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Piccole Bugie Private, un successo

Il Faro on line - Guillaume Canet trentasettenne francese di bell’aspetto e buone capacità attoriali (l’abbiamo già visto in questa edizione con “Last Night”) ha sorpreso la critica con il suo “Les Petit Mouchoirs”. Il film Mette in scena le piccole nevrosi di un gruppo di amici medio borghesi parigini. L’atmosfera ricorda quella di “Return of the Secaucus 7” o del più noto “Grande Freddo”. Comincia con un piano sequenza che segue un personaggio finchè inaspettatamente viene investito da un camion. Al di là dell’evidente giudizio morale implicito nel montaggio, nell’economia del racconto la scena è scioccante. Gli amici vanno a trovarlo, ma mentre lui è in terapia intensiva non rinunciano alle vacanze. L’opera è corale. C’è l’uomo di successo, che teme l’ex migliore amico colpevole di avergli confessato un latente amore nei suoi confronti. C’è Marion Cotillard, (fidanzata del regista, ndr), che intrattiene numerose relazioni sessuali extra. C’è quello innamorato della storica fidanzata, che mollato fa di tutto per riconquistarla. Quello infedele cronico che sarà mollato pure lui. Una moglie frustrata dedita ai siti a luci rosse. Un coltivatore di ostriche, un personal trainer e 3 bambini. Tralasciando tutti i personaggi secondari che prendono parte alla storia. Durante queste vacanze ne succedono di tutti i colori, con esiti talvolta comici. Meglio non svelare la fine. Unica pecca del film è la lunghezza: ben due ore e mezza. Canet ha concepito questo film durante una lunga degenza in ospedale. Frutto di una riflessione sui rapporti interpersonali nella società contemporanea, il terzo lungometraggio del francese è già il caso della corrente edizione del Festival. Ieri sera alla proiezione in Sala Santa Cecilia per lui quasi una standing ovation.
Federica Polidoro
 per il Faro on line dal Festival del Cinema di Roma

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