad una altezza di s = 6,7 m dal suolo (all’incirca è un secondo piano di un palazzo). A che velocità arriva al suolo?. Per percorrere lo spazio s impiega un tempo avendo indicato con g=9,86 m/s2 l’accelerazione di gravità calcoliamo la velocità finale (ove vo è la velocità iniziale nel nostro caso pari a zero e a=g). Ora se trasformiamo (cambiamo unità di misura) la velocità in km/h otteniamo i 43 km/h di cui parlavamo (12x3,6=43). Indossiamo le cinture!!!
Federico Di Carlo
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Energia e Potenza
I concetti di lavoro, potenza ed energia sono fondamentali nello studio della fisica applicata. Per parlare in modo corretto della definizione fisica del lavoro occorre prima chiarire che cosa s'intende per "forza". Nella vita quotidiana se ci capita di sollevare un peso dobbiamo esercitare una forza diretta verso l'alto; la nostra forza dovrà vincere un'altra forza, quella di gravità, che tende a tirare il peso verso il basso.
Come ogni grandezza fisica, la forza è esattamente misurabile, ed il suo valore si può esprimere in diverse unità di misura. Il modo più intuitivo di esprimere l'entità di una forza è quello di darne il valore in kg, ma tale unità di misura (molto cara agli ingegneri) non è un universale poiché dipende dal luogo ove misuriamo tale peso. L’unità di misura usata nel Sistema Internazionale di misura (adattato universalmente e ciò vale anche nei paesi anglosassoni!!!!) è il newton (N). E’ in relazione con la forza dalla relazione 10 kg ≈ 1 N. Nel momento in cui solleviamo un peso di 50 kg, stiamo applicando al peso una forza di 5 N diretta verso l'alto. Ma allora quando compro 3 etti di mortadella quanti Newton di affettato sto comprando?? Nel commercio di prodotti, lo strumento, in questo caso la bilancia del banco, è tarato opportunamente per far pagare il giusto peso all’acquirente!! E quindi tale problema non c’è e tutto è tradotto nel linguaggio comune.
Il luogo comune è che lavoro è fatica; per la fisica la fatica è un lavoro. Se spingiamo la nostra macchina per 10 metri avremo fatto un certo lavoro; ma se la spingiamo per 30 metri avremo fatto un lavoro (e una fatica) senz'altro maggiori! Come si calcola allora questo lavoro? Basta moltiplicare la forza per la lunghezza, che può anche essere chiamata "spostamento" che nell’esempio è effettuato dalla macchina (teniamo conto del caso in cui lo spostamento avviene in una direzione che non corrisponde alla direzione della forza resistente, la formula deve essere modificata, per tenere conto dell'angolo formato dalle due direzioni).
Se esprimiamo la forza in N e la lunghezza in metri (m), il lavoro avrà come unità di misura il "Joule" J, che si scrive 1J = 1N*1m.
Un certo lavoro può essere svolto in un tempo breve o in un tempo più lungo. Quando facciamo riferimento al tempo in cui un lavoro è stato compiuto, parliamo di potenza. Lo stesso lavoro infatti si potrebbe compiere in un tempo più breve o più lungo; per impiegare un tempo più breve occorre una maggiore potenza. L’unità di misura della potenza è il J/s cioè il Watt (W).
Per capirci l’energia elettrica a casa è misurata dal “contatore” dell’ente che fornisce il servizio e la misuriamo in kWh tenendo conto che 1 kWh = 1’000 W*3’600 s = 3.6 MJ (dove 1 h= 3600s con k intendiamo il valore di 1000 e con M intendiamo il valore di un milione!!!). Il contratto peraltro è stipulato in funzione della potenza che generalmente nelle abitazioni è pari a 3kW (cioè 3*1000 W). Quindi deve essere chiaro che quando parliamo di Joule (J), Calorie (kcal), Wh (wattora) stiamo parlando di Energia, quando parliamo di W (watt), CV (Cavalli), HP (Cavalli Vapore) parliamo di lavoro nel tempo cioè di potenza.
E’ evidente che il Joule è una unità di misura piccolissima dell’energia e quindi generalmente si parla dei suoi multipli. Ad esempio l’etichetta apposta su un pacco di biscotti per 100 grammi di prodotto stima un valore energetico pari a 483 kcal. Tale valore equivale a 0,56 kWh ovvero 2,02 MJ cioè 2 milioni di Joule!!!. E che dire del consumo calorico di una persona??. In media al giorno necessitiamo di 2.500kcal cioè 10,5MJ ovvero 2,9 kWh. E nelle 24 ore del giorno tale energia a quanta potenza corrisponde?? A 120W cioè come una lampadina ad incandescenza!!!.
Il comprendere bene i concetti sovraesposti fa bene anche al portafoglio. Se abbiamo in casa un boiler (scaldabagno) da 60 litri per la produzione di acqua sanitaria e tale apparecchio ha a bordo una resistenza elettrica per il riscaldamento dell’acqua da 1,5 kW, ipotizzando che in 4 ore di accensione venga raggiunta la temperatura di 60°C quanto è l’energia che è stata trasferita all’accumulatore? Basta moltiplicare la potenza della resistenza per il tempo con cui riscaldiamo l’acqua cioè 6kWh.
Federico Di Carlo
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Fiumicino&Google Transit perché no??
Fiumicino&Google Transit perché no??
Google Transit è (http://www.google.com/transit) un pianificatore di viaggio (trip planner) per l’ Europa. Ora potete pianificare il vostro intero viaggio con i mezzi pubblici. Finora Google ha informazioni per i seguenti luoghi e le seguenti aziende di trasporto:
1 - Traveline Sud-Est, Regno Unito URL:http://www.travelinesoutheast.org.uk/
" Il più visitato sito web del Regno Unito famoso per informazioni imparziali sulla pianificazione del tuo viaggio, in autobus, pullman o treno ... o qualsiasi combinazione delle tre!"
2 - FFS, Svizzera (treni, traghetti e bus a lunga distanza di copertura)
URL:http://www.sbb.ch/it/index.htm
3 - VBZ, Zurigo, Svizzera
URL:http://www.vbz.ch/vbz_opencms/opencms/vbz/english/ZVVtimetable/
4-Torino, Italia (Gruppo Torinese Trasporti)
URL:Www.5t.torino.it/5t/en/percorsi
5-Firenze, Italia (ATAF e Linea, AMV, ACV)
URL:Www.provincia.fi.it/mobilita/
URL:Www.ataf.net/travelPlan/calcolapercorso
Potete provare voi stessi: digitare il proprio indirizzo di inizio e di fine viaggio nel box "ottieni indicazioni". Nell’'impostazione predefinita i risultati sono indicazioni stradali, ma nelle zone di transito ove Google ha copertura di routing, si può semplicemente fare clic su "i mezzi pubblici".
Google ritiene che questo sia un passo importante per incoraggiare le persone ad utilizzare i mezzi pubblici, inoltre spera che la gente deciderà di lasciare l'auto a casa. Google sta cercando di migliorare la copertura e di lavorare con più partner; nasce da qui l’invito alla nostra amministrazione ed alle compagnie comunali di trasporto di contattare Google e far diventare il nostro comune tra i più hi-tech!!!.
Federico Di Carlo
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Musica digitale – report 2007
E’ in circolazione in questi giorni il Digital music report 2008, annuario del mercato mondiale della musica digitale realizzato dall’International federation of music phonographic industry (Ifmpi). Quali sono le evidenze dell’anno passato??. Nel 2007 la musica venduta tramite “la rete delle reti” e telefonia mobile ha raggiunto la cifra di 2 mlnd di euro, con un aumento del 39,8% rispetto all’anno precedente ed arrivando a rappresentare il 15% dell’intero comparto discografico. Dal rapporto è evidente che la vendita dei supporti fisici è in costante calo, con il Cd in discesa e le musicassette (ricordate le vecchie cassette C4?) sparite dal mercato. C’è un aumento nella crescita dell’ascolto da parte di consumatori di musica attraverso siti di social networking quali MySpace, Youtube e iTunes. Cosa succede in Italia? Numeri alla mano siamo al decimo posto nella classifica dei paesi con le migliori performance sul mercato digitale e preferiamo acquistare più dal mobile che dall’on-line tipico degli altri stati europei. Nel primo semestre 2007 gli introiti attraverso Internet hanno sfiorato i 2,8 milioni di euro con un aumento del 44% rispetto al primo semestre dell’anno precedente. La Fimi (Federazione dell’industria musicale italiana) punta il dito ancora contro la diffusione illegale della musica in rete, denuncia la scarsa sensibilità al problema da parte della autorità e ricorda che il calo delle vendite da parte del mercato tradizionale è causato anche dallo scambio peer-to-peer. La lotta al peer-to-peer è tutta in salita. Le conclusioni del pm della procura di Roma Paolo Giorgio Ferri condivise dal gip Carla Santese sono che “non è reato lo scambio telematico peer-to-peer di file audio e video. “Non è possibile dare rilevanza ad un fenomeno assai diffuso, di difficile criminalizzazione e quasi in assenza di una chiara legislazione che crei una fattispecie penale ad hoc” è l’idea del magistrato.
Federico Di Carlo
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TV Digitali
Primo Rapporto dell’Osservatorio New Tv, che si è basato sull'analisi di circa 1500 canali relativi a tutte le piattaforme digitali (DTT, IpTv, Mobile Tv, Sat Tv, Web Tv) e su oltre 50 casi di studio realizzati mediante interviste dirette alle più significative imprese operanti nei diversi stadi di questa filiera. Il Rapporto, in particolare, analizza puntualmente nel contesto italiano le tipologie di contenuto, le modalità di fruizione, le modalità di pagamento, ecc., delle diverse piattaforme digitali, comparando criticamente l’offerta delle diverse “nuove” Tv, tra di loro e con l’offerta della Tv “tradizionale”; analizza in dettaglio la filiera, investigando ruolo, strategie e modelli di business dei diversi attori coinvolti; valuta quantitativamente il mercato, mediante la stima del valore della pubblicità e dei servizi premium erogati e, infine, individua i principali trend in atto, tratteggiando i possibili scenari futuri. Le sei piattaforme digitali sono state raggruppate in 3 macro categorie chiamate:
- Sofa-Tv: include tutte le televisioni che vengono fruite in casa tramite il tradizionale schermo televisivo con opportuna connessione digitale (SAT TV; DTT e IpTV);
- Desktop-TV: include tutti i canali video fruibili tramite internet;
- Hand-TV: include le offerte TV sulle piattaformi mobili di rete celulare.
Il rapporto è stilato da Osservatori ICT & Management della School of Management del Politecnico di Milano che come “mission” ha quella di offrire una fotografia accurata e continuamente aggiornata di ciò che avviene in Italia nell’ambito delle ICT. Nati nel 1998 con un Osservatorio sul B2c (eCommerce), gli Osservatori ICT & Management sono ormai molteplici e affrontano in particolare tutte le tematiche più innovative: Rfid, Mobile & Wireless Business, eProcurement, eSupply Chain, eCommerce B2c, Enterprise 2.0, ICT Strategic Sourcing, CIO: ICT Strategy & Governance, ICT & PMI, Mobile Content, Mobile Marketing & Service, Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione, New TV, Intelligent Transportation Systems, ICT & Disabilità, Information Security Management, CIO in Sanità, Mobile Finance.
Ulteriori informazioni URL: http://www.osservatori.dig.polimi.it/
Federico Di Carlo
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