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“Pesca: un settore in crisi tra il disinteresse delle istituzioni”

Fiumicino - Il monito delle cooperative: “Basta rimpalli di responsabilità è ora di alzare i livelli di sicurezza portuali”

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Il Faro on line – “Il settore della pesca a Fiumicino è in crisi e nonostante ciò manca da parte delle istituzioni la volontà di affrontare il problema”. Dopo cinque mesi di agitazioni le cooperative a tutela dell’indotto si rivolgono nuovamente alla stampa e all’opinione pubblica per mettere in evidenza una situazione che, oltre a una crisi economica, mette a repentaglio quotidianamente l’incolumità degli operatori. E’ proprio la sicurezza uno dei temi caldi della conferenza stampa tenutasi presso l’Hotel Roma di Fiumicino cui hanno partecipato Giampaolo Buonfiglio, presidente della Associazione Generale delle Cooperative Italiane, Lorenzo Melchiorri, presidente Nuova Fiumicino Pesca e Gennaro Del Prete, presidente de La Pesca Romana Scrl.
“L’insabbiamento della foce del porto canale di Fiumicino – spiega Del Prete – soprattutto in condizioni meteo marine avverse, costringe i pescherecci ad operare in una situazione di grave rischio. Se i fondali del fiume sono ricchi di frigoriferi, alberi e animali morti, il mare è ormai ricco di fango. Tutti ostacoli per le imbarcazioni che da agosto hanno provocato il 38 per cento di uscite in meno”.
Ciò che lascia perplessi gli operatori sembra essere questa lentezza d’intervento da parte degli organi competenti. Lentezza che acquista peso e corpo se si pensa che Fiumicino è, per numero di imbarcazioni, produzione annua e diversificazione delle attività, il principale polo peschereccio laziale. Vi operano circa 70 imbarcazioni che esercitano la pesca a strascico, la piccola pesca costiera locale e la pesca dei molluschi bivalvi.
E proprio su questo aspetto che il presidente della Agci Lazio rincara la dose: “Si tratta di una situazione insostenibile dovuta a lungaggini burocratiche, disinteresse delle istituzioni preposte, rimpalli di responsabilità e reiterati rinvii. Invitiamo pertanto Regione, Provincia Comune ed Autorità portuale a porre in essere tutte le azioni necessarie per risolvere il problema, senza aspettare il verificarsi di incidenti che sarebbero solo tragedie annunciate”.
Riccardo Ragozzini

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