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Stangata da 5 milioni per la discarica di Casalpalocco

Sit-in per protestare contro la richiesta di una cifra così elevata a 4 mila consorziati

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Il Faro on line – Assemblea-dibattito questa mattina per protestare contro la stangata di 5 milioni di euro richiesta ai consorziati di Casalpalocco per la bonifica della discarica di via Niceneto. Si tratta di una vicenda “antica” che risale addirittura agli anni Ottanta. E adesso, tra il capo e il collo di circa 4 mila soci, ecco arrivare la richiesta della cifra esorbitante di 5 milioni di euro “per il mancato ripristino di un terreno adibito a discarica”. Si tratterebbe di oneri conseguenti ad un accordo transattivo, stipulato nel 2008 senza alcun mandato dal presidente del consiglio di amministrazione del Consorzio, spiegano al CdQ “Roma XIII est”, il comitato che ha indetto l’assemblea di sabato al Centro polivalente di via Gorgia da Leontini, a Casalpalocco.

Secondo l’accordo, ogni consorziato è obbligato a sostenere una spesa che supera più di due volte la normale quota consortile annuale. La discarica di via Niceneto si trova su un’area estesa 20 mila metri quadrati dove nel tempo, oltre agli sfalci ed alle ramaglie, sono stati abbandonati calcinacci ed altri residui ingombranti. Quando l’area è stata restituita al costruttore, questi ha preteso che fosse bonificata, insomma che fosse ripristinato il terreno. La questione, manco a dirlo, è finita in tribunale. Sono state emesse delle sentenze di condanna nel 2003, 2007 e 2008, senza che l’assemblea dei consorziati deliberasse mai se agire in giudizio, se resistere o se impugnare i provvedimenti in cui risultava  soccombente. E senza che nemmeno  la stessa votasse  per un accordo stragiudiziale. Poi, dopo decenni, la doccia fredda. Anzi, gelata: i consorziati hanno scoperto di dover pagare oltre 5 milioni di euro  quando invece  nell’anno 2008  il costruttore si era dichiarato disponibile a riprendere il terreno dietro pagamento da parte del Consorzio di  250.000 euro e  il Ctu, commissario tecnico unico, del Tribunale aveva stimato che  la spesa per i lavori fosse di circa 1 milione e 500 mila euro.
In più, i soci hanno saputo di dover avallare la decisione del CdA  di appaltare i lavori  ad una ditta di propria fiducia facendo cadere sul Consorzio tutte le responsabilità di esecuzione che sarebbero dovute rimanere  a carico del Ctu, ed infine giustificare il CdA per il mancato rispetto del contratto di locazione e delle sentenze che imponevano  al Consorzio  di effettuare le opere per il ripristino del terreno sin dal 2003. Una situazione paradossale che coinvolge centinaia di famiglie di Casalpalocco che hanno discusso del problema nel corso dell’assemblea-dibattito di sabato 16 aprile in via Gorgia da Leontini, 171.

Maria Grazia Stella

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