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Porto, cantiere occupato dai trasportatori

Biselli (Fli): “Gli enti si assumano le proprie responsabilità affinché gli accordi siano rispettati”

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Il Faro on line – Dopo il ‘carosello’ con i mezzi dentro la città di ieri, è stato occupato nella notte il cantiere del nuovo porto turistico di Fiumicino. Intorno alle 22 di ieri sera alcuni dei trasportatori e fornitori, che da giorni sono in stato di agitazione per il mancato pagamento dei compensi, sono entrati, con una decina di camion all’interno del cantiere, nella zona del vecchio faro. Con l’azione di ieri in città e quest’ultima cercano di dare maggiore visibilità alle ragioni della protesta, alla luce della lunga trattativa tra Acqua Marcia, Sielt e i trasportatori.
“Altro che accordo raggiunto: finché non arrivano gli assegni da qui non ci spostiamo, anche durante le festività” afferma Mario Garofalo, uno dei titolari delle ditte coinvolte.
Intanto, Fli di Fiumicino chiede l’intervento di Renata Polverini: “È necessario che tutti gli enti, in primis ministero e Regione Lazio, i quali hanno apposto la propria sigla sull’accordo di programma, e non solo il Comune di Fiumicino, si assumano le proprie responsabilità affinché gli accordi presi in sede di conferenza di servizi siano rispettati. In particolare auspico un intervento della Regione Lazio, diretta interessata della vicenda e proprietaria delle aree nelle quali, speriamo, sarà realizzato il porto. Intervento che dovrà interessare sia i vertici istituzionale sia l’intera classe politica, di maggioranza e opposizione, che ha condiviso l’iter del porto turistico, approvato dalla giunta Marrazzo”.
“Chiedo – continua Biselli – al Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, ex numero uno Ugl, sindacalista di grande spessore e dunque competente delle dinamiche industriali, imprenditoriali e occupazionali, anche lei presente alla cerimonia della posa della prima pietra, di far sentire la propria voce e dare un impulso positivo alla risoluzione di una problematica che oggi sta colpendo Fiumicino, città a lei cara, e che preoccupa i cittadini, le imprese locali e l’intera classe politica di Fiumicino. Il nostro territorio ha bisogno di un porto turistico e non di una cattedrale nel deserto. Non vogliamo che i cittadini rimangano prigionieri di una Guantanamo, con recinzioni metalliche e divieti di ogni sorta. Questo non è più tollerabile. La realizzazione del progetto turistico legato al porto non può più essere procrastinata. Lo sviluppo occupazionale e infrastrutturale del nostro Comune non deve rimanere imbrigliato nelle controversie legali che vede impegnate Acqua Marcia, Sielt e Save”.
(Fonte Ansa)

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