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Valle del Sacco, in campo 35 milioni di Euro


Il Faro on line - La Regione Lazio e l’Ufficio Commissariale istituito nel 2005 proprio per affrontare un’emergenza di disastro ambientale prodotta da decenni di mancanti controlli e dimenticata, in particolar modo, negli anni immediatamente precedenti l’arrivo di questa Giunta quando si è cercato di bonificare l’area industriale di Colleferro progettando una discarica nazionale per lo stoccaggio definitivo di rifiuti pericolosi, hanno operato al meglio per far fronte alla crisi della Valle del Sacco.

Nel marzo del 2006 la Regione ha stanziato 9 milioni di euro in 3 anni per la riqualificazione agricola, la certificazione dei prodotti, le infrastrutture rurali e le reti idriche, assumendo contestualmente decisioni difficili sulla sorte del bestiame contaminato e anticipando anche 3 milioni di euro per compensare i ritardi nell’erogazione dei fondi nazionali. Poi finalmente, con il Governo Prodi, sono anche stati trasferiti i 10 milioni di euro per gli indennizzi agli agricoltori, di cui 7,5 sono già stati utilizzati. Quindi sono state trasferite in due tranches ulteriori importanti risorse dal Ministero dell’Ambiente per la riqualificazione dell’area, oggi in gran parte già erogate insieme ad altre risorse regionali.

Complessivamente sono stati assegnati all’Ufficio Commissariale 34 milioni e 680mila euro. 10 milioni dal Ministero delle Politiche Agricole, 13 milioni dal Ministero dell’Ambiente e oltre 13 milioni di euro a oggi da parte della Regione Lazio che ha anche garantito più altri 5 milioni di anticipi e prestiti per far fronte alle prime necessità e in parte già restituiti. In questi anni sono state compiute tutte quegli interventi e quegli studi che ci permettono di avere oggi un quadro abbastanza preciso della situazione.

Nel 2006 l’intera area del Sacco ha assunto il nome di Valle dei Latini, trasformandosi nel primo distretto agroenergetico a livello nazionale e successivamente sono stati piantati oltre 100 ettari dei primi girasoli poi raccolti e trasformati in biodiesel. Per l’alimentazione delle caldaie a biomassa sono stati invece piantati 40 ettari di pioppi nel 2007, divenuti quasi 100 nel 2008.

L’Ufficio commissariale ha inoltre imposto a molte industrie, attraverso anche un percorso condiviso, importanti investimenti per la messa in sicurezza e la bonifica dei siti inquinati. Nelle ultime settimane sono arrivate le risorse per il nuovo depuratore consortile di Anagni e il 23 gennaio 2009 partiranno i lavori per la bonifica dell’area Arpa 1.

La Regione e la struttura commissariale hanno quindi operato sempre con grande impegno e rigore, finanziando o sbloccando fondi poi in gran parte spesi per affrontare l’emergenza, garantendo i confini della perimetrazione e tenendosi sempre in stretto contatto con la competente Procura della Repubblica.

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