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Il MAXXI verso l’inaugurazione

Il Faro on line – Finalmente il 27 maggio si inaugura la nuova sede del MAXXI progettato da Zaha Hadid. Sull’evento sembra concentrarsi l’attenzione di tutta la stampa internazionale di settore. Durante l’incontro con i giornalisti sono stati evidenziati gli slanci internazionalisti e interdisciplinari della gestione del Presidente della Fondazione Pio Baldi e dei Direttori delle sezioni Architettura e Arte, rispettivamente Margherita Guccione e Anna Mattirolo.
La struttura è costata cara: 150 milioni di euro, cioè poco meno del Guggenheim di Bilbao e della Tate Modern di Londra e quindi si parte con le casse vuote. Ma Baldi non sembra essere preoccupato visto che oltre ai contributi del Ministero l’amministrazione del museo si avvarrà del sostegno dello sportello Arcus, del contributo abbastanza significativo di cinquanta privati, del supporto ancora in via di definizione, della storica maison Fendi, nonché di sponsor come BMW, Perna e Telecom, oltre che degli introiti derivati dai biglietti e dal merchandising.
Lo spazio, di nuova concezione, parte con una serie di collaborazioni con importanti realtà romane tra cui primeggiano Macro e Fondazione Musica per Roma. Con queste, almeno nell’intenzione, vorrebbe creare una stretta rete di interconnessione per la promozione dell’arte contemporanea, poiché Roma, sotto il peso della storia, dell’impero e della chiesa, ha sempre schiacciato la contemporaneità. E infatti i rappresentati degli organi di informazione, soprattutto quelli stranieri, hanno battuto maggiormente su questo punto. “Al momento non ci sono tanti artisti interessanti in Italia” commentava la giornalista svizzera Nadia Fischer. Ma il direttore Anna Mattirolo non era d’accordo “ Non si potrà fare a meno di prendere atto della presenza dei giovani. Fino ad ora hanno avuto poche occasioni di lavorare”. Aggiungeva però che “tra gli obbiettivi c’è quello di approfondire almeno una volta all’anno figure internazionali più storicizzate”. E quindi alla fine della conferenza resta il dubbio, che poi è il cuore del problema: chi prenderà a carico gli artisti emergenti? Il MAXXI riuscirà ad avviare un processo di sensibilizzazione all’arte contemporanea o sarà soltanto un’altra istituzione? Staremo a vedere. Una curiosià: del comitato scientifico fa parte anche Peter Greenaway.
Federica Polidoro

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