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‘Spesa corrente: dato preoccupante’

La denuncia degli esponenti del Partito democratico, Foschi e Calicchio

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Il Faro on line – Il bilancio di previsione 2010 sembrerebbe prendere forma dietro ai numeri che lo compongono. Oltre alle indiscrezioni riguardanti l’elevata spesa corrente, che porta il Comune di Fiumicino ad essere secondo solo a Roma nella regione Lazio e agli aumenti relativi ai servizi, cominciano ad emergere dati più precisi sui costi della gestione politica.
 
“Dai documenti presentati – denunciano Paolo Calicchio ed Enzo Foschi, rispettivamente consigliere comunale e regionale – comincia a prendere forma la consistenza di un  dato effettivo e davvero preoccupante. Siamo di fronte, infatti, a una spesa corrente molto alta, circa 83.679.471,27, aumentata di 4.376.92 euro rispetto ai 79.303.279,16 euro del 2009, che fa registrate un +  5,23%. E in questa spesa cominciano anche a delinearsi i costi della gestione politica della città e le scelte verso le maggiori spese”.
 
I dati che Calicchio e Foschi portano sul loro piatto parlano chiaro, a cominciare dal dato della spesa per il personale, che incide per circa il 24,03% per un totale di 20.106.181,89 euro: “Che poi diventa 23.181.544,72 – proseguono – aggiungendo alla cifra precedente imposte fisse regionali e spese per fondi di progressione dei dipendenti. In questa cifra sono racchiusi gli stipendi e i compensi di 458 dipendenti, 11 dirigenti e circa 120 precari, per un totale di 578 unità che percepiscono un reddito medio di 34.785,79 euro l’anno e che pesano su ogni singolo dei 69.688 cittadini di Fiumicino per un totale di 292,90 euro annui. Certo non tutti gli stipendi sono uguali – hanno voluto specificare –  e si va dai 126.551,81 euro lordi per il super direttore Generale dottor Cortesini allo stipendio base di un CO.CO.CO che non supera i 18.997,00. euro l’anno, per non parlare poi dei compensi dovuti agli stagionali e ai precari della scuola. Qui sono compresi anche il personale di staff, che non è sparito del tutto, malgrado le assunzioni recenti, e le spese, diciamo politiche, cioè le indennità degli assessori, del sindaco, del presidente del Consiglio e dei consiglieri, gli ultimi intesi come gettoni a presenza, che ammontano a poco più di  500 mila euro, lordi e annui, a detta del dirigente dell’area finanziaria”.
“Altra voce importante – hanno proseguito –  è la spesa per il sociale che ammonta a 13,708,950,28 euro e la spesa per l’ambiente e  la gestione del territorio che ammonta a 12.893.000,00 circa di cui oltre 10 milioni di euro per la RSU. Altre spese che sono sicuramente di importi minori come il trasporto pubblico locale che costa circa 2 milioni di euro l’anno e la spesa per le scuole comunali che incide per oltre 10 milioni di euro e in cui è inserito il costo del trasporto scolastico (2,4 milioni di Euro) e la mensa scolastica (2,6 milioni di Euro)”.

Ci sarebbero poi altre spese “minori” che completerebbero il quadro. La spesa corrente nel suo insieme è la motivazione con la quale l’amministrazione ha giudicato gli aumenti dei servizi che riguarderanno la Tarsu, il trasporto urbano, le mense scolastiche, gli asili nido, il canone di locazione per i chioschi commerciali, il canone di locazione delle palestre comunali e le multe per autovelox.

Foschi e Calicchio chiudono con una polemica riguardante il PEG (Piano esecutivo di gestione): “Lo studio del bilancio e la presentazione di emendamenti diventa estremamente difficoltosa se non si ha a disposizione il Peg, dove vengono riportate puntualmente tutte le voci di entrata e di spesa. Se si ha a disposizione il PEG si possono desumere alcune informazioni dalla relazione programmatica della Giunta (verificando le opere che l’Amministrazione intende realizzare e individuandole poi nel bilancio) e dal POP (Piano Opere Pubbliche, che però, pur previsto dalla legge, anche quest’anno non è obbligatorio).  Teniamo conto che il bilancio divide le entrate e le spese in grandi voci che non specificano i singoli interventi che verranno eseguiti. È evidente che nel momento in cui la maggioranza si rifiutasse di consegnare il PEG il consigliere, durante la seduta d’approvazione, dovrà chiedere che siano specificati tutti gli interventi per ogni grande voce di spesa. Non abbiamo a disposizione il PEG per lo studio delle spese. Come mai?”.

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