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Colpo a sorpresa in Comune: Porreca resta, dopo l’invito di Eufemi

Ardea - In mattinata raffica di comunicati stampa sulle dimissioni, poi rientrate

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Il Faro on line – Il sindaco di Ardea Carlo Eufemi ha incontrato questa mattina l’architetto Mario Porreca e ha preso atto della sua volontà di lasciare l’incarico di dirigente dell’ufficio ambiente legata a questioni di salute. “Malgrado ciò – ha sottolineato Eufemi – ho chiesto a Porreca di rimanere in carica fino all’individuazione di una soluzione adeguata per la copertura del posto di dirigente dell’area ambiente”. L’architetto Porreca ha accettato e rimane nell’esercizio delle sue funzioni


Prima di questo incontro, lo stesso Porreca aveva inviato un comunicato. “Non ci sono assolutamente polemiche con il sindaco. Ho dato le mie dimissioni dall’incarico – c’era scritto – solo per motivi di salute. Tutto ciò che si sta dicendo su questa vicenda è frutto della speculazione politica”.
Mario Porreca, riferendosi ad alcune dichiarazioni apparse oggi sui quotidiani che riferivano di un “furto” di un faldone di documenti nell’area tecnica, ha affermato: “La vicenda è della fine dell’anno, ben prima che io mi dimettessi. Ma poi il faldone è stato ritrovato”. “Per quanto riguarda invece la gestione della pubblica illuminazione – conclude – è ora in atto un contenzioso con l’impresa. Vedremo come si svilupperà la vicenda”.


Sempre oggi, il sindaco aveva a sua volta inviato una missiva: “Fare politica – ha scritto Eufemi – significa prima di tutto avere rispetto della città e delle vicende personali di ognuno. Raccontare fatti che non stanno né in cielo né in terra, con dietrologie gratuite testimoniano che invece di raccontare alla città i fatti concreti si preferisce gettare fumo agli occhi dei cittadini. La vicenda dell’architetto Mario Porreca lo insegna: è lui stesso a smentire, non solo io. Inviterei chi ha velleità di rappresentare partiti e espressioni di movimenti politici a informarsi bene prima di diramare informazioni alla città – ha aggiunto – Si fa presto a raccontare storielle prese al bar. Rispettiamo le polemiche e le segnalazioni quando queste sono giuste e fondate. Ma quando si supera quel criterio di corretta informazione, e si inducono in errore gli operatori della  comunicazione, c’è da far cader le braccia”.

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