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Bestiario Lapideo Ardeatino

dal 9 aprile ore 17.00 Raccolta Manzù le opere di Claudio Magnetti

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Il Faro on line – Nel programma delle manifestazioni previste presso la Raccolta Manzù  il 17 marzo 2011 per i 150 anni dell’unità d’Italia è stata inclusa la presentazione, da parte dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Ardea, dell’opera in travertino Ardea Cinerea, ovvero l’airone, dell’artista Claudio Magnetti, nome senz’altro ad oggi sconosciuto ai più, che corrisponde alla persona di un moderno Cincinnato, ispirato dalla luce e dalla quiete del suo hortus conclusus, nei pressi di Ardea, a trarre dal bianco dei blocchi di marmo e travertino una fauna diversificata -l’airone, la capra, il cavallo- tale da sposare al massimo livello i temi dell’ecomuseo del territorio, il “Lazio latino”.

In primis, l’airone della leggenda e del mito riguardanti la fondazione di Ardea (l’airone compare sullo stemma araldico del Comune ); poi, l’accostamento, sebbene fortuito, con la bellissima serie delle Gru, volatili prossimi all’airone per l’elegante sinuosità del corpo, disegni a penna e gouache eseguiti da Manzù intorno al 1958 ed esposti all’interno della Raccolta  (sappiamo, tra l’altro, che proprio nel parco di Campo del Fico Manzù allevava numerosi esemplari di tale specie). Come Manzù, Magnetti è approdato alla pace del podere ardeatino, lasciando alle spalle i clamori del mondo per creare in totale libertà e comunione con questa antica e magica terra, capace di parlare a chiunque si fermi ad ascoltare, come, appunto, ha fatto Giacomo Manzù, che ha scelto Ardea financo per l’estremo riposo; come ha fatto Duilio Cambellotti più a sud, in quel di Latina, dando vita all’abbeverata e alla carica fidiaca dei cavalli, alle conche con le bufale, ai grappoli e alle spighe di un redento Agro Pontino; come ha fatto Emilio Greco, fermandosi a Sabaudia, chiuso nell’harem profondo delle sue donne sensuali.

Magnetti quindi, con il dono dell’Ardea Cinerea alla città di Ardea, si riallaccia, e non solo idealmente, alla ormai grande tradizione degli scultori “adottati” dall’Agro; per il museo di Giacomo Manzù d’altra parte è un onore e un vanto ospitare, sia pure di passaggio, un’opera di così alto significato territoriale, a testimonianza di un duplice intento, locale e nazionale, dal momento che la Raccolta “è” pur sempre Galleria nazionale…e il cerchio qui si chiude. Non proprio del tutto; non prima di aver ringraziato, per la “scoperta” condivisa di questo “nuovo” scultore del territorio, e , ciò che più conta, l’intuizione e la committenza dell’opera donata alla città di Ardea, due grandi amici e interpreti del territorio e di Manzù: Giosuè Auletta e Michele Zuccarello.
A corollario, in occasione della XIII Settimana della Cultura, nel giardino della Raccolta Manzù, a partire dal prossimo 9 aprile, Claudio Magnetti espone il Bestiario Lapideo Ardeatino: sul verde dell’erba spicca il bianco marmoreo di Ariete, Cavallo e Bufali, respirando qui ora la stessa aria del mito e della leggenda di Giacomo Manzù.
(Marcella Cossu)

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