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Porto turistico, una settimana di passione

Botta e risposta tra Save e Sielt. Alla fine uno spiraglio di luce nell’incontro tra le parti. Ma proseguono le proteste

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Il Faro on line – Ha avuto tutto inizio con la protesta dei lavoratori che hanno parcheggiato i loro camion nel cantiere del porto turistico per protestare contro il mancato arrivo degli stipendi. Da quel momento in poi si è innescato un rimpallo di competenze che ha visto nella Save Group e nella Sielt, società sub-appaltatrice di Acqua Marcia, i due attori principali. Questa è la breve sintesi di un botta e risposta durato più o meno sette giorni che non ha lasciato indifferente il mondo politico e quello della cittadinanza.

A seguito delle rimostranze dei lavoratori, la prima a prendere la parole è stata la società Acqua Marcia che ha assicurato di aver pagato tutto il dovuto alla Save Group. La società, a detta di Acqua Marcia, non avrebbe ottemperato ai pagamenti dei trasportatori.

La replica della Save Group non si è fatta attendere indicando nell’atteggiamento di Acqua Marcia la volontà di voler trovare “un capro espiatorio alle proprie difficoltà economiche”. Stando a quanto affermato dalla Save, Acqua Marcia avrebbe corrisposto soltanto 9 milioni di euro mentre per assicurare la continuità dei lavori sarebbero stati necessari “almeno altri 5 milioni di euro”.

Nei giorni seguenti, ad accendere ulteriormente le polemiche è poi giunta una notizia inattesa. La Sielt Immobiliare Srl, società incaricata dell’esecuzione dei lavori di realizzazione dell’opera, ha comunicato di aver provveduto al recesso del contratto di sub-appalto affidato alla Save Group Srl. “Le ragioni – si legge in una nota – sono da ricondursi alle condotte irregolari e negligenti della società. Questa non ha provveduto a corrispondere le dovute somme ai suoi sub-appaltatori”.

Ma la Save Group non ci sta. Le affermazioni rilasciate dalla Sielt non corrisponderebbero al vero. E, a dimostrarlo, interviene il direttore amministrativo di Save Group, Patrizia Patricelli. “Siamo creditrici nei confronti della Sielt (Gruppo Acqua Marcia) di somme che devono essere corrisposte dal dicembre del 2010”.

A riprendere la parola è nuovamente la Sielt Immobiliare Srl che ribadisce di aver corrisposto tutti i pagamenti dovuti alla Save Group “come dimostrato dallo Stato di Avanzamento Lavori”.

Ennesima replica arriva dal presidente della Save Group, Giovanni Vecchi: “Acqua Marcia ha attribuito alla Save Group la responsabilità del mancato pagamento delle ditte fornitrici e del ritardo accumulato nella realizzazione del Porto di Fiumicino ma questo non è vero. Abbiamo realizzato il Porto di Fiumicino con una progettazione in gran parte inseguibile e con risorse economiche inadeguate”.

Per mettere fine a questa diatriba su invito della società Sielt Immobiliare Srl, si sono susseguiti una serie di incontri tra i rappresentanti della Società e i fornitori del realizzando Porto Turistico che sembrano aver aperto uno spiraglio su una possibile soluzione.
“Abbiamo verificato – spiegano – la possibilità per Sielt di venire incontro alle esigenze dei fornitori a tutela soprattutto dei lavoratori impegnati nella realizzazione del porto. Dopo giorni di sofferte discussioni e manifestazioni delle rispettive posizioni, e, soprattutto sul condiviso presupposto che Sielt abbia assolto integralmente le proprie obbligazioni nei confronti del proprio subappaltatore Save Group, abbiamo raggiunto una intesa di massima che, seppure abbia ancora delle criticità da chiarire, ha rasserenato gli animi dei fornitori aprendo una prospettiva positiva sulla vicenda”.

Alla vigilia di Pasqua, però, nuove proteste hanno bloccato l’ingresso ai cantieri del costruendo porto. C’è bisogno di chiarezza, e le prossime settimane saranno cruciali.
Riccardo Ragozzini

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