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‘Focene non è razzista’

Il Nuovo Comitato Cittadino risponde alle polemiche

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Il Faro on line – Non siamo razzisti. A distanza di una settimana dall’incendio che venerdì scorso ha ridotto in cenere il centro culturale rumeno “Sempre insieme” al civico 200 di viale di Focene, il Nuovo comitato cittadino Focene scende in campo per fare chiarezza. E per esprimere tutta la propria amarezza per le polemiche sorte dopo il rogo e per le presunte accuse di razzismo che graverebbero sui cittadini della località.
Immediatamente dopo l’incendio, infatti, che ha distrutto un prefabbricato di circa 100 metri quadri che ospitava oltre 400 volumi, un’enciclopedia e diverso materiale didattico e fotografico utilizzato da Cristina Pavia, responsabile del centro, per tenere corsi di italiano e svolgere delle attività socioricreative con gli stranieri, Roberto Bergo, collaboratore di Pavia, si è sfogato denunciando i numerosi atti di razzismo, l’ostilità – espressa con delle scritte ingiuriose tra cui “morte ai rumeni” – e gli episodi di teppismo che hanno reso difficile la vita all’associazione. Anche Paolo Calicchio, capogruppo in comune del Partito democratico, denunciando il gesto, aveva espresso solidarietà ai responsabili della struttura, sollecitando “l’amministrazione ad una maggiore partecipazione alla vita politica dei 2 mila rumeni di Fiumicino con un consigliere aggiunto, sul modello di Roma”. Ma, tornando alle accuse di razzismo, al comitato non ci stanno.
“Siamo amareggiati nell’aver appreso che si pensa che il gesto possa essere ricondotto al razzismo: è solo una strumentalizzazione”, dichiarano al comitato, “oltre che un modo troppo semplice per dare un’immagine poco bella di Focene”. Al riguardo Francesco Camillo spiega che “l’ associazione, a seguito delle numerose richieste dei cittadini, aveva richiesto un chiarimento sullo stato di sicurezza della struttura rivolgendosi al comune, alla polizia locale, al comando provinciale dei vigili del fuoco ed alla Asl RmD”. Il documento era stato protocollato (prot. N. 75092) esattamente un anno fa, il 16 ottobre 2009. Già allora, infatti, riferisce Camillo, alcuni cittadini avrebbero chiesto “al comune di Fiumicino e all’assessorato competente un chiarimento in merito all’esistenza di un’anomala costruzione adibita a centro di aggregazione a Focene, a viale di Focene tra il numero civico 195 ed il 207, aperta al pubblico”. Nella richiesta, il comitato osservava che “la struttura non appare collocabile in alcuna categoria di riferimento, apparendo particolarmente fatiscente ed a prima vista non conforme alle norme di sicurezza ed igienico-sanitarie vigenti in materia”. La richiesta avrebbe avuto “il solo  scopo di avere delucidazione per poter dare una risposta certa e concreta a tutti i cittadini, ed in particolare a coloro che si sono rivolti al Comitato per essere edotti in merito e per essere tranquillizzati in ordine a ciò che accade intorno a loro”. “Per questo riteniamo riduttivo scaricare le responsabilità e ricondurle a puri gesti di razzismo e di odio nei confronti della popolazione romena. Se verrà confermato la dolosità dell’incendio, riteniamo l’azione ignobile, ma è ancora peggio far passare una cosa per quella che non è. E per fortuna che l’incendio non ha provocato danni ai nostri cittadini”, conclude l’esponente del direttivo.
Maria Grazia Stella

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