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La Lipu ricorda di Pier Paolo Pasolini

Incontri a partire da giovedì prossimo

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Il Faro on line – Avrà luogo giovedì 7 aprile, alle ore 20.30 presso il Centro visite Mario Pastore del Chm Lipu Ostia l’iniziativa “Pasolini 35 anni dopo – La sua disperata vitalità per l’Italia perduta di oggi”.
Incontri come un modo per riflettere e confrontarci”, conferenza di Guglielmo Sanucci ad ingresso libero – a cura del Gruppo Laico di Ricerca, in collaborazione con Parchi Letterari Pier Paolo Pasolini.
“Durante la serata – spiega Luca Polinori della Lipu – percorreremo alcuni tratti del Pasolini Corsaro che, tra il 1973 e il 1975 con i suoi articoli sul Corriere della Sera ed altri giornali, cercava di avvertire gli italiani verso quale baratro si andava incontro. Oggi lo sappiamo quanto aveva ragione nella sua profezia laica.”
Ricorda poi Polinori “Pasolini era un intellettuale ( come disse di se in un articolo del 14 novembre del 1974 sul Corriere, ” Cos’è questo golpe) che metteva insieme ” i pezzi” di ciò che vedeva e ne traeva conclusioni precise. Ma soprattutto perché amava, si amava, quella stessa gente che nella gran parte non lo capiva o accettava. Amore e coraggio: Pasolini è un poeta che si espone che si mette in gioco: usava la televisione tanto odiata ( non in sè ma per come era usata dai Potenti) o i giornali proprio per farsi vedere nel suo protendersi, nel suo cercare di aiutarci, nel denunciare. Un’esposizione a tutto tondo che gli costerà la vita, come sappiamo.” Polinori cerca di sintetizzare l’attività di Pasolini:”La sua azione giornalistica “da corsa” percorreva ogni via, ogni rotta sul mare inquieto dell’attualità di quel momento. Cercava di scandalizzare, come diceva, per muovere le coscienze sempre più addormentate e far cogliere possibili contraddizioni anche nelle scelte più progressiste e condivisibile. Incompreso da destra e sinistra. Offrì temi sconcertanti e, in molti casi, inediti: Il ruolo devastante del Palazzo ( così chiamava la casta politica), del suo potere e i suoi reati politici ( articolo del 24 agosto 1975 sul Corriere); il genocidio culturale in corso, la mutazione antropologica che ne derivava con susseguente. E se non bastasse – dice Polinori – la degradazione antropologica. La riflessione straordinaria sullo sviluppo che vivevamo ma che non era reale progresso. Il consumismo come ideologia, il potere della civiltà dei consumi come neofascismo e come religione, si la religione dei consumi. L’orrenda omologazione in corso, la fine delle realtà particolari e diverse. L’orrore della cultura media che fornivano la nuova scuola dell’obbligo e la televisione e che voleva fossero abolite. E tante altre provocazioni e intuizioni drammatiche.
“E proprio di ciò che Pasolini, il Pasolini Corsaro degli anni ’70, voleva avvertire: il potere consumistico ci sta devastando non solo nel borsellino ma soprattutto nell’animo – conclude Polinori – presentandoci uno sviluppo che non è progredire umano ma un degradarci dentro e fuori di noi. Di fronte a questo e alla banalità di troppe persone che ci circondano, come resistere senza esserne schiacciati e banalizzati a nostra volta? Per questo abbiamo bisogno ancora, dopo 35 anni dal suo assassinio, di ascoltare Pasolini.”

L’appuntamento, ad ingresso libero, è alle 20.30 presso il Centro visite Mario Pastore – CHM LIPU Ostia – parcheggio Porto turistico di Roma, ingresso da Via dell’Idroscalo – Per informazioni: tel. 06/56188264 – 06/5053403 – email: chm.ostia@lipu.it

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