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‘Sicurezza, legalità e qualità della vita: problemi sempre aperti’

Intervista al presidente dell’associazione Progetto Futuro: ‘Amministrazione purtroppo assente anche nel dialogo’

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Il Faro on line – Da un po’ di tempo eravamo abituati a sentire gli interventi del presidente dell’associazione  Progetto Futuro, Mario Russo D’Auria (nella foto) sui mali del territorio, ed erano interventi che avevano una certa frequenza. Oggi si sono diradati: vuol dire che finalmente a Fiumicino va tutto bene?
“No, l’esatto contrario. E dovremmo citare tutte le cose che non vanno, ma sono sotto gli occhi della gente: i rifiuti, il non rapporto con i cittadini, Ma non abbiamo abbandonato l’idea di averlo questo rapporto con l’Amministrazione, perché di fatto suggeriamo possibili alternative. Non siamo stanchi né pentiti. – prosegue D’Auria – Da parte nostra continuiamo questa ricerca di dialogo sempre nella stessa direzione: le nostre idee non sono cambiate”.

E allora perché leggiamo meno interventi?
“Perché mi sto guardando intorno con maggiore attenzione e credo sempre di più nei principi che mi hanno spinto a formare l’associazione: tutela del cittadino, sicurezza, legalità, qualità della vita. Ho fatto diversi incontri per capire ancor meglio quale è la percezione delle cose su cui lavorare sul territorio e questi restano problemi aperti. Così come un problema degli ultimi tempi, sempre più grave, è quello di arrivare alla fine del mese. Sarà banale, ma è drammaticamente vero. E non si capisce perché in una città così ricca (ristorazione, turismo, aeroporto, porto) non si riesca a mettere a sistema la capacità di creare lavoro”.

E quale consapevolezza è venuta fuori da questo giro d’orizzonte?
“Che per risolvere i problemi è necessario, anzi indispensabile, impegnarsi in prima persona. La situazione generale è piuttosto grave, e raramente si riesce a trovare nelle Amministrazioni una sponda reale per avviare un dialogo costruttivo. Ultimamente mi è accaduto, in positivo, con il Consorzio dio Bonifica – e non è un caso che abbia smesso di segnalare problemi tramite la stampa, in quanto a dialogo aperto non sono necessarie ulteriori sollecitazioni che non si risolvano poi in incontri rivolti all’interesse del territorio. Devo anche dire che il Comune, nel suo complesso, non ha lo stesso atteggiamento”.

Dunque è lì che ha intenzione di concentrarsi?
“Diciamo che da anni cerchiamo di aprire dei canali con chi sta nella stanza dei bottoni, ma c’è anche la soluzione di decidere di entrare in quelle stanze; non tanto e non solo per schiacciare questi fatidici bottoni, ma almeno per far arrivare in quelle stanze le esigenze della gente, le cui voci arrivano troppo spesso ovattate ai piani alti – ma anche bassi – di via Portuense”.
Riccardo Ragozzini

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