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Anffas in difesa di ragazzi, famiglie e lavoratori

Narducci: ‘Mentre Regione e Asl fanno scaricabarile pur di non pagare l’associazione, noi non ci arrendiamo’

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Il Faro on line – Dopo la “Mobilitazione degli onesti” che ha portato 30mila tra amici e soci a inondare l’ufficio di gabinetto della Regione Lazio con fax e mail, Anffas Ostia Onlus lancia la seconda fase della campagna, stavolta per sollecitare Asl e Regione Lazio a PAGARE GLI ONESTI e smetterla con lo scaricabarile.

Anffas Ostia, unico caso nel Lazio, non riceve un solo euro per le prestazioni 2009 e 2010, erogate e certificate da Als Roma D, da oltre un anno, parliamo di quasi due milioni di euro e rischia la chiusura. Per questo il presidente, Ilde Plateroti Narducci, oggi ha invitato ufficialmente “tutti coloro che stanno continuando ad inviare fax, a mandarne dei nuovi”.

Mittente: l’assessore al Bilancio della Regione Lazio, Stefano Cetica. Sull’oggetto di fax e mail invece questa semplice intestazione:

Il Popolo della Regione Lazio richiede alla Presidente Polverini e all’Assessore al Bilancio Cetica di obbligare la burocrazia interna e dell’Asl Roma D a pagare subito Anffas Ostia! Esattamente come subito pretende stipendi e premi.

“Anffas Ostia Onlus – ha spiegato il presidente Narducci -, è uno dei pochi centri nel Lazio che ha saputo non dimettere utenza in questi ultimi difficili mesi, lavorando nel rispetto delle regole con onestà e amore verso i ragazzi. Ora però qualcuno deve mettersi in testa che se i pagamenti non verranno sbloccati qui si rischia il collasso e la chiusura a breve. E questo, per chi fa fatica a ricordarselo, vorrebbe dire gettare nella disperazione e per strada migliaia di cittadini con e senza disabilità. Ma la colpa non potrà di certo essere imputata a noi”.

Duro anche il commento del direttore generale di Anffas Ostia, Stefano Galloni: “Abbiamo piena fiducia nell’attuale giunta regionale – ha sottolineato – e ci auguriamo che sappia intervenire. Questo teatrino di rimpalli tra Asl Roma D e Regione Lazio su chi debba materialmente sbloccare i fondi per prestazioni da noi erogate e certificate, da oltre un anno, è un ulteriore modo per ritardare i pagamenti e tentare di punire chi si permette di tutelare ragazzi e lavoratori con la sola arma della legalità e dell’efficienza, questo all’insaputa dell’opinione pubblica che con la seconda fase della mobilitazione ha di nuovo possibilità di aiutarci e di far capire che è finito il tempo di sfidare gli onesti che lavorano e vivono questa regione. Come già più volte ho sottolineato, abbiamo intrapreso tutti i passi ufficiali, inviato fax, comunicati stampa e inoltrato decine di comunicazioni alla Presidente Polverini, ma il tempo scorre e il telefono non squilla”.

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