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Sant’Agostino, sit-in per la Casa della salute

Cobas: “Necessario il potenziamento e la valorizzazione dei servizi pubblici essenziali"

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Il Faro on line – Mobilitazione sabato 9 aprile davanti all’ex presidio del Sant’Agostino per protestare contro lo stop dei lavori per la realizzazione della Casa della salute della donna e del bambino. L’iniziativa, che si svolgerà a lungomare Paolo Toscanelli, è stata organizzata dal Comitato cittadino a difesa della Casa della salute della donna e del bambino che la settimana scorsa, intervenendo ad un incontro dell’Osservatorio sociosanitario in municipio XIII, ha presentato una richiesta, che diventerà un odg del Partito democratico, per sollecitare la ripresa del cantiere. Il comitato, attraverso il  presidente Cesare Morra, ha segnalato gli enormi disagi derivanti a tutta l’utenza del territorio per questo ennesimo slittamento che comporta sofferenza a servizi pubblici essenziali tra cui il Consultorio familiare, l’immunoprofilassi/vaccinazioni e il Tsrmee, tutela della salute mentale riabilitativa dell’Età evolutiva ed evolutiva. Gli interventi di ristrutturazione sono fermi dallo scorso mese di dicembre per mancanza di finanziamenti anche se, come ha dichiarato nelle scorse settimane il nuovo direttore della Asl RmD, Ferdinando Romano, il dirigente avrebbe già inoltrato una richiesta di risorse alla Regione Lazio. Ma intanto, denuncia il Comitato, la situazione è critica: il consultorio di via Capitan Casella, pur svolgendo la sua attività, opera in condizioni difficili perché gli ambienti sono angusti.

Si è inoltre ancora in attesa della ristrutturazione del presidio di via Paolini, data per imminente in base a quello che è stato annunciato  nel corso della seduta dell’Osservatorio presieduto dal consigliere Riccardo Marinelli. Nonostante il presidente Marinelli si sia dichiarato “soddisfatto” dell’esito dell’incontro dove sono state condivise le richieste del Comitato cittadino a difesa della Casa della salute della donna e del bambino, lo stesso comitato continua a denunciare preoccupanti ritardi nella realizzazione della struttura. Secondo Marinelli, l’odg del Pd potrebbe essere condiviso in consiglio municipale anche dal PdL poiché la dottoressa Daniela Sgroi, della Asl RmD,  avrebbe dato “la piena disponibilità a collaborare con l’amministrazione, in prospettiva futura, per la destinazione d’uso del Sant’Agostino e per la cronologia dei lavori in corso per i quali è stato sollecitato il termine”. Nel corso del suo intervento, Sgroi ha affermato che è intenzione della nuova direzione generale dell’Azienda completare i lavori nell’edificio ex Sant’Agostino avviando la  ristrutturazione di quello  di via Paolini. Il direttore Romano lo scorso 21 marzo ha effettuato un sopralluogo per verificare di persona lo stato dei lavori. Gennaro Del Prete, delegato alla sanità del sindaco, si è dichiarato perfettamente d’accordo “su quanto emerso nel corso della discussione, in particolare sulla posizione che il municipio XIII può e deve assumere, in rappresentanza dei cittadini. Un ruolo fondamentale, pur tenendo conto di alcune specifiche ed esclusive competenze della Asl, un ruolo di osservazione ma anche di raccordo, in questo caso per riuscire a vedere ultimati i lavori di un presidio sanitario di così grande importanza”. Morra, però, insieme ai membri del Comitato, preme per un’accelerazione al di là degli impegni formali anche “in considerazione che i lavori, secondo quanto annunciato, avrebbero dovuto, dopo innumerevoli rinvii rispetto agli impegni dichiarati, essere ultimati entro marzo 2011 con finanziamenti e stanziamenti presumibilmente già definiti”. Si annunciano dunque attese a oltranza?

La ristrutturazione dell’ex ospedale, dopo almeno tre inaugurazioni di inizio dei lavori e posa della prima pietra sotto la passata dirigenza, sembrava infine essere iniziata. Il presidio, una volta ultimato, offrirebbe una serie di importanti servizi di consultorio e di prestazioni mirate per la donna ed i bambini che al momento sono stati distribuiti nelle altre strutture. I Cobas nei mesi scorsi hanno inviato una richiesta di chiarimento al dirigente Romano, al presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, al minisindaco Giacomo Vizzani e a Lodovico Pace, assessore municipale ai servizi sociali, in cui hanno chiesto “con forza  di definire con maggior trasparenza i tempi ed i modi degli appalti per non incorrere, come di consueto, in quel gioco ricorrente per cui, ad eventuali ritardi nei pagamenti, corrisponde un conseguente ed ulteriore aumento dei costi dovuti allo “stato di avanzamento dei lavori”, con il risultato evidente di non concludere nei tempi previsti la consegna di una struttura indispensabile per rispondere all’esigenza di servizi e attività fondamentali per il XIII municipio – Distretto 2”. Da tempo le organizzazioni sindacali, attraverso note e segnalazioni, hanno denunciato la carenza e l’inadeguatezza delle strutture presenti a Ostia, sollecitando il trasferimento dei servizi nel presidio  ristrutturato Sant’Agostino. Il trasferimento sarebbe  necessario per permettere i lavori di ristrutturazione, e soprattutto di messa in sicurezza, della sede di via Paolini, a Ostia Levante. Qui i lavori sono già stati preventivati e annunciati in diverse occasioni e da diverso tempo. Secondo la ooss, inoltre, resterebbero ancora oggi da definire i servizi e le specifiche attività del Sant’Agostino poiché al momento non si avrebbe notizia di assunzioni  di personale per  realizzare il progetto.

Maria Grazia Stella

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