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“Canapini in Adr? rischia di essere ennesima carica politica vuota”

Calicchio (Pd): “mostrare alla città il progetto di sviluppo dell’attuale sedime aeroportuale”

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Il Faro on line – In merito alla convergenza di Regione, Provincia e Comune di Roma sul nome di Mario Canapini come possibile new entry nel consiglio di amministrazione di Aeroporti di Roma il consigliere comunale del Pd, Paolo Calicchio sottolinea:
“La presenza di un rappresentate istituzionale locale all’interno del cda di AdR può essere un fattore positivo e determinante fintanto che questo dimostri di agire per il bene della città e non per se stesso. Il sindaco Canapini fino a oggi, con le false promesse e i mancati risultati, Ponte Due Giugno, Stazione ferroviaria, mobilità, sicurezza, si è dimostrato un amministratore incapace di far decollare una città ricca di risorse come Fiumicino, a tuttoggi ferma. Un sindaco dell’ordinaria amministrazione, senza slanci, privo di quel pathos che ci si aspettava da un primo cittadino figlio nativo della città che governa ormai da otto anni”.
“Auguro dunque al sindaco Canapini – continua Calicchio – qualora la nomina all’interno del cda di AdR si concretizzasse, miglior fortuna e un maggior impegno di quello mostrato alla guida della sua città, auspicando che il primo atto politico del nostro illustre concittadino sia finalmente quello di calendarizzare un consiglio comunale ad hoc per mostrare alla città e alla classe politica, che da tempo lo chiede, il progetto di sviluppo dell’attuale sedime aeroportuale. La sua nomina non può essere un contentino per quietare i mal di pancia di un Comune che rimane fortemente critico di fronte a un piano fantasma, un’opera che continuiamo a ritenere superflua e di cui non si conosce nulla, impatti ambientali, acustici, occupazionali. Mi attendo dal sindaco una repentina presa di posizione e spero che per una volta faccia sentire il suo peso istituzionale. Altrimenti si tratterebbe dell’ennesima carica politica di facciata. Una stelletta da mostrare orgogliosi ai suoi elettori, ma priva di significati concreti per il bene di quella città che gli ha dato la fiducia ma che ormai è stufa della sua inconcludenza”.

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