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Mense scolastiche: scintille tra Serafini e De Fusco

Botta e risposta tra il coordinatore del Pdl e il sindaco di Pomezia

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Il Faro on line – Risponde con parole al vetriolo nei confronti del
sindaco e dell’amministrazione Rodolfo Serafini, coordinatore del Pdl, dopo aver ricevuto pesanti invettive nel corso di un Consiglio
comunale: “Nella seduta del 20 aprile, con all’ordine del giorno
l’appalto delle mense scolastiche, è accaduto un fatto grave, sia per la
valenza politica che per i comportamenti del sindaco: giunto in aula
consiliare, assisto ad un intervento di De Fusco nel dibattito
consistente in un attacco al consigliere Maniscalco, reo di aver svolto
il suo ruolo di opposizione. Improvvisamente, dal suo posto negli
scranni del consiglio, il sindaco si rivolge palesemente verso di me e,
facendo chiaro riferimento ad alcune dichiarazioni che ho rilasciato
alla stampa riguardo alla gestione del personale nel nostro Comune, si
lancia in una violenta invettiva. Essendo stato coinvolto forzatamente
nella polemica, pur se consapevole del fatto di non poter intervenire
nei lavori del Consiglio, faccio educatamente notare al sindaco la
scorrettezza e l’arroganza del suo comportamento. A questo punto, De
Fusco rilancia secondo un copione già visto in quell’aula mi
accusa di essere uno ‘sconosciuto provocatore’ e chiede l’uso della
forza pubblica per allontanarmi”.
Serafini non si arrende e appena
fuori l’aula consiliare tenta di avvicinare il sindaco De Fusco: “Ho
colto l’occasione per chiedere un chiarimento, ma prima De Fusco ha
sostenuto di non sapere neanche chi ero e, subito dopo, mi ha chiamato
per nome. Gli ho ripetuto quanto detto in precedenza: il sindaco non può
utilizzare il privilegio di sedere in Consiglio per aggredire
verbalmente un cittadino, e a maggior ragione un avversario politico,
che assiste al Consiglio, sapendo che questo non può replicare e
tantomeno il sindaco dovrebbe chiedere illegittimamente l’uso della
forza pubblica per allontanarlo nel caso in cui provi a difendersi. A
questo punto gli strappo l’impegno, formalizzato con stretta di mano
davanti ai molti presenti, per un confronto alla pari e pubblico su temi
amministrativi, con la possibilità del contraddittorio che mi era
negato in quella sede”.
La questione avrà sicuramente un seguito. Nel
frattempo Serafini continua ad evidenziare: “Il nervosismo dovuto alla
crisi politica che attanaglia la sua maggioranza, sconfitta
elettoralmente per l’ennesima volta e senza numeri in Consiglio
comunale. Il sindaco non deve prendersela con chi gli fa notare i suoi
errori, ma con vera umiltà e senso di responsabilità dovrebbe fare un
passo indietro, rinunciando ai vantaggi del potere a favore
dell’interesse della comunità che amministra. Nel confronto pubblico che
terremo a breve – conclude – il sindaco De Fusco potrà finalmente dare
delle risposte chiare e rendere conto di quattro anni di gestione del
Comune di Pomezia. Dopodiché i cittadini trarranno da soli le
conclusioni”.
S.C.

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