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Morto su nave italiana in India, è ancora mistero

La vittima è un allievo uffciale di Gaeta

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Il Faro on line – Si chiamava Filippo Pittiglio, il 23enne allievo ufficiale di Gaeta trovato morto nella sua cabina a bordo della nave italiana “Bottiglieri Challenger” della compagnia armatrice “Bottiglieri Shipping” di Torre del Greco.
La nave, varata nel 2010, è un gigante del mare con le sue 92mila tonnellate di stazza e trasporta granaglie, carbone ed altre merci. La morte del giovane resta un giallo per i familiari e gli amici. La data della morte, che in un primo momento sembrava essere di due giorni fa, secondo i familiari risale invece al 4 aprile scorso, quando furono informati ufficialmente.
Attualmente il cadavere del giovane si trova sulla terra ferma, dopo essere stato sbarcato il 9 aprile nel porto di New Mengalore, presso Bombay, in India. Il decesso è avvenuto dopo due giorni di navigazione da Singapore. Inizialmente il corpo sarebbe dovuto arrivare direttamente in Italia per l’ effettuazione dell’ esame legale.
Ma le autorità indiane hanno deciso di eseguire in loco l’esame autoptico, trattenendo il corpo del giovane. La famiglia Pittiglio ed il consolato italiano che sta seguendo da vicino il caso sono in stretto contatto: i preparativi per recarsi in India a prendere il corpo del giovane e trasferirlo a Roma sono pressoché ultimati.
I familiari hanno fatto sapere di non credere all’ipotesi del suicidio ed hanno nominato un perito di parte. Il giovane, che era al primo imbarco, secondo quando riferito dall’ armatore Giuseppe Bottiglieri sarebbe stato trovato nella sua cabina con una busta di plastica avvolta sulla testa.

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