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I Verdi: ‘Falda inquinata sotto l’ex deposito Atac’

Ostia - Cavino chiede la bonifica urgente del sito

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Il Faro on line – «I lavori di trasformazione dell’Ex deposito Atac di Ostia, per costruire un centro espositivo d’arte sono fermi da oltre sei mesi, con grande disagio dei cittadini della zona provocato dalle ingombranti strutture del cantiere. Grazie all’interessamento dei Verdi del XIII e del locale comitato di quartiere oggi le ragioni di questo disagio sono più chiare, e preoccupanti». Così in una nota i Verdi del Municipio XIII.
«Nel corso delle opere di scavo – dichiara Gianluca Cavino, Portavoce dei Verdi del XIII Municipio – è stato
riscontrato un forte inquinamento ambientale provocato dalle vecchie cisterne di raccolta di idrocarburi e dalle diverse attività dell’ex deposito. È stato rilevato un inquinamento delle terre e soprattutto della falda acquifera, circostanze assai gravi che impongono oggi l’obiettivo prioritario di mettere in sicurezza l’intera area a tutela della salute dei cittadini ed evitare il persistere e il peggioramento del danno ambientale e dell’inquinamento che rischia di compromettere porzioni sempre più ampie della falda acquifera».


«I residenti ed i commercianti – continua Silvia Grassi, Coordinatrice dei Verdi di Ostia – lamentano inoltre gravi disagi alla viabilità e forti rischi per la sicurezza dei pedoni a causa della recinzione installata che ha privato il quartiere di almeno un centinaio di posti auto. Inoltre al posto del capannone demolito è presente ora una grande pozza d’acqua che, oltre a far proliferare le zanzare tigre, sta provocando infiltrazioni negli interrati del palazzo adiacente. Il comitato di quartiere della Paranzella ha avuto numerosi incontri con gli organi istituzionali ed amministrativi con la speranza di ricevere lumi sul blocco dei lavori. Ci siamo impegnati per sapere cosa stesse accadendo ed oggi purtroppo abbiamo le risposte».


«L’assessorato Ambiente regionale – dichiara Sandro Lorenzatti, dell’Esecutivo regionale dei Verdi – si è
immediatamente attivato presso l’Arpa la quale ha reso nota la situazione di inquinamento delle terre e della falda da idrocarburi. La società costruttrice ha smaltito circa 200 ton. di terre inquinate fino ad ora raccolte ma l’inquinamento della falda è oggetto di competenza del Comune di Roma, che deve mettere in opera un progetto di bonifica. Peraltro è importante a questo punto verificare lo stato di inquinamento dell’intero lotto, visto che si dovrà comunque scavare per la realizzazione dei box interrati».
«La richiesta urgente che inviamo al Comune di Roma – conclude Cavino – è di procedere con urgenza alla bonifica del sito, verificando l’effettiva portata e conseguenze dell’inquinamento riscontrato. Ma vogliamo sia reso noto un crono programma delle opere previste, nel massimo rispetto della trasparenza amministrativa e della tutela della salute dei cittadini. Inoltre è necessario togliere le recinzioni del cantiere che creano notevoli disagi già da sei mesi».

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