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Ponte della Scafa: ritrovamenti archeologici anche sul lato di Fiumicino

La denuncia dell'associazione culturale Severiana: "Nessuno dice nulla"

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Il Faro on line – Emergono reperti archeologici anche dai sondaggi preliminari realizzati per il Ponte della Scafa, sul lato di Fiumicino (Isola Sacra). “La Soprintendenza di Ostia però – afferma un comunicato dell’associazione cultrale Severiana – non dice nulla, bonifica l’area e continua nel suo silenzio ad avallare un’opera pubblica da 25 milioni di euro giustificata “perchè non sarà distruttiva delle limitrofe aree archeologiche”. Invece non solo dalle tasche dei cittadini usciranno 20 milioni di euro in più rispetto all’originario progetto di raddoppio del ponte, ma si distruggerà ugualmente il patrimonio archeologico finora rimasto nascosto sottoterra. Quanto si vede da via dell’Areoporto di Fiumicino, all’altezza dell’Hotel Club Isola Sacra, sul lato opposto della strada, in piena campagna, è già eloquente di per sè: mura di età romana in bella vista. E’ solo scendendo sul posto che ci si rende conto però che tutto il materiale rinvenuto è stato portato via”.

“Rimane a terra  – prosegue il comunicato – qualche manico di anfora, resti di olle, materiale fittile e lastroni in terracotta forse appartenenti a sarcofagi, insomma la stessa tipologia di materiale rinvenuto sul lato di Ostia ma prontamente reinterrato dalla Soprintendenza. Questo è il modo di procedere? Poichè i ritrovamenti archeologici sono avvenuti nei punti critici del tracciato del nuovo ponte e del sistema viario che lo accompagnerà, ponendo dunque il problema se deviare il tracciato o sacrificare quanto emerso, in quale stanza si deciderà cosa fare?  Sul lato di Ostia è stato frettolosamente valutato un muro di età tardo-imperiale (forse anche medioevale) come un muro “di non più di 100 anni fa”, reinterrandolo e non si è indagato il materiale di scarto (rinvenuto a decine di migliaia di metri cubi) qui gettato durante gli scavi di Ostia Antica condotti dal Calza. Adesso a Fiumicino, dove atterrerà il futuro nuovo ponte, si fa scomparire il materiale, seppellendolo nei magazzini, senza dire cosa si è trovato. Ci domandiamo: ma il compito di una Soprintendenza Archeologica non sarebbe quello di preservare i beni e di fare opera di divulgazione dei ritrovamenti effettuati?

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