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‘Sempre ateo, grazie a Dio’

Il Faro on line - E’ stato compito di Goffredo Fofi aprire il ciclo di proiezioni a ingresso libero dedicato a Luis Bunuel. Il regista contestatore della borghesia e di tutte le sue forme codificate inizia il suo percorso intellettuale con Garcia Lorca e Salvator Dalì, nei primi anni del secolo.
Il periodo è quello in cui le avanguardie artistiche vanno di pari passo con le rivoluzioni sociali e politiche. Bunuel si trasferisce a Parigi e scopre affinità col surrealismo. Dopo l’esilio francese scappa nel luogo dove si stanzia definitivamente, il Messico, già meta di numerose fughe dalla Spagna franchista.
Nella ricca restrospettiva al Palazzo delle Esposizioni si possono recuperare perle come Nazarin e Quell’oscuro oggetto del desiderio o rarità come Il Diario di una cameriera.
Il cinema di Bunuel è pieno di suggestioni per l’inconscio e fa riflettere sulle possibilità del linguaggio. “Pochi hanno elaborato un modo di raccontare proprio senza tener presente dei ricatti della logica del racconto tradizionale”commentava Fofi . E se l’immagine dell’occhio tagliato fa ormai parte del nostro patrimonio collettivo, è vero altresì che la forza eversiva del cinema del regista iberico è rimasta intatta. Il 29 aprile prima della proiezione è previsto un incontro con Raul Grisolia, docente di cinema all’Università di Roma “La Sapienza”, sul tema “Cinema e pittura nei film di Luis Bunuel”. Le proiezioni si terranno fino al 16 maggio. In 35 mm.
Federica Polidoro

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