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Gonnelli: ‘Roma, Regione, Governo: una filiera che porterà benefici al litorale’

L'analisi del voto: 'Bene le province, e sulla Capitale per capire il dato lettorale va ricordato che il Pdl non correva'

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“E ora viene il bello”. Mauro Gonnelli, presidente del consiglio comunale, ha ancora gli occhi di chi ha tirato a lungo per festeggiare la vittoria della Polverini. “Una grandissima soddisfazione” dice arrivando nel palazzo comunale. Poi si ferma e commenta: “Ora cambia tutto, abbiamo un governo nazionale, una regione Lazio e una amministrazione comunale di centrodestra, non abbiamo più scuse”.
Cosa cambia ora per Fiumicino con la Polverini presidente della Regione Lazio?
Si chiude una filiera di rapporti. Ora non abbiamo più scuse. Il governo nazionale, regionale e locale sono di centrodestra, per questo dovremo concretizzare nei prossimi tre anni il nostro impegno per la risoluzione di alcuni problemi che non sono più prorogabili.
Ovvero?
Il ridicolo problema del rischio esondazione e del PS5, la messa in sicurezza di Passo della Sentinella, il rilancio del sistema sanitario del comune e su tutti l’apertura d’urgenza della nuova stazione dei carabinieri, con il potenziamento delle forze dell’ordine, eventualmente
portando avanti quel progetto che già il sindaco di Roma ha attivato con ottimi risultati nella Capitale. Uno dei punti forti della neo presidente Polverini oltre alla sanità, sarà il piano casa.
Fiumicino ne approfitterà?
Più che il piano casa è fondamentale il ritorno al piano particolareggiato e B4A osteggiato dalla Regione Lazio. Montino è stato bravissimo e velocissimo con un colpo di mano ad approvare il porto e rilasciare le relative concessioni, mentre sui vari piani particolareggiati non ha voluto sentire ragioni. Con la nuova giunta di centrodestra alla Regione daremo più che soddisfazioni a quei piccoli proprietari che da anni attendono di poter realizzare una casa per sé o per i propri figli.
E sul raddoppio dell’aeroporto?
Siamo sempre stati favorevoli allo sviluppo purché in linea con i programmi dell’amministrazione e purché si traduca in reali termini occupazionali. L’aeroporto deve
tornare ad avere e riprendersi quel ruolo sociale che aveva negli anni Novanta, non può essere gestito come una fabbrica dove si automatizza e si taglia per snellire i costi. È poi assolutamente necessario aprire un tavolo interistituzionale di confronto sulla questione del sistema aeroportuale che da solo oggi rappresenta circa il 20 per cento delle attività produttive della Regione Lazio.
Quant’è soddisfatto per l’affermazione di Mario Brozzi, candidato espressione di Alemanno e sul territorio di Fiumicino di lei, De Vecchis, Scarabello e D’Intino?
Sono davvero soddisfatto soprattutto per essere stati determinanti nella scelta di Brozzi e di conseguenza della possibilità di un assessorato al nostro candidato del Pdl, Pietro Di Paolo. La nostra componente sarà un valore aggiunto nel rappresentare Fiumicino alla Regione Lazio. Il dato che va sottolineato è che la Polverini ha vinto grazie alla spinta in particolare di Alleanza Nazionale. Se facciamo un’analisi del voto, il nostro candidato alla presidenza della Regione Lazio ha volato in Province storicamente vicine ad An. Queste sono state determinanti per la sua elezione.
Bene le Province, un po’ meno Roma, dove Emma Bonino ha vinto quasi ovunque. Una bocciatura per la giunta…
Il risultato di Roma non deriva da un giudizio negativo degli elettori sulla giunta Alemanno e sull’azione amministrativa del centrodestra, ma su una impossibilità, come avvenuto invece in realtà più piccole come a Fiumicino o nelle altre province di Roma, di contattare gli elettori e dirottare i voti sulla lista Polverini o su uno dei candidati della lista in questione. E poi a Roma, non dimentichiamolo, il Pdl non correva.
L’impressione che la vittoria della Polverini abbia un po’ quietato i mal di pancia legati al caos liste è piuttosto forte. È solo una impressione?
Qualcuno troppo presto ha declamato la decapitazione della classe dirigente del Lazio, alla quale oggi va riconosciuto il merito che nonostante i tentativi di estromettere dal voto il Pdl, hanno evitato la dispersione del voto riportandoli fedelmente nella lista Polverini, impresa da molti ritenuta impossibile ma che realmente dimostra che la classe dirigente del Lazio conferma di essere determinante per l’elezione della Polverini come fu per l’elezione di Alemanno. (intervista tratta da Il Giornale di Ostia)

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