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Anniversario deportazione Ghetto, le cerimonie

Il Faro on line – Era l'alba di sabato 16 ottobre 1943 quando un centinaio di soldati tedeschi, dopo aver circondato il ghetto di Roma, vi irruppero e catturarono 1016 ebrei, tra cui circa 200 bambini. I prigionieri furono rinchiusi nel collegio militare di Palazzo Salviati in via della Lungara, quindi trasferiti alla stazione Tiburtina. Di qui, caricati su un treno composto da diciotto carri bestiame, partirono il 18 ottobre alla volta di Auschwitz, dove giunsero il 22. Solo sei di loro, fra cui una donna e nessun bambino, sopravvissero ai campi di sterminio.

Di quel giorno ricorre quest'anno il 67° anniversario e le commemorazioni mattutine si sono tenute oggi e non il 16 (per rispettare lo Shabbàth, dato che il 16 ottobre era sabato). Vi ha preso parte, sui luoghi di quei tragici avvenimenti, il sindaco Alemanno.

Durante la cerimonia commemorativa è stata scoperta una targa che ricorda la famiglia di Settimio Calò, deportata ad Auschwitz, alla presenza della nipote di Calò e del delegato del Sindaco alla memoria, Aldo Giovanni Ricci. Questo il testo della targa:

Settimio Calò uscì da questa casa
dove abitava con la moglie
Clelia Frascati e i nove figli
quando vi tornò
la trovò vuota per sempre
i suoi cari erano stati rastrellati
il 16 ottobre 1943
e poi deportati ad Auschwitz
insieme a oltre mille ebrei
in nome della politica razzista
del nazifascismo
nessuno dei suoi familiari fece ritorno
essi rappresentano tutte le famiglie
distrutte dall'odio antisemita.

Le parole, scolpite nel marmo, raccontano una vicenda, quella di Calò, che può essere considerata un simbolo della Shoah nella città di Roma.

Il Sindaco ha deposto deposte due corone d'alloro: una presso la lapide posta sul muro del Tempio Maggiore e l'altra a Palazzo Salviati, sotto la targa che ricorda il luogo dove vennero condotte i prigionieri prima della deportazione verso il campo di sterminio di Auschwitz.

Con lui il presidente della Regione, Renata Polverini, il presidente della comunità ebraica, Riccardo Pacifici, e la vicepresidente della Provincia di Roma, Cecilia D'Elia.

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