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Codice del Turismo, balneari ‘ignorati’

Gli imprenditori chiedono un incontro urgente con il Ministro Brambilla

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Il Faro on line – All’indomani della presentazione del Codice del turismo, i balneari di Ostia aderenti al Sib, sindaco italiano balneari-Confcommercio che associa oltre 28 mila imprese con 400 mila impiegati, reagiscono con indignazione per essere stati ignorati. Denunciando la “gravità del fatto”, chiedono al ministro del turismo Michela Vittoria Brambilla “un incontro urgente per un confronto sul merito e sui contenuti del decreto legislativo appena approvato dal governo”. A rappresentare le imprese balneari del Lazio Fabrizio Fumagalli, titolare dello storico stabilimento Med di lungomare, ad Ostia Levante. Fumagalli condivide appieno le dichiarazioni rilasciate da Riccardo Borgo, presidente nazionale Sib.  “In questo particolare momento in cui il settore balneare sta affrontando i pesanti problemi che derivano dalla normativa della Comunità europea sulle concessioni demaniali, ci lascia letteralmente allibiti che il governo abbia definito un “Codice del turismo” nel quale viene completamente ignorata l’attività, il ruolo, la stessa esistenza delle imprese balneari che sono l’asse portante del turismo italiano”, hanno dichiarato al Sib, sottolineando il ruolo fondamentale rivestito dal comparto per il sistema turistico ed economico del Paese. Al Lido di Ostia, ma anche su tutto il litorale romano e laziale oltre che a livello nazionale, possedendo il Belpaese circa 8 mila chilometri di coste, il turismo balneare rappresenta da sempre una voce autorevole di questo settore. Il Sib lo definisce “un fatto inaudito”. Nello specifico, secondo gli imprenditori, “a leggere il lunghissimo schema di decreto legislativo e la relazione illustrativa che lo accompagna si direbbe che gli stabilimenti balneari, dopo oltre un secolo di presenza sulle coste italiane, sono stati letteralmente cancellati dal novero delle imprese turistiche”. “Di più e peggio”, prosegue il presidente, “il comma 1 dell’art. 7 della legge 135/2001 che, finalmente, riconosceva le imprese balneari tra quelle turistiche, è stato eliminato: il settore, con le sue 28 mila imprese e gli oltre 400. Mila addetti, ha bisogno oggi più che mai di una norma chiara che, come già fatto in molte regioni, ne definisca le caratteristiche e le funzioni anche alla luce dei delicati compiti di interesse pubblico che ad esse vengono demandati”. Queste ed altre criticità saranno esposte a Sun, l’assemblea nazionale delle imprese balneari italiane fissata per sabato 16 ottobre a Rimini.  Il Sib chiederà con forza che lo schema di decreto recante il “Codice del turismo” sia radicalmente rivisto. Ed i balneari di Confocommercio promettono di far “sentire la propria voce” anche alla Conferenza nazionale sul turismo che si svolgerà negli stessi giorni a Como. “Fin d’ora chiediamo al ministro Brambilla di convocare la categoria per un confronto ed anche per sapere quali iniziative il ministro intenda assumere a tutela delle migliaia di imprese che caratterizzano in positivo il turismo balneare italiano e che oggi rischiano di essere travolte e snaturate”, conclude il presidente.
Maria Grazia Stella 

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