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‘From Medea’, spettacolo per non udenti oltre ogni barriera

Sabato al teatro Nino Manfredi di Ostia

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Il Faro on line – “Il teatro oltre il silenzio” è il titolo dell’iniziativa gratuita patrocinata dal municipio XIII che avrà luogo alle 21 di sabato 3 aprile al teatro Nino Manfredi. Nella sala di via dei Pallottini, andrà infatti in scena “From Medea”, uno spettacolo di Grazia Verasani, con la regia di Filippo d’Alessio, che vede protagonista Lorenza Guerrieri. Con l’attrice romana, Maddalena Rizzi, Silvia Salvatori ed Elisa Alessandro. La pièce ha una particolarità, potrà essere seguita anche dalle persone non udenti grazie ad una tecnologia avanzata, un impianto inglobato nella stessa scenografia che consente una lettura comoda per lo spettatore e allo stesso tempo meno invasiva e che si avvale di tre grandi schermi (videowall), dove scorro i sovratitoli. Uno spettacolo al di là di ogni barriera, promosso dall’associazione Li.Fra, fondata da due giovani attori: Lisa Girelli e Francesco Montingelli, in collaborazione con la Fiadda (Famiglie italiane associate per la difesa dei diritti degli audiolesi e con Happy surf. La prima esperienza di teatro accessibile anche alle persone sorde, si è svolta lo scorso anno al teatro Brancaccio ed ora anche Ostia e il teatro Manfredi, ospitano un evento, una occasione, che consente finalmente di parlare di teatro per tutti. La commedia racconta, anche se in chiave a volte leggera, il dramma al femminile che trae ispirazione dalla tragedia greca. In realtà si racconta una storia moderna che vede le protagoniste in un carcere. La convivenza forzata genera amicizia e confidenza reciproca: tra ricordi del passato che riaffiorano e confessioni spezzate, la storia alterna tensione e leggerezza. Quattro donne: Rina, Vincenza, Eloisa e Marga, diverse tra loro, ma accomunate dalla stessa dolorosa esperienza e dall’espiazione interiore “l’unico giudice che ho è nella mia testa” di una colpa, che le induce tra emozione e razionalità a scrutare nel loro passato. Quattro vite spezzate, nelle quali tuttavia c’è ancora spazio per sogni, speranze, piccole gioie, e nel quale scoprire “quanto possa essere ostinato e resistente il cuore di una donna”. Un testo sicuramente provocatorio, ma che invita a riflettere sul valore della vita, della maternità e sulla condizione delle donne, reali, palpitanti, sofferenti, umane.

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