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‘Guerra dei funghi, l’Università sospenda il provvedimento’

Il Consigliere Marino: ‘Le risorse del territorio siano appannaggio di tutti’

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Il Faro on line – “Non serve alzare le barriere, ma occorre invece ragionare in termini di comprensorio”. Arriva dal Consigliere Comunale del PdL, Pasquale Marino, il nuovo intervento in merito alla questione della raccolta funghi a Tarquinia. “Le risorse del territorio debbono essere appannaggio di tutti i cittadini.
Se anche Civitavecchia dovesse applicare questo sistema, i tarquiniesi non dovrebbero venire a pesca, né al lavoro presso le centrali, nella Zona Industriale e negli altri insediamenti produttivi, non ultimo proprio il Mercato dove numerosi coltivatori diretti di Tarquinia vendono i propri apprezzati prodotti: e questo, soprattutto all’Università Agraria, dovrebbero saperlo. Oppure i civitavecchiesi potrebbero evitare di recarsi al Multisala, alle Necropoli o al Museo, negli stabilimenti balneari, alle fiere o nei locali di Tarquinia. Essendoci invece stato sempre un rapporto di vicinato tra Civitavecchia e Tarquinia, benché appartenenti a province diverse, proprio perché su tanti settori si è sempre registrata una condivisione e una complementarità nell’utilizzo del territorio e a uno scambio costante nella vita quotidiana. Proprio l’aspetto sociale è sfuggito ai più, nonostante la sua importanza: pensiamo infatti alla funzione che la raccolta di funghi ha per quel popolo di pensionati che  in questa maniera può passeggiare nella natura, mantenersi in forma, tenere occupata la mente e socializzare”.
“Per entrare nel merito, poi, sembra che la legge regionale 32 del 5 agosto 1998, che disciplina la raccolta dei funghi e di altri prodotti del sottobosco,al comma 5 dell’articolo 6 prevede che forme di restrizione all’utilizzo del territorio siano previste soltanto per fini economici, e quindi per i soli raccoglitori professionisti. Inoltre – continua Marino – gli enti chiamati ad individuare le aree da delimitare sembrerebbero ad una prima osservazione i Comuni e, in seconda battuta, le Comunità Montane. C’è quindi ragione di temere che il provvedimento adottato dall’Università Agraria di Tarquinia sia macchiato da illegittimità”.
“La proposta è quella di riprendere un ragionamento di natura comprensoriale, valorizzando ed ampliando la prassi creatasi negli ultimi anni grazie alla grande collaborazione sorta tra i Comuni del comprensorio. In tal senso, ritengo che un incontro tra i Sindaci dei Comuni interessati, ivi compreso quello di Civitavecchia, alla presenza anche delle due Università Agrarie, possa essere la sede dove ricondurre nel giusto alveo la problematica, arrivando ad un utilizzo razionale delle risorse del nostro territorio nel suo complesso. Nel frattempo, sarebbe un segnale positivo da parte del Presidente dell’Università Agraria di Tarquinia, Alessandro Antonelli, se volesse ritirare o sospendere il provvedimento, quanto meno – conclude il Consigliere Comunale – nella sua efficacia, dimostrando così la disponibilità a discutere insieme i problemi”.

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