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Volontari sfrattati, Piendibene attacca

Il capogruppo Pd contro la decisione dell’amministrazione comunale

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Il Faro on line – “Ieri l’Amministrazione Comunale ha sfrattato dai locali di via Giusti tre associazioni di volontariato che si sono distinte, nella nostra città, per l’impegno e per i risultati importanti conseguiti grazie alla dedizione di chi le dirige e di chi ne fa parte – sottolinea il capogruppo comunale del PD, Marco Piendibene – L’Unicef, principale organizzazione mondiale per la tutela dei diritti e delle condizioni di vita dell’infanzia e dell’adolescenza riconosciuta dall’ONU, non ha soltanto fatto da tramite per gli aiuti umanitari in favore dei bambini del terzo mondo ma, è cosa nota, ha coinvolto tanti dei nostri figli con iniziative di sensibilizzazione che sono partite dalle scuole cittadine. Il Telefono Rosa è stato costantemente punto di riferimento discreto per ogni donna in difficoltà, per ogni vittima delle violenze, piccole o grandi, che giornalmente si consumano nell’indifferenza di una città di provincia come la nostra. L’Associazione Volontari Ospedalieri è presente ed attiva nell’ambito del nostro ospedale fornendo un servizio di assistenza che tutti hanno potuto apprezzare occasione di permanenze più o meno lunghe presso l’ospedale S. Paolo”.
“Ebbene – attacca il politico – per il Comune i locali in questione sono più adatti “…come ufficio per usi istituzionali nel quadro della riorganizzazione dei servizi e della razionalizzazione della spesa…” e così ha deciso di privare queste associazioni di un punto di riferimento che risulterebbe invece essenziale soprattutto per i cittadini di Civitavecchia. Allora, se il motivo è solo legato alla logistica ed al risparmio (ci picerebbe ragionare sui tanti soldi buttati per progettazioni mai realizzate ed altre cose simili ma questa è un’altra storia…), facciamo una proposta ai nostri amministratori: la ex sede del comitato di quartiere di San Liborio, ormai disciolto, che proprio il Consiglio Comunale decise di riacquisire e rendere disponibile per qualsiasi altra attività meritevole di una sede. Quei locali, di proprietà ATER, sono concessi al Comune che paga per l’affitto e per le spese varie per un ammontare di alcune centinaia di euro. Una discussione sulle mozioni portò, il 13 maggio 2010, a deliberare all’unanimità la revoca dell’uso del locale (e la conseguente restituzione delle chiavi) all’ex responsabile per rimetterla nelle disponibilità della pubblica amministrazione. Si tratta di locali di circa 100 mq e la razionalizzazione, per l’appunto sbandierata dal Comune, richiederebbe un utilizzo sociale in favore della città. Quale uso migliore se non quello di dare a queste meritevoli associazioni una nuova sede?”.

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