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‘Riserva: serve un piano di gestione e un regolamento attuativo’

Intervento del Wwf: ‘L’area è sempre più minacciata da un uso non sostenibile del territorio’

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Il Faro on line – “Nell’anno internazionale della biodiversità, l’integrità ambientale e paesaggistica è una condizione irrinunciabile per la tutela degli ecosistemi della Riserva e lo sviluppo del Litorale Romano. Una Riserva sempre più minacciata da un uso non sostenibile del territorio e dalla mancata gestione unitaria dell’area protetta da parte delle due Amministrazioni Comunali”.
E’ quanto afferma Alessandro Urbani consigliere Wwf Lazio che prosegue sottolineando come a quattordici anni dalla sua istituzione la Riserva non abbia ancora “un piano di gestione e un regolamento attuativo”. “Ad  oggi – prosegue – non è garantita una coerente gestione del territorio volta ad armonizzare le esigenze di tutela ambientale con quelle di un armonico sviluppo socio-economico del Litorale Romano. La mancata attuazione delle finalità istitutive dell’area protetta rappresenta una lesione dei diritti dei cittadini a un ambiente sano e quindi un danno economico per le popolazioni residenti.”
L’intervento di Urbani si conclude con la richiesta al Presidente Vizzani e al Consiglio tutto di farsi promotori presso gli organi competenti per l’approvazione di un unico Piano di Gestione e del relativo Regolamento Attuativo nonché la creazione di un Ente Gestore che garantisca, nei territori comunali di Roma e Fiumicino, il governo unitario del territorio dando piena esecuzione alle finalità di tutela ambientale contenute nel Dma del 29 marzo 1996.
“Spero – aggiunge Rolando Gili Presidente Wwf Litorale Romano – che l’interesse mostrato dal Consiglio alla salvaguardia della Riserva, possa tradursi in un impegno fattivo nella tutela del patrimonio ambientale del Municipio XIII. Un passo importante in tal senso – conclude Gili – dovrebbe essere quello di abbandonare definitivamente il progetto relativo al prolungamento stradale di Via Mar Rosso. L’eliminazione delle discariche abusive e dei fenomeni di illegalità non passa certamente attraverso la distruzione degli ambienti naturali”.

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