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“Un’idea di sanità per Fiumicino”

Romano, direttore generale Asl RmD: “Se il manager non riesce si deve dimettere”

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Il Faro on line – Focus sulla sanità mercoledì 30 marzo a Fiumicino tra proposte di potenziamento e riorganizzazione dei servizi sociosanitari esistenti, piano di rientro e bisogni emergenti. Ne è nata un’assemblea molto partecipata nel corso della quale la Cigl Roma Ovest che l’ha organizzata ha individuato, tra l’altro, nel potenziamento del nucleo di cure primarie di via Coni Zugna in un presidio di cure primarie, aperto h24 sette giorni su sette, una prima possibile risposta alla richiesta di  maggiori servizi da parte della cittadinanza. Durante l’incontro, intitolato “Un’idea di sanità per Fiumicino”, partendo da un’analisi delle strutture presenti sul territorio del comune, dai tagli imposti dal governo centrale e anche dalle caratteristiche proprie di Fiumicino, comune che conta 70 mila abitanti ma che tuttavia non ha un ospedale, la sigla sindacale ha avanzato delle proposte di riorganizzazione. Un esempio? I Pua, punti unici d’accesso dove viene fatta “accoglienza” in riferimento alla Legge 328/2000, potrebbero essere rilanciati in favore  dei nuovi bisogni espressi dai cittadini di un comune in forte espansione demografica.

La dottoressa Laura Barozzi, dirigente del Distretto sanitario di Fiumicino, a proposito del Pua, che è finanziato con i Piani di zona, ha espresso l’intenzione di collocarlo “in una zona centrale, forse via Giorgio Giorgis”, dove hanno sede gli uffici. Un’altra proposta che è emersa riguarderebbe, anche se è tutta da definire, l’istituzione di un camper nelle località a nord di Fiumicino come Aranova, Testa di Lepre e Tragliata, che al momento non possono contare su alcuna struttura sanitaria. L’incontro ha permesso l’approfondimento di molte problematiche ed il chiarimento di questioni “irrisolte”, tra cui quella inerente il Centro per l’Alzhemeir di Palidoro che, ha spiegato Vincenzo D’Intino, assessore alla sanità di Fiumicino, è slittata non per mancanza di volontà dell’amministrazione bensì per il subentrare di una nuova normativa. “Ma siamo disponibili a rimettere la posta di bilancio”, ha dichiarato D’Intino. I lavori per la realizzazione del centro, finanziati due anni fa con 100 mila euro del comune e 50 mila della Provincia, stavano procedendo: prevedevano l’affidamento diretto dei servizi quando subentrò una nuova legge. La società lasciò e l’amministrazione decise di impegnare diversamente la somma.

La proposta della Cgil Roma Ovest, lungi dall’essere un “libro dei sogni” impossibile da raccontare per l’arcinoto baratro deficitario in cui versano le casse della Regione Lazio, ha cercato di essere il più possibile “compatibile” con gli  obiettivi della programmazione sanitaria e con il piano di rientro. Le “frustrazioni” non mancano. Né alcuno dei partecipanti all’incontro, primo tra tutti Ferdinando Romano, direttore generale della Asl RmD, ha negato che tra blocco delle assunzioni e stabilizzazione dei precari il problema è grosso. Enrico Gregorini, segretario generale Fp Roma Ovest, ha puntato proprio su questi due problemi chiedendo al dottor Romano “l’apertura di un tavolo di concertazione”. Richiesta quindi la 251 e lo sblocco del turn over, Stella Stazu di Cittadinanza attiva, rappresentando il Tribunale del malato, ha sollecitato il dirigente ad abbattere le lunghe liste d’attesa attivando gli ambulatori anche il sabato. Stazu ha anche denunciato il rischio che sia demolito il Centro diurno psichiatrico di via dello Spinarello, l’unico della città, per costruire una strada, lasciando senza assistenza i pazienti.

Cinzia Cutini di Leg.Arco, associazione che opera in favore della disabilità, ha chiesto un “tavolo d’incontro” con l’Azienda alla luce della riduzione dell’assistenza fornita ai portatori d’handicap. Eugenio Bellomo della Rsu dell’ospedale Grassi, dati alla mano, è tornato a sottolineare come l’Asl RmD investa soltanto 380 euro pro capite contro i 1090 di Latina e Frosinone. “Il Grassi, con i suoi 290 posti letto, può offrire ai cittadini di Ostia e Fiumicino 0,6 posti letto per 280 mila abitanti”, ha detto Bellomo. “Il nostro obiettivo è dare risposte ai bisogni dei cittadini: il paziente è sacro”, è intervenuto Romano. “La sanità, lo dico da tecnico, è basata sul capitale umano: il problema è che nei decenni passati la sanità ha fallito nella politica economica. La colpa è pertanto dei manager perché la gestione è loro: e se il manager non riesce si deve dimettere. Il blocco del turn over sta massacrando il personale: stiamo cercando di risparmiare senza intaccare i servizi”, ha proseguito il direttore ribadendo “il proprio impegno” per  risolvere la situazione.
L’assembla, che si è tenuta alla scuola Porto Romano, è stata promossa da Daniela Marisi e da Ambra Esposto, segretario generale Fp Roma Ovest, mentre l’intervento conclusivo è stato di Claudio Di Berardino, segretario Cgil Roma Lazio, che ha invitato alla manifestazione di sabato 2 aprile e allo sciopero del 6 maggio.

Maria Grazia Stella 

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