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Consultori: si accende il dibattito sulla riforma

I cittadini contrari alla riduzione delle strutture e alla revisione della normativa sull’interruzione di gravidanza

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Il Faro on line – Aborto: ad Ostia e Fiumicino si torna a parlare della 194. Ma anche della riforma dei consultori del Lazio e della loro trasformazione in centri con il compito di “vigilare sulla famiglia”. E’ scoppiata la bufera sulla proposta di legge regionale n. 21, di cui prima firmataria è Olimpia Tarzia, responsabile del Movimento per la famiglia dell’Unione di centro ed esponente del Nuovo femminismo di Giovanni Paolo II. La nuova norma, se fosse approvata, prevederebbe la rivisitazione della legge n. 475 del 1975 sui consultori familiari.  “I consultori sarebbero inoltre drasticamente ridotti nel numero per favorire l’apertura di nuove strutture private, finanziate con soldi pubblici”, spiegano al Partito democratico di Fiumicino e di Ostia, dove è stata immediatamente avviata una raccolta di firme presso il Circolo dei Giovani democratici di Levante. Ma accanto a questo aspetto, un’altra obiezione del Pd è che la riforma introdurrebbe “un punto di vista cattolico nella questione delle interruzioni volontarie di gravidanza”. Certo è che il punto di partenza di Tarzia è stato esplicito: “L’aborto è un fatto drammatico e, compito del legislatore, è quello di arginarlo ove sia possibile”.

Un’affermazione-manifesto che sta destando malcontento, e molte perplessità e dubbi, non solo nella sinistra del litorale romano, ma anche tra gli stessi utenti ed operatori dei quattro consultori presenti nel municipio XIII e nel comune traianeo, che operano tutti i giorni a pieno regime, rispetto ad una domanda in crescita costante. Abbiamo intervistato un campione di cittadini, per lo più  donne e giovani, che si sono dichiarati “decisamente contrari alla riduzione dei consultori” ed alle “interferenze nella capacità di valutazione delle donne per quanto riguarda eventuali interruzioni di gravidanza”. 

Pur condividendo l’affermazione di Tarzia che l’aborto è un fatto drammatico, pure la rivisitazione della 194 è vissuta come “un vero e proprio attacco frontale alla legge, costata lunghi anni di lotte, e che rappresenta una difesa per l’individualità della donna”, spiega una donna fermata a largo Montesarchio, ad Acilia, dove ha sede il consultorio dell’hinterland lidense. In più, secondo la riforma,  “i nuovi centri, che si occuperebbero di “valori etici”, escluderebbero dai servizi le coppie di fatto e le donne sole: una esclusione discriminante”, aggiunge la giovane, dichiarandosi favorevole al “carattere laico e pubblico delle strutture”.

“Piuttosto”, interviene una ragazza, “sarebbe una buona cosa se fossero stanziati più fondi per farli funzionare meglio”. Al momento, sul territorio della Asl Roma D sono presenti 11 consultori, due a Fiumicino, in via Giorgio Giorgis ed in via della Pineta, a Fregene, e due al Lido, ossia quello di largo Montesarchio, inaugurato a luglio dello scorso anno, ed in via Capitan Casella.

Quest’ultimo è stato attivato temporaneamente in attesa che siano ultimati i lavori per la realizzazione della Casa per la salute della donna e del bambino nell’ex ospedale Sant’Agostino. Negli 11 consultori, informano all’Azienda, sono state erogate 60 mila prestazioni per l’anno 2009. Numerose le attività che vedono impegnati psicologi e assistenti sociali, ginecologi ed ostetrici, infermieri, dal lunedì al venerdì oltre a due pomeriggi alla settimana, con accesso diretto, ovvero senza alcuna prescrizione medica e con il massimo della privacy, nei quattro centri. Gli esperti forniscono consulenze familiari e psicologiche, effettuano visite, informano e seguono la donna durante il puerperio, l’allattamento e la gravidanza, così come nel climaterio. Numerosi anche i giovanissimi seguiti da sessuologi e psicologi, che hanno la possibilità di avere referenti estranei alla famiglia in percorsi spesso condivisi con le scuole.

A rivolgersi ai consultori di Ostia e Fiumicino, in particolare, sono i cittadini appartenenti alle cosiddette fasce più deboli, ossia stranieri, donne e anziani, in quanto tutti i servizi sono gratuiti. “Vengono effettuate anche le interruzioni di gravidanza, ma solo dopo attenta valutazione”, spiega un’operatrice che vuole rimanere anonima, “e non rappresentano certamente la principale attività dei consultori”. Ed il Pd contesta fortemente il fatto che, secondo Tarzia, “la donna incinta, nelle prime settimane, potrà trovare professionisti e educatori, anche volontari provenienti dall’associazionismo cattolico pronti a convincerla che abortire non è mai una soluzione e che se il problema è economico, sarà cura del consultorio metterla in contatto con istituzioni o, ancora una volta, associazioni anti-abortiste pronte a garantire un piccolo sussidio economico”. Insomma, molto discusso è questo aspetto “economico” della questione che includerebbe “l’apertura di nuovi consultori privati a quelle associazioni di stampo cattolico che promuovono la vita, ricevendo perciò fondi pubblici”.

Pronta però la replica dei consiglieri comunali del Popolo della libertà Mauro Gonnelli, William De Vecchis e Anselmo Tomaino, che ribattono alle critiche con un “Sì alla cultura della vita, no alla cultura della morte”. “Crediamo banale la strumentalizzazione del Pd contro il mondo del volontariato cattolico e soprattutto crediamo che la mozione presentata dal Pd di Fiumicino sia un attacco a tutti i cattolici del nostro territorio che operano senza scopo di lucro”, affermano i tre consiglieri. Ed intanto il dibattito si infiamma.
Maria Grazia Stella

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