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“La dura realtà e le promesse non mantenute”

Lettera aperta. Riceviamo e pubblichiamo

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Il Faro on line – Sappiamo bene tutti che nel nostro paese, la politica non è certo il maggiore esempio di coerenza e di onestà intellettuale, quindi nessuno si meraviglia più delle migliaia di promesse e impegni non mantenuti.
Naturalmente anche a livello locale la situazione non può essere migliore: anche qui abbiamo i nostri “Scillipoti” che attraversano trasversalmente tutte le correnti politiche in cerca della poltrona più comoda e poi dichiarano di non essere soggiogati alla politica (la coerenza prima di tutto), anche qui, ovviamente, non manca il nostro piccolo Premier che prima promette sogni di gloria e si fa forte di promesse che mai verranno mantenute. Quanti di voi si ricordano della famosa frase: “Faremo di Anzio la nuova Sanremo del sud”.

Quelle discutibili iniziative che obbligavano i negozianti a esporre fiori per tutto l’anno, li costringevano ad adottare vasi tutti dello stesso colore per non turbare le delicate pupille del vacanziere romano, i muri tutti puliti con la prevista pena di forti multe per chi imbrattava pareti di edifici privati e pubblici; come dimenticare quella famosa promessa legata alla manutenzione delle stazioni, l’impegno di ridare decoro a fatiscenti strutture che tutto sembrano fuorché fermate del treno, e l’istallazione di una rete di videosorveglianza da far invidia ad Alcatraz.
Il sindaco della Sanremo del sud aveva idee chiare: lui e il suo staff erano pronti a tutto pur di costruire questa nuova perla nel Lazio, tanto che per coronare la sua politica basata sull’estetica e sullo sviluppo culturale dei cittadini, mirò direttamente a emulare le gesta di un grande esteta e uomo illuminato del passato, pensate a Lorenzo de’ Medici? No, non fatevi illusioni, pensò a Nerone, del quale si dilettò in modo quasi imbarazzante a tesserne le lodi e con uno spiccato orgoglio personale, come se fossero parenti, fece costruire una nuova statua in omaggio al discusso personaggio storico sotto la quale pose una targa che celebrava il “principato di Nerone”, ignorando completamente  che egli fu un Imperatore e non un principe.

Ma Anzio era ormai pronta a vedere una nuova luce. Passati un po’ di anni, la cultura e l’estetica sembrano venir messi da parte a scapito di puri interessi politici ed economici: si pensa al porto, dove si fa una guerra senza fine per convincere le amministrazioni regionali ad approvare un progetto che presenta molteplici punti interrogativi sia dal punto di vista economico che tecnico, del quale si dice che il pubblico non metterà un euro ma sarà pagato tutto dai privati, e il Sole gira intorno alla Terra; ci si perde in lotte intestine  che vedono protagoniste la nuova amministrazione comunale e la vecchia che da lontano pretende ancora di dire la sua sulla gestione della cosa pubblica anziate e, non ci sta ad essere messa da parte mostrando chiaramente, la volontà di voler tornare a contare qualcosa nel paese; intanto i fiori appassiscono, i vasi diventano neri, le stazioni crollano, le strade diventano colapasta, e sopratutto quella che doveva essere la nuova Sanremo, diviene la nuova Napoli colma di “monnezza”.

L’amministrazione che tanto puntava sull’estetica e che mirava ad assomigliare a Rimini, Capri, a Ischia, ora sembra completamente incurante del totale degrado cittadino che negli ultimi anni ha raggiunto un livello tale che siamo quasi costretti a guardare con ammirazione le zone malfamate delle grandi metropoli italiane chiedendoci: perché noi non possiamo essere come loro? Vi ricordate la raccolta porta a porta?  Tutti ci chiedevamo, ma quando parte? Tra pochi mesi, ci rispondeva il console preposto all’ambiente del nuovo Impero di Anzio, ma naturalmente “ tra pochi” nella lingua italiana non vuol dire nulla e stiamo ancora aspettando, orami da quando neanche ce lo ricordiamo più. Ma forse è già partita, chissà a quale porta sono andati a bussare però, qualcuno dovrebbe fornire all’assessore gli indirizzi dei cittadini di Anzio in modo che si vada sicuri. Intanto, le strade si riempiono di spazzatura, gli operatori ecologici protestano e non raccolgono più nulla stanchi di essere presi in giro dai nuovi luminari del comune; l’odore nauseabondo aumenta sempre di più, e quello che prima si verificava d’estate, a causa del forte aumento di abitanti ora si verifica in piena primavera, lasciando solo immaginare cosa accadrà a Luglio, dunque, vi consiglio di fornirvi di apposite maschere antigas per evitare eventuali mutazioni genetiche. Mi chiedo allora chissà cosa stia pensando Nerone, che per quanto folle e omicida, di cultura ed arte se ne intendeva: non sarà sicuramente felice dei suoi emulatori, che non solo lo chiamano principe sminuendo la sua figura,  ma che gli hanno riempito casa di spazzatura.

Il sindaco, amava dire che non si devono fare distinzioni tra Anzio e i suoi quartieri limitrofi, e io non voglio farli, ma mi spieghi perché gli unici posto puliti e ordinati sono tutti concentrati nel centro di Anzio e nella zona di Santa Teresa ; come possiamo non fare distinzioni quando è lui stesso il primo a farle? Ci dicano perché questa benedetta raccolta differenziata non parte, o almeno se realmente esiste un progetto, cosa che dubito fortemente. Ci spieghino perché si disse che ad Anzio la differenziata non si poteva fare perché è un posto turistico (giustamente la fanno nelle più grandi città turistiche italiane, ma Anzio è un’altra cosa). Dal canto nostro, promettiamo che nessuno si offenderà se davanti ad un negozio non vedremmo fiori sempre freschi o vasi tutti bianchi, a noi non interessa essere la nuova Sanremo, ci basterebbe  essere Anzio, ma quella che ci piaceva così tanto.

Simone Di Donna (Italia dei Valori)

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