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Casa del parto, no alla chiusura

Disagi e carenza di personale, lettera aperta alla Polverini

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Il Faro on line – “Il ‘Comitato a Difesa della Casa del Parto e dei Servizi Materno-Infantile’, a distanza di circa 3 mesi dall’avvio del proseguimento alla sperimentazione dell’assistenza al parto in ambito territoriale, presso la struttura denominata “Acqualuce”, sita all’interno del comprensorio dell’Ospedale G.B. Grassi, come da nota del 29 Luglio 2010 prot. n°60 Regione Lazio, si intende segnalare alcune problematiche e criticità tutt’ora esistenti”. Lo scrive il Comitato in una nota indirizzata alla Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini e al Commissario Straordinario delle Asl RmD Dott. Maurizio Vittucci”.


“Il Comitato, anche in ragione nell’assenza di informazioni e comunicazioni riguardanti gli sviluppi e/o le conclusioni del Gruppo di Lavoro, istituito e formalizzato nella suddetta nota, ritiene che l’attuale fase di sperimentazione, non possa che pervenire soltanto a degli esiti negativi, proprio perché, la stessa, si svolge in condizioni di gravissima difficoltà, con il rischio, questa volta, di chiusura definitiva della struttura – prosegue l’associazione – Il Comitato, chiede di conoscere, inoltre, notizie in merito all’emendamento approvato nella manovra di bilancio del Consiglio Regionale del 07 Agosto 2010, dove si prevedeva uno stanziamento di 200mila euro per i prossimi tre anni, che avrebbe assicurato l’assunzione di personale ed il funzionamento della Casa del Parto “Acqualuce” fino al 2012.
       Ad oggi, infatti, non è stato assunto personale ostetrico dedicato, necessario al pieno e completo funzionamento della struttura. Il servizio, attualmente, viene garantito, ancora, così come dal giorno della sua inaugurazione, datata 08 Marzo 2009, attraverso una modalità di lavoro, per altro anomala, in regime di reperibilità, da parte del personale ostetrico dipendente, presso l’U.O. di Ostetricia e Ginecologia dell’ Ospedale G.B. Grassi. Tale situazione, oltre a non garantire, appunto, il completo funzionamento della struttura, sottopone le operatrici a ritmi di lavoro insostenibili, ed alimenta una condizione di stanchezza e un clima di sfiducia, davanti agli incomprensibili ed ingiustificabili ritardi, in merito alla mancanza dell’inquadramento giuridico, all’assenza di requisiti di autorizzazioni/accreditamento, di linee guida clinico/assistenziali e di procedure chiare e condivise.
Risposte, non pervenute, nonostante gli impegni assunti nei mesi trascorsi.
       Tutto ciò, avviene,  a fronte di una domanda in costante aumento da parte della cittadinanza, di una struttura  che, potrebbe, se messa nelle condizioni, garantire un servizio pubblico di qualità, a tutela dei diritti di genitorialità, di salute della donna e del bambino attraverso il  parto fisiologico, così come ci si augurava fin dall’inizio.
       Il Comitato ribadisce l’importanza e l’utilità  di tale struttura, sottolineando il suo ruolo innovativo e d’avanguardia, in un momento storico così particolare per la Regione Lazio, dal punto di vista tanto dell’abbassamento dei costi sanitari, che tale servizio comporta, sia attraverso la riduzione dei ricoveri in regime ospedaliero, così come per la demedicalizzazione del parto e l’incidenza dei cesarei, in un clima, per  altro, anche di risonanza mediatica, dove la sicurezza del parto sembra venir meno, a causa, dei conflitti determinati, spesso, da interessi economici, professionali  e/o personali che nulla hanno a che vedere con la Sanità ed il Servizio Pubblico”.


“Il Comitato, visti gli impegni presi, anche attraverso la Sua presenza, in almeno due occasioni, presso la struttura “Acqualuce” (non ultima in data 29/07/2010 quando ha avuto modo di assistere e condividere la gioia, assieme ai membri dello stesso, della nascita di Simone) preoccupato del rischio di imminente chiusura della Casa del Parto, auspica e chiede, in tempi brevi, risposte certe, chiare e risolutive. Si fa, altresì presente, che dopo l’avvio del Tavolo di Confronto, avvenuto in data 12/08/2010 con l’Asl, per affrontare le problematiche e criticità suddette, che, tale confronto non ha avuto più seguito, malgrado fosse stato preso dalla stessa Direzione Aziendale, l’impegno a riconvocarlo entro la prima metà di Settembre – conclude il Comitato – Il Comitato, nel ribadire il suo impegno e la sua volontà al confronto, resta a disposizione per un eventuale incontro, che, si auspica venga da Lei accordato, il prima possibile, al fine di poter dare soluzioni positive e definitive a tutte le problematiche e criticità esistenti”.

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