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Stupro di Capodanno, Alemanno e Canapini chiedono ‘pugno duro’

Il sindaco di Roma: 'Non dobbiamo dare segnali negativi su reati così'. Il sindaco di Fiumicino: 'Mi sarei aspettato un monito e un esempio diversi'

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Il Faro on line – «Le parole esasperate e disperate della vittima dello stupro della Fiera di Roma devono far riflettere. Non è accettabile che una decisione presa dalla magistratura (la concessione degli arresti domiciliari, ndr) divenga un segnale negativo di fronte a reati di così grave allarme sociale come la violenza sessuale. Bene ha fatto il ministro Alfano ad accogliere il nostro appello inviando gli ispettori presso il Gip di Roma per verificare la fondatezza giuridica della concessione dei domiciliari al ragazzo accusato di stupro. Da tutta Roma emerge con forza la richiesta alla magistratura di rivedere questa decisione, di ottenere un giudizio veloce anche attraverso il processo immediato e di garantire la certezza della pena».
Lo afferma il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, rispetto alla vicenda che vede impurtato e reo confesso il 22enne Davide Franceschini (nella foto) di Fiumicino, dell’aggressione violenta e dello stupro di una giovane barista la notte del 31 dicembre.

Ad Alemanno fanno eco le dichiarazioni del sindaco di Fiumicino, Mario Canapini: «Sono dispiaciuto, ma se il giovane ha sbagliato è giusto che paghi. Anche se c’è stato un pentimento, è necessario che ci siano punizioni esemplari per chi compie gesti di tale gravità. Posso immaginare il dolore della famiglia della ragazza che ha subito la violenza in quel modo. Ciò che è successo – aggiunge – e sta succedendo come cronaca, e che coinvolge stranieri come gli italiani, deve farci riflettere tutti: il problema è questo uso indiscriminato di alcool e droga, che alterano lo stato portando ad un’assenza di controllo, ma questo non deve trovare in alcun modo giustificazioni o attenuanti. Situazioni che, come vediamo, non coinvolgono solo ambiti con degrado sociale ma anche famiglie perbene. Gli arresti domiciliari? Non voglio giudicare la decisione del Gip, la rispetto ma mi sarei aspettato un monito ed un esempio diversi».
La famiglia del ragazzo, intanto, è chiusa ancora nel silenzio, in una sorta di protezione del figlio. Contattato
telefonicamente un familiare dall’Ansa, ha, con cortesia ma con fermezza, declinato ogni richiesta di commento: «No, grazie».

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